Diritto di Replica

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Vi ripropongo questo pezzo che ho pubblicato l’8 settembre 2007. Esso rappresenta ancora pienamente la ma opinione e, oggi, pur provandoci, non sono riuscito a scrivere di meglio.

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Questo articolo è diviso in tre parti. Nella prima ricorderò il triste anniversario di oggi. Nella seconda esprimerò la mia opinione su un’iniziativa odierna. Nella terza vi parlerò del solitario destino di guerriglia al quale, secondo me, prima o poi, ciascuno di noi sarà chiamato.
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Me ne sto tranquilla a casa mia a valutare quando, dove e come trascorrerò il prossimo anno scolastico (c’è anche da aggiungere “se”), quando una notizia mi fa letteralmente balzare dalla sedia. E’ vero che ormai sono diventata un’ habitué di questi salti, ma quello che sto leggendo adesso mi provoca anche un conato di vomito.
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La sottilissima ironia con la quale Finazio ha redatto il suo esilarante articolo è condivisibile, tuttavia si possono notare delle imperfezioni nel suo ragionamento che vorrei sottoporvi.

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“Perché no?” mi sono detta, a ben guardare la vita ha una sua “insostenibile leggerezza” che merita di essere valutata: l’Uomo.
Senza rimandare a domani (caratteristica, unicamente, maschile) e non avendo un “maiale” a disposizione (”Per capire una donna ci vuole una donna, per capire un uomo ci vuole un maiale” Geppi Cucciari -Zelig-), ho fatto incetta di riviste (una, per la verità, il resto è pornografia) e ho cominciato a “leggervi” per provare a capirvi (contraccambiando la cortesia- settimana dedicata alle donne su MC), a “sfogliarvi”, comodamente seduta, per il gusto di detronizzare, sulla poltrona di casa.

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Le criticità all’interno del Partito Democratico iniziano a palesarsi pubblicamente e molto prima del previsto. Arturo Parisi (luogotenente di Romano Prodi), proprio ieri, ha fatto «outing» chiedendo la «testa» di Veltroni direttamente dalle pagine del Corriere della Sera e rivendicando la paternità del Pd.

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Il Ministro Brunetta ci si è messo di buzzo buono per educare gli italiani, per l’esattezza i dipendenti pubblici, perché la rovina dell’Italia sarebbero proprio loro: i famosi fannulloni alla Ichino!

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L’articolo di Comandante Nebbia pubblicato qualche giorno fa è uno di quelli che fanno pensare. Più leggevo, più mi trovavo in sintonia con lui: anche a me piacerebbe, eccome, vivere nel Paese che CN auspica, godendo di quella stessa qualità della vita.
Allora mi son detto che sarebbe facile ottenerla: armi e bagagli e via, mi trasferisco in un altro Paese.
Sì, ma quale? Esiste oggi, nella realtà, un Paese così? Ho pensato ai paesi scandinavi, al Canada, all’Australia, che da decenni si sono dotati di istituzioni salde e di quella civiltà nei rapporti interpersonali che si rispecchia anche nel buon vivere quotidiano. Paesi che non conosco per esperienza diretta, ma di cui sento dire un gran bene.
Loro non hanno Berlusconi. E, anche so lo conoscono, evidentemente riescono a restarne immuni.
Yes, they can. Beati loro. Deve essere per questo che stanno così bene.

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Riceviamo dal nostro lettore Osvaldo Toldo e volentieri pubblichiamo.

Sto ricevendo in questi giorni numerose e-mail di invito a “boicottare televisivamente” la cerimonia inaugurale dei giochi e le Olimpiadi in generale di Pechino per protestare attivamente a favore del Tibet.
Istintivamente era sembrata anche a me la scelta più giusta. Ma…
Mi vengono in mente due cose: cercate di seguirmi anche se non avete cultura olimpica e non ve ne frega nulla.

Boicotta le olimpiadi di Pechino

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Non solo guaritori di gay o vescovi convinti che l’omosessualità sia una malattia. Ci sono cristiani che, in puro spirito di fratellanza, comprendono ed accolgono coloro i cui sentimenti sono offesi dalla discriminazione sociale. Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo.

Come cristiani possiamo “rimanere in silenzio” quando tanti uomini e donne soffrono solo perché sono omosessuali? Noi diciamo di no! Ecco perché dal 2 al 6 aprile 2008 in numerose città italiane, ed in varie parti del mondo, cristiani provenienti da diverse confessioni religiose saranno in veglia insieme con i gruppi di credenti omosessuali per ricordare le vittime dell’omofobia ed infrangere il muro di silenzio e d’imbarazzo che spesso permane nella nostra società, e sopratutto nelle nostre chiese, su questo tema.

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Questione delicata, intorno alla quale intendo ragionare con la convinzione che pensare e discutere serva sempre a qualcosa. Tema ricorrente del quale si dibatte, per delineare confini e ruoli, soprattutto quello della Chiesa come istituzione ed il suo peso nella dimensione civile e politica.
Ha le sue ragioni la laicità, ragioni che, in ambito politico e intellettuale, lanciano una sfida al dogmatismo cattolico contrapponendovi la libertà di coscienza che le connota.

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