Donne
7 marzo, 2010 di Cinzia De Monte
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Donne. Tu non puoi nemmeno immaginare quante storie si imparano semplicemente prestando attenzione ai discorsi tra donne alla fermata dell’autobus.
Le modelle incastrate nel loro corpo magrissimo che insieme è prigione e libertà, perché ingrassare di un chilo significa dover accettare un lavoro al call center a 1000 km da casa.
Le impiegate inchiodate alla scrivania a far un lavoro inutile, mentre a casa il bambino sta con una baby sitter scocciata perché non può avere bambini ed odia quelli delle altre, ma deve occuparsene perché la madre separata non può mantenerla all’università, dove lei volentieri rinuncerebbe ad andare, preferendo un futuro da velina, ma non può nemmeno sognare di fare la velina, perché da sempre le hanno insegnato che le veline sono immonde, ed invece loro sono quelle che hanno meno colpa di tutte, la colpa e di chi le spoglia in televisione perché c’è qualcuno che le guarda.
Al Tappone e Il Travaglio dell’Onanismo
25 febbraio, 2010 di doxaliber
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C’è qualcosa che proprio non va nel giornalismo di Travaglio. A dire il vero avevo già criticato alcuni aspetti del giornalismo di inchiesta pugnettistica in questo pezzo, anche se quella volta la mia attenzione ricadde maggiormente su un libro che all’epoca era sulla bocca di tutti: “La Casta”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Sarebbe per me gioco facile sottolineare quanto avevo ragione nel criticare quel tipo di libri e gli italiani che li leggono, ecco perché lo farò: quel libro è uscito, tutti ne hanno parlato (politici inclusi), tutti si sono indignati ma da allora è cambiato ben poco, per non dire quasi niente, ci siamo, appunto, fatti un po’ di pugnette all’italiana maniera. L’Italia purtroppo va così, qualcuno suo tempo pensò anche di rispondermi specificando il motivo per cui gli italiani reagiscono in questo modo, ed aveva ragione, c’è disincanto in Italia ed è ovvio che sia così.
Vincere (e Vinceremo?)
15 febbraio, 2010 di doxaliber
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Vincere. Governare. Queste le parole d’ordine del PD, da qualche giorno fatte proprie anche dall’Italia dei Valori che, in nome della vittoria e del governo nel 2013, ha accettato la candidatura di De Luca a Presidente della Regione Campania. D’Alema sogna(va) alleanze con l’UDC costi quel che costi, a discapito di tutto il resto. Tra i lettori di Mentecritica non mancano coloro che, in un modo o nell’altro sembrano voler abbracciare questa tesi basata sul pragmatismo.
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Anatema Contro i Gay: la Posta in Gioco
12 febbraio, 2010 di Daniela Tuscano
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Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito a un’escalation di anatemi antigay da parte di alti prelati della Chiesa cattolica. La miccia è stata accesa da mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna. Di fronte alla proposta di una regolamentazione delle coppie di fatto avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, ha preso carta e penna per scrivere una lettera dai toni apocalittici e perentori (“Dio vi giudicherà, anche se non credete”) tra cui spicca la frase: “E’ ingiusto trattare in modo uguale i diversi”.
Lo stesso Caffarra, rigido censore dei “sodomiti”, che però, a quanto risulta, non ha mosso un dito (anzi…), per difendere una bambina dagli assalti d’un confratello pedofilo. Stesso comportamento tenuto dal vescovo ausiliario mons. Vecchi, anch’egli distintosi varie volte, in passato, per i suoi strali contro i gay, accusati nientemeno che di alimentare la violenza . Pochi giorni dopo il card. Lozano Barragan, già famigerato per aver dato dell’assassino a Beppino Englaro e per la sua somma indifferenza verso i veri crocifissi della Terra (immigrati, disoccupati ecc.), ha creduto di doverci ricordare, scomodando nientemeno che san Paolo, che “omosessuali e trans non entreranno nel regno di Dio“.

Anno nuovo, mondo vecchio: all’indomani della vittoria di Nichi Vendola alle (inutilmente) sofferte primarie del Pd, mons. Babini, vescovo di Pistoia, ha rincarato la dose, invocando addirittura la scomunica latae sententiae. Dopo aver premesso di “provare ribrezzo a parlare di queste cose” e di considerare “aberrante” la pratica omosessuale, ha dichiarato che “dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, è uno scandalo. All’omosessuale dichiarato e conclamato non va data mai la comunione”.
Non è forse ozioso sapere cosa pensa Sua Eminenza dell’Islam (“una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso.. L’Islam è unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni islamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall’Islam, prima di essere colonizzati”: nemmeno Fallaci e Calderoli avrebbero saputo dir meglio), e soprattutto della recente visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma: “Il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza è arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori [la definizione, come ognuno ricorderà, è di Giovanni Paolo II]. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa è nata da Cristo e non dagli ebrei”.

Qualche giorno fa, stessa musica ancora dalla Toscana, per bocca dell’arcivescovo emerito di Grosseto, mons. Scatizzi: niente comunione ai gay “conclamati” (come una malattia contagiosa?), perché “l’omosessualità è un disordine”. E, contemporaneamente, il Vaticano ha ammonito il governo: guai a finanziare campagne contro l’omofobia (altrimenti potrebbe sgretolarsi l’alleanza d’acciaio che pure i due soggetti hanno siglato).
E’ finita? No; sebbene non intendiamo addentrarci nelle sordide secche del caso Boffo, il bruciante intervento di don Farinella basta e avanza – notiamo come, per diffamare qualcuno, sia Feltri, sia il Vaticano non trovino di peggio che dargli dell’omosessuale. Non dell’assassino, del mafioso, del corrotto; tutto può essere perdonato, tranne l’omosessualità, naturalmente se “conclamata” (giacché, se nascosta, non infastidisce nessuno, non dà scandalo, soprattutto non se ne parla; quindi, il problema non esiste).
La Chiesa cattolica italiana, attualmente, si trova a esser governata da simili pastori. Non si vuol generalizzare, sia chiaro; resta il fatto che si tratta di personaggi potenti, influenti e molto attivi sui mass-media. Anziani “lefebvrizzati”, che nemmeno si accorgono di rasentare il ridicolo quando distinguono gli ebrei dall’ebreo Gesù; vecchi e arcigni custodi d’un inesistente Ordine Costituito, che invocano l’apartheid dei “diversi”; sepolcri imbiancati, teologicamente balbuzienti, i quali, sulla scorta dei fondamentalisti islamici che millantano di disprezzare, decontestualizzano Paolo dimostrando una paurosa ignoranza e superficialità sui testi sacri. Gli esegeti più autorevoli (anche in campo cattolico) da tempo ormai hanno ammesso, senza tema di smentite, che san Paolo non poteva certo riferirsi agli omosessuali come li conosciamo oggi, visto che ai suoi tempi la parola non esisteva nemmeno, per non parlare dei trans, che non mi risulta frequentassero i sacri palazzi nel primo secolo dopo Cristo. A parte che Paolo non può esser sbrigato in due maldestre righe, un dimenticato Yves Congar definì chiaramente grave errore “modernizzare un testo che aveva per contesto il paganesimo antico”. Paolo alludeva non agli omosessuali strutturali, ma a eterosessuali che, per vizio e/o curiosità, si abbandonavano a pratiche diverse da quelle con una donna/uomo senza esservi costretti (ed era il caso di taluni circoli intellettuali pagani, ma non solo, visto che Dante punisce tra i “sodomiti” esclusivamente “cherci e litterati di gran fama”, lasciando intendere che si trattava di una perversione riguardante le annoiate classi ricche).

Che poi Paolo disapprovasse anche l’omosessualità come tale, quando l’avesse conosciuta, è con ogni probabilità vero; come è vero che non tutte le rivendicazioni degli omosessuali sono moralmente accettabili; ma il discorso meriterebbe ben altro approfondimento e siamo noi a provare ribrezzo, e dolore, a dover ribadire queste ovvietà ai principi della Chiesa.
Lozano (e i suoi illustri confratelli) fingono pure di dimenticare sia il documento del ‘75 Persona humana, che già adombrava l’idea di un’omosessualità per dir così innata (oggi si sta tornando a considerarla vizio o malattia da guarire; le pubblicazioni cattoliche dànno molto spazio alle cosiddette “teorie riparative”, miranti a “convertire” gli omosessuali in eterosessuali), sia il Catechismo del ‘92. Lo smemorato del Vaticano smarrisce poi in un cassetto della memoria un libro dell’illustre moralista Xavier Thévenot pubblicato in Italia nel ‘92 con l’imprimatur, Omosessualità maschile e morale cristiana (Elle Di Ci), dove i passaggi su san Paolo sono molto ben analizzati (pur nel rispetto della tradizione più ortodossa). Si tratta di uno dei testi in materia più autorevoli e rigorosi, ancor oggi.
Né gl’importa di quel documento dei vescovi americani Pur sempre nostri figli. Forse perché destinato, appunto, a lontane contrade. La Chiesa universale sembra molto più interessata all’orticello italiano.

I nostri vescovi, dimentichi del Vangelo e dell’umana compassione, dimostrano però un intuito politico assai acuto. Essi sanno perfettamente che gli unici dai quali possano ricavare qualche mondanissimo profitto sono gli atei devoti, cui della religione poco cale, ma sono molto sensibili alle richieste temporali della Chiesa, e a cui non costa nulla sacrificare gli scandalosi “diversi” (se conclamati: gli stessi concetti, del resto, enucleati da Joseph Ratzinger in un documento del ‘92). Tornino nel silenzio, smettano di essere conclamati e di suscitare scandalo; in cambio, il governo continuerà a elargire generose somme di denaro alle scuole cattoliche e a impinguare le tasche degli insegnanti di religione, mentre l’istituzione pubblica, sovversiva e “laicista”, può andare allo sfascio. Da parte sua, l’altra metà del Tevere non smetterà di accordare alle “autorità” la sua paterna benedizione. E le leggi inumane contro gli immigrati, la corruzione diffusa, la disoccupazione, le patenti ingiustizie, i decreti ad personam? E la perdita del senso di fiducia da parte di tanti giovani, privati del sogno di costruirsi una vita prima ancora d’averlo accarezzato?
Dottrinariamente, l’anatema contro gli omosessuali costituisce invece un altro passo (pretestuoso) per il definitivo affossamento del Vaticano II. Se questo è il passato che ci attende, c’è poco da stare allegri.
La Colpa di Essere Donna
6 febbraio, 2010 di Darsch
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Il respiro stava diventando affannoso, era esausta. Correva a perdifiato da qualche minuto ormai, sotto una fitta pioggia che sembrava avviluppare ogni cosa. Le scarpe le aveva perse quasi subito, troppo scomode per correre. Erano quelle che aveva comprato il giorno prima con Claudia: “Devi assolutamente metterle alla festa, ti stanno d’incanto”. Il viso sorridente della sua migliore amica svaniva lentamente mentre si accasciava al suolo, sopraffatta dalla fatica. Nonostante la corsa aveva freddo, il tempo quella sera era cambiato bruscamente e Lei, nel frastuono generale, non se n’era accorta. Per i suoi 18 anni Cla aveva fatto le cose in grande: il padre era riuscito ad affittare all’ultimo minuto un casale poco fuori città, circondato da prati e alberi quasi a perdita d’occhio. E ai piedi di uno di quegli alberi c’era Lei, infreddolita e completamente fradicia.
“Perché?”

art by metaller
Figli di Papà, Mogli di Marito, Fratelli di Fratello
5 febbraio, 2010 di dellefragilicose
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Nel Paese dei «figli di» è venuto il momento di Renzo Bossi, secondogenito di Umberto. Sarà candidato alle prossime regionali – nella Lega, ça va sans dire – a Brescia. Il viceministro Roberto Castelli, consapevole delle maldicenze che accompagneranno l’entrata in politica del giovane Renzo, s’è premurato di precisare: «Niente a che vedere con altre candidature di figli, mogli o parenti vari che sono stati inseriti in liste bloccate, con la certezza di essere eletti. Il figlio di Umberto Bossi dovrà affrontare la campagna elettorale e ottenere le preferenze sufficienti. Credo che sia, per un ragazzo di ventun anni, un atto di coraggio di fronte al quale mi tolgo tanto di cappello».
Il Progetto per il Nuovo Web Italiano
19 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
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Facebook e’ piu’ pericoloso dei gruppi degli anni 70. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano. “Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Cosi’ si rischia di auto alimentare l’odio che alligna in alcune frange”. (fonte)

Il progetto del governo per il nuovo web italiano
Chissà dov’era Schifani negli anni 70. Forse a fare la pupazza di sabbia sulle spiagge di Mondello insieme a qualche altro basilisco amico suo.
Solo così si giustifica un’affermazione superficiale e irrispettosa come la precedente. Superficiale perché dimostra l’evidente ignoranza di chi l’ha pronunciata su argomenti come il web 2.0. Con quello che prendono come diaria, perché non pagano un tredicenne per farsi spiegare certe cose e farsi scrivere le dichiarazioni da fare su Internet?
Irrispettosa per chi negli anni 70 ci ha lasciato la pelle, per chi è rimasto a ricordare e per chi è ancora dietro le sbarre e non può dimenticare.
L’Unica Cosa che Lega gli Anni del Terrorismo all’Attacco di Tartaglia Sono i Toni….. del Centrodestra.
15 dicembre, 2009 di doxaliber
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Confesso di aver provato un certo disagio nel leggere l’editoriale di Sallusti apparso sul “Il Giornale” all’indomani del gesto violento di Tartaglia contro il Presidente del Consiglio e già segnalato da Comandante Nebbia nel suo pezzo. Allo stesso modo ho provato fastidio e disagio nel leggere altri articoli apparsi sullo stesso quotidiano, gli atteggiamenti odierni di parlamentari di centro-destra ed il florilegio di accuse più o meno velate che alcuni politici e giornalisti hanno lanciato a Di Pietro, AnnoZero e Travaglio, non per particolare simpatia verso tali personaggi, ma per i metodi usati.
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Il Bene del Mondo
3 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
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“Secondo le accuse le due donne maltrattavano i bambini, sotto i quattro anni a loro affidati, in particolare – ha spiega la Mobile – «costringevano i bambini a mangiare stringendo loro la mandibola per fargli aprire la bocca e a volte, quando avevano fretta, porgevano loro la minestra ancora calda, in particolare in un’occasione avevano preteso che un bambino rimangiasse quello che aveva vomitato»; e ancora «lasciavano i piccoli soli nella stanza dove dormivano, senza vigilanza, e per non sentire il loro pianto alzavano il volume della radio». Oppure «punivano i bambini chiudendoli nel bagno da soli e lasciandoli al buio per lungo tempo». «Le due operatrici di abitudine – proseguono gli investigatori – strattonavano violentemente i bambini, tirandoli per un braccio, per farsi ubbidire, tanto che in un caso hanno provocato la lussatura alla spalla di un bambino. Picchiavano i piccoli in modo violento – sottolineano gli agenti – quasi sempre in faccia o in testa, e quando li spostavano li tiravano per un braccio e, in alcuni casi, li alzavano e poi li sbattevano a sedere a terra. E ancora costringevano i bambini a stare fermi e in silenzio per lungo tempo, non prevedendo per loro nessun tipo di gioco». L’aggressività delle maestre – spiegano gli investigatori – ha provocato nei bambini rifiuto per il cibo, regressione nella parola, atteggiamenti aggressivi ed insonnia.”
fonte

Alcuni pensano che i bambini siano degli adulti in miniatura, specie di uomini e donne più bassi e con la vocina sottile, ma per il resto uguali a tutte le altre persone che incrociamo per strada, con le quali litighiamo quando siamo alla guida o dalle quali subiamo angherie e vessazioni.
In realtà, e ormai posso dirlo per esperienza diretta, i bambini, almeno nei loro primissimi anni di vita, sono una specie diversa. Non sono esserei umani come noi. Sono qualcosa di indefinibile sospeso tra la dolcezza, l’innocenza, lo stupore, la grazia, il profumo e la magia.
Chi ha la fortuna di dividere questi giorni con un bambino sa di cosa sto parlando. Guardandolo, non si vede la persona che sarà, ma una sorta di piccolo miracolo che bisogna godersi per quello che è in quel momento, senza farsi domande e ripetendo intimamente un grazie al destino per aver avuto la fortuna di rivedere quella parte cristallina e pura della vita che, dopo averla lasciata, abbiamo dimenticato fino al punto di non sapere nemmeno più cosa fosse. I bambini sono il Bene del mondo.
Nè Fiori, nè Opere di Bene
24 novembre, 2009 di fma
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C’é stato un tempo in cui eravamo sicuri, almeno la stragrande maggioranza, che il mondo marciasse verso “magnifiche sorti e progressive”.
Si trattava solo di avere pazienza e aspettare.
Vegnarà Bepi del giazo! si gridava a Nord Est. Addavenì Baffone! si rispondeva da Roma.
Si pensava che l’avvenire sarebbe stato più equo e solidale del presente. E se a qualcuno non stava bene, chissenefrega, tanto il futuro non ha mica bisogno di permessi per venire. Ne erano convinti persino quelli che non votavano PCI, che domandavano guardinghi, scuotendo la testa: ma di questo passo dove andremo a finire?
Eppure, malgrado la povertà e il bisogno fossero assai più diffusi di oggi, o forse proprio per questo, si donava molto di meno. Giusto l’elemosina in chiesa, alla domenica mattina.
Conflitto di Interessi, Mediaset, Berlusconismo. Tutti Colpevoli
16 novembre, 2009 di doxaliber
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Ah, vi immagino mentre urlate il vostro dissenso dai blog, quando litigate con gli amici del bar e quando, sicuri di essere dalla parte del bene, vi sentite soli ed incompresi, pochi onesti in un paese di manigoldi.
Nel corso degli anni avete costruito numerosi capri espiatori contro cui scagliare le vostre ire, così la colpa ogni volta è ricaduta su un soggetto diverso: colpa di Rifondazione Comunista e di Bertinotti, rei di aver fatto cadere il primo governo Prodi; colpa di D’Alema, che ha fatto fuori Prodi per sete di potere; colpa del PDS, poi diventato PD, che non ha mai fatto una legge sul conflitto di interessi ed ha comunque concesso a Berlusconi la possibilità di candidarsi come Parlamentare pur non essendo eleggibile.
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Corpi di Ragazza
La Donna e il Sesso nell’Immaginario di un Intellettuale
29 settembre, 2009 di Daniela Tuscano
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Questa volta avrei evitato qualsiasi intervento, lasciando spazio o, meglio, parola alle fotografie e soprattutto ai video. Del resto, blog come Il corpo delle donne (da cui attingo anche per il presente post) e, più modestamente, la mia rubrica DadonnAdonna già svolgono un ruolo. Qualche appunto, però, si rende necessario.
L’estate scorsa giunse a “Repubblica” la lettera piccata di Antonio Ricci, l’ex-preside più giovane d’Italia ormai affermato e spumeggiante autore di moltissimi programmi di enorme successo, da Drive In a Striscia la notizia, da Paperissima a Emilio, a L’Araba Fenice (che destò scandalo per la partecipazione nuda di Moana Pozzi, le cui “gesta” verranno presto celebrate in un film), all’impareggiabile Velone, e via di seguito.
Tu l’hai Fatto il Back-up della Governance?
11 giugno, 2009 di la Donna Cannone
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Capelli corti e neri su faccia tonda e naso all’insù. Cornice a guance prominenti e pacioccone che non prenderesti sul serio. Forse per questo le ha trasformate in mantice di una lingua martellante. Batte, batte, batte, una parola dopo l’altra, finché ti stordisce.
Pacchetto Sicurezza
3 giugno, 2009 di Daniela Tuscano
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“Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica”. Scorrono le immagini del video di Vieni a ballare in Puglia, brano in cui Caparezza, con l’acida affabulazione che lo contraddistingue (un bravo anche ad Albano per il cameo), punta il dito sulle morti da taluni, inspiegabilmente, definite bianche. A me son sempre sembrate nere, nerissime. Acri e primitive come il paesaggio del video, arrostato da un sole implacabile, d’un furore malato, metallico, ferrigno. Non è il Sud patinato delle agenzie di viaggio, è la periferia africana dei bus scalcagnati e tossici. E’ l’Italia.
Giuseppe Gatì
27 aprile, 2009 di albyok
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Prima di leggere questo articolo, guardate questo video.
Non conosco personalmente Giuseppe Gatì, ma quando ho sentito parlare di lui, della sua storia e di cosa fa, mi sono sentito meglio. Mai come in questi giorni provo rabbia e disprezzo per quella gran parte di persone che difendono armati di una spada chiamata Ignoranza, coloro che si meriterebbero di marcire in qualche galera di provincia.
I Pietro Maso di Domani
20 aprile, 2009 di diabolicomarco
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Sono andato ad un parco giochi non lontano da casa, con mia figlia. Ogni volta assisto a delle scene che mi lasciano senza parole. Per esempio ieri c’era questa bimba vestita di tutto punto che scavava nella terra nera con un rastrello. Arriva mia figlia che, come dico amorevolmente, è vestita da piccola rom e si butta per terra a scavare con le mani nude. La bimba resta un attimo ferma a guardarla, poi non resiste e prende un pugno di terra pure lei. Apriti cielo! Arrivano mamma e nonna armate di fazzolettini di carta che la puliscono, rimbrottandola, prima che “sporchi i vestiti”.
Certa gente non è normale.
Confessioni di un Terremotato di Merda
14 aprile, 2009 di buscialacroce
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Buscialacroce torna più cattivo che mai, una città distrutta, due amici di meno e tanti vaffanculo nel cuore!
Il primo vaffa va all’architetto dell’ospedale nuovo, si fa per dire, S. Salvatore Marcello Vittorini che dice: “Ho visto che l’ospedale in alcuni punti era inagibile, ma in altri no. Non capisco cosa possa essere successo. Non so se l’incuria possa aver compromesso i pilastri.”
Sigarette: L’Ipocrisia che Puzza di Cadavere
30 marzo, 2009 di Comandante Nebbia
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Leggo con divertito disappunto che commissione Sanità del Senato si appresta a varare una legge bipartisan allo scopo di impartire un “giro di vite” al vizio del fumo.
Provvedimento cardine di questa manovra dovrebbe essere l’ “obbligo per i produttori di inserire nei pacchetti un bugiardino dove saranno elencate le sostanze cancerogene che attualmente non vengono dichiarate“. (fonte)
Apperò, il bugiardino. Vedo già i quadri dirigenti della Philip Morris entrare nel panico e vendere le azioni ricevute con il meccanismo delle stock option.
Superior Stabat …
27 marzo, 2009 di tenebra
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…….lupus, inferior agnus ecc. ecc. ecc.
Dobbiamo lavorare di più: questa è la ricetta per superare la crisi, naturalmente a salari e stipendi invariati, che se sei un manager bancario, un parlamentare, un avvocato di Berlusconi, un mafioso ( questi ruoli, a volte sono interscambiabili), va benissimo ma se guadagni 900 euro al mese e ne spendi 500 o 600 per pagare l’affitto hai due reazioni possibili : o beli ( tipologia agnus) o lo mandi in culo.
8 Marzo: una Bambina, una Donna, senza Chiesa
8 marzo, 2009 di Daniela Tuscano
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Pervenuta per mezzo dell’autrice
Carissimi,
“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna” (Mt 5, 20-22).
Parole severe quelle di Gesù. Non dissimili da quelle di alcuni maestri del suo tempo, che ricordavano: il comandamento è di non spargere il sangue, ora, chiunque umilia il suo prossimo, chiunque lo fa arrossire di vergogna, è come se ne spargesse il sangue, è perciò lui stesso omicida. La mattina, alla preghiera, noi non siamo molti, sei, sette, otto persone al massimo. Che oggi, quando, in apertura, si è fatta la memoria della vita, erano tutte, tra lo smarrito e l’indignato. Perché noi non siamo abituati a pastori così. Come quello che è entrato, alla stregua di un carro armato, in una storia, già di per sé fin troppo dolorosa, triste e drammatica.



