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Al Tappone e Il Travaglio dell’Onanismo

C’è qualcosa che proprio non va nel giornalismo di Travaglio. A dire il vero avevo già criticato alcuni aspetti del giornalismo di inchiesta pugnettistica in questo pezzo, anche se quella volta la mia attenzione ricadde maggiormente su un libro che all’epoca era sulla bocca di tutti: “La Casta”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Sarebbe per me gioco facile sottolineare quanto avevo ragione nel criticare quel tipo di libri e gli italiani che li leggono, ecco perché lo farò: quel libro è uscito, tutti ne hanno parlato (politici inclusi), tutti si sono indignati ma da allora è cambiato ben poco, per non dire quasi niente, ci siamo, appunto, fatti un po’ di pugnette all’italiana maniera. L’Italia purtroppo va così, qualcuno suo tempo pensò anche di rispondermi specificando il motivo per cui gli italiani reagiscono in questo modo, ed aveva ragione, c’è disincanto in Italia ed è ovvio che sia così.

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Vincere (e Vinceremo?)

Vincere. Governare. Queste le parole d’ordine del PD, da qualche giorno fatte proprie anche dall’Italia dei Valori che, in nome della vittoria e del governo nel 2013, ha accettato la candidatura di De Luca a Presidente della Regione Campania. D’Alema sogna(va) alleanze con l’UDC costi quel che costi, a discapito di tutto il resto. Tra i lettori di Mentecritica non mancano coloro che, in un modo o nell’altro sembrano voler abbracciare questa tesi basata sul pragmatismo.
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Analisi Del Potenziale Genomico

Luce che rubi la vita agli insetti.
Morte senza figli.
Aspetto un giorno più chiaro fingendo che la fine non esista.
Poggio la testa sul cuscino e un sonno amico mi salva la vita, la mia unica vita.

La scritta campeggia rossa sullo sfondo uniforme di neon bianco. Entro.
Altro neon, moquette, pochi elementi di arredamento, un bancone. Divanetti sparsi su una superficie vastissima.
Attraverso il nulla moquettato mi avvicino al bancone e porgo alla figura dietro al bancone la fiala che contiene il mio sperma.

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Reverie nel Parco

3 maggio, 2009 di Michela  
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(Dialogo semiserio tra me e una panchina vuota)

Posso ora solo descrivere le forme della mia stanchezza. Speranze, nate morte, e l’indifferenza degli altri. Ma allora, cosa sono io e che futuro posso ancora avere. Foglie avvizzite ed inganni fatti a me stessa. Il palcoscenico di ogni giorno, nato dalla mia vita. Sento e spero comunque di sbagliarmi se la mia penna si è inaridita… il suo inchiostro si è seccato oppure è finito.
Penso ai miei sogni ormai come a variopinte meduse morte e gettate, lì sulla spiaggia dalla risacca del grigio e tenebroso mare d’autunno. Le mie tristezze e le mie frustrazioni sono state il calamaio nel quale ho intinto il mio pennino. Ma ora hanno stancato e non interessano più a nessuno, all’infuori di me stessa.

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Amore Naufragato

11 aprile, 2009 di Jules Winnfield  
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Il vento scala la scogliera e scuote piccoli fili d’erba e margherite sottili. Sui recinti corrosi dalla salsedine ciuffi di lana grigia si intrecciano con altri più candidi di agnelli infanti. Procedo lungo il sentiero come un ubriaco. Non riesco a porre un piede dopo l’altro, raffiche di vento rendono incerto il mio cammino e la mia attenzione è fugace ed incostante, anch’essa scossa violentemente dalla bellezza selvaggia di questi luoghi e di Lei che suona per le onde.
La sera scivola implacabile tra i fiori selvatici. Un altro giorno è fuggito e non ritornerà. Si alza la marea.

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Non lo So

1 marzo, 2009 di Paolo Dolzan  
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Leggo libri e sfoglio cataloghi, scruto fotografie e ricostruzioni in pellicola, fantastico sui tempi andati che hanno lasciato solo un rimasuglio in bianco e nero per questo mio presente. Nel passato non cerco (e non trovo) la felicità, beninteso. Eppure quell’approssimazione di benessere mi ristora. Provo a immaginarmi quel mondo che non aveva ancora del tutto classificato le sintomatologie e le cause del decesso, che rompeva la schiena coi viaggi di una manciata di chilometri e caricava ogni partenza di esodo e di epica, che avvicinava l’anima degli uomini tra le vicissitudini dei giorni trascorsi senza nemmeno una lettera dei propri cari.
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Dei Delitti e del(le) Pene

28 gennaio, 2009 di tenebra  
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Ogni tanto ci si accorge, nel nostro paese, che le donne vengono stuprate.

Ogni giorno centinaia di donne subiscono violenza per le strade ma soprattutto tra le tranquille mura domestiche delle Famiglie, con la effe maiuscola, beatificate e santificate di qua e di là del Tevere.

Ogni ora ci vengono proposte immagini e idee che ci dicono che le donne sono oggetti e, come tali, possono essere usate.

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Passeggeri della mia Vita Ovvero la Grande Depressione

31 dicembre, 2008 di diabolicomarco  
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La depressione è una malattia subdola e di origine sconosciuta. Molti, anche inconsapevolmente, ne soffrono. Si acutizza in questo periodo di luci scintillanti, preparazioni frenetiche a feste e cenoni, regali da ricevere e da offrire. Il tutto con il cuore nero di angoscia.

Sistemando la mansarda sono riemersi alcuni quaderni su cui appuntavo dei frammenti di me. Li propongo qui con la speranza che possano diventare una di quelle ciambelle di salvataggio che miracolosamente si trovano in rete quando sembra che niente più possa aiutare. Una specie di messaggio lasciato nel mare immenso delle cose che solo colui al quale è veramente diretto saprà riconoscere. La depressione è un buio tunnel,  ma uscirne è possibile. Non posso certo fornire una soluzione unica e valida per tutti, una soluzione unica non esiste. La mia esperienza mi ha insegnato che il contatto con gli altri è fondamentale. Anche un contatto obliquo e perverso.

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Vacanze Trevigiane (Treviso a Cattivo Gioco)

7 ottobre, 2008 di diabolicomarco  
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Non avevo idea di dove fosse Treviso, della sua storia. Di alcune città hai un’idea o un ricordo particolare anche se non ci sei mai stato. Non dico che certe convinzioni infondate abbiano un senso, però ci sono. Di Treviso niente. Un’impressione condivisa dalla maggior parte degli altri romani che ho consultato a proposito. Da tutti quelli che erano con me, sicuramente.

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La Forma del Cazzo

Chiedo, il più umilmente possibile, scusa a J.L.B. Forse il modo migliore di mostrare il mio pentimento e la coscienza della pochezza di quanto scritto, sarebbe stato non pubblicarlo affatto e anzi distruggerlo, ma, da inane ed eterogeneo emulo degli sforzi del Menard, ho trovato difficile separarmi da questo stralcio faticosamente richiamato da uno degli scaffali della biblioteca di Babele, dove tra l’altro avrebbe continuato in ogni caso ad esistere; ed ho inoltre, dopo lunghe riflessioni, convenuto con me stesso che quanto segue è, comunque, solo il mediocre frutto di un’ispirazione di molto più nobile e ammirevole provenienza, frutto di cui io non ho colpa, se non forse quella di averlo sognato, troppo frettolosamente, e senza alcun metodo, in una sola notte.

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Funeral Party

10 gennaio, 2008 di diabolicomarco  
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funeral-party.jpg“Siamo qui per una ragazza che vive grazie all’amore che tutti noi proviamo per lei. Siamo qui perché così avrebbe voluto che fosse. Non un funerale ma una festa. Alcuni musicisti, suoi amici, suoneranno per noi.
Ascolteremo alcuni brani in silenzio. In seguito chi vorrà potrà alzarsi e donare agli altri un ricordo, un pezzo di quell’amore che si tiene dentro o di dolore. Poi ci sposteremo nella sala qui accanto dove ci terrà la festa che ciascuno di noi ha contribuito a suo modo a realizzare.
Grazie.”
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Voglio Stare da Solo Insieme a Te

8 dicembre, 2007 di nino  
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E’ possibile vivere la propria vita tra la gente e con la gente ed essere allo stesso tempo soli? Le persone interagiscono continuamente tra di loro, si lavora insieme, si studia, si discute, si litiga, si compiono tutte quelle interazioni che comporta il vivere nella società.

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Sorella Morte

2 novembre, 2007 di Lameduck  
Archiviato in Caffè nel Deserto, Leggere, Oltre il Confine

Anche se magari te l’aspettavi perché c’era stato quell’episodio precedente, un cuore che si ferma per interminabili minuti e poi riprende per un miracolo e lo sai che i miracoli avvengono solo una volta nella vita, quando perdi qualcuno che ti è caro è sempre una sorpresa, una scossa di terremoto, uno squarcio nell’ordine naturale delle cose dove si affaccia chiassoso ed invadente il caos. E’ il non saper cosa fare adesso, la terra che ti manca sotto i piedi. Non può essere, ti ripeti. Ho capito male.
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Un Sogno Lungo una Vita

16 ottobre, 2007 di nino  
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I sogni sono la risposta della mente al grigiore della vita, c’è chi sogna mentre lavora, chi sogna mentre passeggia, c’è chi sogna con una foto tra le dita mentre una lacrima gli solca la guancia, c’è chi sogna mentre abbraccia un cuscino memore di tanti notti insonni e di tanti pianti soffocati nel silenzio assordante della notte, quella notte immensa che guarda da lontano, e che ascolta impotente i nostri desideri.
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Pierangelo Bertoli: il Poeta

bertoli2.jpgPerché l’ho definito il Poeta? Perché secondo me non c’è definizione più calzante. Quella è stata la sua “vera essenza” e continua ad esserlo anche a distanza di anni, esattamente cinque oggi, dalla sua morte. Pierangelo Bertoli nacque a Sassuolo nel 1942, terra notoriamente “fertile” in quanto a cantautori di un certo livello. Da bambino fu colpito dalla poliomenite che gli compromise per sempre l’uso delle gambe, costringendolo a vivere e a muoversi su una sedia a rotelle; tutto questo, però, non gli ha impedito di dedicarsi con tanta passione alla musica: ci ha regalato dei veri e propri capolavori. Leggi il resto

Quel giorno

29 agosto, 2007 di Saint  
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Oppressi da un peso insondabile, il dolore del mondo offeso, o solo quello del nostro di mondo, troppo spesso camminiamo curvi, lo sguardo rivolto a terra, senza dare la possibilità a nessuno d’incrociarlo.

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Musam – Un’Emozione da Scoprire

28 luglio, 2007 di Giorgia  
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francescobaracca.jpgQuando siamo arrivati a Vigna di Valle, un ex idroscalo, non mi sembrava vero. Non vedevo l’ora di visitare tutti gli hangar, di farmi una foto per ogni aereo che vedevo, di rispolverare la passione per gli aerei e per il volo, di andare alla scoperta di un luogo che ancora non conoscevo ma che sapevo già mi avrebbe affascinato!
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Cara Mamma

11 luglio, 2007 di Giorgia  
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E’ la seconda volta che ti scrivo. La prima volta, adolescente, scrissi su di un foglio le mie confidenze, sperando tu potessi così entrare nel mio mondo. Lasciai il tutto sul solito comodino.

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Mario Rossi

19 giugno, 2007 di Pietra  
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rossi.jpgSi chiamava Mario Rossi: c’è un tot di Mario Rossi in Italia, in tutte le città, cionondimeno lui si chiamava Mario Rossi: succede.
Non era né basso né alto, né grasso né magro, né presbite né miope, né elegante né sciatto, né intelligente né scemo.
Non era. Era un Mario Rossi, con un problema: lui somigliava. Somigliava sempre, in assoluto. Somigliava e basta. Fu il dramma della sua vita.

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Se l’Hosting Permette

13 giugno, 2007 di mc  
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e visto che oggi non abbiamo pubblicato nulla, vorrei fare una chiacchierata serale con voi, che è tanto che non la facciamo.

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