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Standard e Poor’s: Italia Retrocessa in BBB

Anzi in BBB+ per la precisione, che un “+” non si nega a nessuno. Il motivo principale sarebbe quello che le politiche di austerity bloccano la ripresa in Europa. Ma non c’è da preoccuparsi troppo, ora arriva la fase 2, il “Cresci Italia” e a Standard & Poor’s glielo ficchiamo dritto su per il culo.

Nel caso specifico dell’Italia, Standard & Poor’s esprime il timore che le riforme strutturali, quali le liberalizzazioni, ad esempio, possano essere bloccate dalle corporazioni che, in questo momento, detengono privilegi non giustificati dalle attuali condizioni di mercato. Notai, tassisti, farmacisti, commercialisti, avvocati e compagnia bella non c’entrano nulla, ovviamente. Loro pensano solo alla qualità del servizio, alla tutela del cliente ed al rispetto delle regole. Ci mancherebbe che qualcuno pensasse che sono solo interessati ai cazzi loro.

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Salomérkel

1 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Il Bello della Politica, Vere Donne

Il Giornalaccio, nel disperato tentativo  di restituire ad un buffone di corte la dignità di re detronizzato dall’odiosa congiura di palazzo, ci regala oggi un pezzo di grande giornalismo intitolato, lo giuro: “E’ stata la culona”. Sottinteso, a chiedere al maggiordomo Napolitano la testa dell’Oloferne della Brianza.  Ovviamente la scusa era l’articoletto  in Dagospia mode del WSJ che tanto ha fatto discutere e sbavare ieri giornali e tiggì. Una notizia che doveva essere un megabotto di Capodanno stile Cap’ e Lavezzi, ma ha già fatto la fine re bbòtt’a mmùro.
Licenziato da una culona e tardona. Come vorrei che fosse vero.

Crisi e Default: Le previsioni di un venditore di almanacchi

30 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Chiamiamola Economia, La diversa Opinione

È tempo di lunari e di oroscopi e dunque mi ci proverò anch’io a disegnare il mio. Lo scenario di un futuro neppure troppo lontano, che non è ciò che mi auguro, ma ciò che potrebbe accadere; che potrebbe anche non accadere, ove le variabili prendessero una piega diversa da quella che stanno tenendo da una ventina di anni a questa parte. Qualcuno ci vedrà la volontà iniqua di una crematistica nemica dei diritti del popolo, il frutto velenoso dell’eterno disegno giudaicoplutomassonico della finanza internazionale ai danni della classe lavoratrice; perché c’è ancora chi pensa che la Storia sia guidata da forze etiche. Me ne farò una ragione e non ci starò a discutere, perché sarebbe una perdita di tempo per entrambi; ma se qualcun altro, mi porterà delle buone ragioni per dimostrarmi che ho torto, sarò felice di starlo a sentire e gli darò ragione, nel mio stesso interesse.

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Due BOT e via

29 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

Come ci siamo ridotti male, cari italianos. Ho come la sensazione che ormai ci compriamo e ricompriamo il debito in una sorta di squallido autoerotismo finanziario. Forse uno degli interventi clou previsti per la crescita rischia di essere l’asportazione coatta delle ultime due costole degli investitori? La perversione del futuro è la scripofilia?
Il bello è che ci sottoponiamo volontariamente a queste squallide BOTtarelle frettolose ed ahimé inconcludenti, visto che dopo cinque minuti l’effetto benefico sullo spread è già svanito. Con il governo dei banchieri di Dyo che però, dopo le due BOT e via, fa: “Ehi, sei stato veramente un grande, mi hai fatto vedere le stelle”, come ti dicono le migliori puttane del regno.
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Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire

28 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane

Mentre il 2011 si avvia a finire, in Italia si inizia a fare i conti con i debiti sottoscritti in passato. Non parlo solo del famoso debito pubblico, dello spread e dell’eventuale default italiano. Parlo dei pendenze aperte con l’attitudine ipocrita del perdonismo. La corruzione in politica, l’enorme evasione fiscale, i trucchi che da una parte hanno arricchito i furbi e dall’altro hanno messo in ginocchio una nazione, meritavano una svolta culturale più che economica.

Quando si è alle strette e mancano le risorse, l’unica alternativa rimane il carattere. Non è possibile comprendere, giustificare, cavillare fino all’ennesimo dettaglio. Carattere vuol dire essere capaci di dire basta pur sapendo che si è ancora lontani dalla verità, remoti rispetto alla soluzione perfetta. Carattere è avere il coraggio di compiere quell’atto di presunzione estrema che consiste nel ritenersi nel giusto perché non c’è più il tempo per discutere, perché serve reprimere, oltre che prevenire.

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Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L’Elfo col Contratto a Progetto

MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.

Slaakar

Io sono diventato Elfo per passione. Mio padre voleva che facessi l’ingegnere. Gli piaceva l’idea della targa d’ottone sotto al portone per far schiattare d’invidia i vicini. Quante discussioni con la mamma che mi difendeva e diceva: “Miché, lassu u sta a Slaakar, falle fa chello che vole a stu guaglione. Nun te fissà, facce campà tranquille a tutte quante“.
Alla fine la buonanima di papà si convinse. Lui faceva il severo, ma io, quando la notte mi veniva a baciare, me ne accorgevo sempre. Andammo insieme a comprare il costumino verde. Io mi iscrissi al corso per Elfi della scuola Radio Elettra e, fresco di attestato, mi imbarcai per il Polo Nord.

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Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: Giggino, Fare il Pastore del Presepe ed Essere Gay

24 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti

MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.

Giggino il Pastore del Presepe

Quando racconto a qualcuno che faccio il pastore del presepe, negli occhi vedo subito un lampo d’invidia. Tutti immaginano che si lavora solo per un mesetto all’anno e che, in fin dei conti, non tocca fare un cazzo.
Nessuno pensa che stare inginocchiato per un mese con un espressione beota stampata in faccia e le mani aperte come se si fosse appena segnato un gol può essere veramente faticoso. Poi, spesso, succede che ti capiti uno di quei pisellini lampeggianti acceso vicino al culo. Per fortuna che io sono un pastore di creta e al massimo ci ricavo una scottatura. Ci sono un paio di miei colleghi di plastica, roba cinese, che ci hanno lasciato le chiappe.

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Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L’Orsacchiotto Extracomunitario

MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.

Fluff

Salve a tutti. Io sono un orsacchiotto di peluche. Sono marrone, caldo e morbido. Ho un naso buffo e occhietti di plastica dentro i quali si agitano due palline nere che delle volte mi danno un’espressione un po’ scema. Tutto bene direte voi? No, purtroppo non va bene affatto. Il problema è che io vengo dalla Cina, sono un orsacchiotto extracomunitario.
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Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: Babbo Natale è Morto

MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.

Babbo Natale

ANSA 25-12-11 ore 02:45

Poche ore fa, sull’autostrada Firenze Bologna, all’altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d’acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.

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La manovrata di Giulia Sofia

19 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

Bonanni, che di padroni se ne intende, dice che la manovra del governo Monti gli sembra fatta da suo zio che non capisce niente di economia. Sbagliato. Questa è la manovra di Giulia Sofia, il personaggio citato da Crozza-Montezemolo, che assomiglia molto alla zia ricca. La zia ricca non è assolutamente in grado di immedesimarsi in qualcuno che non appartenga al suo stesso livello sociale. La zia ricca è la teorica del relativismo economico, il cui principale enunciato recita che “se per lei cento euro sono una messimpiega da Evandro, per suo nipote cento euro sono fin troppi e gli devono comunque bastare per almeno un mese.” La sua missione è (ri)educare maoisticamente il nipote scapestrato ad una vita di sacrifici e duro lavoro.

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L’equità della manovra e l’irresponsabilità delle opinioni

17 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, La diversa Opinione, Storia e Memoria

 

Sembra che la libertà d’opinione sia solennemente sancita dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino:

     Nul ne doit être inquiété pour ses opinions, même religieuses,

pourvu que leur manifestation ne trouble pas l’ordre public établi par la Loi.

acceptée par le roi le 5 octobre 1789

Tuttavia il principio di responsabilità, Das Prinzip Verantwortung, un cardine dell’etica razionalista, prevede che l’uomo sociale debba ponderare le conseguenze delle sue scelte e dei suoi atti, dunque che debba risponderne, se non ad altri almeno al tribunale del tempo.

In effetti Luigi XVI, malgrado fosse vietato dalla Dichiarazione, fu malamente ghigliottinato di lì a qualche anno: probabilmente si pensò che la sua “opinione” monarchica potesse in qualche modo turbare l’ordine pubblico stabilito dalla legge.

Del resto, se si accetta il principio di responsabilità, che impone all’uomo sociale di valutare le conseguenze delle proprie scelte, perché non si dovrebbe applicarlo anche alle opinioni, ove queste possano produrre conseguenze altrettanto rimarchevoli?

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Monti, si Prepara la Grandissima Figura di M…

4 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cuore di Tenebra

Quindi non è solo MenteCritica e il suo mentalmente alterato curatore a pensare che Monti non stia facendo un beneamato cazzo di diverso. Lo avevo scritto ieri, ma oggi il Corriere pubblica un editoriale dove si esprimono gli stessi concetti. In maniera più elegante, certo, ma Alberto Alesina e Francesco Giavazzi avranno beccato i quattrini per scrivere la letterina al presidente Monti. Io, invece, ve l’ho pubblicata aggratis un giorno prima. Pieno di cazzi e mazzi, ma a caval donato non si guarda in bocca. Repubblica, invece, fa terrorismo. Abbiamo capito tutto.
Guerra, guerra, guerra.

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Le “Riforme Impressionanti”. Dichiaro Guerra all’Italia

25 novembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cazzotti, Cuore di Tenebra

La cosa più difficile nella vita è rassegnarsi a non contare più un cazzo. Vedi Berlusconi. Ha miliardoni da farseli uscire per il buco del culo, villoni in tutto il mondo, flotte di elicotteri e aerei privati, una squadra di calcio, plotoni di veline fuori dalla camera da letto fino al punto di farsi venire il crampo del tennista a smanacciare la pompetta, eppure … eppure è infelice perché ora, almeno così dice, non conta più un cazzo.

E se permettete una digressione personale, anche a me è capitato di non contare più un cazzo. Più di una volta per la verità, perché come tutti i geni sociopatici e multipolari, in termini di esperienze negative non mi sono mai fatto mancare niente. Ebbene confermo. Non contare più un cazzo è deprimente, ha effetti pessimi su tutta la sfera personale, compreso il lato sessuale e porta a inappetenza o fame nervosa (secondo voi a me cosa è toccata?).

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Gheddafi, un Mese dalla Morte

24 novembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Oltre il Confine

N.d.R. Ad un mese circa dalla morte di Gheddafi, vi proponiamo questo breve contributo. Rosso Malpelo è nato a Tripoli ed ha subito l’esilio imposto da Gheddafi.

Le immagini che arrivano da Sirte sono sconvolgenti ma non nuove.
I mass media ci hanno abituato a questo ed altro (da ultimo, quelle del povero giovane motociclista italiano quasi decapitato da altre moto durante una gara in Malesia).
In ogni caso, vedere il Colonnello nel momento in cui veniva tirato fuori dal tombino, con lo sguardo quasi inebetito dal terrore, già ferito (bombe inglesi o francesi?) , vedere poi il corpo inerte, è una scena forte.
Forte come quella di tutti i cosiddetti “rivoluzionari” che ridono, fanno il segno della “V” con le dita , infieriscono sul cadavere di chi, a sua volta, aveva infierito per anni su tanti altri poveracci.

La plebe è plebe a qualunque latitudine. Erano plebe i sanfedisti che uccidevano brutalmente l’intellighenzia della Repubblica Partenopea del 1799, erano plebe anche quei partigiani che, disonorando la loro giusta e sacrosanta lotta, commisero analogo scempio sui corpi del dittatore Mussolini e della sua amante ( non priva, quest’ultima” di una sua dignità essendo sostanzialmente estranea ai drammi del momento e rimanendo “fedele” al suo amato sino alla fine ed oltre. A conferma che le donne, il più delle volte, sono migliori degli uomini).

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R per realismo

19 novembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

A vent’anni si scende in piazza per protestare contro i banchieri cattivi, forti di quell’entusiasmo che ti illude di poter cambiare il mondo solo cacciando un urlo un po’ più forte.
A cinquanta invece ci si domanda se, per evitare di ritrovarsi con i risparmi di una vita tramutati in carta straccia, con la prospettiva di dover rinunciare ad una vecchiaia serena e magari dover ricorrere in extremis alla cartuccia da cinghiale per porre fine alle proprie sofferenze, non sia il caso di lasciar fare ai banchieri. Che anche loro, in fondo, se perdono i clienti rimangono fregati.
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L’ultima tentazione di Silvio

9 novembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

Se la prende con gli infami e i traditori, scrive pizzini, si chiude in casa con i consigliori, pesta i piedi, tratta con le autorità ponendo condizioni e clausole.
Più che un premier prossimo alle dimissioni sembra un vecchio boss che mediti di andare a costituirsi. Prima che i giovani emergenti lo facciano fuori.

Vedo la gente viva

25 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

B. è come Bruce Willis ne “Il sesto senso”, un morto che non sa di esserlo e che crede ancora di essere vivo e noi italiani siamo un po’ tutti come il bambino che vedeva la gente morta.
E’ una situazione terribile, poveretto, da fare una pena immensa. Avrebbe bisogno di essere liberato, e noi con lui, da questa maledizione.
Non sa di essere ormai andato, eppure i segni per capire la sua vera condizione, come dire la semeiotica della Sindrome del Dead Premier Walking, ci sarebbero tutti.
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