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	<title>MenteCritica &#187; Border Zone</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>300 euro e passa la paura</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 11:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più apocalittici e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c&#8217;è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni. Mi stavo giusto rileggendo i post [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più <strong><a href="../il-default-delloccidente-83-giorni-allapocalisse/cuore-di-tenebra/grp/21051/">apocalittici</a></strong> e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c&#8217;è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni.</div>
<div>Mi stavo giusto rileggendo i post (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6205&amp;mode=nested&amp;order=1&amp;thold=0" ><strong>1</strong></a></noindex> -<strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/08/il-barnard-incompreso.html" >2</a></strong>- <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/12/e-dagliela.html" >3</a></strong>) che, due anni, fa avevo dedicato alla diatriba sul sesso ludico accesa in rete da alcuni articoli di <strong>Paolo Barnard</strong>, primo fra tutti l&#8217;ormai mitico <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6205&amp;mode=nested&amp;order=1&amp;thold=0" >&#8220;Sono andato a puttane&#8221;</a></noindex></strong>. La visione di Barnard, la riassumo in un flash per comodità, invitandovi ugualmente ad approfondire sul link, auspicava un approccio più disinibito delle donne nei confronti del sesso, da viversi appunto come un gioco e non necessariamente come qualcosa di sentimentale. Tutto questo a costo zero, senza scambi di denaro come contropartita, perché secondo lui era proprio il denaro ad aver rovinato i rapporti uomo-donna. La famigerata mercificazione del sesso. Un inno, quello di Barnard, al sesso gratis, al libero scambio di secrezioni secondo il principio del baratto. Io do&#8217; una cosa a te e tu dai una cosa a me. Come i mercatini argentini dei tempi della crisi del 2001 dove le signore cuocevano le torte e le scambiavano con  benzina o detersivi.</div>
<div><span id="more-21077"></span><img class="aligncenter" src="http://hunkforo.com/wp-content/uploads/2011/06/beauty426.jpg?9d7bd4" alt="" width="550" height="769" /></div>
<div>Secondo i dettami del sesso gratis e a volontà come sui prati di Woodstock &#8211; altri tempi ormai morti e sepolti, però &#8211; la voglia di scopare per gioco e di per sé, senza impegno e amici come prima avvantaggerebbe perfino i cosiddetti Uomini Beta, quelli che di solito le donne scartano perché troppo impegnate a correre dietro agli odiati (dai Beta) Uomini Alfa, quelli ai quali basta uno schioccar di dita  ed  ai quali daresti non solo la topina ma anche un rene e tre litri di sangue subito. Resta da stabilire se il principio varrebbe anche al contrario, ovverosia se il vantaggio scatterebbe anche per le donne Beta rispetto alle Alfa. Barnard questo non ce l&#8217;ha ancora spiegato.</div>
<div>Certo, sarebbe bello il libero amore senza complicazioni e contropartite ma il mercato applicato alle pulsioni non è così facile da scardinare in un mondo dominato interamente dallo scambio in denaro. L&#8217;idea del sesso ludico no-cost è terribilmente utopistica se non la proiettiamo in un mondo futuro senza denaro e nemmeno il sentore di qualcosa come il mercato. Un&#8217;Arcadia, insomma. Senza contare che nei rapporti intimi c&#8217;è sempre il brivido dell&#8217;imprevisto sentimentale.</div>
<div>Immaginiamo di volere solo del sesso e nessuna complicazione sentimentale per i nostri buoni motivi.</div>
<div>Se ci dedichiamo al dai e vai in forma gratuita, la componente sentimentale è fuori controllo e c&#8217;è sempre il rischio collaterale costante di affezionarsi, innamorarsi, perdere del tutto la testa, prendersi un due di picche o subire un abbandono perché tu vorresti continuare ma lei o lui non ne vogliono più sapere, per non parlare della caduta nella routine e nella noia.</div>
<div>Se invece c&#8217;è di mezzo il denaro, la contropartita, l&#8217;incentivo nel rapporto sessuale, allora questo serve proprio ad annullare l&#8217;effetto collaterale. Sapendo a priori che quella persona viene con te perché la paghi, sai già che molto probabilmente sta fingendo, che dopo se ne andrà per la sua strada, che non ti ci devi attaccare. Però quello che chiedi lo dà e quindi anche il due di picche è scongiurato.</div>
<div>Per di più, la mercificazione sarà brutta e cattiva ma il sesso a pagamento permette di scopare a  tanta gente che altrimenti potrebbe dedicarsi solo al faidate.</div>
<div>Il denaro fa scopare i vecchi, i brutti, i matti, i malati, perfino i deformi. In una società repressa e repressiva, dove sembra che ci sia un Valentino per ogni Valentina e che ci si incontri come nei film con una facilità spaventosa, la realtà è spietata. Una volta che tutti i Valentini sono accoppiati con tanti bei marmocchi attorno, che fai, ti metti a sfasciare famiglie? Senza contare che trovare un partner, cambiarlo, sperimentare semplicemente, richiede un enorme dispendio di tempo. Se si vuole solo fare un po&#8217; di ginnastica, o ti infili in Badoo dove puoi pescare di tutto e arrivi proprio a grattare il barile, senza contare la componente di rischio oggettivo, oppure ti rivolgi ai professionisti.</div>
<div>E allora, rileggendo l&#8217;articolo di Barnard e i miei di risposta e infilando il tutto <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://dai.ly/ebZkWs" >nel frullatore</a></noindex></strong> mentale dove da parecchio tempo si stanno accumulando alcune mie personalissime riflessioni, sono pronta a chiamare Tom Dickson, premere il pulsante, a  pronunciare la parola magica: <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.willitblend.com/" >&#8220;Will it blend?&#8221;</a></noindex> e lanciare la provocazione.</strong></div>
<div>Siamo sicuri che un rapporto sessuale regolato dal denaro sia sempre e soltanto squallido e degradante? Perché, visto che la mercificazione vive e lotta con noi, non rivolgere il sistema a nostro vantaggio? Perché, non potendo evitare di essere violentati dal mercato, non sdraiarci e provare a trarne godimento?</div>
<div>Ed ecco il punto e mi rivolgo alle ragazze in ascolto. Non farebbe bene anche a noi andare a puttani e non trovarci niente di male?</div>
<div>Gli uomini se hanno voglia hanno un&#8217;offerta enorme a disposizione e i prezzi sono più che abbordabili, se non si pretende la supermodel con 50  euro da spendere. Poi magari cercano tutte le <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/08/23-modi-per-giustificarsi.html" >scuse</a></strong>: l&#8217;accudimento, la porta aperta, la donna all&#8217;ennesima potenza quando invece vogliono solo sesso ma questo fa parte dell&#8217;ipocrisia religiosa.</div>
<div>Noi donne invece, avendo le medesime esigenze degli uomini, siamo ancora discriminate. O meglio, la prostituzione maschile esiste ed è fiorente, ma è elitaria e costosa, oppure troppo esotica. Pare che i più gettonati tra gli escort made in Italy &#8211; ma ci sono pure gli albanesi da 30 euro per strada &#8211; non si slaccino nemmeno la patta per meno di 300 euro per una mezz&#8217;oretta e arrivino fino a 3000 euro per un weekend e che la facciano cadere un po&#8217; dall&#8217;alto, del tipo: &#8220;La signora dev&#8217;essere comunque gradevole&#8221;.</div>
<div>Forse se aumentasse la domanda &#8211; ecco, maledetta legge di mercato che sei sempre tra i piedi, siamo di nuovo a parlare di economia e a deprimerci &#8211; scenderebbero anche i prezzi.<br />
Chissà se è già previsto il &#8220;soddisfatte o rimborsate&#8221;?</div>
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		<title>Solitudine preventiva</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 18:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>seipuntotrentasette</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2>Come ho smesso di amare la bomba e iniziato a preoccuparmi.</h2>
<p>C’era un freddo -c’è ancora adesso- hai presente come quando qualcuno entra in un posto e tu sei dentro già da un po’, ecco, senti che se lo porta dietro, questa cosa impalpabile. Perché mi ritrovo molte volte a cercare delle persone, ed è curioso il fatto che mi porta, nel momento in cui più vorrei parlare a qualcuno, a ritrovarmi ancora più solo, accompagnato da un insistente inesistente, i famosi Piccoli Fastidii Quotidiani, lo scendere a buttare i rifiuti e farci andar dietro le chiavi di casa, come ad accompagnare la balistica del gesto, il percorso. Li tenevo nella stessa mano (il verde melograno/ dai bei, etc.). Ci sono un mucchio di cose che danno fastidio, e questo è un dato. Forse proprio un mucchio no, ma dipende se le sparpagli in giro o le raccogli, quelli sono fatti che dipendono da come ti vuoi organizzare i fastidi. Alcuni lo fanno in macchina, per dire.</p>
<p><span id="more-21067"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/solitudo.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Rarissimo il freddo in quel posto; ne parlavano tutti come un evento strano ed eccezionale: in quel periodo dell’anno, oltretutto. A me invece dava solo fastidio. Una sera è stata tutto un rincorrersi, tutto di corsa, correre con una borsa pesante e perdere coincidenze, che avevi dormito fuori “Ho solo un minuto, devo fare presto”, però lo hai detto con un bel sorriso come se mi dicessi cosa vuoi farci, è così. La voce un po’ roca, bella. Neanche il tempo di dimenticarmi cosa avrei voluto dire, nemmeno quello.</p>
<p>Credevo almeno di aver la compagnia dei pini marittimi, che di sicuro male non mi fa. Avevi un neo simpatico, sulla nuca; l’ho visto la prima volta che ci siam conosciuti, dopo esserti tolta la sciarpa. Ci siam salutati fuori dal teatro Pereira, e sapevo di sicuro che non mi avresti chiamato e io non avrei potuto più parlare con te; dopo trecento metri di notte poi ho pensato: come uno si porta il freddo dentro, si porta anche il caldo.</p>
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		<title>La situazione Tina</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 14:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica mattina, in spiaggia a Cesenatico, c&#8217;erano i Piddini grigi con le pesche e lo slogan &#8220;Il governo è alla frutta&#8221;. Una descrizione più dettagliata dell&#8217;evento potete trovarla nel post di esattamente un anno fa, visto che quella di domenica ne era una quasi identica ripetizione. Una situazione parecchio straniante. Sapete, come vedere passare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica mattina, in spiaggia a Cesenatico, c&#8217;erano i Piddini grigi con le pesche e lo slogan &#8220;Il governo è alla frutta&#8221;. Una descrizione più dettagliata dell&#8217;evento potete trovarla nel post di esattamente <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2010/08/governo-alla-frutta-e-pd-allultima.html" >un anno fa</a>, visto che quella di domenica ne era una quasi identica ripetizione.<br />
Una situazione parecchio straniante. Sapete, come vedere passare il gatto nero una seconda volta. Il Deja vu e il bug nella matrice.<br />
Stessa spiaggia e stesso mare ma sicuramente con minori forze in campo rispetto all&#8217;anno scorso. Un paio di volontari, due bandierine e appena due o tre misere cassette di nettarine nonostante di questi tempi, tra l&#8217;altro, te le tirino dietro perché non valgono niente e gli agricoltori della nostra zona ne stiano sostituendo le piante con distese di pannelli solari. Ecco, anche la scelta di un frutto perdente ed in crisi può avere un significato simbolico devastante.<br />
Quest&#8217;anno non mi sono fermata a discutere con i volontari perchè sarebbero volati gli stracci. Ho fatto finta di nulla, ho innestato la modalità &#8221; nun ce prova&#8217; &#8220;, loro non mi hanno fermata e sono passata oltre. Peccato per la pesca, con il caldo che faceva sarebbe stata un ristoro. Però mi conosco, avrei attaccato briga e non ne avevo voglia, di domenica e in pieno relax marinaro.</p>
<p><span id="more-20836"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mc_logo_democratici2.gif" alt="" width="367" height="450" /></p>
<p>Ad ogni modo rivedere, a distanza di un anno, la stessa scenetta inconcludente mi ha fatto impressione.<br />
Mi ha fatto una tristezza terribile e mi ha dato l&#8217;idea della pochezza di questo partito bestemmia che aspetta solo che Berlusconi faccia un passo indietro oppure rimanga sotto boccaglio o venga eliminato da un&#8217;operazione in nero della CIA per mettersi al suo posto con i Penati al posto dei Milanese (per carità, tutti innocenti fino a prova contraria, eh?)<br />
I piddini che mi leggono si incazzeranno, lo so, ma purtroppo anche quella che sembra pochezza, inconcludenza ed innocua bonarietà di un partito inutile è una strategia precisa ed è un comportamento voluto dall&#8217;adesione di questi collaborazionisti al pensiero unico globale.<br />
Cosa dicono Bersani e Berlusconi? Che: &#8220;Non c&#8217;è alternativa&#8221;. Non c&#8217;è alternativa al PD come partito d&#8217;opposizione e non c&#8217;è alternativa a Berlusconi a destra.<br />
A proposito di mancanza di alternativa, <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2010/10/non-aprite-quella-porta.html" >che fine ha fatto la campagna &#8220;a porta a porta&#8221;</a> preannunciata l&#8217;autunno scorso dal PD?</p>
<p>Il brutto è che non è mica farina del loro sacco, questo pensiero unico. E&#8217; il vecchio <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.cronachelaiche.it/2010/10/tina-ovvero-there-is-no-alternative/" >&#8220;THERE IS NO ALTERNATIVE&#8221; (TINA)</a></noindex> di Margaret Thatcher.<br />
In soldoni e tradotto in tutte le lingue: &#8220;il mondo è questo e ve lo ciucciate così&#8221;. Con la globalizzazione, il mercato dei pirati della Malesia, le borse, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-95-giorni-al-fallimento-le-agenzie-di-rating-governano-il-mondo/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20792/" title="Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Le Agenzie di Rating Governano il Mondo" >gli Standard &amp; Poors</a> (dove i poors saremmo noi) e la forbice tra quelli che pagano sempre e gli altri che non pagano mai che ormai si sta spezzando.<br />
E loro che comandano perché &#8220;non c&#8217;è alternativa, bla, bla&#8221;, con l&#8217;enunciato del Marchese del Grillo a tradurre il bla bla. Al limite, proprio proprio per farci contenti e darci l&#8217;illusione della democrazia, un po&#8217; governa una B e poi l&#8217;altra. Tanto non c&#8217;è alternativa a questo Bed &amp; Breakfast. O mangi questa colazione o la salti proprio.<br />
Altro che pesche. Bisognerà proprio che questa benedetta alternativa, che è nascosta bene da qualche parte ma c&#8217;è, ce la troviamo da soli.</p>
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		<title>Default Italia: 97 Giorni al Fallimento: Il Capitale è Morto, ma il Mondo Ancora lo Ignora</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 10:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È, decisamente, l’estate delle sorprese. Il giovane segretario (…) del Pidielle, l’ex ministro enfant prodige Angelino Alfano (il quale, con raro senso di modestia, ebbe a dire: “Mi considerate troppo giovane? Ricordatevi di Bob Kennedy”) s’è infatti rivelato “nientepo podimenoché” un pugnace comunista. Anzi, un umanista a tutto tondo . Sentite cos’ha dichiarato l’altro ieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È, decisamente, l’estate delle sorprese. Il giovane segretario (…) del Pidielle, l’ex ministro <em>enfant prodige</em> Angelino Alfano (il quale, con raro senso di modestia, ebbe a dire: “Mi considerate troppo giovane? Ricordatevi di Bob Kennedy”) s’è infatti rivelato “nientepo podimenoché” un pugnace comunista. Anzi, un <em>umanista a tutto tondo</em> . Sentite cos’<a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-98-giorni-al-fallimento-%e2%80%93-quello-che-berlusconi-non-ha-avuto-il-coraggio-di-dire/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20745/" >ha dichiarato l’altro ieri in Parlamento</a>: “Da quando in qua sono i mercati che scelgono i governi? Da quando in qua la tecnocrazia s’impone sulla politica? Noi crediamo all’antico e sempre valido criterio per cui spetta ai popoli designare i loro rappresentanti!” (a seguire, scroscio di applausi e di vistosi cenni d’approvazione col capo da parte dei notabili del partito).</p>
<p>Poteva il suo vecchio mentore essere da meno? Nossignori. Non poteva. E infatti ecco uno dei giornali di famiglia spiattellare la clamorosa notizia: <em>“Silvio sfida i mercati”.</em> Incredibile! Già lo immaginiamo, il Cavaliere lancia in resta contro i poteri forti, contro i regimi plutocratici e reazionari che umiliano il “popolo” (o queste definizioni appartenevano a qualcun altro, anch’egli apprestatosi a dichiarare qualche guerra?&#8230;). I mercati come il male assoluto, la “tecnocrazia” il nuovo nemico da abbattere. Sono diventati umanisti: evviva!</p>
<p><span id="more-20779"></span>Ma basterebbe sfogliare distrattamente un vecchio manuale di storia di quarta liceo per scoprire, con buona pace di Alfano che lo ha dimenticato o, quel che è peggio, forse lo ignora davvero, per scoprire che “i mercati” scelgono i governi da almeno tre secoli: da quando, cioè, si è affermata la società liberista e consumista, basata non sull’uomo, non sulla politica, ma sull’accaparramento finanziario. “La strategia neo-liberista per distruggere gli Stati nazionali – osserva Tomás Hirsch nel suo appassionante <em>La fine della preistoria</em> (Nuovi Mondi, 2008) &#8211; si è concentrata su due fronti: screditarli in modo sistematico davanti all’opinione pubblica e indebolire sempre di più il loro potere decisionale. L’immagine pubblica negativa dello Stato è la conseguenza di una campagna mediatica intensa e durata anni, grazie all’uso della tribuna di massa quasi monopolistica fornita dai mezzi di diffusione controllati dal potere economico. Contribuisce a questa ‘crociata’ anche l’endemica venalità della classe politica, che risulta regolarmente implicata in scandali di corruzione con fondi pubblici. La riduzione della capacità decisionale dello Stato è stata un’operazione un po’ più complessa: si è andati dall’estorsione esercitata dal capitale finanziario internazionale ai danni dei paesi, subordinando qualsiasi investimento o credito al mantenimento di certi equilibri macro-economici e a drastiche riduzioni della spesa pubblica, fino all’installazione nella burocrazia statale di una casta di tecnocrati, con l’esplicito mandato di eseguire alla lettera le politiche neo-liberiste, anche passando sopra ai governanti eletti dal popolo. Ecco com’è finito il vecchio e possente Stato, glorioso vertice della ragione umana, massima realizzazione dell’Idea secondo le parole di Hegel, ridotto a un signor nessuno (secondo l’espressione coniata dalla poetessa cilena Gabriela Mistral) dalla spietata combriccola di rozzi mercanti da strapazzo che hanno dominato il mondo e ora degradato alla condizione di un potere prigioniero. È uno spettacolo penoso e deplorevole, difficile da mandar giù per qualsiasi spirito davvero repubblicano. […] Se i governanti [d’una democrazia], una volta eletti, rinnegano questo sacro mandato e si sottomettono, per debolezza o convenienza, a un potere illegittimo (come il potere economico), commettono un gravissimo tradimento politico, riducono la democrazia a una pura formalità e la convertono in un rituale vuoto, spogliato del suo attributo fondamentale”.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://3.bp.blogspot.com/_Tg_sqsUFppI/TRoFwXXZB3I/AAAAAAAAABg/1IgCyYVZwbQ/s1600/Capitalism.bmp" alt="" width="575" height="768" /></p>
<p>Ma questa è esattamente la strategia portata avanti fino a tre minuti fa dalla combriccola berlusconiana al potere, e <em>pour cause</em> , incarnando Berlusconi l’emblema più rumoroso e smaccato del capitalismo in salsa nostrana. Colui che ha massacrato lo Stato piegandolo ai propri interessi di bottega, colui il cui unico dio è il denaro, che ha elevato a valore uno stile di vita reificato ed edonista (e intollerante: in ossequio al più vieto darwinismo sociale, prevalgono i forti e i prepotenti sui deboli e i “diversi”: al capitalismo si affianca sempre il perbenismo borghese da cui il primo è nato, seguito a ruota dal Vaticano, in Italia suo potentissimo e irrinunciabile complice) ora si erge ad alfiere della “volontà popolare”! Si tratta dell’ultima farsa di prestigiatori da strapazzo, ora decisamente frastornati ma, proprio per questo, più incanagliti e pericolosi.</p>
<p>L’agonia è mondiale. Parafrasando Nietzsche, Dio è morto, ma il mondo ancora lo ignora. È morto il dio-capitale, è morto il sistema-liberismo, sono morti i mercati; è finalmente morto, stramazzato, questo falso idolo putrefatto, ma il mondo dei suoi adepti ancora non lo sa. Anzi, ostenta una costernazione ben poco sincera e s’inventa palliativi d’ogni tipo per rianimare quel corpaccione ormai verminoso; mascheramenti patetici, come il capitalista che recita di combattere sé stesso, imbraccia un ridicolo umanesimo di facciata e brandisce l’arma giocattolo d’una pretesa “difesa dei popoli”. No. Qui non occorre alcun Superuomo e stiamo attenti, in Italia, a non lasciarci sedurre dall&#8217;ennesimo salvatore della Patria. Sarebbe l’ennesimo esperimento-Frankenstein di questo cadavere in decomposizione: <em>“Putet, quatriduana est!”</em> (puzza, è un cadavere di quattro giorni!). Qui occorre riscoprire, anzi, scoprire l’uomo (declinato anche, e soprattutto, nei due sessi), in tutta la sua interezza e potenzialità. Siamo noi, ancora, il vero continente da esplorare. <em>Umanizzare la Terra</em> : e far piazza pulita delle vetuste maschere che ammorbano ancora il cammino degli individui verso la piena, autentica libertà.</p>
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		<title>Insula Utopia</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 07:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Anders Behring Breivik ha scelto l’isola di Utoya. Mentre Thomas More, a suo tempo, scelse Insula Utopia, ambiguamente sospesa fra <em>ou-topos</em> ed <em>eu-topos.</em> Letteralmente &#8220;luogo felice inesistente&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">Un’inquietante casualità che pare messa lì da un caso maligno per suggerire che la prima potrebbe essere l’altra faccia della seconda. Il luogo inesistente in cui trova rifugio il bisogno di trascendenza che ci affligge, talvolta fino a travolgerci. Frutto dell’inesausta incapacità di accettarci per quel che siamo: carne, sangue, connessioni neuronali, spazi sinaptici, e basta. Fino a prova contraria. In grado di fiorire in splendidi fuochi di artificio, ma anche di avvitarsi su se stessi per precipitarci anzitempo nel più profondo del nulla.</p>
<p class="MsoNormal">Turbe adolescenziali che tralignano, troppo più spesso di quel che dovrebbero, in patologie capaci di durare l’intera vita; talvolta per scaricare i propri frutti avvelenati su chi ha la sventura di trovarsi a passare da quelle parti. Fortunatamente non spessissimo.</p>
<p class="MsoNormal">Pare che Anders Behring Breivik, all’insaputa dell’interessato, trovasse perfettamente di suo gusto l’assunto di Stuart Mill, l’opposto di un invasato, secondo cui <em><span>“Una persona dotata di credenza (belief) costituisce una forza sociale pari e novantanove persone dotate solo di interessi”. </span></em><span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-20646"></span><img class="aligncenter" src="http://essedi.files.wordpress.com/2010/06/utopia.jpg" alt="" width="576" height="471" /></p>
<p class="MsoNormal"><span>Anche Giuliano Amato, uno per bene, che non ha mai ammazzato nessuno, qualche tempo fa sosteneva la stessa cosa. Che i credenti godrebbero di un grosso vantaggio rispetto ai non credenti, cui la mancanza di fede impedirebbe di muovere le montagne. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Quasi che lo scopo della vita fosse di muovere le montagne.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Deve esserci nella nostra natura un demone che ci fa smarrire il senso delle proporzioni, spingendoci a misurarci con cose più grandi di noi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La cosa si potrebbe liquidare sostenendo che di pazzia si tratta. Se non fosse un genere di pazzia un po’ troppo diffuso. Soprattutto se non godesse della benevola condiscendenza, quando non addirittura dell’incondizionata ammirazione, dei più. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sto parlando della reputazione di cui gode la fede nell’immaginario popolare: la fede in Dio, nell’Idea, in Se Stessi. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Che si tratti di una valutazione sbagliata è dimostrato dallo stupore con cui l’opinione pubblica reagisce ogni volta, sgomenta, davanti alle malefatte dell’Inquisitore, dell’Imbianchino, del Breivik di turno. Quando la frittata ormai è fatta e le uova sono irrimediabilmente rotte.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il fatto è che ci sono troppe persone che si sentono chiamate a salvare il mondo dalle proprie colpe e troppe platee disposte a vederci dei santi, dei condottieri, degli eroi. Quando non addirittura dei messia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Dovremmo imparare a guardare con più diffidenza quelli che sentono le voci che li chiamano all’impresa. La figura di Caifa andrebbe rivalutata.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Correremmo il rischio di soffocare Giovanna d’Arco nella culla, ma ci risparmieremmo qualche Imbianchino e moltissime fregature.</span></p>
<blockquote><p>Oggi, per la prima volta, ho pregato molto. Ho spiegato a Dio che, a meno che non voglia vedere l’alleanza marxista islamica e alcuni islamici d’Europa distruggere la cristianità europea nei prossimi cento anni, deve far sì che i guerrieri in lotta per la cristianità europea prevalgano. Deve assicurare il successo della mia missione; ispirare centinaia di rivoluzionari conservatori/nazionalisti anticomunisti e anti-islamici in tutta l’Europa&#8230; Noi conservatori rivoluzionari, in realtà, stiamo vivendo un sogno o compiendo un sacrificio? Se sentissi che qualcun altro potesse svolgere questo compito non lo farei certo io. In quel caso mi piacerebbe crearmi una famiglia e concentrarmi sulla carriera.<br />
<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_26/diario-dell-assassino_4e28aec2-b751-11e0-bc88-662787a705c0.shtml" >Anders Breivik</a></noindex></p></blockquote>
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		<title>Ai Confini della Follia</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 05:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ob1kenobi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo scritto dovrebbe essere letto dopo i precedenti “Non premete quel pulsante” e “Dopo il fuoco e il tempo l’uomo invento la realtà” Non credo che ci potrò scrivere un altro post su questo argomento perché ritengo veramente quello che sto per dire al limite del ragionevole e forse un po’ più in là. Nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo scritto dovrebbe essere letto dopo i precedenti “<a href="http://www.mentecritica.net/non-spingete-quel-pulsante/cuore-di-tenebra/border-zone/ob1kenobi/18875/" >Non premete quel pulsante</a>” e  “<a href="http://www.mentecritica.net/dopo-il-fuoco-ed-i-numeri-l%E2%80%99uomo-invento-la-realta-ed-il-tempo/leggere/oltre-le-righe/ob1kenobi/19480/" >Dopo il fuoco e il tempo l’uomo invento la realtà</a>”<br />
Non credo che ci potrò scrivere un altro post su questo argomento perché ritengo veramente quello che sto per dire al limite del ragionevole e forse un po’ più in là.<br />
Nei due scritti precedenti dicevo sostanzialmente che la non esistenza intesa come morte non è verificabile e che il mondo come lo conosciamo non è cosi certo come pensiamo.</p>
<p><span id="more-20215"></span><br />
La base del ragionamento è che mentre è possibile definire logicamente dei punti dello spazio tempo mi sembra molto più difficile definire l’esistenza come una linea che li collega. In realtà la linea è una relazione tra due cose che esiste solo nella nostra mente.<br />
In una delle teorie cui ho fatto riferimento viene ipotizzato che  nel mondo non c’è niente di verificabile al di fuori della propria mente. Il filosofo Nagel però ha sollevato la questione che non essendo possibile verificare come è il mondo con o senza di noi non è verificato che in effetti la esistenza dell’io risolve il problema.<br />
Altre questioni sollevate da Nagel rispetto al “solipsismo” sono che se uno si trova solo nell’universo allora probabilmente non ha senso scrivere per gli altri e il mondo diventerebbe un mondo grigio di solitudine-<br />
Io mi voglio concentrare su questi ultimi aspetti per dire che non sono d’accordo e esprimere una mia ipotesi al riguardo<br />
Il particolare argomento da trattare mi ha trattenuto un bel po’ dallo scrivere  per paura di cadere nel ridicolo o di apparire in preda a manie di esaltazione religiosa o simili.</p>
<p>Se in questo mondo niente è possibile dimostrare che sia diciamo “ fuori “ di noi io penso che sia possibile ipotizzare un mondo in cui esiste una sola persona che chiamo “io”.</p>
<p>La mia ipotesi è che il mondo fatto di una sola persona al contrario di quello che si pensa non è un mondo si solitudine e non è un mondo triste. La chiave di questa ipotesi è quella di cancellare una immagine a cui l’uomo si è abituato col tempo in cui esiste un corpo e uno spirito collegati in qualche modo e un mondo esterno che gli fa da scenario.<br />
Nella mia ipotesi il mondo, l’universo, tutti possibili universi sono “io”<br />
In questo io-universo c’è tutto quanto c’è nell’universo tradizionale ma ci sono anche delle particolarità.<br />
Questo io-universo continua a non essere una fantasia nel senso che le cose succedono senza tenere conto della mia volontà buone o cattive che siano.<br />
In questo io-universo gli altri sono una parte di me, una diversa apparenza di me stesso.<br />
In questo io-universo posso andare d’accordo o no con gli io-altri, posso anche litigarci o essere violento o possono farlo loro pur continuando rigorosamente ad essere una parte di  me.<br />
Questo io-universo è eterno perché la non esistenza non è dimostrabile.<br />
In questo io-universo gli altri muoiono e continuano rigorosamente a fare parte di questo io-universo. Quindi gli altri sono una emanazione dell’io-universo.<br />
Credo che sia bello pensare che in realtà nessuno muore ma che solo emanazioni dell’io-universo nascono vivono e muoiono rientrando nell’io-universo. Nell’io-universo nessuno è mai morto e siamo tutti sempre rigorosamente compenetrati. In questo io-universo i padri e i figli non si sono mai separati.<br />
Certo il pensiero di parlare discutere o avere relazioni violente con gli io-altri che sono parte del io-universo può risultare pazzesco e ridicolo. Ma l’uomo da tempo sa di essere fatto di componenti di se stesso diversi, la parte maschile la parte femminile, coraggioso e vigliacco, gentile e maleducato convivono da sempre e “dialogano” dentro di noi da lo sappiamo. Aspetti diversi e in antitesi contribuiscono all’equilibrio.<br />
C’è un altro aspetto che mi fa piacere di evidenziare: in questo io-universo io devo vedere gli altri come un aspetto diverso di me e devo cercare di rendere questo io-universo migliore perché questo io-universo è l’unica cosa che esiste.</p>
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		<title>Il Brand Creato da un Pericoloso Insurgent Palestinese e il Suo Network</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 13:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ob1kenobi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora in molti nel mondo ci chiediamo cosa e come innovare un po’ in tutte le scale dalle piccole aziende al mondo intero. Io ho cercato di partire da un esempio pratico: nel mio POP dicevo : - Basta auto in Italia : risparmieremo miliardi in ambiente e salute. Produciamole per solo l&#8217;estero. Al posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium; margin: 0px;">
<p class="MsoNormal">Ora in molti nel mondo ci chiediamo cosa e come innovare un po’ in tutte le scale dalle piccole aziende al mondo intero.</p>
<p class="MsoNormal">Io ho cercato di partire da un esempio pratico: <a href="http://www.mentecritica.net/rivoluzione-un-po%e2%80%99-pop-progettoobiettivoproposta/leggere/oltre-le-righe/ob1kenobi/19221/" >nel mio POP dicevo</a> :</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>- Basta auto in Italia : risparmieremo miliardi in ambiente e salute. Produciamole per solo l&#8217;estero. Al posto delle auto private<span> </span>prendiamo ispirazione dai paesi asiatici dove un nugolo di piccoli pulitissimi e condizionati minibus partono non ad orari fissi ma appena completi e costano pochi centesimi.</p>
<p class="MsoNormal">La maggior parte degli italiani è passata da una vita contadina o artigiana degli<span> </span>anni 50 ad una vita da dipendente, cosa che ha permesso loro di avere un migliore tenore di vita.</p>
<p class="MsoNormal"><span>Cosa ne hanno fatto gli italiani di queste maggiori disponibilità economiche ? </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span id="more-19408"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19449 aligncenter" title="titulus" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/titulus.jpg" alt="" width="485" height="287" /></p>
<p class="MsoNormal"><span>Guidati dalla pubblicità hanno consumato gran parte di questi soldi <span> </span>per comprare prima una poi due poi tre auto per famiglia per scoprire ora che in molte grandi città le auto possono diventare inutili grazie ai divieti antinquinamento, alle isole pedonali, eccetera.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Perché i consumatori sono stati indotti a consumare i loro salari ? La logica delle aziende è stata quella di perseguire il risultato del massimo utile col minimo mezzo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ma molto tempo fa qualcuno, possiamo chiamarlo un pericoloso insurgent palestinese, <span> </span>aveva proposto una logica diversa che portava gradualmente ad agire per un volontario equilibrio dei livelli di vita, esattamente il contrario di quello che ci dicono le massime del marketing imperante che adotta come preghiera<span> </span>“fa che se oggi non posso essere più ricco io possano almeno essere più poveri gli altri“ </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Come sarebbe cambiata la società se invece avesse accettato questa profonda rivoluzione globale che si sarebbe diffusa portando la cancellazione degli squilibri, l’abolizione delle caste ma soprattutto inducendo non con la violenza ma con l’accettazione volontaria e cosciente chi stava in migliore situazione a<span> </span>rinunciarci parzialmente in favore dei meno abbienti?</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nel caso degli italiani anni 50, liberati da un marketing mentitore e molesto, avrebbero probabilmente sviluppato le loro capacita e avrebbero reso il tessuto connettivo più forte dando vita a piccole aziende o facendole crescere e magari le future Apple, o HP , o Microsoft o Facebook avrebbero avuto vita in una cantina italiana dove italiani industriosi e curiosi avrebbero passato il loro tempo sottraendolo al tempo dedicabile a guardare le veline in TV.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Io ho l’impressione che l’economia globale soffre di egoismo e di indifferenza per chi si trova in condizioni peggiori, quando invece non postula e realizza la sconfitta di altri come strategia principale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Credo che se analizziamo la maggior parte delle cose che adesso vogliamo innovare allora scopriamo il problema è proprio<span> </span>quello descritto sopra. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E per quanto riguarda la diffusione di credo che l’insurgent di cui sopra è riuscito a creare una rete di cellule di adepti che si sono estese nel mondo ad una velocità molto alta. Varrebbe la pena di analizzarne le tecnologie ? </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sui motivi per cui questa rete sociale tuttora in piedi non è riuscita nel suo intento penso che sia dovuto alla insita ipocrisia umana che continua a parlare in un modo e ad agire in modo diametralmente opposto. Basti pensare che l’Headquarters di questa rete tuttora attiva convive con una situazione di concentrazione di potere economico e politico e si guarda bene da equilibrare il suo stato grondante d’oro e pietre preziose con i baraccati delle aree sub metropolitane.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Propongo di ripensare a queste questioni in modo critico anche se so che molti lo hanno fatto in precedenza cosi come è stato fatto per “il marketing di Gandhi” e altri.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Spero che il brand creato dal insurgent di cui sopra “</span><em><strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-style: normal;">JNRJ</span></strong></em><span>”<span> </span>( o <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Titulus_crucis" >INRI</a></noindex> ) non me ne voglia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
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		<title>Kant e il Bunga Bunga</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 12:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi ho più volte affermato che un approccio laico alla vita non prevede un giudizio sui comportamenti delle persone quando questi rimangono nei confini della legge. Un laico, teoricamente, non dovrebbe interessarsi del fatto che una persona paghi o faccia favori ad un&#8217;altra per avere un rapporto sessuale o che due persone dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi ho più volte affermato che un approccio laico alla vita non prevede un giudizio sui comportamenti delle persone quando questi rimangono nei confini della legge.<br />
Un laico, teoricamente, non dovrebbe interessarsi del fatto che una persona paghi o faccia favori ad un&#8217;altra per avere un rapporto sessuale o che due persone dello stesso sesso decidano di vivere insieme. A differenza dei cattolici  per i quali esiste una morale di riferimento largamente codificata, chi non si ascrive a tale illustre compagnia può riferirsi esclusivamente ad un insieme di valori personali e non può pretendere che essi diventino riferimento per altri. In pratica, per un laico non esiste il peccato, ma, al massimo, il reato.</p>
<p>Se questa sorta di &#8220;liberatoria&#8221; sia da estendersi indiscriminatamente a tutti, a prescindere dalla funzione svolta, è interessante materia di riflessione. Accettereste un&#8217;insegnante omosessuale per i vostri figli? Io sì, perché non ho forme di pregiudizio per gli omosessuali. Invece, se sapessi che l&#8217;insegnante di mia figlia è eterosessuale, ma si dedica a pratiche quali sottomissione e bondage, la cosa mi farebbe riflettere. Questo deriva dal fatto che <span style="text-decoration: underline;"><strong>per me</strong></span> la sessualità è in stretta connessione con amore e sentimento, mentre la violenza e l&#8221;umiliazione, anche se consenzienti e <em>giocose</em>, sono pericolose deformazioni della relazione affettiva.</p>
<p><span id="more-19193"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/kant_2_2.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Questo per dire che l&#8217;affermazione &#8220;<strong>un presidente del consiglio certe cose non deve farle perché deve dare l&#8217;esempio e ci sputtana all&#8217;estero</strong>&#8220;, mi appare bigotta e non condivisibile. Se i francesi pensano che l&#8217;amore a pagamento sia disdicevole è un problema loro e un laico dovrebbe difendere la libertà di questo presidente del consiglio come domani quella di essere omosessuale del prossimo.</p>
<p>Si potrebbe dire che omosessualità e prostituzione sono cose diverse. Sostanzialmente sono d&#8217;accordo. L&#8217;omosessualità non prescinde dall&#8217;amore. Oltre che a dormire insieme, due persone dello stesso sesso possono amarsi con la stessa intensità di una coppia eterosessuale. La prostituzione, invece, è solo una transazione commerciale (quando la persona che si prostituisce è maggiorenne e non sfruttata, altrimenti è un brutto reato che va severamente perseguito) dove l&#8217;amore, se non in segnate eccezioni, c&#8217;entra poco.<br />
Detto questo, però, bisogna fermarsi. Stabilire un primato dell&#8217;amore (omosessuale o eterosessuale non fa differenza) rispetto alla prostituzione implica un giudizio morale in termini assoluti e questa è un&#8217;opzione alla quale un laico rinuncia nel momento stesso nel quale non riconosce una verità ecumenica.</p>
<p>La sottile lotta contro il relativismo che Papa Ratzinger sta conducendo si basa proprio su questo razionale. Non attribuire all&#8217;amore un valore superiore all&#8217;economia, conduce alle deformazioni del capitalismo moderno dove la persona non conta in quanto essere, ma esclusivamente in termini di produzione e consumo.</p>
<p>Con l&#8217;apertura mentale che deve contraddistinguere un uomo di scienza, mi trovo spesso a chiedermi se questa &#8220;sospensione del giudizio morale&#8221; che con grande difficoltà cerco d&#8217;impormi, non meriti una revisione. Anche se non sono cattolico, per me l&#8217;amore è un valore, la ricchezza no. Se potessi disegnare il futuro per me, la mia nazione o per la mia specie, non lo immaginerei ricco, ma consapevole e felice. Volente o nolente, anche io stabilisco un primato morale dei valori e giudico fatti e persone.</p>
<p>Tornando alla questione di questi giorni credo di poter dire che:</p>
<ul>
<li>Se Berlusconi si è limitato a pagare delle donne maggiorenni, non sfruttate per favori sessuali, la cosa non dovrebbe riguardarci. Francesi, tedeschi e americani, pensino pure quello che vogliono.</li>
<li>Se qualche ragazza si è messa in testa che scoparsi Berlusconi sia il solo sistema per fare carriera, è un problema suo e di chi l&#8217;ha educata.</li>
<li>Se gli amici di Berlusconi sono Emilio Fede e Lele Mora, è un serio problema del signor Silvio Berlusconi.</li>
<li>Se Berlusconi ha bisogno di pagare una donna per sentirsi desiderato, non lo invidio.</li>
<li>Se Berlusconi deve cadere perché ha trombato una puttana facendo bunga bunga è un problema degli italiani, perché i motivi per i quali doveva cadere erano altri e molto più seri. Anzi, questa storia rischia di seppellirli per sempre, con buona pace della giustizia e delle vittime.</li>
<li>Se Berlusconi ha avuto rapporti sessuali con delle minori, deve pagare a prescindere da ogni giudizio sul suo operato politico e sul suo consenso elettorale. Le prerogative della democrazia non comprendono l&#8217;assoluzione dei rei conclamati a maggioranza.</li>
</ul>
<p>E&#8217; vero. Sono poche conclusioni, un po&#8217; banali e nemmeno troppo originali. Non ho ancora capito se, in quanto laico, sono libero di giudicare fatti e persone o se questo è l&#8217;indice di una mia profonda debolezza interiore. Come al solito non ho risposte, ma solo qualche domanda.</p>
<p>Sarei curioso di conoscere l&#8217;opinione di chi legge.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un Sogno Giovanile</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Dito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intorno ai vent&#8217;anni mi trastullavo con un sogno ad occhi aperti. M&#8217;immaginavo di cadere in catalessi e di svegliarmi vent&#8217;anni dopo per scoprire che il comunismo era stato realizzato e che tutto il pianeta era organizzato in modo comunista. Così mi immaginavo di chiedere informazioni agli eventuali infermieri e medici che mi avevano tenuto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intorno ai vent&#8217;anni mi trastullavo con un sogno ad occhi aperti. M&#8217;immaginavo di cadere in catalessi e di svegliarmi vent&#8217;anni dopo per scoprire che il comunismo era stato realizzato e che tutto il pianeta era organizzato in modo comunista. Così mi immaginavo di chiedere informazioni agli eventuali infermieri e medici che mi avevano tenuto in cura in tutti gli anni precedenti. Ponevo loro le domande più ovvie sul come si vivesse nel mondo fuori dell&#8217;ospedale.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-19045"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/ussr0060.jpg" alt="" width="450" height="242" /></p>
<p>Io non potevo uscire perché ero ancora in convalescenza, essendo stato immobile per tanti anni, i muscoli avevano subito un processo di atrofizzazione, pertanto mi dovevo accontentare di porre delle domande a coloro che mi stavano intorno. Con questo giochetto mi piaceva immaginarmi il mondo del futuro, di un futuro comunista ovviamente. In questi viaggi nel futuro, affrontavo di volta in volta temi diversi, la locomozione, il lavoro, lo stato, la produzione ecc.<br />
Mi resi conto dopo qualche ripasso che, tutto sommato, la società risultante era organizzata secondo un modello conventuale, alla fine il comunismo sembrava un ecumenico convento,  promiscuo e senza preti. Una comune!<br />
Fu allora che cominciai a chiedermi, se la meta finale era organizzarci in comune, perché non stessimo cominciando da subito.</p>
<p>Perché occupare l&#8217;università, rivendicare diritti sul lavoro, il salario sociale, la democrazia, perché fare attività politica senza pensare mai ad edificare il comunismo da subito, anche se in piccolissima dose? Negli anni settanta, molti giovani compagni, hanno compromesso la loro vita e quella di altri, hanno messo in gioco il loro futuro, profondamente convinti che qualsiasi sacrificio sarebbe stato giustificato dal risultato, risultato auspicato che, purtroppo, non si è verificato. Non ci sarebbe stato qualche risultato più duraturo se la stessa determinazione, se uguale abnegazione, si fosse dedicata ad edificar modeste, e sottolineo modeste, comuni agricole? Sto ancora cercando di darmi una risposta coerente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera Tardiva a Gesu bambino.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 06:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ob1kenobi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Gesù bambino, intanto vorrei chiederti se puoi fare in modo che la gente invece che scrivere a qualcuno che non esiste riempiendo le discariche decidesse di scrivere almeno per Natale ai tanti che esistono e che non ricevono mai nessuna lettera e neanche nessuna visita. Questa è lista di quello che assolutamente non voglio: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Caro Gesù bambino,</p>
<p class="MsoNormal"><span>intanto vorrei chiederti se puoi fare in modo che la gente invece che scrivere a qualcuno che non esiste riempiendo le discariche decidesse di scrivere almeno per Natale ai tanti che esistono e che non ricevono mai nessuna lettera e neanche nessuna visita.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Questa è<span> </span>lista di quello che assolutamente non voglio:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><span id="more-19023"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/calamaio.jpg" alt="" width="254" height="192" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere “sistemato” voglio continuare a vivere senza gabbie ma senza paura di prendermi le mie responsabilità</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere ricco e neanche benestante preferisco sapere che ogni giorno devo sopravvivere</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere “trendy” </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio parlare inglese quando non serve e non voglio dire inglesismi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere “smart”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio la laurea che non mai avuto perché siamo incompatibili</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere “accreditato”. Preferisco essere quanto di meglio posso fare per quello che veramente valgo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere giovane, perché non lo sono, e non voglio essere giovanile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio diventare simpatico e soprattutto non voglio diventare un “fico”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio perdere i 20 kili che dovrei perché non sarei io </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio una salute di ferro qualche grana ogni tanto ci vuole</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere un “guru” </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non essere un “leader” e neanche avere avere fascino</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio essere un “opinion maker”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio avere indietro la memoria che ho perso e neanche gli skill che si sono annacquati</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"><!--[if !supportLists]--><span><span>-<span> </span></span></span><!--[endif]--><span>Non voglio amici potenti e neanche amici di amici potenti</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Voglio continuare a tentare di scalare insormontabili montagne, voglio cadere anche facendomi male, se si deve, ma rialzandomi e continuando.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Voglio chiedermi chi sono e dove sto andando </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Voglio essere nessuno senza che questo diventi un merito</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Voglio riconoscere l’amore dove c’è e non averne paura</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Voglio guardarmi allo specchio e decidere ogni giorno che vale la pena di viverlo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Firmato </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Io</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span> </span></span></p>
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		<title>Non Spingete quel Pulsante.</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 08:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ob1kenobi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il dubbio è una porta aperta dove chiunque è ben accolto, la certezza è una porta chiusa di cui solo il padrone ha la chiave” Premessa : quando nel seguito mi riferisco all’”io” intendo come persona generica e non me specificamente. Non ho nessuna qualificazione per parlare di queste cose, tranne il fatto di averci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Il dubbio è una porta aperta dove chiunque è ben accolto, la certezza è una porta chiusa di cui solo il padrone ha la chiave”</em></p>
<p>Premessa : quando nel seguito mi riferisco all’”io” intendo come persona generica e non me specificamente. Non ho nessuna qualificazione per parlare di queste cose, tranne il fatto di averci meditato e continuare a farlo da un tempo incredibilmente lungo.</p>
<p>Vorrei cominciare questo discorso descrivendo la scena di un esperimento mentale caro al buon vecchio Albert Einstein.</p>
<p>Consideriamo una tavolo con su una indefinita apparecchiatura munita di un bottone rosso. Consideriamo che due persone eseguono l’esperimento : io e una generica altra persona.</p>
<p>Facciamo l’ipotesi che la macchina collegata al pulsante rosso provochi la morte immediata di chi la aziona.</p>
<p>Cominciamo l’esperimento dalla persona generica che si siede al tavolo preme il pulsante e muore.</p>
<p><span id="more-18875"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19017 aligncenter" title="push-button" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/12/push-button.jpg" alt="" width="590" height="406" /></p>
<p>Io vedo la scena, vedo la persona che si siede, la vedo avvicinare il dito al pulsante e poi accasciarsi e so che è morta. ( questo non è una grande scoperta, lo so )</p>
<p>Passiamo adesso a fare lo stesso esperimento svolto da me.</p>
<p>Mi avvicino al tavolo metto il dito sul pulsante e …</p>
<p>Muoio ? nel senso che termina la mia esistenza?</p>
<p>Cominciamo a dire che se la mia esistenza termina ad un momento <em>x</em> io non ho nessuna possibilità di saperlo proprio perché per sapere qualcosa è necessario esistere.</p>
<p>In generale la gente si immagina di morire in uno dei seguenti modi :</p>
<ul>
<li>passare dalla situazione che chiamiamo vita ad una situazione dove esiste il buio, il silenzio o il vuoto. Questo non è possibile perché per avere coscienza di buio o silenzio o vuoto bisogna esistere e se io ho cessato di esistere allora non posso avere nessuna coscienza,</li>
<li>l’altro filone è quello dove la gente si aspetta di passare ad una vita diversa ma qui entrano in campo le convinzioni religiose che riguardano la fede e non la logica.</li>
</ul>
<p>Chi non esiste naturalmente non ha coscienza di non esistere.</p>
<p>Quindi che succede quando spingo il pulsante ?</p>
<p>Potrei cessare di esistere senza saperlo ?</p>
<p>Ma se non so di non esistere e quindi di essere morto allora rimango vivo ?</p>
<p>Sarebbe come dipingere la scena, vista da me, che mi avvicino al pulsante lo spingo e non succede niente, tutto va come prima ?  E in questo caso gli altri cosa vedrebbero?</p>
<p>Come si vede esistono  difficoltà, limitazioni, interrogativi.</p>
<p>Aggiungo un accenno di una mia ipotesi.</p>
<p>IPOTESI</p>
<p>Penso che affrontare il problema partendo dalla visione in cui esiste un io e un universo separati da un involucro che si chiama corpo non aiuti ad approcciare il problema in maniera adatta.</p>
<p>Io penso che si possa partire da un&#8217;altra ipotesi : io sono il mondo e non ci sono separazioni di nessun tipo tra me e il resto dell’universo.</p>
<p>Questo mondo comprende tutto niente escluso, quindi anche tutti gli altri individui.</p>
<p>Nel mio universo le cose possono essere buone o cattive piacevoli o orribili</p>
<p>Vi sono fonti di dispiacere per avvenimenti vari, malattie e anche la morte o il ferimento della metafora che considero “il mio corpo” è una fonte di dolore e di dispiacere. Ma ciò non corrisponde alla fine dell’esistenza perché il corpo fa parte dell’universo totale che sono io.</p>
<p>Se invece torniamo indietro ad una visone più consolidata e seguita da importanti filosofi vediamo che :</p>
<p>L’uomo vive in un mondo concreto fatto di oggetti case, strade, macchine, altre persone.</p>
<p>L’uomo non ha diretta conoscenza della realtà, la conosce per mezzo di informazioni che riceve attraverso i suoi canali sensoriali.</p>
<p>L’uomo riceve delle informazioni ma non sa nulla riguardo al significato di tali informazioni, nel senso che non sa se sono vere oppure no.<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/non-spingete-quel-pulsante/cuore-di-tenebra/border-zone/ob1kenobi/18875/#footnote_0_18875"  id="identifier_0_18875" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Una realt&agrave; oggettiva di un mondo esterno e di altre persone non &egrave; pi&ugrave; necessaria ( Solipsismo ).  Nagel parla di questa ipotesi in &ldquo; What Does It All Mean? A very short Introduction to Philosophy Thomas Nagel, 1987 &copy; Il Saggiatore&rdquo; , una ipotesi cui non crede e che gli sembra triste e grigia perch&eacute; costituita da una sola persona. Io non la penso cos&igrave; anche se &egrave; irrispettoso farlo. ">1</a>)</sup></p>
<p>Per esempio l’uomo potrebbe vedere un elefante ma invece è la sua interpretazione di una informazione astratta che i suoi canali sensoriali ricevono.  ( Lo so, gli amanti di Matrix sanno tutto al riguardo )</p>
<p>In questa prospettiva io penso che il mondo reale è uno strumento che l’uomo si è costruito per spiegare le informazioni che riceve. Una specie di modello mentale che organizza in modo compatibile tutte le informazioni.</p>
<p>Se l’uomo ragiona col suo modello mentale ha ancora senso parlare di mondo reale nel senso di un mondo esterno? <sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/non-spingete-quel-pulsante/cuore-di-tenebra/border-zone/ob1kenobi/18875/#footnote_1_18875"  id="identifier_1_18875" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" vedi nota precedente ">2</a>)</sup></p>
<p>Cosa succede con le altre persone? Loro vivono il loro modello mentale distinto dal mio ?</p>
<p>Da dove parte tutto questo pasticcio ? Dal fatto che le cose più familiari con cui siamo abituati a interagire in realtà non sono semplici da  definire rigorosamente.</p>
<p>Se prendiamo un sasso sembra un qualcosa di molto concreto, ma quando fissiamo l’attenzione su di lui vediamo che non lo è cosi tanto.</p>
<p>Un corpo materiale presuppone che esista. Esistere significa essere se stessi in un intervallo di tempo. Ma se prendiamo un sasso trovato oggi a Napoli e un altro esaminato a Roma 2 anni fa come definire che sia lo stesso sasso?</p>
<p>Qui ci sono molte questioni : due sassi possono essere uguali senza essere lo stesso sasso ( il mare è fatto di gocce d’acqua uguali come gocce d’acqua ma non la stessa )</p>
<p>Cosi è possibile ammettere che il mondo materiale sia un nostro modello mentale.</p>
<p>Io credo che la scienza, nel suo lavoro di spiegare e capire il mondo, ha creato  strumenti come: punti nello spazio, istanti di tempo, punti materiali eccetera, ma poi si è scordata di questo e ora ragiona in termini dei suoi strumenti e non in termini del mondo reale. L’universo non ha bisogno di punti, istanti, corpi, oggetti. L’universo esiste “come è”  non deve spiegare niente a nessuno.</p>
<p>Il corpo è una chiusura stagna tra quello che sono io e il resto dell’universo che divide l’esistente in due parti ma non è facile capire quale è il dentro e quale è il fuori.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_18875" class="footnote"> Una realtà oggettiva di un mondo esterno e di altre persone non è più necessaria ( Solipsismo ).  Nagel parla di questa ipotesi in <em>“</em><em> </em>What Does It All Mean? A very short Introduction to Philosophy <em>Thomas Nagel, 1987</em><em> </em><em>© Il Saggiatore”</em> , una ipotesi cui non crede e che gli sembra triste e grigia perché costituita da una sola persona. Io non la penso così anche se è irrispettoso farlo. </li><li id="footnote_1_18875" class="footnote"> vedi nota precedente </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Eutanasia: Il Pensiero di Marina</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 13:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Garaventa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è lo spot, censurato dalla tv italiana, sull&#8217;eutanasia: è rimasto per 7 giorni nella mia posta perché non avevo il coraggio di guardarlo. L&#8217;ho visto lunedì scorso: io non lo sapevo ma, proprio in quelle ore, Monicelli moriva.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/eutanasia-il-pensiero-di-marina/cuore-di-tenebra/border-zone/marina-garaventa/18812/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il &#8220;bello&#8221; di non poter parlare è che si ha più tempo per riflettere: le parole fluiscono, spesso, dalla bocca spinte dall&#8217;emozione, senza passare al vaglio del pensiero. Chi non può esprimersi verbalmente e deve mettere su carta pensieri compiuti, deve necessariamente riflettere, limare, pulire. La morte di Monicelli mi ha colpita come uno schiaffo, come l&#8217;ultimo irriverente sberleffo del genio, contro  una vita che voleva imporgli un finale che, a lui, non piaceva. Io, oggi come da sempre, ho una grande avversione per il suicidio: da lottatrice, quale sono, non ho mai voluto, fin&#8217;ora, cedere le armi. Non si tratta di paura o di principi religiosi, è soltanto la caparbia volontà di non cedere, di non darla vinta al fato. Oggi, la penso così ma, comunque, la morte del regista e questo spot, uniti per un imperscrutabile gioco del destino, mi hanno obbligato a pensare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/eutanasia-volo.jpg" alt="" width="472" height="315" /></p>
<p>Ed ecco riaffacciarsi alla mia mente Welby, Eluana e Peppino Englaro, i miei amici malati di SLA,   le associazioni pro-vita, quelli che vogliono staccare la spina e quelli che non vogliono. Tutte facce di una stessa medaglia che assomma in sé un solo desiderio: vivere e morire con dignità e, soprattutto, in piena libertà.<br />
Nessuno, io meno di tutti, è pro-morte: ma la morte è cosa solo nostra, e, ciascuno di noi l&#8217;affronta in modo diverso e unico, a seconda dei suoi principi e del suo vissuto.<br />
Nessuno ha il diritto di giudicare e di decidere per noi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dialoghi: Le Due Chiese</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 05:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Assunta Altieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>M:</strong> La gerarchia è al servizio della Chiesa. La gerarchia è fatta di uomini e quindi mi meraviglierei molto se fosse immune da vizi, peccati e colpe. il cristianesimo ti insegna che il male non è negli altri (nel sistema), ma in me e che sono io che devo allontanarlo da me, senza strapparmi le vesti per le colpe altrui.</p>
<p><strong>Assunta:</strong> Se non ci dobbiamo strappare le vesti per le colpe altrui com&#8217;è che si continua a nascere col peccato originale? Oltre che con una discreta percentuale di debito pubblico, naturalmente. Roba che uno non ha ancora emesso il primo vagito che è già bello e incastrato nel parapiglia cristiano-politico. Semmai è esistito un Dio è da mo&#8217; che si è pentito di aver soffiato nelle narici di un pupazzo di creta. E giustamente ci ha lasciato a noi stessi, con la scusa del libero arbitrio, s&#8217;intende. E, infatti, arbitrariamente vescovi e cardinali decidono che vi sono peccati perdonabili (come la pedofilia, guarda caso!) e peccati non perdonabili (come l&#8217;aborto, fa un po&#8217; te!). Mica si strappano le vesti. Solo le sollevano come tappeto che cela spazzatura che andrebbe condannata.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/confession.gif" alt="" width="386" height="299" /></p>
<p><strong>M:</strong> Assunta noto che ti sfugge il punto. Il punto è che compito del cristiano non è indignarsi per le colpe altrui, ma evitare le proprie. Non parlare del male altrui, ma compiere il bene in prima persona. Ovvero il contrario della mentalità corrente. La Chiesa come istituzione ha poi il compito di indicare quello che è bene e quello che è male alla luce della fede. Attaccare il peccato, ma non il peccatore. Nel caso di specie l&#8217;aborto e la pedofilia, e non chi commette aborto o chi è pedofilo. Il peccato è una cosa, il reato un&#8217;altra. Questa era anche un&#8217;antica conquista laica, ma vedo che la moda scandalistica degli ultimi tempi ci ha fatto regredire non poco sul piano culturale, oltre che umano.</p>
<p><strong>Assunta:</strong> Pure io vedo che ti sfugge il punto, M. Il punto è che oramai, a forza di celar sotto le vesti, qui non si indigna più nessuno e di niente: che sia il prete che s&#8217;infila nel letto del bambino o il politico che fa le festicciole con le puttane o che va sottobraccio con la mafia.</p>
<p>Personalmente rivendico eccome il diritto di indignarmi.<br />
Di indignarmi per la volgarità di un silenzio spacciato per sacramento.<br />
Di indignarmi per chi non parla a nome proprio ma pretende di parlare a nome di Dio.<br />
Di indignarmi per chi non s&#8217;indigna più.<br />
Quando non m&#8217;indignerò più vorrà dire che avrà realmente vinto il &#8220;chiacchiericcio&#8221;.</p>
<p>Ah, dimenticavo: Cristo si è indignato, perfino incazzato parecchio coi profanatori del Tempio. Li ha cacciati.</p>
<p><strong>M:</strong> Resta il fatto che io non sono Cristo e quindi seguo il suo monito per la peccatrice :&#8221;Chi è senza peccato, scagli la prima pietra&#8221;.</p>
<p><strong>Assunta:</strong> Sì, ma Cristo intendeva difendere la vittima, mica i carnefici.</p>
<p><strong>M:</strong> Carnefice è ognuno di noi quando pecca. Questo è il centro. Combattere il peccato, quale che esso sia. Fare il bene a qualunque costo.</p>
<p><strong>Assunta:</strong> Come no? E’ come se, restando nella metafora, la raccontassimo così:</p>
<p>Nel mentre che camminava e pregava Gesù s’imbatte’ in certi filibustieri intenti a lapidare una fanciulla rea d’aver concesso il proprio corpo (probabilmente ai filibustieri medesimi) per danaro.<br />
Fra la folla incitante si levò, flebile, una voce: “Maestro, tu che puoi, fermali.”<br />
E Gesù: “Taci or dunque. Vuoi forse che tutta la famiglia paghi per poche mele marce?”.</p>
<p>Guarda M., questa gente (bada non scrivo gentaglia per solo rispetto nei tuoi confronti, ché di loro ho solo disgusto; di loro e del fare omertoso) farebbe bene a chiedere scusa. Per i credenti, mica per il “chiacchiericcio”. Per quei credenti che non hanno la benda sugli occhi e si sentono feriti e disgustati. Per i credenti che non hanno gli strumenti per scernere e distinguere, come mia zia che quando andava a votare si faceva scorrere il rosario fra le dita e diceva “croce su croce”.</p>
<p>Solo che a Ratzinger sta stretto il domandar scusa; già quando il suo predecessore e santo subito pronunciò una richiesta di perdono per i peccati commessi dalla chiesa si guardò bene dall’allinearsi, sottolineando il distinguo fra giudizio storico e giudizio teologico.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/923407.jpg" alt="" width="499" height="236" /></p>
<p><strong>M:</strong> Assunta io la benda sugli occhi non ce l&#8217;ho. Proprio perché non ce l&#8217;ho, vedo bene la portata disgustosa di questa strumentalizzazione che fa diventare la colpa grave di pochi l&#8217;andazzo o il modo di essere di molti. La pedofilia nella chiesa è percentualmente in linea (un poco di meno a dire il vero) con la pedofilia nella società. Solo che non si dice che la società sia pedofila mentre lo si dice della Chiesa. Questo perché la Chiesa dà fastidio, perché non è indulgente con la mentalità secolare, perché non la smette mai di biasimare il male e di predicare il bene. Questo all&#8217;egoismo diffuso che sovrintende ai nostri desideri dà fastidio. E la Chiesa diventa il nemico da colpire. A prescindere.</p>
<p><strong>Assunta:</strong> Nonono, qui non si sta parlando di colpa grave di pochi, ma di deliberata omertà di chi, pur avendo il potere di fermare l’abominio, ha scelto di sacrificare poveri bambini innocenti. O di ignorarne le denunce e il dolore. In nome di che? In nome di chi?</p>
<p>La chiesa dà fastidio sì, ma non perché è indulgente. Quando mai? Con se stessa, certo. Dà fastidio perché va continuamente a rimestare in casa di Cesare, e pretende che non si rimesti in casa propria. E sarebbe molto più rispettabile se invece di biasimare il male evitasse di compierlo e di coprirlo. Son uomini e sbagliano, mi dirai. Bene, allora da uomini paghino per i loro errori.</p>
<p><strong>M:</strong> Assunta mi pare evidente che stiamo parlando di due realtà diverse e di due chiese diverse. In queste condizioni è ovvio che non ci si intenda.</p>
<p><strong>Assunta:</strong> Hai ragione: parliamo sicuramente di due chiese diverse. Io sto parlando della Sacra Romana Chiesa (e suoi illustri accoliti pontefice in primis) e tu?</p>
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		<title>Pedofilia nella Chiesa: Lupi Travestiti da Agnelli</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 06:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pedofilia nella Chiesa: a tu per tu con Massimiliano Frassi e Vittorio Bellavite - Massimiliano Frassi, fondatore e presidente dell’ Associazione Prometeo per la lotta alla pedofilia, hai sostenuto che definire &#8220;chiacchiericci&#8221; (card. Sodano) le accuse contro settori della Chiesa coinvolti negli abusi sessuali somiglia a un nuovo sfregio nei confronti delle vittime… - L [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Pedofilia nella Chiesa: a tu per tu con Massimiliano Frassi e Vittorio Bellavite</em><br />
</strong><br />
<strong>- Massimiliano Frassi, fondatore e presidente dell’ <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.associazioneprometeo.org/" >Associazione Prometeo</a></noindex> per la lotta alla pedofilia, hai sostenuto che definire &#8220;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_04/papa_messa_pasqua_9c6bdf2c-3fd0-11df-8d90-00144f02aabe.shtml" >chiacchiericci</a></noindex>&#8221; (card. Sodano) le accuse contro settori della Chiesa coinvolti negli abusi sessuali somiglia a un nuovo sfregio nei confronti delle vittime…<br />
</strong>- L ’ho scritto e lo ripeto. Lo trovo volgare, irrispettoso, complice di una cultura omertosa. Perché protegge, copre, ma a cui il silenzio non basta. Prima di coprire deve dare una stoccata velenosa, altrimenti non è contenta. Mi viene in mente quella storiella zen della rana, e dello scorpione che le chiede di attraversare lo stagno sulla sua schiena. La rana è sicura che non lui la pungerà altrimenti, se lei morisse annegata, trascinerebbe sul fondo pure lo scorpione. Ma, giunti a metà del tragitto, quest’ultimo la ferisce mortalmente. E, prima che entrambi finiscano sul fondo, lui le confessa: “Sai, è la mia natura” .<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Lucetta Scaraffia, ex femminista storica convertitasi al cattolicesimo integralista, sul “Corsera” del 7 aprile scorso sposa in pieno la tesi del card. Sodano. Cito testualmente: &#8220;Sono cose vecchie di 50-60 anni e i casi veri, poi, sono molto pochi, anche se questo non vuol dire non siano gravissimi&#8230; Ma vorrei ricordare che lo stesso Benedetto XVI quando andò in visita negli Stati Uniti volle incontrare di persona le vittime chiedendo loro scusa&#8221; . Ha poi aggiunto che in America ci sono “avvocati pronti a tutto per intentare cause infondate” …</strong><br />
- Cause infondate? Pochi casi? A parte il fatto che quelli accertati sono, al contrario, migliaia, ma anche uno solo basterebbe, sia che risalgano a cinquant’anni fa sia a ieri mattina la gravità non diminuisce, anzi. Certi episodi continuano ad avvenire e a godere di protezione. Credo che la nemica più grande della Chiesa sia una parte della Chiesa stessa. Dimmi tu, è più anticlericale chi chiede sia fatta pulizia, vengano cacciati preti pedofili e sanate le ferite delle vittime, o chi tace su quei predatori e infanga chi subisce abusi, spostando di asilo in asilo o di oratorio in oratorio dei criminali?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-17485 aligncenter" title="pdf" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/04/pdf.jpg" alt="" width="586" height="440" /></p>
<p><strong>-Nel <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://massimilianofrassi.splinder.com/" >tuo blog</a></noindex> e nel tuo libro, intitolato appunto <em>I predatori di bambini</em> , presenti alcune figure di preti pedofili…<br />
</strong>- Nei <em>Predatori</em> , pubblicato cinque anni fa, narrai le “prodezze” d’un sacerdote che, dopo due condanne in altrettante parrocchie, venne spostato in un reparto di pediatria. Come chiamiamo questi fatti? Semplice imbecillità? Pericolosa connivenza? O un mix esplosivo tra le due cose?<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- La tua Associazione venne aiutata dalle autorità ecclesiastiche quando si trovò di fronte a casi di pedofilia nel clero?</strong><br />
- Purtroppo, salvo rari casi, non si è agito né con tempestività né con rigore, se ci mettiamo ovviamente nell’ottica della tutela delle vittime; altrimenti l’intervento sarebbe stato pressoché immediato.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Potresti, in poche parole, tratteggiare la psicologia d’un pedofilo?</strong><br />
- Impresa non facile. Purtroppo ha ragione il <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.affaritaliani.it/cronache/pedofilia_pm_di_milano_denuncia010410.html" >pm Forno</a></noindex> : alcuni pedofili hanno scelto la via del sacerdozio (o della vita consacrata), sapendo che, in tal modo, si sarebbero assicurata una doppia immunità: quella sociale di chi continua a pensare “Lui? Macché, lo conosco bene, e poi è un prete, mica fa queste cose…” , e quella interna, che si limita a trasferirlo di sede, lasciandolo però a contatto coi bambini. Si sono travestiti da angeli ma in realtà sono demoni. Hanno indossato, sporcandola per sempre, una veste che non appartiene loro. E hanno potuto pascolare tra tante anime innocenti, ignare del pericolo che correvano.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- “Non temere, sono le mani di Dio” : mi ha colpita molto questa frase, estrapolata dalla confessione di una delle vittime. Il pedofilo abusava dei bambini facendo leva proprio sulla dignità e sull’autorità della veste talare, esibita come un marchio di potenza, anzi, di onnipotenza: è un maschio, è consacrato, nulla e nessuno possono resistergli…</strong><br />
- I pedofili, se religiosi, distorcono sempre espressioni evangeliche in modo blasfemo e perverso. È un modo di agire tipicamente diabolico. Comunque, come già ebbi a dirti in <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://massimilianofrassi.splinder.com/post/6850823" >una precedente intervista</a></noindex> , parlare di “pedofili” esclusivamente al maschile è scorretto. Se ne trovano di entrambi i sessi, di qualsiasi orientamento sessuale e dappertutto nella società, sia negli ambienti più degradati, sia in quelli ritenuti più sicuri e affidabili come, appunto, la Chiesa. Di solito non hanno preferenze per l’uno o per l’altro sesso, e un’eventuale “predilezione” è data più che altro dall’ambiente e/o dall’educazione ricevuti. La pedofilia, insomma, si annida ovunque.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Qualcuno propone l’abolizione del celibato ecclesiastico…</strong><br />
- Non sono un teologo. Chiaro, un’educazione sessuofobica non giova a nessuno, men che meno a chi già vive disagi psicologici, talora nascosti. Ma questo non vale solo per i preti. Lo ribadisco: la pedofilia può contaminare chiunque e ovunque. Se bastasse potersi sposare per non commettere abusi, come si spiegano le migliaia di violenze in famiglia da parte di insospettabili padri (e madri)? Pertanto il problema non è il celibato; o meglio, lo può anche essere, ma non certo quando si parla di pedofilia.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Sempre dal “Corriere”, anche Marcello Pera , come la Scaraffia , <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=QIP6X" >evoca il “complotto laicista”</a></noindex> e chiama in causa omosessuali, femministe, pacifisti che, secondo lui, negherebbero l’esistenza del male, teologi “frustrati”, addirittura le altre religioni…</strong><br />
- Pera può dire quel che vuole. Ma qui non ci sono strumentalizzazioni che tengano, né siamo di fronte a un volgare anticlericalismo. Per lo meno, non solo a quello. Oggi, finalmente, parlano i fatti e i fatti, per la disgrazia della società che ancora si ritiene civile, sono inequivocabili.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Come valuti <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2010/documents/hf_ben-xvi_let_20100319_church-ireland_it.html" >la lettera di Benedetto XVI</a></noindex> ai cattolici d’Irlanda, il Paese in cui si sono verificati i più efferati crimini pedofili?</strong><br />
- La giudico un buon inizio. Ma non basta. Non più. Né vale la regola del “meglio di niente”. Occorre che vescovi e sacerdoti mettano in pratica, nella quotidianità, l’esortazione del Santo Padre. Ne va del bene dell’intera comunità cristiana. I cui figli, molti figli, sono stati feriti, a volte mortalmente. E se oggi non ci si inchina davanti a loro; se non si raccolgono le loro lacrime; se non si curano le loro ferite; ma, al contrario, li si offende, paragonando il male loro arrecato a “chiacchiericci” di poco conto… allora si sarà persa forse l’ultima occasione per riappacificarsi con quella croce che, per fortuna, ha un valore molto superiore a chi la rappresenta.</p>
<p>-<strong> Vittorio Bellavite, tu sei portavoce di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.noisiamochiesa.org/" >Noi Siamo Chiesa</a></noindex> , movimento per la riforma della Chiesa cattolica che s’ispira agli insegnamenti del Concilio Vaticano II.<br />
</strong>- Sì.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Non solo il card. Sodano. Anche padre Raniero Cantalamessa , in occasione del Venerdì Santo, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.tecnoseek.it/news/notizia/139554/1/" >ha usato espressioni che hanno destato scalpore e indignazione</a></noindex> sia tra le vittime degli abusi sia nella comunità ebraica. Poi si è scusato.</strong><br />
- Abbiamo pure sentito che gli attacchi al Papa ricordano quelli a Pio X quando si scagliò contro il Modernismo , ai “silenzi” di Pio XII sulla Shoah e alla <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae_it.html" >Humanae Vitae</a></noindex> di Paolo VI. Ma si rendono conto della portata di questi paragoni? Hanno citato proprio i tre momenti in cui la Chiesa è stata meno profetica e, quanto al <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://digilander.libero.it/moses/modernismo01.html" >Modernismo</a></noindex>, voglio ricordare che si è trattato d’un fenomeno complesso e variegato, con luci e ombre, ma l’auspicio alla conciliazione e al dialogo tra Chiesa e società contemporanea è stato poi uno dei cardini del Concilio Vaticano II. Se, invece, rimpiangono i tempi del Papa re e del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://web.tiscalinet.it/claufi/sillabo.htm" >Sillabo</a></noindex> …<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- La Chiesa ha agito con tempestività e rigore o ne è stata sospinta dagli eventi?</strong><br />
- La Chiesa è stata costretta ad affrontare questo grave problema perché imposto dall’esterno, dai giornali, dall’opinione pubblica, dalle vittime. Non è questione di singole prese di posizione, alcune ci sono anche state; è questione di mentalità. I vertici della Cei, forse sorpresi e angosciati dagli avvenimenti in corso, sembrano oscillare tra autogiustificazioni e autoassoluzioni, denunce di “complotti” contro il Papato e il timore di aprire nella Chiesa cattolica italiana un dibattito dagli esiti incerti per l’ establishment ecclesiastico.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Poco prima di Pasqua alcune chiese hanno commemorato mons. Romero, martire della giustizia. Ma si è trattato di cerimonie isolate, quasi in sordina, nulla a che vedere con le pavesate in onore di altri santi celebrati in Vaticano. Scarsa attenzione hanno pure ricevuto le <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/05/news/ndrangheta_processione_pasqua-3135498/index.html?ref=search" >iniziative antimafia</a></noindex> dell’episcopato calabrese. E, in generale, la gerarchia ecclesiastica non ha dimostrato l’energia necessaria per opporsi alla violenza contro gli immigrati, anche bambini, alimentata da certi politici. È stata invece molto netta nel sostenere direttamente due nuovi Presidenti di regione che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2010/04/01/news/ru486_per_la_polverini_solo_con_ricovero-3067906/" >promettevano</a></noindex>, contro le leggi dello Stato, di “lasciar marcire” nei magazzini la pillola Ru486; mons. Girotti ha dichiarato che &#8220;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=27277&amp;sez=HOME_NELMONDO&amp;npl&amp;desc_sez" >è più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che abortisce</a></noindex>&#8221; ; e il Papa, nelle celebrazioni del Giovedì Santo, è tornato a condannare aspramente l’aborto (per cui, ricordiamo, scatta la scomunica latae sententiae non prevista per la pedofilia) e la legge194. Secondo un lettore di “Repubblica”, la Chiesa è intransigente solo riguardo a questo tema, alle unioni di fatto e alle questioni sessuali, mentre su tutto il resto è pronta a discutere…<br />
</strong>- Lo dicevo poc’anzi, siamo di fronte a una mentalità dura a morire; che solo oggi, con una maggiore attenzione verso le persone abusate, si sta ammorbidendo. Restiamo dolorosamente stupiti di fronte a una sorta di “indulgenza” verso i colpevoli di gravissimi comportamenti sessuali (loro trasferimento da una parrocchia a un’altra, riluttanza nella denuncia all’autorità civile…), e l’ossessione rigorista della teologia morale “ortodossa”, quella dei seminari e dei documenti pontifici, su tutte le questioni riguardanti il sesso (aborto, contraccezione, convivenze, rapporti omosessuali…). Quindi intransigenza sì, ma a condizione di difendere, anzitutto, l’Istituzione-Chiesa e il suo onore. È, insomma, il “primato del sabato” sull’uomo, contro cui si scagliò ripetutamente Gesù di Nazareth.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Rivolgo anche a te la domanda posta a Massimiliano Frassi: cosa pensi degli strali di Marcello Pera sul “Corriere”?</strong><br />
- Pera e altra gente smarrita, pervasa da un preoccupante analfabetismo sulla vera essenza del cristianesimo, non dovrebbe esser nemmeno presa in considerazione. Lo menziono perché me ne accenni tu e perché, comunque, le loro invettive hanno una certa eco sui giornali e riscuotono l’interesse anche di alcuni ecclesiastici. Non si spiegano certe deviazioni con la pura e semplice condanna della liberalizzazione dei costumi sessuali nella nostra epoca, che ha trovato impreparati presbiteri o religiosi alimentando in essi un senso di frustrazione. Né consideriamo accettabile “il superficiale rimando alle conseguenze della secolarizzazione e, anche peggio, a un malinteso permissivismo, conseguente alla cattiva interpretazione del Concilio” , di cui parla Benedetto XVI nella lettera ai cattolici d’Irlanda, che è severa, ma costituisce solo un primo passo per la comprensione del fenomeno.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Ma è pur vero che un atteggiamento culturale negativo verso la Chiesa esiste. La cultura materialistica e consumistica (i cui rappresentanti politici, peraltro, ostentano un interessato ossequio nei confronti del Vaticano) propone una visione banalizzata della vita umana, costituita solo da bisogni immediati da soddisfare a qualunque costo. Si esalta un individualismo estremo, a scapito della comunione e del bene comune. L’Io è tutto. Anche il diffondersi della pedofilia, come di altri fenomeni devianti [cfr. il mio articolo <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://dimelaltra.blogspot.com/2009/10/il-serpente-antico.html" >Il serpente antico</a></noindex> ] mettono in risalto questa tendenza a negare l’alterità, la relazione matura, il confronto con un “diverso” responsabile e adulto. Se qualcuno osa proporre (e non imporre) l’antropologia cattolica sulla sessualità e il matrimonio, quand’anche si dimostri sinceramente rispettoso verso altre sensibilità viene, non di rado, deriso o additato come retrogrado…</strong><br />
- Non mettiamo sullo stesso piano fenomeni diversi. Nessuno nega i pericoli, concreti, di una visione edonistica e immanentistica dell’uomo; e ci rendiamo conto che esistono correnti di pensiero che individuano nella Chiesa cattolica la fonte d’ogni male e soffiano sul fuoco delle polemiche per condannare in blocco un’istituzione. Tuttavia, ripeto, gli scandali sono scoppiati realmente. Diamo un’occhiata ai documenti <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.cesnur.org/2007/Crimen_1962.pdf" >Crimen Sollicitationis</a></noindex> del 1962 e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=202" >De delictis gravioribus</a></noindex> del 2001: entrambi confermano che ogni questione deve essere affrontata per canali interni. Non si menziona la tutela delle vittime e il deferimento alla magistratura qualora la vittima si sia rivolta al vescovo o a qualche esponente ecclesiastico; nulla si dice sul loro risarcimento. Ciò ingenera ambiguità, al punto che qualcuno è giunto a lamentare la cattiva traduzione in inglese del testo, che al contrario, secondo costoro, <em>non</em> inviterebbe al silenzio. Ma noi avremmo preferito parole più chiare, inequivocabili, meno curiali: questo tipo di linguaggio, o di non-linguaggio, ormai dall’opinione comune non è né compreso né accettato.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- E il celibato dei preti?<br />
</strong>- Gli esperti tendono a escludere un rapporto diretto tra pedofilia e celibato obbligatorio del clero latino. Mi sembra fondamentale, piuttosto, rilevare una certa mancanza di educazione serena alla sessualità nella formazione di un sacerdote o d’un religioso. L’assenza o la scarsità della presenza femminile nell’iter formativo, la consapevolezza di non avere nella propria vita la prospettiva d’una normale vita di coppia possono costituire elementi che favoriscono, in alcune situazioni, gravi carenze nella formazione della personalità. Comunque la discussione sulla necessità della modifica del sistema del celibato obbligatorio nella Chiesa – che, ricordiamolo, non è un dogma &#8211; ha avuto un’accelerazione come conseguenza di tutta questa vicenda.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Frassi osserva che non tutto può risolversi con l’abolizione del celibato, altrimenti non si spiegherebbero tante violenze in seno alle famiglie.</strong><br />
- Ha ragione. Occorre guardare più a fondo, anche nella selezione degli ammessi ai seminari, nei modelli di vita proposti, nelle cultura delle relazioni. È probabile che alcuni candidati al presbiterato abbiano ritenuto forse di risolvere il loro originario disagio affettivo/sessuale abbracciando lo stato ecclesiastico e celibatario: il problema però è rimasto intatto e si è presumibilmente aggravato.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- Proposte di Noi Siamo Chiesa per l’immediato futuro?<br />
</strong>- Per esempio, strutture indipendenti che si occupino dei casi di pedofilia all’interno della Chiesa. Si potrebbe istituire in ogni Conferenza episcopale regionale un Collegio per l’ascolto e la trasparenza (di circa 3 persone, con obbligo della presenza femminile), scelto dall’autorità ecclesiastica in accordo coi Consigli pastorali ma indipendente da essa; costituito da persone senza alcuna responsabilità all’interno della Chiesa e possibilmente provenienti dalla magistratura; che collabori con servizi sociali, educativi e sanitari; e agisca con riservatezza e criteri garantisti nel ricevere segnalazioni d’ogni tipo per i casi di pedofilia in ambito ecclesiastico. Esso dovrebbe, se del caso, deferire i fatti alla magistratura, avvisando le autorità religiose, occupandosi pure del risarcimento morale e materiale delle vittime (quindi avrebbe bisogno di strumenti anche di tipo economico). L’esistenza di questo Collegio dovrebbe esser resa nota nelle parrocchie e in qualsiasi altro luogo attraverso mass-media, telefono e web.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>- La Chiesa sarà più forte grazie a un aiuto che viene dall’alto, proclama il card. Bertone.<br />
</strong>- Lo credo anch’io, e non potrebbe essere diversamente. La Chiesa è “esperta in umanità” , secondo la bella definizione di Paolo VI, perché può attingere a un tesoro infinito di risorse. Quel tesoro si chiama Gesù Cristo. Riconosca le sue colpe, chieda perdono pubblicamente alle vittime, incominci un cammino di purificazione al suo interno, si confronti in modo sereno, paritario e senza preconcetti con la giustizia e i “fedeli”. Tutti abbiamo nella mente e nel cuore quanto dice il Vangelo di Marco (9, 42) su chi scandalizza i piccoli, tutti siamo consapevoli della forza di Cristo, unica bussola in mezzo alle tempeste.</p>
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		<title>Don Vicienzo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sguardo di Vicienzo è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. Vicienzo indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino. Niente simboli di partito. Chi vota per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sguardo di <em>Vicienzo</em> è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. <em>Vicienzo</em> indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino.</p>
<p>Niente simboli di partito. Chi vota per <em>Vicienzo</em> lo fa per lui e <a href="http://www.mentecritica.net/il-mistero-dello-sceriffo/mente-critica/no-one/latest/comandante-nebbia/15424/" >non per la tessera che porta in tasca</a>. Bella foto. Riuscita. Comunque, quello che risalta di più è lo slogan: <strong>De Luca, una speranza c&#8217;è</strong>.</p>
<p>Siamo ufficialmente all&#8217;ultima spiaggia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-16585 aligncenter" title="deluca" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/02/deluca.jpg" alt="" width="590" height="400" /></p>
<p><span id="more-16583"></span>Stranamente, di questi manifesti di cui è tappezzata Salerno, non c&#8217;è traccia a Napoli. Forse sono fermi alla dogana sul confine tra le due province in attesa che il <a href="http://www.mentecritica.net/tag/bassolino/" >Re di Napoli</a> ne approvi l&#8217;affissione o, più semplicemente, ancora non sono stati recapitati al competente ufficio comunale.</p>
<p>Confesso che, da salernitano, attendo con una certa curiosità questo primo atto di occupazione del territorio partenopeo da parte dell&#8217;odiato De Luca, il sindaco sbruffone dei <em>pisciaiuoli</em><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_0_16583"  id="identifier_0_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" pescivendoli N.d.A. ">1</a>)</sup> come, con (poca) simpatia i napoletani chiamano i salernitani che, dal canto loro, ricambiano con un altrettanto affettuoso <em>napulilli</em><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_1_16583"  id="identifier_1_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Dopo un attento studio di entrambi i disegni, che ritraggono l&amp;#8217;abbigliamento napulillo nelle stagioni invernali ed estive, si pu&ograve; risalire ai punti chiave ed invariabili del look. Calzini bianchi da sopra al jeans, maglie larghe, testa coperta, sopracciglio rasato, scarpe Nike ai piedi, orecchini vistosi. Il resto e le variazioni potete osservarle da voi. Ci&ograve; che contraddistingue i napulilli, oltre al look da tamarri, &egrave; l&amp;#8217;atteggiamento. Ovunque ci siano i napulilli, si sentono urla e affettuosi saluti. &amp;#8220;Weee p&egrave;&amp;#8221; &amp;#8220;A&ograve;&ograve; Franc&egrave;&amp;#8221;&quot;Ooo Don&agrave;!&amp;#8221;.. si sentono anche scambi di affettuosi sopranomi, nomignoli, ed espressioni, del tipo &amp;#8220;We strunz!! Mammt fa e b******&amp;#8221; E via discorrendo&amp;#8230;. Ora vi ho reso  l&amp;#8217;idea di cosa si debba sopportare, questi tipi cafoni e assurdi di cui ogni zona brulica  &amp;#8230;Liberateci da questi galli!!! Ma perch&eacute; i guaglioni anche se sono &amp;#8220;promettenti&amp;#8221; si devono rovinare cos&igrave;, ma io non lo so . fonte ">2</a>)</sup>, termine che nella vulgata salernitana sta a indicare tutti quelli che vestono volgarmente ed indossano gioielli vistosi.</p>
<p>&#8220;<strong>Io non mi candido per andare a gestire un poco meglio o un poco peggio. Io mi candido per cambiare tutto, bisogna cambiare tutto!</strong>&#8221;</p>
<p>Letta sulla <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.facebook.com/pages/Vincenzo-De-Luca/53388213256" >pagina facebook di Vincenzo De Luca</a></noindex>, questa affermazione non può non ricordare quel <em>Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare!</em> tramite il quale la storia ci tramanda il carattere testardo e rivoluzionario di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Bartali" >un grandissimo sportivo</a></noindex>. Eppure, la posizione di De Luca, sul nucleare per esempio, non è affatto rivoluzionaria.</p>
<blockquote><p>&#8220;Io non guardo in maniera pregiudiziale al nucleare, ma vi dico in tutta sincerità che l&#8217;ultima regione in Italia nella quale si può pensare a una centrale nucleare è la Campania&#8221;<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_2_16583"  id="identifier_2_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" fonte ">3</a>)</sup></p></blockquote>
<p>.</p>
<p>Togli Campania e metti Sicilia, Puglia, Umbria, Abruzzo, Trentino e non cambierà nulla. Frase demagogicamente vuota, buona solo per chiamare l&#8217;immancabile applauso. Avevo già avuto l&#8217;impressione che De Luca si fosse plastificato, ammorbidito, addolcito, <em>ecumenizzato</em> ascoltando una sua intervista di Giuseppe Cruciani a Radio 24. Alla fine, per piacere a tutti, la strada più semplice è essere come tutti gli altri, entrare nel sistema, compiacere.</p>
<p>Nel mio ufficio di Napoli, l&#8217;uomo delle pulizie, appena capì che ero salernitano, mi mostrò la tessera di abbonamento del Calcio Napoli, come a dirmi: &#8220;<em>statte al posto tuo pisciaiuolo, tu e quella squadretta di fasuli tabacchini</em>&#8221;<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_3_16583"  id="identifier_3_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" stai al tuo posto, pescivendolo, tu e quella squadra &amp;#8211; la Salernitana N.d.A. &amp;#8211; di fagioli tabacchini ">4</a>)</sup>. La scena si è ripetuta qualche giorno fa. Stavolta, però, ad uscire dal portafoglio è stata la tessera del PD insieme ad una specie di dichiarazione d&#8217;amore per De Luca e per la sua <a href="http://www.mentecritica.net/ha-due-ecoballe-grosse-cosi-fenomenologia-di-vincenzo-de-luca/informazione/il-bello-della-politica/mc/4065/" >efficienza nell&#8217;organizzazione della raccolta differenziata</a>. Non manca l&#8217;irrisione per quella &#8220;<em>capa e ligame</em>&#8221;<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_4_16583"  id="identifier_4_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" testa di legno ">5</a>)</sup> candidata dal PDL, &#8220;<em>o pupazzo di Cosentino</em>&#8221;<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_5_16583"  id="identifier_5_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" il pupazzo di Cosentino ">6</a>)</sup>. Poi, il <em>compagno</em> ha socchiuso la porta, abbassato la voce e, facendo cenno con la testa verso il punto cardinale di Casal di Principe, mi ha chiesto: &#8220;<em>ma vuie che dicite dottò, chilli là o faranno faticà a Don Vicienzo</em>?&#8221;<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_6_16583"  id="identifier_6_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Lei che dice Dottore, quelli l&agrave; lo faranno lavorare a Don Vincenzo? ">7</a>)</sup>. L&#8217;omino abbonato al Calcio Napoli fa solo le pulizie, ma sa bene che quello che succede a Napoli <a href="http://www.mentecritica.net/vedi-napoli-e-poi-scappa/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16329/" >non si decide a Roma</a>.</p>
<p>E &#8220;Don Vicienzo&#8221; lo sa?</p>
<p>Oggi è Carnevale e a Napoli piove. Peccato per i bambini che non hanno potuto sfruttare il giorno festivo per sfoggiare le loro mascherine. Sull&#8217;autobus che mi riporta a casa i vetri sono appannati e per capire perché, nonostante le scuole chiuse, via Marina sia bloccata, devo pulire il vetro con un pezzo di carta che diventa subito nero di lerciume.</p>
<p>Sulla destra della strada c&#8217;è una moto rovesciata e due ragazzi inginocchiati con le mani dietro la schiena. In piedi un uomo parla al telefono mentre gli punta la pistola alla testa. Un altro fa cenno alle macchine di avanzare. Solo quando vedo la paletta capisco che, probabilmente, si tratta di due poliziotti e non di un&#8217;esecuzione pubblica di due <em>scustumati</em><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/don-vicienzo/informazione/il-bello-della-politica/comandante-nebbia/16583/#footnote_7_16583"  id="identifier_7_16583" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" disobbedienti all&amp;#8217;autorit&agrave; camorristica ">8</a>)</sup>.</p>
<p>E&#8217; solo grazie a questa distrazione che vedo il primo manifesto di De Luca. E&#8217; un 4&#215;3 fissato sulla parete di un palazzo per essere visibile su tutto il lungo rettilineo di via Marina. Il giubbotto è lo stesso della foto di Salerno, non l&#8217;ha cambiato. Anche qui non ci sono simboli di partito, ma in questo lo slogan è diverso: <strong>Vincenzo De Luca, un uomo libero</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-16599 aligncenter" title="de-luca-libero" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/02/de-luca-libero.jpg" alt="" width="590" height="444" /></p>
<p>Evidentemente a Napoli la speranza è rimasta inginocchiata a terra un centinaio di metri indietro sulla via battuta dalla pioggia.</p>
<p>Mentre svoltiamo per Corso Lucci, guardo per un attimo ancora il mare grigio che rumoreggia severo in questa uggiosa giornata di febbraio.</p>
<p>Un uomo libero. Può darsi.</p>
<p>Non posso che chiedermi fino a quando.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_16583" class="footnote"> pescivendoli N.d.A. </li><li id="footnote_1_16583" class="footnote"> Dopo un attento studio di entrambi i disegni, che ritraggono l&#8217;abbigliamento napulillo nelle stagioni invernali ed estive, si può risalire ai punti chiave ed invariabili del look. Calzini bianchi da sopra al jeans, maglie larghe, testa coperta, sopracciglio rasato, scarpe Nike ai piedi, orecchini vistosi. Il resto e le variazioni potete osservarle da voi. Ciò che contraddistingue i napulilli, oltre al look da tamarri, è l&#8217;atteggiamento. Ovunque ci siano i napulilli, si sentono urla e affettuosi saluti. &#8220;Weee pè&#8221; &#8220;Aòò Francè&#8221;"Ooo Donà!&#8221;.. si sentono anche scambi di affettuosi sopranomi, nomignoli, ed espressioni, del tipo &#8220;We strunz!! Mammt fa e b******&#8221; E via discorrendo&#8230;. Ora vi ho reso  l&#8217;idea di cosa si debba sopportare, questi tipi cafoni e assurdi di cui ogni zona brulica  &#8230;Liberateci da questi galli!!! Ma perché i guaglioni anche se sono &#8220;promettenti&#8221; si devono rovinare così, ma io non lo so . <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://rossellas.iobloggo.com/archive.php?eid=5&amp;cid=57980" >fonte</a></noindex> </li><li id="footnote_2_16583" class="footnote"> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=ccBcD14mIro" >fonte</a></noindex> </li><li id="footnote_3_16583" class="footnote"> stai al tuo posto, pescivendolo, tu e quella squadra &#8211; la Salernitana N.d.A. &#8211; di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://agroalimentare.regione.campania.it/aree-tematiche/prodotti-tradizionali/fagioli_tabacchini-it" >fagioli tabacchini</a></noindex> </li><li id="footnote_4_16583" class="footnote"> testa di legno </li><li id="footnote_5_16583" class="footnote"> il pupazzo di Cosentino </li><li id="footnote_6_16583" class="footnote">Lei che dice Dottore, quelli là lo faranno lavorare a Don Vincenzo? </li><li id="footnote_7_16583" class="footnote"> disobbedienti all&#8217;autorità camorristica </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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