Nella letteratura italiana esiste un preciso filone artistico, un genere, che io, parafrasando un vecchio pezzo di Lameduck, definirei di “inchiesta pugnettistica”. Caratteristica comune di questo “movimento culturale” è quella di riscoprire ogni volta l’acqua calda, ribollire la solita minestra riscaldata e proporla alla pancia degli (e)lettori che, ancor prima di procurarsi il tomo in questione, sono già pronti ad urlare la loro indignazione ed il loro disappunto ad amici e parenti, nonché a discutere con altri e(lettori), punto per punto, ogni singola magagna enfaticamente descritta nel manuale pugnettistico in loro possesso.
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Sospetto sempre più che dietro le spregevoli battute di Berlusconi su Obama, precedute dalla sortita del suo compare Gasparri, si nasconda qualcosa di ben diverso, e assai più inquietante, della dissennatezza d’un “ganassa” brianzolo e del delirio d’un (ex?) neofascista. Razzismo a parte.

Finisce la luna di miele tra Berlusconi e i telespettatori/elettori italiani. Per il premier inizia la salita.
Chi valuta positivamente l’operato dell’esecutivo supera di poco il 40%, a fronte del 60% di settembre
In un articolo del Corriere della Sera del 26 ottobre 2008, a firma dell’autorevole sondaggista ed analista delle tendenze elettorali Renato Mannheimer (presidente dell’ISPO, Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione), emerge con chiarezza un dato forte: nelle ultime settimane il consenso per l’esecutivo guidato da Berlusconi si è notevolmente contratto, scendendo dal 60% degli inizi di settembre al 40%. Insomma, per la prima volta la percentuale è negativa, e anni luce lontana dal 70% sparato da Berlusconi.

Sono tutti lì, circondati dai loro leccaculo; parrucconi con i capelli tatuati, cadaveri eccellenti rosi dall’invidia ed affetti da demenza senile. Ma non possono non rendersi conto che questo vento nuovo che spira potrebbe davvero riaccendere fuochi che credevano ormai di aver spento con la droga mediatica che, fino a ieri, usavano per addormentare le coscienze.

Ho letto da più parti le aspre critiche al saluto del Presidente del Consiglio al neo Presidente Obama. Sono di sinistra, non ho votato Berlusconi, e lo considero l’espressione vivente dell’ignoranza umana di fronte alla realtà più profonda dell’esistenza, l’esatto contrario di quello che egli vorrebbe incarnare:un uomo pienamente realizzato.
Allo stesso modo però mi rendo conto che una lettura totalmente e sempre negativa del personaggio non fa che provocare in me un sentimento di fastidio.

Approfitto delle elezioni americane e del bel discorso del futuro neo presidente (Bush rimane in carica ancora per due mesi e mezzo), un discorso che ha riempito di fiducia anche il sottoscritto.
I fatti di questi ultimi giorni, le manifestazioni oceaniche, organizzate e spontanee, ampiamente condivise da tanti strati della popolazione vengono ampiamente coperti e minimizzati, sembra quasi che i media se ne stiano dimenticando, ma già si pensa alle contromosse: si pensa alla riforma dello sciopero, che dovrebbe diventare virtuale, non sentono quello reale figuriamoci quello virtuale, poi vogliono ridurre i pochi decisi a non restare virtuali ad andare a manifestare tra le campagne, lontano dai ministeri e dai media, così non esistono e, infine, chi non si piegasse manco allo sciopero scampagnata, denunce a volontà.

Questa mattina, di buonora, scendo in giardino. Davanti alla cuccia vedo Carneade scodinzolante, ma un po’ perplesso, ma non si avvicina come di solito fa.

Devo ammettere che leggere che il Gran Maestro Venerabile Licio Gelli condurrà un programma televisivo (e con che ospiti), mi aveva causato un leggero disappunto. Poi ci ho pensato meglio e ho cambiato idea.
Devo ricredermi, il metodo messo in atto dal governo per stroncare la protesta degli studenti non ha niente a che vedere con quello sperimentato nella famigerata scuola Diaz di Genova. Le notizie che arrivano da Roma fanno invece pensare ad una riproposizione, opportunamente aggiornata, del metodo “Kossiga”. Ma c’è qualcosa che non mi convince. Maroni, come noto, è duro di comprendonio, non è mica uno che impara in fretta. Mi risulta difficile pensare che abbia già assimilato - e messo in atto - i consigli generosamente elargiti da Francesco Cossiga.
Ventosa, lacustre, slavata, poi cristallina e linda, come bucato di Dio: piazza squillante, femminile. Femminili i volti, cerchiati e orizzontali, femminile l’universo, perché la scuola richiama sempre il tepore materno. Femminili gli studenti, nella loro composta ed esitante giocosità, in quell’aprirsi al sorriso quasi timoroso. Femminili i canti e la musica, i cori, i cimbali, quell’allegria meticcia e paziente. Femminili i bimbi, di un’innocenza così esclusiva e totale da far retrocedere lo sguardo, colpevole e ambiguo, degli adulti.
Storica manifestazione a Roma. Dissenso diffuso in tutta l’Italia. Nel nuovo ‘68 spiccano le donne

Capita che durante una seduta straordinaria del consiglio comunale di Firenze, convocata per discutere del decreto Gelmini e per questo disertata dal PDL, partiti e partitini della sinistra abbiano trovato il modo per discutere (e infine scannarsi) su una questione di nessun valore. Come i musicisti del Titanic, noncuranti di tutto quello che accade in Italia e nel mondo, votano una delibera definita dalla promotrice “un atto importante nella battaglia per le pari opportunità e soprattutto per Firenze”: l’introduzione delle quote rosa nella toponomastica. La metà delle strade DEVE essere dedicata alle donne.

Oggi il blog Beppe Grillo pubblica un video che dovrebbe dimostrare che ci sono stati degli infiltrati delle forze dell’ordine tra gli studenti manifestanti.
Stavolta lo schiavetto a progetto di turno sul blog di Grillo l’ha fatta veramente grossa.
Leggete il post e, soprattutto, guardate il video linkato.







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