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	<title>MenteCritica &#187; Chiamiamola Economia</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Il Lato B Più Bello del Mondo</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 12:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CogitoergoVomito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

		<category><![CDATA[economia]]></category>

		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<category><![CDATA[italia]]></category>

		<category><![CDATA[Mario-Draghi]]></category>

		<category><![CDATA[petrolio]]></category>

		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcosa ancora non va.
L&#8217;Alitalia non decolla e le scuole non aprono.
La Lega vorrebbe bloccare le immigrazioni per due anni, ma per Napolitano gli immigrati sono una forza per la Nazione.
Il Pdl per la commissione di Vigilanza Rai prima pone
un veto per Orlando di IDV e poi elegge a sorpresa Villari del PD.
Per quanto se ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="#990000;">Qualcosa ancora non va.<br />
</span></strong>L&#8217;Alitalia non decolla e le scuole non aprono.<br />
La Lega vorrebbe bloccare le immigrazioni per due anni, ma per Napolitano gli immigrati sono una forza per la Nazione.<br />
Il Pdl per la commissione di Vigilanza Rai prima pone<br />
un veto per Orlando di IDV e poi elegge a sorpresa Villari del PD.</p>
<p>Per quanto se ne voglia dire, manifestare, ed informare, sono sempre più convinto che il lato B più bello del mondo <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/bottom-contest/1.html"><span style="#3333ff;">non è nè quello di Melanie nè quello di Saiba.</span></a><span style="#990000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="#990000;"><strong>Il lato B più bello del mondo è quello del mio Paese: l&#8217;Italia</strong></span>.</p>
<p><span id="more-9465"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9615 aligncenter" title="culo7" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/culo7.jpg" alt="" width="472" height="306" /></p>
<p>Siamo di fronte alla più grande crisi economica del secolo con una <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/economia/bce-bollettino/eurolandia-frena/eurolandia-frena.html"><span style="#3333ff;">recessione praticamente in atto,</span></a> ma soprattutto siamo di fronte al più grande silenzio che la storia abbia mai potuto constatare.</p>
<p>Mai come adesso Disinformare vuol dire <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/11/bce-bollettino-13-novembre.shtml?uuid=de767d80-b162-11dd-a2cc-0465e4caf252&amp;DocRulesView=Libero"><span style="#3333ff;">non Allarmare.</span></a><br />
<span style="#990000;"><strong>Ma a che pro?</strong></span></p>
<p><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2008/09/16/1101757763587-draghi-una-peggiori-crisi-storia.shtml"><span style="#3333ff;">E&#8217; una delle più grandi crisi della storia.</span></a><br />
Ovvio che non sono stato io a dirlo, che nè capisco poco o nulla di economia, ma Mario Draghi, governatore della Banca d&#8217;Italia.<br />
Invece di Raccontami Capitolo II, di Anno Zero (puntata &#8220;Fannulloni a chi?&#8221;), di Non perdiamoci di vista, di Don Camillo e l&#8217;onorevole Peppone, di Distretto di Polizia 8, della Talpa&#8230;. invece di tutti questi programmi, perché questa sera Mario Draghi non fa un bel discorso a reti unificate e ci spiega (preferibilmente in maniera elementare) che cazzo sta succedendo?<br />
Vi sfido a provarci a capire qualcosa, a provare a tradurre le parole degli economisti. Ogni giorno aumentano sempre di più i disoccupati, i prezzi, ed i termini economici difficili in Inglese, ma perché sembra che nessuno se ne fotta?</p>
<p><span style="#990000;"><strong>Il lato B dell&#8217;Italia è il più bello del mondo.</strong></span></p>
<p>L&#8217;Italia è come una donna bruttissima ma con un bel culo.<br />
Se ti spaventa guardarla in faccia la fisserai sempre le chiappe.<br />
Non cambierai mai donna, e non cercherai mai nemmeno di abbellirla.<br />
<strong><span style="#990000;">Anzi. </span></strong><br />
<span style="#000000;">Ti basta guardarle solo il culo per convincerti che sia carina o accettabile,</span><span style="#000000;"> e che ce ne sono tante ma tante&#8230;..</span><span style="#000000;"> </span><span style="#990000;"><strong>PEGGIO.</strong></span><br />
Ma non puoi né alzare la testa né voltarla di scatto.<br />
Ti spaventerebbe troppo.</p>
<p>Non sono gli allarmi che generano le notizie dei giornali e dei telegiornali.<br />
<strong><span style="#990000;">Sono i giornalisti e i telegiornalisti che generano gli allarmi.</span></strong><br />
Le emergenze sono solo mediatiche ed i problemi sono solo servizi passeggeri di 2 minuti al TG.<br />
<span style="#990000;"><strong>Prima ti dimentichi di loro, meno problemi avrai.</strong></span><br />
Non puoi provare ad indagare e ad auto-informarti né a capirci qualcosa.<br />
Le tue conoscenze e le tue paure scaturiscono sempre dalle loro.</p>
<p>Tremonti, il ministro dell&#8217;Economia dichiara, ammonisce, redarguisce, e poi?</p>
<p>Prima iniziò dichiarando di voler aumentare <a href="http://blog.panorama.it/economia/2008/06/19/manovra-piu-tasse-ai-petrolieri-per-aiutare-anziani-e-giovani-coppie/"><span style="#3333ff;">le tasse a banchieri e petrolieri.</span></a><br />
L&#8217;aliquota per le compagnie petrolifere sarebbe ritornata dal 27% al 33%, e poi sarebbe stata data una Social Card agli anziani con una pensione minima, per acquistare a prezzi scontati i prodotti alimentari e per avere sconti sulle bollette di luce e gas.<br />
Poi ha dichiarato di volere aiutare &#8220;l&#8217;economia e non le banche&#8221; con emissioni obbligazionarie, <span style="#3333ff;"><span style="#000000;">ma chi sbaglia e fallisce</span> </span><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=34515&amp;sez=HOME_ECONOMIA"><span style="#3333ff;">va a casa o in galera.</span></a><br />
L&#8217;aliquota per i petrolieri a quanto pare sembra sia ritornata dal 27% al 33%, ma la Social Card ancora non è arrivata. E in galera e a casa sembra non esserci andato ancora nessuno.</p>
<p><strong><span style="#990000;">Ma quando è che ci spiega i rischi dei risparmiatori?</span></strong><br />
<strong><span style="#990000;">Quando darà consigli ai consumatori?</span></strong></p>
<p>Piuttosto che una soluzione o una dichiarazione io, e penso anche qualcun altro, avrei bisogno solo di una spiegazione. Almeno per il momento. Almeno per capire.</p>
<p><strong><span style="#990000;">Ci saranno dei colpevoli? Chi sono? Cos&#8217;è successo? Cosa hanno fatto?</span></strong></p>
<p>Basta parlare di Belen che fa le corna sull&#8217;isola dei famosi!<br />
Basta parlare delle 6-700 donne che si trombava Cassano!</p>
<p>Il rating è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese in base alla loro rischiosità.<br />
Vorrei capire allora cosa c&#8217;entrano le agenzie di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rating"><span style="#3333ff;">rating</span></a>, <span style="#3333ff;"><span style="#000000;">che misurano appunto il grado di solvibilità di un debitore. </span></span><br />
La <a title="Standard &amp; Poor's" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_&amp;_Poor"><span style="#3333ff;">Standard &amp; Poor&#8217;s</span></a>, la <a title="Moody's" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moody"><span style="#003366;">Moody&#8217;s</span></a>, la <a title="Fitch Ratings" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fitch_Ratings"><span style="#003366;">Fitch Ratings</span></a>. C&#8217;è chi pensa siano <a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-economiche/agenzie-di-rating-responsabili-per-crisi-finanziaria-globale.html"><span style="#3333ff;">le colpevoli della crisi finanziaria.</span></a><br />
Per alcuni le agenzie di rating sono spesso <a href="http://www.borsamonitor.it/market/blog-finanza/agenzie-di-rating.html"><span style="#3333ff;">anche banche d&#8217;investimento private</span><span style="#e0ad12;"> </span></a>che effettuano per conto proprio e per conto terzi operazioni sul mercato.<br />
Come se, ad esempio, la Juventus, il Milan o l&#8217;Inter fallissero, e le colpe sarebbero attribuite alla <a href="http://www.match-point.it/"><span style="#3333ff;">Match Point</span></a> e alla <a href="http://www.better.it/scommesse/better.do"><span style="#3333ff;">Better</span></a>, e non ai vari Moggi, alle varie plusvalenze ed ai vari falsi in bilancio; dopo poi si viene a sapere che Match Point e Better sono le proprietarie dell&#8217;Abinoleffe e del Chievo Verona, e che pilotano le scommesse.<br />
Quindi le colpe del fallimento della Juve sono da attribuire alla Match Point e alla Better?<br />
<strong></strong><br />
<strong><span style="#990000;">C&#8217;è chi pensa che noi non dovremmo mai pensare.</span></strong></p>
<p>Vorrei capire ad esempio per una volta e per tutte perchè il <span style="#000000;">prezzo del petrolio diminuisce e quello della benzina no.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9616 aligncenter" title="chart" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/chart.jpg" alt="" width="500" height="208" /></p>
<p>L&#8217;11 luglio 2008 il petrolio ha stabilito il suo record: <a href="http://www.corriere.it/economia/08_luglio_11/petrolio_record_2d18ea72-4f39-11dd-932f-00144f02aabc.shtml"><span style="#3333ff;">147,27 dollari al barile.</span></a><br />
Piano piano, in silenzio, tra le corna di Belen e le trombate di Cassano&#8230;. il petrolio oggi viene scambiato a <a href="http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,327482/Nuovi_ribassi_per_i_prezzi_del_petrolio.aspx"><span style="#3333ff;">56 dollari al barile.</span></a><br />
<a href="http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=443424"><span style="#3333ff;">Meno della metà del prezzo di 4 mesi fa,</span></a> di quando la benzina la pagavamo 1, 50/1,60 euro<br />
al litro, mentre ora la paghiamo 1,35/1,45 euro al litro.<br />
<strong><span style="#990000;">Il petrolio è diminuito del 60%, e la benzina del 10%.<br />
</span></strong><br />
<span style="#000000;">Vorrei capire l&#8217;Italia, il lato B più bello del mondo:<br />
se scorreggia, non importi che puzzi</span><span style="#990000;"><br />
<strong>l&#8217;importante è che non faccia troppo rumore.</strong></span></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Crisi Finanziaria e Società: Quel Senso di Giustizia&#8230;Negato</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>onirbiggo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite continue. Con una maggioranza che continua imperterrita per la sua strada auto compiacendosi continuamente per i risultati ottenuti (risultati??) e un&#8217;opposizione che piuttosto che fornire valide alternative, presentandole alle persone, continua ad attaccare il Premier del governo per tutte le “marachelle” che fa. Ci si accanisce su questioni marginali e non lo si fa per motivi più seri che sono quelli di cui la gente a bisogno. Ma questa benedetta crisi come si pretende di superarla: a fischi e pernacchie o in maniera seria e costruttiva? La paura del futuro sta bloccando tutto e tutti, nessuno si sente sicuro a privarsi di un solo centesimo se non per motivi strettamente necessari.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/vatican_coin1.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p><span id="more-9477"></span>Penso che sia giunto il momento di mettere seriamente le carte in tavola e parlarsi chiaramente indicando obiettivi certi (restando molto con i piedi per terra), e soprattutto facendo una seria autocritica sulle cause che hanno indotto questa crisi. Autocritica necessaria se si vuole sperare in un futuro che veda superato questo ostacolo che si posto sul cammino della razza umana.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/euro-banconote.jpg" alt="" width="486" height="486" /></p>
<p>A mio modestissimo parere siamo giunti ad un bivio, si tratta solo di scegliere il cammino giusto: da un lato c&#8217;è una semplice rimodulazione di quello che si è fatto in passato e che ci ha condotto all&#8217;attuale crisi, dall&#8217;altro c&#8217;è la prospettiva di un futuro migliore che sia sostenibile da tutti senza che vi siano i divari scandalosi tra nazioni ricche e meno ricche e, stesso all&#8217;interno delle singole nazioni quella che si definisce ingiustizia sociale. Ovviamente penso che non vi sia alcun dubbio che la società del “liberismo sfrenato” è giunta al suo termine: tutti i tentativi fatti per rianimarla saranno vani e controproducenti (come lo può essere il mantenere in vita una persona in coma profondo irreversibile: appena stacchiamo le macchine che lo sostengono inizierà il declino inevitabile). È pur vero che lasciare il vecchio per il nuovo (soprattutto quando questo nuovo rasenta moltissimo il “già visto”) può far paura (specie a chi ha troppo interesse a che il liberismo continui ad arricchirlo schifosamente). Ma purtroppo tirare troppo la corda porta inevitabilmente al fatto che questa si spezzerà. Riannodarla alla meglio e tornare a tirarla la farà solo spezzare di nuovo e poi ancora, finché non vi sarà più corda da annodare! Attualmente quello che stanno tentando i governanti è cercare di fare un nodo alla corda (di cui prima) ma non riescono ad accordarsi nemmeno sul fatto che, affinché sia possibile annodarla, bisognerebbe almeno mollarla un attimo. Nel concreto vediamo che in Italia (ma un po dovunque purtroppo) piuttosto che rendersi conto che l&#8217;unico modo per far ripartire l&#8217;economia è quello di ridare ossigeno ai ceti medio bassi, li si “strizza” ancora di più cercando di spremere anche le ultime goccioline rimaste (non diamo la colpa solo a Berlusconi, anche il governo Prodi ha dato la sua sonora strizzata!).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/porcellino.jpg" alt="" width="337" height="506" /></p>
<p>Sono perfettamente d&#8217;accordo con quegli economisti quando dicono che adeguare gli stipendi all&#8217;inflazione porterà ad aggravare l&#8217;inflazione stessa ma stiamo giungendo rapidamente al fondo del barile. Bisognerà pur trovare una soluzione intermedia (chiamiamola “sociale”) per ridare fiducia ai cittadini.</p>
<p>A questo punto, come unica soluzione vedo la possibilità che venga introdotta una tassa di solidarietà sui mega stipendi che ancora, nonostante la crisi, si continuano a percepire. Mettere le mani in “tasca” a qualcuno è un&#8217;ingiustizia bella e buona! Penso che siamo tutti d&#8217;accordo su questo, per chi non lo fosse scriverò un trafiletto in calce(*), ma non vedo altra soluzione possibile e, quella esposta, porterebbe ad una sola boccata d&#8217;ossigeno passeggero. Bisognerebbe rapidamente approfittarne per varare un vero piano di sviluppo sostenibile che si allontani velocemente dalla logica del guadagno ad ogni costo in virtù della logica del benessere che viene creato.</p>
<p>Vedete quello che è mancato nella tipologia della logica che si è tramutata nella crisi finanziaria più nera che si ricordi è stata la solidarietà. Solidarietà non intesa come carità (populismo) ma come un serio e sereno sostegno delle categorie più deboli. Quando si è spostando l&#8217;asse dal creare benessere al creare l&#8217;infrastruttura che consentirà a qualcuno di arricchirsi e di fare arricchire; Al creare ricchezza, perché la ricchezza crea il benessere; si è commesso un grave errore che ha portato all&#8217;accentramento della ricchezza in poche mani e ad una “vampata” consumistica che ben presto ha mostrato le corde. Ovviamente questa tipologia ci deriva dall&#8217;America, che la persegue da sempre e che sta pagando il prezzo più alto. Obama ha promesso di aiutare la classe media e di creare un servizio sanitario pubblico, di ridurre le tasse&#8230;.le due cose sono in antitesi e presto la gente se ne renderà conto. Non sono contro la politica di Obama anzi, quando parlavo di un futuro sostenibile è proprio a questo che mi riferivo. Volevo solo che fosse chiaro che una tale politica prevede un&#8217;enorme senso di responsabilità da parte di tutti i componenti della società altrimenti condurrebbe allo statalismo indiscriminato che non porterebbe a niente di buono.</p>
<p>Considerato che a questi gravissimi problemi bisognerà sommare quelli in arrivo dalle civiltà emergenti che basavano il loro boom economico sull&#8217;esportazione che non c&#8217;è più e a quelle nazioni che sono state mantenute in scacco affinché noi occidentali potessimo scialare e&#8230;. autodistruggerci, il famoso bivio di cui vi parlavo appare come un&#8217;ultima possibilità (speriamo) per instradarci verso un futuro possibile. Tutte le altre scelte ci porteranno a pagare un prezzo tale per cui quelli che rimarranno ricorderanno l&#8217;oggi come un momento magico di&#8230;ricchezza.</p>
<p><em>Dulcis in fundo </em>stiamo molto attenti a che la richiesta di sicurezza, imperativo circolante che accomuna tutti, non si tramuti in una deriva della democrazia che porterà ad una contrazione della libertà individuale. Sarebbe un fatto estremamente grave ed esattamente all&#8217;opposto dell&#8217;unica soluzione che può instradarci verso un futuro migliore: all&#8217;evoluzione della razza umana che, invece, vede la democrazia come ultimo baluardo contro la barbarie che rischia di sommergerci.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/operai000.jpg" alt="" width="499" height="704" /></p>
<p>Attenzione: democrazia non è sinonimo di civiltà. Essere tutti d&#8217;accordo nell&#8217;adottare una scelta sbagliata non ci farà evolvere affatto. Diciamo che il giusto connubio tra <strong>solidarietà, democrazia e liberismo</strong> sono la vera chiave di Volta. In che modo?</p>
<p style="0cm;" align="justify">
<ul>
<li> <strong>Solidarietà:</strong> solo ed unicamente lo Stato deve farsene garante. Garanzia di equità 	sociale seria e incondizionata. Con capacità prevaricante la 	volontà del singolo o della collettività!</li>
<li> <strong>Democrazia:</strong> concetto cui tutti devono accettare e sottostare. Condizionata solo 	dal precedente concetto esposto.</li>
<li> <strong>Liberismo: </strong>condizionato ovviamente dalle altre due voci precedenti.</li>
</ul>
<p>Il disastro è avvenuto proprio perché la nostra società a dato al liberismo il valore principale nella gerarchia appena proposta, lasciando la solidarietà alla sola “bontà” delle anime pie alla stessa stregua di un atto caritativo e, come tale inutile e controproducente.</p>
<p>(*) prendere fondi dai patrimoni personali dei ricchi:  cominciamo ad accettare l&#8217;idea che quando si cambiano le regole in corso d&#8217;opera  in maniera repentina e incondizionata (mettere le mani in tasca di qualcuno) nessuno è d&#8217;accordo!</p>
<p>Se non ci credete ancora venitemi a trovare con un portafoglio bello carico e, sarò felice, di dimostrarvelo!</p>]]></content:encoded>
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		<title>Obama: New Deal o Same Old Story?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 12:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi De Benedictis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Il Pianeta che Ride]]></category>

		<category><![CDATA[Barak-Obama]]></category>

		<category><![CDATA[comunismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da molto tempo stiamo assistendo alle modalità di espansione dell&#8217;American Way of life, detto anche consumismo: in qualche modo si porta la guerra nella nazione/continente dove si intende esportare il sistema americano. La guerra distrugge valori, tradizioni, cultura. Sorgono movimenti pacifisti, cambiano presidenti, l&#8217;America si ritira/interviene. Apparentemente perde/vince il conflitto, in realtà l&#8217;unica cosa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da molto tempo stiamo assistendo alle modalità di espansione dell&#8217;American Way of life, detto anche consumismo: in qualche modo si porta la guerra nella nazione/continente dove si intende esportare il sistema americano. La guerra distrugge valori, tradizioni, cultura. Sorgono movimenti pacifisti, cambiano presidenti, l&#8217;America si ritira/interviene. Apparentemente perde/vince il conflitto, in realtà l&#8217;unica cosa che conta è che esporta il proprio modello di vita, la propria cultura.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dollarlib.jpg" alt="" width="153" height="153" /></p>
<p><span id="more-9299"></span></p>
<p style="0cm;">Così in Europa con la II Guerra Mondiale (il tribunale di Norimberga ha attribuito le cause dello scoppio della guerra  ad una multinazionale farmaceutica <strong>(*)</strong> ). Così è stato nel sud est asiatico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.corriere.it/economia/08_novembre_20/borse_andamento_giornata_9435c626-b6cc-11dd-b15e-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><img class="size-full wp-image-9779 aligncenter" title="brz" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/brz.jpg" alt="" width="412" height="351" /></a></p>
<p style="0cm;">Stessa cosa sta succedendo in Medio Oriente, l&#8217;unico posto sulla terra dove non esiste ancora il consumismo e gli americani devono camminare con la coda fra le gambe. Non a caso gli Arabi chiamano l&#8217;America il Grande Satana.</p>
<p style="0cm;">L&#8217;unico che ha avuto il coraggio di prendere posizione è stato Giovanni Paolo II quando è crollata l&#8217;Unione Sovietica: ci ha messo in guardia affermando che sì la Russia non era un modello da seguire, ma tanto meno l&#8217;America ed il modello americano.</p>
<p style="0cm;">E&#8217; necessario ed indispensabile un modello nuovo per il pianeta, che tenga conto delle esigenze di tutti i popoli, e non solo delle nazioni ricche, anche perché è più che dimostrato che la pienezza, la realizzazione non viene dai beni posseduti ma dal rapporto con il creato (la natura) e gli altri esseri umani.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/1dollar_obverse.jpg" alt="" width="494" height="218" /></p>
<p style="0cm;">Non si può più continuare a costruire male le cose per farle durare poco. Il frigorifero, la TV, devo lasciarli ai miei figli. Così il computer  l&#8217;automobile lo stereo la lavatrice.</p>
<p style="0cm;">Non devo vivere come uno schiavo per ricomprare all&#8217;infinito le stesse cose: il progresso deve servire solo per liberare l&#8217;uomo dalla fatica. Lavorare meno, lavorare tutti, si diceva tempo fa.</p>
<p style="0cm;">
<p style="0cm;"><strong>Obama chi sei? Nuove strade o storia vecchia, trita e ritrita?</strong></p>
<p><strong>(*) </strong>Non ci risulta. Comunque dei 24 consiglieri della IG Farben indiziati nel cosìdetto processo IG Farben (1947-1948), davanti a un tribunale militare statunitense al Processo di Norimberga, 13 vennero condannati alla prigione con pene dai 6 mesi agli otto anni. (<strong>N.d.R.</strong>)</p>
<p>Per completezza d&#8217;informazione, secondo Al Zawahiri (numero due di Al Qaeda), Obama è <a href="http://www.corriere.it/esteri/08_novembre_19/zawahiri_obama_negro_1b5c9ac4-b63e-11dd-909d-00144f02aabc.shtml" target="_blank">«un negro (o servo) di casa» e una persona «disonorevole»</a>. (<strong>N.d.R.</strong>)</p>]]></content:encoded>
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		<title>La Lenta ed Inesorabile Spoliazione dei Diritti del Cittadino</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 09:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doxaliber</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono una persona assolutamente schiva e restia alla divulgazione di fatti personali, tuttavia in quest&#8217;occasione farò un&#8217;eccezione alla regola in quanto ciò che sto per raccontarvi è assolutamente funzionale al tema che intendo trattare in questo mio post.
Ero giovane, molto più giovane di adesso, ed era uno dei miei primi lavori. Come lavoro non era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una persona assolutamente schiva e restia alla divulgazione di fatti personali, tuttavia in quest&#8217;occasione farò un&#8217;eccezione alla regola in quanto ciò che sto per raccontarvi è assolutamente funzionale al tema che intendo trattare in questo mio post.<br />
Ero giovane, molto più giovane di adesso, ed era uno dei miei primi lavori. Come lavoro non era il massimo della vita, ma era il mio primo lavoro e per la prima volta avevo a disposizione soldi tutti miei senza dover chiedere &#8220;finanziamenti&#8221; ai genitori. Il lavoro inizialmente era un contratto di &#8220;Collaborazione Coordinata e Continuativa&#8221;, quasi tutte le mattine dovevo fare centinaia di chilometri con la mia auto in cambio di un miserrimo rimborso spese ed in più venivo pagato con ritardi mostruosi (fino al record di 3 mensilità).<img class="aligncenter size-full wp-image-9490" title="computer_penguin_by_meglyman" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/computer_penguin_by_meglyman.jpg" alt="" width="500" height="340" /></p>
<p><span id="more-9410"></span></p>
<p>Ma ero giovane, idealista ed ottimista. Mi impegnavo moltissimo e svolgevo il mio compito con puntiglio e precisione, non solo perché quella era la mia indole ma anche perché ritenevo che la qualità del lavoro e l&#8217;impegno portassero risultati e crescita professionale. Dopo qualche anno, quando avevo quasi perso la speranza di ottenere un miglioramento economico e quando il mio idealismo ed ottimismo erano ormai ridotti ad un lumicino avvenne ciò in cui ormai non speravo più: la società per cui lavoravo mi propose un&#8217;assunzione. Era un contratto di formazione lavoro per 24 mesi, contratto di formazione che di formativo aveva poco giacché si trattava di una mansione che già svolgevo da 2-3 anni, ma io ero felice e toccavo il cielo con un dito e di certo non mi formalizzavo per queste &#8220;piccolezze&#8221;.</p>
<p>La felicità però durò pochi mesi. Arrivò dicembre e la società per cui lavoravo (che aveva varie sedi sparse per l&#8217;Italia) fece sapere, tramite i responsabili degli uffici, che in quel mese l&#8217;Amministratore della società avrebbe fatto un giro per tutti gli uffici per ritirare le tredicesime mensilità dei dipendenti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9484" title="mafia_by_nodlehs1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/mafia_by_nodlehs1.jpg" alt="" width="500" height="338" /></p>
<p>Avete letto bene: <strong>ritirare.</strong> L&#8217;amministratore avrebbe portato con sé gli assegni relativi alle tredicesime mensilità del personale, li avrebbe fatti retrofirmare ai dipendenti e poi li avrebbe portati via per depositarli su chissà quale conto corrente. Rimasi basito, anche perché scoprii che quello che a me sembrava un furto era, nell&#8217;azienda per cui lavoravo, una pratica consolidata da un po&#8217;.</p>
<p>La cosa non mi andava davvero giù, la semplice idea di piegarmi a qualcosa che mi appariva come una vera e propria estorsione, un atto di prepotenza, mi impediva di dormire la notte, così decisi di chiedere consiglio e di parlarne a parenti ed amici.</p>
<p>Con mia enorme sorpresa, fatte salve un paio di eccezioni, il coro fu unanime: <em>&#8220;lascia perdere, firma, rinuncia alla tredicesima, accontentati che con la disoccupazione che c&#8217;è in giro devi pure ritenerti fortunato&#8221;</em> e via a sciorinare esempi personali su chi stava peggio di me e su quanto io stessi facendo dell&#8217;inutile moralismo, inappropriato rispetto ai <em>&#8220;tempi che corrono&#8221;</em>.</p>
<p>Io provavo a motivare le mie ragioni dicendo che la rinuncia passiva alla tutela dei propri diritti personali e la tendenza ad &#8220;accontentarsi&#8221; ed a piegare la testa contro i prepotenti era forse proprio la leva utilizzata dai tanti &#8220;negrieri moderni&#8221; per sfruttare impunemente il popolo. Affermavo che la lenta espropriazione dei diritti che ci aveva portato ad accettare passivamente anche i contratti Co.Co.Co. era in primis il frutto del nostro lassismo e della nostra passività. Dicevo che se qualcuno in passato non avesse tenuto la schiena dritta e non avesse lottato contro le ingiustizie oggi probabilmente vivremmo ancora nelle bidonville e lavoreremmo come schiavi anche 20 ore al giorno. Dicevo che rinunciare a certi diritti era come rendere inutile la lotta ed il sacrificio di tante persone che sognavano un mondo migliore. Affermavo con decisione che, a forza di piccole rinuncie, avremmo un giorno perso lentamente la nostra libertà ed i nostri diritti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9474" title="my-cubicle-nightmare" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/my-cubicle-nightmare.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Mentre dicevo queste cose  molti mi facevano il <em>sorrisetto</em> ed affermavano che ero proprio un &#8220;sognatore&#8221;, altri invece mi davano addosso violentemente dicendo che con una mentalità come la mia non avrei trovato lavoro da nessuna parte e che ero un presuntuoso di merda.</p>
<p>Provai un profondo senso di delusione ed un grande disagio nei confronti degli altri, tanto che iniziai ad isolarmi da persone che ragionavano su frequenze completamente distanti dalle mie.</p>
<p>Mi rivolsi ad un sindacalista pensando che lui mi avrebbe capito e mi avrebbe aiutato. Anche lui mi fece il <em>sorrisetto</em> e poi mi chiese cosa ne pensassero gli altri colleghi. Io dissi che alcuni erano Co.Co.Co. e quindi la faccenda non li riguardava, l&#8217;altro dipendente che era assunto come me firmava da anni per dare indietro la tredicesima e mi aveva detto che se non firmavo mi avrebbero sicuramente licenziato. Spiegai al sindacalista che parlare con i colleghi degli altri uffici era impossibile, ci avevo provato con uno ma aveva glissato immediatamente l&#8217;argomento. A quel punto il sindacalista rifece di nuovo il <em>sorrisetto</em>, scosse le spalle e mi disse che era meglio se mi accontentavo e firmavo, altrimenti avrei dovuto fare causa all&#8217;azienda, spendere soldi per l&#8217;avvocato ed aspettare anni ed anni prima di ottenere una sentenza, senza essere certo che sarebbe stata a mio favore.</p>
<p>Tornai in ufficio, provai a discutere con i colleghi, anche quelli non assunti, dicendo loro che dovevamo essere uniti, compatti e dire tutti di no a quest&#8217;ingiustizia. Magari firmare la rinuncia alla tredicesima in cambio di una garanzia scritta sull&#8217;assunzione di chi non era assunto, oppure rinunciare a firmare e poi dividere le tredicesime dei due assunti in parti eque con tutti i dipendenti, anche quelli non assunti. Ma anche in questo caso ottenni solo sorrisetti ed alzate di spalle.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9475" title="office_job__stressful_job_by_frixedairwave" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/office_job__stressful_job_by_frixedairwave.jpg" alt="" width="500" height="518" /></p>
<p>Rimasi basito e pensai che ero davvero solo e che qualcosa in questo mondo gira davvero per il verso sbagliato.</p>
<p>Poi arrivò l&#8217;amministratore della società in compagnia di un socio per ritirare l&#8217;assegno, si chiusero in una stanza e chiamarono i dipendenti uno ad uno. Entrò prima l&#8217;altro assunto, che uscì dalla stanza poco dopo. Entrai io e mi rifiutai di firmare, lo feci cortesemente e cercando di instaurare un dialogo per far valere le mie ragioni. Mi accusarono di sputare nel piatto in cui stavo mangiando, mi biasimarono in tutti i modi possibili, mi fecero capire che il mio gesto avrebbe avuto delle conseguenze gravissime, io ricordai che la loro non era beneficenza e che io venivo pagato perché svolgevo un lavoro e lo svolgevo anche piuttosto bene, alla fine viste le continue e velate minacce risposi: <em>&#8220;conseguenze potrebbero esserci, ma per voi se andrete via senza consegnarmi quell&#8217;assegno, state compiendo un atto illegale&#8221;.</em></p>
<p>Io non firmai ma loro l&#8217;assegno non me lo consegnarono. Da quel momento iniziò invece una pressante e continua azione di mobbing nei miei confronti.</p>
<p>Non entrerò nel dettagli, posso però dirvi che la cosa peggiore non fu tanto l&#8217;operato dei dirigenti, quanto quello dei colleghi. Per loro ero diventato un nemico. Io che rompevo l&#8217;armonia dell&#8217;ufficio, io che pretendevo soldi in più quando ero già un <strong>privilegiato</strong> che prendeva uno stipendio migliore del loro, io che se avevo problemi potevo andarmi a trovare un altro lavoro, sempre se ci riuscivo. Sopportare era difficile ma io continuavo a fare il mio lavoro, nonostante il clima ostile sia dentro che fuori dall&#8217;ufficio.</p>
<p>Poi un giorno l&#8217;assegno che si erano portati via mi fu consegnato brevi manu, erano pochi soldi perché ero stato assunto da poco, tuttavia la consegna dell&#8217;assegno, la mia formale vittoria contro la società, invece di ingenerare un effetto a catena di ribellione peggiorò ulteriormente la situazione. Ora per i miei colleghi non solo ero quello che rompeva l&#8217;armonia dell&#8217;ufficio ma ero pure quello che aveva preso dei soldi in più alla faccia loro. <strong>Privilegiato due volte</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9473" title="homeless_developer_by_sefesoft" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/homeless_developer_by_sefesoft.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p>La mia esperienza in quell&#8217;azienda non durò a lungo, mi licenziai, anche se paradossalmente per motivi diversi (e peggiori) rispetto alla questione della tredicesima mensilità. La quasi totalità degli &#8220;amici&#8221; che mi consigliarono di accontentarmi e mi attaccarono ora non sono più miei amici, molti di loro hanno fatto &#8220;carriera&#8221; accontentandosi di &#8220;servire&#8221; le persone giuste ed io non riesco a frequentarli senza sentirmi a disagio e senza litigare; con alcuni di loro ad esempio ci ho litigato di recente ed anche in passato non hanno perso occasione di ricordarmi quanto io sia coglione invitandomi a confrontare la loro situazione economica e sociale con la mia, ricordandomi che a forza di fare il sognatore ed il &#8220;moralista&#8221; mi devo accontentare di &#8220;tirare a campare&#8221;, ricordandomi di tutte le volte in cui avrei potuto &#8220;accontentarmi&#8221;, scendere a patti e vivere meglio. L&#8217;azienda per cui lavoravo invece è prospera, è cresciuta ed a quanto ne so produce ottimi redditi per i suoi amministratori, anche se alcuni dei miei ex colleghi non lavorano più lì ed ora quando li incontro mi dicono che avevo ragione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9482" title="to_be_rich__desire_less_by_avf" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/to_be_rich__desire_less_by_avf.jpg" alt="" width="500" height="537" /></p>
<p>Quest&#8217;esperienza ed altre mi hanno insegnato, ormai tanto tempo fa, alcune cose fondamentali su questo paese:<br />
- I poveri si scannano, i ricchi si spartiscono la torta;<br />
- non contare sugli italiani, sono opportunisti, leccaculo e invidiosi. In più, anche se ciò va contro i loro interessi, si schierano sempre <a href="http://www.mentecritica.net/italiani-brava-gente-di-merda/informazione/dellefragilicose/9297/">dalla parte del più forte</a>;<br />
- non contare sui sindacati, anche loro come gli italiani si schierano sempre dalla parte del più forte;<br />
- se ormai viviamo nella merda è perché tutti mangiano e cacano senza neanche preoccuparsi di pulire lo schifo che producono;<br />
- la legge ed il diritto sono opzionali, sempre e comunque, si invocano soltanto quando tutto è perduto e non si può fare altrimenti;</p>
<p>Io da tempo immemore non nutro fiducia in chi mi circonda, troppe volte ho visto gente che nella migliore delle ipotesi è lassista, nella peggiore è parte in causa dello sfacelo di cui si lamenta. Non vorrei eroi intorno a me, vorrei solo sentirmi cittadino di una nazione in cui esistono cittadini civilmente impegnati per il bene comune e non invece un pulviscolo di singoli bellamente intenti a pensare solo ed esclusivamente al proprio tornaconto personale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9486" title="lost_in_her_thoughts____by_d_minutiv" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/lost_in_her_thoughts____by_d_minutiv.jpg" alt="" width="500" height="708" /></p>
<p>Qualche tempo fa ho sentito alcuni politici ed alcuni giornalisti, ma anche molta gente comune, definire i piloti e le hostess una casta, dei privilegiati. Mi sono ricordato di quando i miei ex colleghi mi accusavano esattamente della stessa cosa; loro non guardavano l&#8217;ingiustizia che stavano subendo e le tasche di chi davvero si stava arricchendo alle loro spalle, ma guardavano invece i pochi spiccioli di differenza che mi distinguevano da loro in quanto &#8220;assunto&#8221;. Qualche giorno fa ho letto le dichiarazioni di Colaninno: <a href="http://it.reuters.com/article/italianNews/idITMIE4A105S20081102"><em>&#8220;ci auguriamo che piloti e steward ci ripensino e non seguano i loro sindacati ma, in caso contrario, non ci arrenderemo alla logica del ricatto e assumeremo il personale di volo con chiamata nominativa&#8221;</em></a>. Ho sentito un colpo al cuore perché quelle parole erano quasi le stesse che furono usate dai miei ex datori di lavoro: <strong>ci chiamarono singolarmente uno ad uno ed utilizzarono contro di me, ribaltando completamente la realtà dei fatti, la parola ricatto</strong>. Io ero il ricattatore e loro i benefattori, la storia si ripete, i metodi sono esattamente gli stessi, solo che ora la spoliazione dei diritti non è un fatto riservato ai Co.Co.Co. ed ai dipendenti di piccole aziende private, inizia invece a toccare coloro che una volta erano considerati intoccabili. In più l&#8217;azione intimidatoria non è più svolta soltanto da piccole imprese fuori dalla sfera d&#8217;interesse dei sindacati ma anche e soprattutto dai grandi gruppi industriali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9488" title="apple_that__s_gone_rotten_by_soheir" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/apple_that__s_gone_rotten_by_soheir.jpg" alt="" width="500" height="747" /></p>
<p>C&#8217;è un filo invisibile che collega la mia piccola storia che non interessa a nessuno e le grandi vicende di Alitalia e scuola, un frutto marcio in una cesta finisce per guastare anche i frutti sani. Vista la mia storia non posso che sentirmi vicino a coloro che oggi cercano di salvare il loro posto di lavoro, tuttavia la mia esperienza non può che portarmi a concludere che era necessario agire molto ma molto prima, quando c&#8217;erano ancora i mezzi e le possibilità per farlo. Invece abbiamo scelto di cedere, lentamente ed inesorabilmente, quote dei nostri diritti in cambio di poche briciole di pane; ora tutto ciò che abbiamo ceduto non ci sarà più restituito, non tanto facilmente almeno. Ci vorranno di nuovo tanti uomini con la schiena dritta e la voglia di rischiare molto, non solo per se stessi ma soprattutto <a title="si fa presto a dire sessantotto" href="http://www.mentecritica.net/si-fa-presto-a-dire-sessantotto/cronache-italiane/fully/9275/">per gli altri</a>. Purtroppo di uomini così non ne vedo molti in giro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9492" title="who_is_the_real_sisyphos_by_virtud" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/who_is_the_real_sisyphos_by_virtud.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Illustrations by:<a href="http://meglyman.deviantart.com/" target="_blank">meglyman</a>, <a href="http://nodlehs.deviantart.com/art/Mafia-41529529" target="_blank">nodlehs</a>, <a href="http://sefesoft.deviantart.com/gallery/" target="_blank">sefesoft</a>, <a href="http://ursusarctos.deviantart.com/">ursusarctos</a>, <a href="http://frixedairwave.deviantart.com/" target="_blank">frixedairwave</a>, <a href="http://avf.deviantart.com/" target="_blank">avf</a>, <a href="http://d-minutiv.deviantart.com/">d-minutiv</a>, <a href="http://soheir.deviantart.com/" target="_blank">soheir</a>, <a href="http://virtud.deviantart.com/" target="_blank">virtud<br />
</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Quadro</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 11:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gobb</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio dipingervi un quadro. Non vi piacerà. A me non è piaciuto quando ne ho messo insieme tutti i colori. Sono colori cupi.
Cominciamo dai dettagli locali, gli stessi che ho messo insieme per arrivare a quelli globali e quindi all&#8217;idea che sto per esporre.


ITALIA
Innanzitutto la sempre crescente disuguaglianza fra i più ricchi e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio dipingervi un quadro. Non vi piacerà. A me non è piaciuto quando ne ho messo insieme tutti i colori. Sono colori cupi.</p>
<p>Cominciamo dai dettagli locali, gli stessi che ho messo insieme per arrivare a quelli globali e quindi all&#8217;idea che sto per esporre.</p>
<p><span id="more-8497"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/gdthree.jpg" alt="" width="500" height="379" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ITALIA</strong></p>
<p>Innanzitutto <strong><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=3.0.2613034157">la sempre crescente disuguaglianza fra i più ricchi e i più poveri</a></strong>, come si evince dalle crude cifre del rapporto OCSE &#8220;<em><strong><a href="http://www.oecd.org/document/53/0,3343,en_2649_33933_41460917_1_1_1_1,00.html">Growing Unequal</a></strong></em>&#8220;. È un sentiero che hanno imboccato quasi tutti i Paesi cosiddetti &#8220;occidentali&#8221; (le virgolette indicano incredulità e sfottò: chiamarli così mi disgusta, è pura propaganda di guerra *_*) e che dimostra una volta di più quanto l&#8217;idea che un maggiore benessere sociale sia raggiungibile tramite un mercato deregolato sia solo una pia illusione. E infatti ora si statalizzano le banche (che è pure inutile e populista, ma andiamo con ordine).</p>
<p>Attualmente il reddito medio del 10% degli italiani più poveri è circa 5.000 dollari (tenuto conto della parità del potere di acquisto), quindi sotto la media Ocse, che è di 7.000 dollari. Invece il reddito medio del 10% più ricco è circa 55.000 dollari, sopra la media Ocse. Redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni Ottanta: si tratta del più elevato aumento nei Paesi Ocse, dove l&#8217;aumento medio è stato del 12%.</p>
<p>In questo contesto il governo propone la rottamazione di auto e lavatrici per rilanciare i consumi e l&#8217;economia: <strong><a href="http://petrolio.blogosfere.it/2008/10/ideona-rottamiamo.html">assolutamente demenziale</a></strong>.</p>
<p><strong>La neo-povertà di chi ha un lavoro</strong> è un altro problema. Siamo sempre di più.<br />
Abbiamo un reddito da lavoro, ma questo non ci consente di vivere dignitosamente.<br />
Molti di noi mangiano alla Caritas almeno un paio di volte a settimana, altrimenti alla fine del mese non si arriva. Fossimo disoccupati, almeno&#8230;</p>
<p>Ovviamente la mobilità sociale è sempre più una chimera. Qui i figli di genitori poveri hanno meno possibilità di accedere alla ricchezza, di conquistare un miglior status socioeconomico. Secondo l&#8217;OCSE <strong>il 10% più ricco dei cittadini italiani detiene il 42% della ricchezza totale del Paese e circa il 28% del reddito disponibile.</strong></p>
<p>Mi sembra inutile ricordare che la mobilità sociale è possibile, in linea di principio, solo a coloro che riescono a garantirsi un&#8217;istruzione superiore, quindi le necessarie competenze per svolgere lavori altamente qualificati: <strong>medici, avvocati, ricercatori.</strong></p>
<p>Ecco, ricercatori. Anche loro hanno dei problemini, con tutti questi tagli. Impediscono loro di regolarizzarsi, sminuiscono il ruolo dell&#8217;università nella ricerca (che per produrre risultati elevati deve percepire fondi dallo Stato, non dalle aziende) e affossano la nostra produzione di tecnologia innovativa, quindi la nostra competitività.</p>
<p>In questo momento in tutta Italia ogni grado di scuola pubblica è incazzato nero. Ma nero. Perché la riforma Gelmini mira ad abbattere definitivamente la scuola pubblica, eliminando il tempo pieno (con relativa difficoltà delle famiglie a reddito più basso, che non possono permettersi di non lavorare o pagare una babysitter). Unitela al fatto che le scuole private percepiscono fondi pubblici e quelle pubbliche (per ora le università - senza riforma, <strong><a href="http://www.talkinrapper.com/2008/09/diseducazione-civica.html">è bastato un comma nella finanziaria</a></strong> - ma vedrete che presto si estenderà a tutti) devono cercarsi gli sponsor. Non ci vuole molto a capire che è un modo di ridistribuire soldi pubblici in cambio di&#8230; voti? Favori? Ha senso chiederselo? L&#8217;importante è che questo distrugge di fatto la possibilità di garantirsi un&#8217;istruzione paritaria, suddividendo di fatto la società italiana in due (se non in tre: vedi la proposta di <a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9448"><strong>introdurre l&#8217;apartheid sui banchi</strong></a>): una <em>elite</em> di governo e una classe di lavoratori poveri, privi di diritti, spaventati dai nemici che il governo di volta in volta indica e pronti a regalare fette della propria libertà personale in nome della sicurezza.</p>
<p>Fino ad ora i provvedimenti presi in favore di quest&#8217;ultima sono ridicoli, populisti, assolutamente inefficaci quando non addirittura inapplicabili. Penso al DDL Carfagna sulla prostituzione, in base al quale nessuno verrà mai condannato perché definisce un reato impossibile da provare. Penso all&#8217;espulsione degli stranieri colpevoli di reati&#8230; delinqui e io ti porto alla frontiera. Mi giro e rientri. Che pena è? Ma ci pensate quando sentite &#8217;ste stronzate in TV? L&#8217;ultima è fantastica:  <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_21/maroni_droga_patente_59231db8-9f6b-11dd-b0d4-00144f02aabc.shtml">ritiro a vita della patente ai condannati per reati relativi alla droga</a></strong>.</p>
<p>In più abbiamo la chiesa cattolica, le cui ingerenze nella nostra vita privata e in quella legislativa dello Stato hanno raggiunto livelli incredibili. Adesso hanno cominciato anche a fare pressione per introdurre, oltre all&#8217;ora di religione (con insegnanti scelti dalla curia e pagati dallo Stato, con stipendi superiori ai colleghi che insegnano cose vere), <strong><a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=785400&amp;canale=ORA&amp;articolo=SCUOLA:%20MONS.%20RAVASI,%20ORA%20OBBLIGATORIA%20DI%20BIBBIA%20PER%20TUTTI%20STUDENTI">una bella ora di bibbia</a></strong>. Di bibbia! Dedicata a tutti, anche a chi non frequenta l&#8217;ora di religione! Per &#8220;<em>conoscere il grande codice della nostra cultura e riuscire a capire la nostra identità</em>&#8220;, dato che è &#8220;<em>componente fondante dell&#8217;identità nazionale</em>&#8220;, secondo <strong>monsignor Ravasi</strong>.</p>
<p>Nemmeno mi metto a ricordare il fallimento del referendum sulla procreazione assistita, la pressione politica per non introdurre il testamento biologico etc etc etc.</p>
<p>Ho letto da poco &#8220;<a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-duby_georges/sku-427888/i_peccati_delle_donne_nel_medioevo_.htm">I peccati delle donne nel Medioevo</a>&#8220;, di Duby. Fatelo anche voi: pochi libri come questo saggio mettono in luce la assoluta necessità per la chiesa di controllare la nostra intimità più profonda, cioè i processi riproduttivi, quindi il corpo delle donne. Controlla quello e controllerai gran parte della vita emotiva e morale delle persone.</p>
<p>Così come si fa con il concetto di identità, che è MOLTO sensibile. Notate come insistono su questo punto, sulle radici cristiane dell&#8217;Europa (che è diventata così proprio quando il papato ha cominciato a sgretolarsi, grazie tante al revisionismo storico), tema fortissimo da quando siamo in guerra contro il &#8220;satana&#8221; musulmano e terrorista. È diventata la scusa per ogni  <strong>retrograda cavolata teocratica</strong>.</p>
<p>In questo contesto (progressiva distruzione di qualsiasi stato sociale, compressione delle libertà civili) sono cominciate le proteste sulla riforma scolastica, che hanno la caratteristica disperazione dell&#8217;adesso o mai più: se passa questa siamo finiti. Ci sono stati scontri a Milano, e l&#8217;ordine appare chiaro: possiamo pure fare qualche corteo colorato e innocuo, ma guai alle occupazioni dei binari e alle proteste più dure.</p>
<p><strong><a href="http://www.clandestinoweb.com/number-news/21/10/08/scuola-milano-scontri-tra-studenti-e-polizia-2.html">Volano manganellate</a></strong>.</p>
<p>E Silvio stavolta non scherza, ha l&#8217;occasione di fare un test importantissimo: <strong>verificare quanta violenza statale siamo disposti a sopportare</strong>. Quanto i (suoi, tutti) media sapranno coprire, mentire. Sapevo che non era niente di buono, e adesso temo di capire quale fosse uno degli scopi per cui è stato messo <strong>l&#8217;esercito in strada</strong>. È arrivato finalmente il momento di reprimere duramente scioperi e proteste senza preoccuparsi più di tanto?</p>
<p>Pare di sì. È clamoroso. È una dichiarazione di guerra contro il popolo italiano, almeno quello in disaccordo con lui.</p>
<p>Sentitelo:</p>
<blockquote><p>Il governo è pronto a ricorrere alle forze dell&#8217;ordine per impedire l&#8217;occupazione di scuole e università da parte di quegli alunni che anche oggi continuano a manifestare contro il decreto Gelmini. <strong>Non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l&#8217;occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato</strong>. Convocherò il ministro dell&#8217;Interno e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire con le forze dell&#8217;ordine per evitare che queste cose succedano. Sono assolutamente convinto che lo Stato debba garantire i diritti dei cittadini. Faremo lo Stato. Chi compie reati lo sappia. <strong>(*)</strong></p></blockquote>
<p>Ecco qui: protesti? <strong>Sei nemico dello Stato</strong>. In questo atto vedo il germe della fine della libertà di sciopero, e provate a darmi del pessimista: questo qui stringe alle corde la popolazione per fare i suoi interessi e, quando questa reagisce perché non ha altra scelta, <strong>mena più forte</strong>.</p>
<p>Leggete <strong><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo430845.shtml">la fonte</a></strong> e rabbrividite, c&#8217;è tutto il solito repertorio: siamo noi che non capiamo quanto sono illuminate le sue leggi, non esiste nessun taglio alla scuola, nessuno toccherà il tempo pieno, è tutta propaganda della sinistra. Nell&#8217;articolo c&#8217;è persino l&#8217;opposizione veltroniana: &#8220;Sono parole che considero molto gravi&#8230; che possono essere cariche di conseguenze. Ho l&#8217;impressione che il presidente del Consiglio abbia voluto soffiare sul fuoco, cosa che non deve fare&#8221;.</p>
<p>Ha l&#8217;impressione, lui. Oh, poverino. Qui ci si sta scippando di mano la democrazia, ciccio, e tu <strong>hai l&#8217;impressione</strong>?</p>
<p>La stretta autoritaria è evidente fin dal famigerato G8 di Genova, nel 2001, ma adesso sta diventando azione sistematica. Il fascindaco della mia fascittà ha dichiarato guerra a tutti i possibili oppositori che potrebbero, agendo sul territorio, mobilitare i quartieri contro le sue iniziative. Nei giorni scorsi a Roma hanno &#8220;trovato&#8221; alcune bombe molotov al <strong><a href="http://horusoccupato.noblogs.org/post/2008/10/21/riprendiamoci-l-horus">centro sociale Horus</a></strong>.</p>
<p>Ora, quando una notizia del genere riguarda un centro sociale che non conosco il dubbio può persino esserci, perché non posso verificare. Quando però quei ragazzi li conosco, dato che ho frequentato parecchio l&#8217;Astra e seguito gli sgomberi che hanno subìto, e so che lì sopra ci abitano intere famiglie con bambini, allora posso gridare: <strong>CE LE HANNO MESSE</strong>.</p>
<p>Forse il proprietario del palazzo ha bisogno di un favore. Alemanno il fascindaco dice che &#8220;a Roma c&#8217;è un problema di stabili occupati che sottraggono spazi alla cittadinanza&#8221;. O forse lucrosi affitti agli immobiliaristi. Ma perché, le famiglie che abitano lì non sono &#8220;cittadinanza&#8221;? Inoltre l&#8217;argomento è pretestuoso: la Gemini, ditta proprietaria dell&#8217;immobile, l&#8217;ha lasciato per anni nell&#8217;abbandono, vuoto e in rovina, e ha ricevuto un provvedimento di sequestro da parte della vecchia giunta per un cambio illegale di destinazione d&#8217;uso. E allora? Chi è che sottrae spazio alla cittadinanza, i proprietari o gli occupanti?</p>
<p>Quindi, riassumendo: situazione economica particolarmente sfasciata, divario crescente fra ricchi e poveri, <strong><a href="http://www.diariodelweb.it/Articolo/Economia/?d=20081015&amp;id=50087">il cibo che costa sempre di più</a></strong>, libertà civili in diminuzione netta, riforma scolastica &#8220;di classe&#8221;, ricerca morta, ingerenze legislative del clero, nuove povertà in allargamento, campagna mediatica costante verso gli stranieri (un popolo spaventato è più facilmente governabile, perché è sempre disposto a credere a chi dice che li salverà&#8230; sì, anche se il pericolo non esiste e basterebbe una politica migratoria razionale - non la Bossi/Fini - per risolvere tutti i problemi connessi).</p>
<p>Penso poi a tutte le porcate fatte coi soldi pubblici, altro che i fannulloni di Brunetta: illimitati miliardi di euro alle banche (continuano a ripeterci la favoletta che &#8220;nessuna fallirà&#8221;: ma davvero ci credete? Su che basi?), i debiti di Alitalia, l&#8217;Alta Velocità (che ormai <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Alta-voracita/1463947">è una voragine</a></strong>: quanti miliardi di euro si deve ingoiare? Quanti mafiosi dobbiamo arricchire con questi appalti?)</p>
<p>Unica nota finanziariamente positiva? Forse non pagheremo il multone per Rete4 perché&#8230; <strong><a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87125" target="_blank">le frequenze di Europa7 le cede la RAI</a></strong>. Un colpo di genio puro. Vedete cosa si può fare se si è proprietari di Rete4 e Presidenti del Consiglio allo stesso momento?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>MONDO</strong></p>
<p>Qui le cose non vanno molto meglio. L&#8217;aumento del divario fra ricchi e poveri riguarda un po&#8217; tutti.</p>
<p>Di preoccupante c&#8217;è anche che il petrolio sta finendo (o sta diventando più costoso estrarlo, il che è lo stesso): <strong><a href="http://petrolio.blogosfere.it/2008/10/report-al-volo.html">la domanda supera l&#8217;offerta di uno-due milioni di barili al giorno</a></strong>.</p>
<p>In realtà non importa poi molto, perché la crisi economica che è appena cominciata è profondamente strutturale e indica, a mio modesto giudizio, che il capitalismo è finito. Ha fallito. Sarebbe l&#8217;ora dell&#8217;<strong><a href="http://www.terranauta.it/nt/ecoart.php?id=286">eco-economia</a></strong>, ma ci spero poco.</p>
<p>Dare soldi alle banche per non farle fallire è una misura congiunturale del tutto inutile sul lungo periodo, che serve solo a fornire paracadute d&#8217;oro ai manager in picchiata di utili (soprattutto qui in Italia, devo dire, che è tradizione).</p>
<p>Quello che nessuno sembra ricordare è che i governi sono intervenuti già più volte in sostegno dell&#8217;economia mondiale, e in particolar modo quello americano &#8220;tutto mercato e niente Stato&#8221;: nel 1987 con la crisi delle borse, nel 1989 col crollo dei risparmi e prestiti, nel 1997 con la crisi finanziaria in Asia (faceva un sacco paura al tempo), nel 2001/2002 con <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enron">il caso Enron</a></strong>.</p>
<p>Le tendenze strutturali del capitalismo stanno facendo a pugni con i cicli che normalmente esso attraversa. Per <a href="http://www.binghamton.edu/fbc/commentr.htm"><strong>dirla</strong></a> con <strong><a href="http://www.filosofico.net/wallerstein.htm">Wallerstein</a></strong>:</p>
<blockquote><p>la percentuale dei tre costi principali che incidono sulla produzione capitalistica - salari, fattori produttivi, tasse - è regolarmente aumentata rispetto al prezzo di vendita, al punto che oggi è impossibile ricavare dalla produzione quei profitti che hanno sempre consentito una forte accumulazione di capitale. Non che il capitalismo non riesca a fare quello che ha sempre fatto così bene. È proprio perché lo ha fatto troppo bene che ha scardinato le basi dell&#8217;accumulazione futura.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Stiamo entrando in una fase protezionista (addio globalizzazione!). Andiamo verso una maggiore ingerenza dei governi nella produzione. Perfino gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stanno nazionalizzando le banche e le industrie in crisi.</p></blockquote>
<p>Il che, <em>en passant</em>, mi ricorda anche certe politiche di informazione sulla pericolosità delle merci altrui, sulla diffidenza verso la Cina etc&#8230;</p>
<p>Per darvi un&#8217;idea di quanto stiamo localmente inguaiati, <strong><a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1074824,00.html">moltissimi comuni e regioni italiani hanno &#8220;in pancia&#8221; investimenti relativi ai derivati strutturati</a></strong> che ormai si sono sgretolati grazie alla crisi dei mutui sub-prime. Questo significa NUOVI DEBITI PUBBLICI.</p>
<p>Si è puntato troppo sul valore creato non dalla produzione, ma dall&#8217;investimento. Un sistema che permetta questo si apre a tutti i possibili abusi. Chi mi legge sa che considero sana solo un&#8217;economia che consideri l&#8217;ambiente come la <em>conditio sine qua non</em> si fanno affari, e quindi lo cura.</p>
<p>Il warfare americano presto smetterà di funzionare, e il mondo è già diventato economicamente multipolare: non possiamo più parlare di superpotenza singola, ci sono Cina e India, Taiwan, altri in ascesa.<br />
Ma dovranno fare in un altro modo, perché l&#8217;esportazione del capitalismo ha convinto la gente e i governi che è possibile vivere al di sopra delle proprie possibilità, e intendo proprio TUTTA la gente e MOLTO al di sopra: l&#8217;<strong><a href="http://www.footprintnetwork.org/gfn_sub.php?content=overshoot">Earth Overshoot Day</a></strong> è lì a ricordarcelo.</p>
<p>Ah, prima di chiudere, sempre pensando all&#8217;Italia&#8230; volete sentire ancora una cosina di Wallerstein?</p>
<blockquote><p>Possiamo dire con certezza che <strong>il sistema attuale non sopravvivrà</strong>. Quello che non sappiamo è che ordine prenderà il suo posto. Non sarà un sistema capitalistico, ma potrebbe essere qualcosa di molto peggio (ancora più polarizzato e gerarchico) o di molto meglio (relativamente democratico ed egualitario).</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Si va verso una ridistribuzione populista della ricchezza da parte dei governi, che può assumere forme socialdemocratiche o <strong>forme autoritarie di estrema destra</strong>. E stiamo andando verso un grave conflitto sociale all&#8217;interno dei Paesi, perché tutti si dovranno accontentare di una torta più piccola.</p></blockquote>
<p>Non vi sembra qualcosa di familiare? Non vi pare che stia accadendo <strong>in questo stesso momento?</strong></p>
<p>Lo vedete, il quadro? L&#8217;ho dipinto abbastanza chiaramente?</p>
<p>Ovvio, questo è per forza di cose un riassunto senza troppi dettagli, ma&#8230; beh, spero si veda l&#8217;immagine che ho davanti agli occhi e ho provato a trasmettervi.</p>
<p>Non ci sto mettendo nemmeno il riscaldamento globale, con i relativi, immani costi sia economici che in termini di vite umane.</p>
<p>Il futuro ci riserva, e spero di sbagliarmi, una gran massa di morti. Centinaia di milioni, se non un miliardo o due, e una <em>elite</em> di ricconi rinchiusi al sicuro dalla fame e dalle rivolte. Fantascienza? Magari. Sarò felice se avrò torto.</p>
<p>Ma il fatto che un sacco di esperti veri (non come me) o, per fare un esempio preso a caso, L&#8217;Internazionale sull&#8217;ultimo numero, dicano le stesse cose che dico io da qualche mese, <strong>non mi conforta affatto</strong>. Non so voi, io sono spaventato a morte.</p>
<p><strong>(*) </strong>La dichiarazione <strong><a href="http://www.mentecritica.net/berlusconi-smentisce-niente-polizia-nelle-scuole-il-presidente-del-consiglio-perfetto-per-un-paese-di-pagliacci/cronache-italiane/dellefragilicose/8517/" target="_blank">è stata rinnegata nei contenuti</a>. </strong>Purtroppo le smentite di Berlusconi giungono ad una velocità superiore a quella che abbiamo nell&#8217;impaginare MC.<strong> (N.d.R.)<br />
</strong></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Crisi Finanziaria e Crollo delle Borse: Over The Top</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 11:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso che da giorni sono obnubilato da un torpore quasi esistenziale ed una stanchezza di proporzioni cosmiche. In questa condizione di semi-lucidità, barcollando durante il giorno e crollando miseramente la notte con l’ultimo boccone della cena ancora a metà strada fra bocca e stomaco (per farvi un esempio, ci ho messo l’intero fine settimana per leggere un articoletto su l’Espresso di un paio di facciate), non posso che subire con angoscia le numerose notizie, molte delle quali terrificanti, che riescono a raggiunge l’io lucido. Pochi pensieri semplici, lineari e privi di ogni complessità riescono a prendere forma nei fumi della spossatezza. Unico guizzo di lucidità registrato a seguito della serie di gaffes infilate dal Silvio. Considerato però che pure il Presidente del Consiglio dei Ministri, che a mio avviso capisce di finanza meno di un pangolino ubriaco, ha più volte detto la sua, deliziando l’intero globo con perle di rara saggezza, non ho potuto esimermi dall’esprimere la mia idea in merito alla crisi che stiamo attraversando.</p>
<p><span id="more-8181"></span>Innanzitutto è importante sottolineare come ogni mia riflessione in ambito economico-finanziario si basi su un assioma semplice, ma rigorosamente trascurato: <strong>il pianeta Terra è un sistema finito</strong>. Finite sono le risorse e finiti i mezzi della popolazione mondiale. Ci troviamo su un geoide limitato nello spazio, così come nel tempo, e conseguentemente ogni elemento che in esso risieda o che da esso sia estraibile, anche se all’apparenza abbondante, non potrà che essere risultare esauribile.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8292 aligncenter" title="tom-toles-intelligent-design" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/tom-toles-intelligent-design.jpg" alt="" width="470" height="385" /></p>
<p>Il diktat che sfortunatamente ha dominato per decenni e tutt’oggi domina in questa nostra società capitalistica è invece quello del consumismo sfrenato…come se non vi possa essere fine alle ricchezze ed alle capacità del sistema stesso. Questo è stato l’imperativo, tanto sospinto e sponsorizzato da fare breccia ovunque e divenire il folle sogno di ogni essere umano. Il mercato ha egemonizzato il globo imponendo leggi suicide, arrivando a corrompere le coscienze dei paesi industrializzati e ancor di più quelle dei paesi in via di sviluppo. L’irrazionalità ha preso il sopravvento sul buon senso, divenuto inutile palla al piede di nuove generazioni dedite al profitto ad ogni costo ed all’inarrestabile sviluppo. Questa l’illusione a cui tutti si sono abbandonati.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8293 aligncenter" title="macdonaldization" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/macdonaldization.jpg" alt="" width="282" height="276" /></p>
<p>Consumare a tutti i costi, smodatamente, senza regole, inutilmente. Il passo da questa assurdità all’avvento dell’indebitamento come nuova forma di ricchezza è stato logicamente breve. Ottenere denaro è divenuto di una semplicità disarmante. Fiumi di bigliettoni venivano riversati sulle folle deliranti al motto di “Credito facile e per tutti”. Come far fronte alle promesse di “fondi senza fondo” ed alle esigenze di un’orda in rapida crescita di consumatori voraci e impazziti? La via non poteva che essere, ovviamente con la complice inerzia dei Governi e la benedizione degli organi di controllo, la costituzione di prodotti finanziari altrettanto folli e voraci. Bombe ad orologeria che inevitabilmente sarebbero esplose generando immani tragedie.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8294 aligncenter" title="debit" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/debit.jpg" alt="" width="498" height="408" /></p>
<p>Un amico, dopo lunghe discussioni, mi ha convinto del fatto che tutti noi, per troppo tempo, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità ed ora, come chiunque sano di mente avrebbe facilmente potuto prevedere, ci ritroviamo fra le mani ciò che abbiamo costruito e meritiamo: una crisi dalla quale difficilmente usciremo indenni ed un indebitamento pro capite che sarà destinato ad aumentare e che non sarà facile smaltire. Alla domanda “chi paga per tutto questo?” molto banalmente risponderà: noi, tutti quanti noi, come sempre.</p>
<p>Dando ascolto a coloro convinti del fatto che tale sistema sia perfettibile, vorrei dire che a mio avviso l’unica via debba necessariamente passare dall’introduzione di principi etici fino ad oggi trascurati. Temo però che certi ambienti siano piuttosto refrattari a questo genere di cambiamenti. Non ingannino le dichiarazioni lacrimose, i pentimenti ed i mea culpa. Ho la convinzione che a seguito della recente impennata delle borse, gli squali della finanza presto abbandoneranno il cilicio per rigettarsi nelle solite immonde manovre e nei medesimi raggiri criminali.</p>
<p>In ogni caso ho la ragionevole certezza che la bolla finanziaria, scatenata questa volta dai derivati, non abbia che messo in moto un meccanismo diabolico e ben più complesso, nei suoi ingranaggi, di quanto oggi appaia. La soluzione sul lungo termine non potrà che essere articolata ed agire in profondità, modificando radicalmente le abitudini ed il pensiero della popolazione planetaria. Rimedi superficiali e di facciata seppellirebbero la mondezza solo temporaneamente, per farcela ritrovare intonsa e ancor più maleodorante fra non molto tempo.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Borse: La fase &#8220;Down&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 14:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-8479"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8484 aligncenter" title="iniezione-liquidita" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/iniezione-liquidita.jpg" alt="" width="390" height="573" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Alta Finanza</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 08:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settantasette</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Banche: “Mi sa che abbiamo fatto una cazzata con i mutui”
Borse: “Cioè?”

Banche: “Eh, ne abbiamo concessi troppi, prendendo per il culo la gente  sui tassi variabili. Adesso ci stiamo un po’ cagando sotto che non riescano a pagarci le rate”
Borse: “Vabbè, basta che non se ne accorgano i mercati, queste cose li fanno rimanere male, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Banche:</strong> “Mi sa che abbiamo fatto una cazzata con i mutui”</p>
<p><strong>Borse:</strong> “Cioè?”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/soldi.jpg" alt="" width="500" height="428" /></p>
<p><span id="more-8406"></span><strong>Banche:</strong> “Eh, ne abbiamo concessi troppi, prendendo per il culo la gente  sui tassi variabili. Adesso ci stiamo un po’ cagando sotto che non riescano a pagarci le rate”</p>
<p><strong>Borse:</strong> “Vabbè, basta che non se ne accorgano i mercati, queste cose li fanno rimanere male, povere stelle”</p>
<p><strong>Mercati:</strong> “AHA! BECCATE! Col cazzo che compriamo le vostre azioni! Anzi, cominciamo subito a venderle, prima che falliate. Pensavate di coglionarci, eh?”</p>
<p><strong>Azioni delle banche:</strong> “Merda, non ci vuole più nessuno, e non valiamo più una sega!”</p>
<p><strong>Borse:</strong> “Argh, precipitiamo!”</p>
<p><strong>Banche:</strong> “Aiuto, siamo fottute!”</p>
<p><strong>Governi:</strong> “Ok, tranquille, piccoline. Ci pensa papà. Ecco, vi raddoppiamo la paghetta”</p>
<p><strong>Banche:</strong> “Evviva!!! Graziegraziegrazie! Non falliamo più!”</p>
<p><strong>Governi:</strong> “Che sia l’ultima volta, però. Siete grandi, non possiamo mantenervi noi”</p>
<p><strong>Mercati:</strong> “Ah, allora va bene. Siete proprio stronze, però”</p>
<p><strong>Borse:</strong> “Ma dai, andare su e giù è divertente. Tipo altalena, no?”</p>
<p><strong>Governi:</strong> “Ehi, ma chi è quello, lì per terra?”</p>
<p><strong>Azioni delle banche:</strong> “E’ un piccolo risparmiatore, eravamo sue, gli è venuto un infarto”</p>
<p>“…”</p>
<p>“…”</p>
<p>“…”<br />
<strong>Mercati:</strong> “Ahahah!!!”</p>
<p><strong>Borse:</strong> “Ahahahahahahah!!!”</p>
<p><strong>Banche:</strong> “Ahahahahahahahahah!!!”</p>
<p><strong>Governi:</strong> “Buahuahuahuahuahuahua!!!….. ehm, shhh, va bene, va bene, ora basta. State buonine lì, dai, che dobbiamo sembrare preoccupati per la situazione”</p>
<p>“…”</p>
<p>“…”</p>
<p>“…”</p>
<p><strong>Tutti:</strong> “Muahahahahahahahahahahahahahahahahahahah!!!!!!!!!”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E141134,00.html" target="_blank">guarda il video</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/porcellino.jpg" alt="" width="337" height="506" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>L’abitudine a un Moto Regolare</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vecchio continente ha potuto offrire ai suoi cittadini una relativa stabilità per circa sessant’anni. Nella quantificazione cronologica sono stato largo, perché all’inizio di questo periodo si sono avuti anni poveri nei quali la speranza di miglioramento permetteva di sorvolare sulle reali condizioni di vita; così come alla fine stiamo avendo anni ricchi in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vecchio continente ha potuto offrire ai suoi cittadini una relativa stabilità per circa sessant’anni. Nella quantificazione cronologica sono stato largo, perché all’inizio di questo periodo si sono avuti anni poveri nei quali la speranza di miglioramento permetteva di sorvolare sulle reali condizioni di vita; così come alla fine stiamo avendo anni ricchi in cui le crepe strutturali del palazzo che abbiamo costruito non ci lasciano più dormire tranquilli. Insomma, non sono state tutte rose e fiori: ad alcune nazioni è andata meglio, ad altre decisamente peggio. Nel complesso, non ci si poteva lamentare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8130" title="ultimo-grande-albero" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/ultimo-grande-albero.jpg" alt="" width="463" height="520" /><br />
<span id="more-8076"></span> Di fatto, il passato prossimo del verbo enunciato nel primo periodo non lascia molto spazio: questa fase è al crepuscolo.<br />
Ne sta cominciando un’altra i cui tratti sono ancora foschi. Alcuni credono sia la curva calante di una sinusoide che di qui a “n” mesi potrebbe invertire la sua tendenza. Io credo che le sinusoidi possano invertire gradualmente la propria tendenza solo quando il loro trend minimo non conduce al malessere sociale. In quel caso finiscono per invertire comunque la loro tendenza, ma ben più bruscamente e solo dopo un ulteriore calo, verticale, dovuto a quelli che nei migliori casi chiamiamo “moti”, nei peggiori “guerre civili” o in situazioni davvero disastrose “rivoluzioni”.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8134" title="the_revolution_by_zeta_roda_sigma" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/the_revolution_by_zeta_roda_sigma.jpg" alt="" width="500" height="372" /></p>
<p>Quanto sopra non vale per l’Italia. Forse noi non ci accorgeremo nemmeno degli eventi.<br />
La nostra condizione attuale è quella di una nazione in corso d’aggressione da parte di altre più forti ed organizzate. Non è l’invasione che ci si aspetterebbe, a base di cingolati e mimetiche armate a prendere possesso del paese battaglia dopo battaglia; codesto tipo è cessato decenni fa e probabilmente non farà più parte del futuro di questi territori. Nondimeno si tratta un’invasione in piena regola.<br />
E’ iniziata con la demolizione della nostra capacità critica, che ci ha portato a essere molli di fronte a provocazioni di inaccettabilità sempre più elevata, condotte gradualmente, ogni volta a testare il nuovo limite raggiungibile da quelle successive.</p>
<p>Sentivamo una sensazione di confusa disapprovazione ma non sapevamo organizzarci, reagire. Così oggi ci sembra quasi normale che i nostri deputati non siano eleggibili direttamente, che chi si macchia di reati fiscali non sia punibile penalmente, che i debiti di Alitalia vengano spalmati sulla collettività, che la giustizia possa avere tempi più lunghi di quelli biologici di chi vi si rivolge, che il governo prima di legiferare chieda l’approvazione del capo dello stato di un’altra nazione, che sanità e scuola stiano per essere completamente privatizzate.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8132" title="albero-by-wererabbit" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/albero-by-wererabbit.jpg" alt="" width="380" height="500" /><br />
La fregatura vera è che chi ha organizzato tutto questo non ha ben calcolato le congiunture esterne all’orticello nazionale, che stavano rapidamente concentrando poteri economici enormi in nazioni con altrettanti margini di crescita. Grazie alla poca lungimiranza di chi ha voluto cogliere per anni i frutti più succosi dai nostri rami, oggi queste nazioni se li stanno comprando. I frutti, i rami, l’albero tutto e perfino la sinusoide calante della nostra economia.</p>
<p>Non ce ne accorgeremo, dicevo, perché non sarà più un problema nostro. Apparterrà a qualcun altro, assieme a tutto il resto.<br />
Tra poco apparirà in tv un volto sorridente a dirci che bisogna essere lieti di aver perso tutto, così non rimarrà più nient’altro da perdere. E tutti saranno felici.</p>
<p>Godiamoci quanto resta del nostro moto regolare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8136" title="the-last-tree-by-angelreich" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/the-last-tree-by-angelreich.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p><small>arts and pictures by <a href="http://dentroilguscio.wordpress.com/2008/03/12/lultimo-grande-albero/" target="_blank">Joy</a>, <a href="http://zeta-roda-sigma.deviantart.com/art/The-Revolution-76845132" target="_blank">Zeta-Roda-Sigma</a>, <a href="http://wererabbit.com/2008/02/24/day-107-tree/" target="_blank">WereRabbit</a>, <a href="http://angelreich.deviantart.com/art/The-Last-Tree-69153153" target="_blank">Angelreich<br />
</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Apertura della Borsa</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/apertura-della-borsa/chiamiamola-economia/cambiamo-pianeta/8275/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 14:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8338 aligncenter" title="volatilita" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/volatilita.jpg" alt="" width="500" height="317" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Caffé Amaro del 14 Ottobre 2008: De Creatione ex Nihilo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/caffe-amaro-del-14-ottobre-2008-de-creatione-ex-nihilo/chiamiamola-economia/mc/8168/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, dopo pesantissime perdite, le borse mondiali hanno messo a segno incrementi a due cifre. Grande festa nella stampa on line italiana:

il Corriere della Sera on Line: Euforico

Repubblica on Line: Euforica anche lei. Chissà chi ha copiato.

La Stampa on Line: Cauta, ma ottimista.

Il Sole 24 Ore on Line: Asciutto e minimalista. Quasi zen.

Bene.
Ho notato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, dopo pesantissime perdite, le borse mondiali hanno messo a segno incrementi a due cifre. Grande festa nella stampa on line italiana:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8169" title="corriere" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/corriere.jpg" alt="" width="499" height="92" /></p>
<p style="text-align: center;">il Corriere della Sera on Line: Euforico</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8170" title="repubblica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/repubblica.jpg" alt="" width="496" height="58" /></p>
<p style="text-align: center;">Repubblica on Line: Euforica anche lei. Chissà chi ha copiato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8171" title="lastampa" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/lastampa.jpg" alt="" width="447" height="217" /></p>
<p style="text-align: center;">La Stampa on Line: Cauta, ma ottimista.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8172" title="ilsole" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/ilsole.jpg" alt="" width="457" height="103" /></p>
<p style="text-align: center;">Il Sole 24 Ore on Line: Asciutto e minimalista. Quasi zen.</p>
<p><span id="more-8168"></span></p>
<p>Bene.</p>
<p>Ho notato che quando le borse perdono, la stampa descrive l&#8217;evento con perifrasi di cotal fatta: &#8220;<em>Bruciati 400 miliardi di dollari oggi in borsa</em>&#8220;, &#8220;<em>Persi 500 miliardi di capitalizzazione nelle contrattazioni odierne</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;immagine mentale che comunicano queste rappresentazioni metaforiche è quella di un  <em>locus amoenus</em> dove operatori finanziari armati di forcone spingono in grossi forni una quantità di balle di biglietti di banca. Nell&#8217;aria rovente si rincorrono le faville e nel fumo pesante ribrillano gli <em>occhi di bragia</em> degli indemoniati brokers.<br />
Oppure si può pensare ad una fila di camion carichi di banconote i cui autisti, privi del Tom Tom, sbagliano strada e finiscono in qualche posto sperduto dal quale non ritornano più.<br />
In ogni caso, o bruciati o persi, questi danari fanno una fine compatibile con le leggi fisiche dell&#8217;universo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/dollari-bruciati.jpg" alt="" width="358" height="477" /></p>
<p>Viceversa, quando le borse guadagnano, la terminologia è più esoterica: <strong>il rimbalzo</strong> che ricorda i giochi infantili, <strong>l&#8217;euforia</strong> che richiama sinistramente la cocaina o <strong>il rally delle borse</strong> perché una sana metafora sportiva non fa mai male.</p>
<p>In conseguenza dell&#8217;approccio più soffuso utilizzato in fase di guadagno, nessuno si interroga da dove provenga questa ricchezza che, improvvisamente, sorge dal nulla senza alcuna trasformazione ed in apertissima violazione del primo principio della termodinamica.<br />
In pratica queste banconote si materializzano come manna dal cielo sugli investitori entusiasti che le raccolgono e si riempiono le tasche benedicendo l&#8217;Altissimo perché, come tutti sappiamo, la creazione <em>ex nihilo</em> <a href="http://www.mentecritica.net/linizio-delluniverso-e-la-morte-termica/accademia-dfc/comandante-nebbia/1326/">è una sua prerogativa</a>.</p>
<p>Siccome sono cose metafisiche e, quindi, di altissimo livello spirituale, io non mi sento di aggiungere niente. Me ne rimango qui a sorseggiare il mio caffè amaro e a mordicchiare la mazzarella di plastica, succedanea di una malefica sigaretta, che generosamente la macchinetta elargisce anche se uno non prende lo zucchero.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8177 aligncenter" title="kit-caf" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/kit-caf.jpg" alt="" width="159" height="183" /></p>
<p>Fra un sorso e un morsetto mi viene da pensare che anche io sarei euforico se qualcuno mi avesse detto che dopo aver fatto abbondantemente i cazzi miei qualcun altro pagherà i miei debiti passati e anche quelli futuri. Una specie di Lodo Alfano in grande stile.</p>
<p>Per quanto riguarda gli <em>investimenti</em>, una cosa che un giorno perde il venti per cento e il giorno dopo prende il dieci non è economia. Io la chiamo <em>roulette</em>, oppure lotteria.</p>
<p>Siccome sono uno snob stupido e saccente e considero il lotto, il gioco d&#8217;azzardo e le scommesse cose per persone culturalmente non adeguate, ho definitivamente perso ogni forma di considerazione per questa gente e per le <em>istituzioni</em> di cui fanno parte.</p>
<p>Uomo avvisato, mezzo salvato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/salvadanaio.gif" alt="" width="280" height="199" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; Tremonti il Nuovo Leader (&#8230;Anche della Sinistra?)</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/tremonti-o-la-nuova-leadership-del-centro-destra/il-bello-della-politica/fully/7989/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 11:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

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		<category><![CDATA[La diversa Opinione]]></category>

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		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno sostiene che sia simpatico come può esserlo un riccio nelle mutande. Certo non a tutti piacciono  quei suoi modi da fighetto primo della classe, ma che Giulio Tremonti stia affinando le doti di grande leader mi pare indiscutibile. Quello che sorprende è che ogni giorno di più le mostri non solo operando con forte personalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno sostiene che sia simpatico come può esserlo un riccio nelle mutande. Certo non a tutti piacciono  quei suoi modi da fighetto primo della classe, ma che <strong><a href="http://www.giuliotremonti.it/articoli/visualizza.asp?id=114" target="_blank">Giulio Tremonti</a></strong> stia affinando le doti di grande <em>leader</em> mi pare indiscutibile. Quello che sorprende è che ogni giorno di più le mostri non solo operando <strong><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10254&amp;sez=HOME_ECONOMIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">con forte personalità</a></strong> nella <strong><a href="http://www.corriere.it/economia/08_ottobre_10/banche_tesoro_piano_alternativo_4f68eca4-9691-11dd-9911-00144f02aabc.shtml" target="_blank">gestione equilibrata</a></strong> di un momento drammatico per l&#8217;economia e la finanza mondiali, ma anche sfilando sotto il naso gli argomenti che dovrebbero essere propri dell&#8217;attuale opposizione.</p>
<p align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-8068" title="tremonti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/tremonti.jpg" alt="" width="417" height="336" /></p>
<p><span id="more-7989"></span></p>
<p>Tremonti è stato l&#8217;artefice di una lungimirante analisi dello scenario post-globalizzazione. Due anni fa prediceva così quello che stiamo vivendo in questi giorni di angoscia per il sistema finanziario mondiale e per milioni di famiglie.</p>
<blockquote><p><span style="#800000;"><span style="small;"><span style="Trebuchet MS;">È finita in Europa l&#8217;«età dell&#8217;oro». È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. <strong>Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro.</strong><br />
I prezzi — il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari — invece di scendere, salgono.<br />
[...] La squadratura che si sta così determinando, tra offerta che resta fissa e domanda che cresce, ha avuto e avrà nel mondo un effetto strutturale sostanziale: la salita globale dei prezzi. E dunque del costo della vita.<br />
[...] Può essere che <strong>recessioni economiche</strong> o nuove scoperte minerarie o invenzioni rallentino questa salita, ma sarà solo nel breve periodo, solo per un po&#8217; di tempo. Poi, se il funzionamento del meccanismo non sarà rallentato, la forza crescente della domanda tornerà a prevalere sulla quantità limitata dell&#8217;offerta.<br />
Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l&#8217;inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della <strong>crisi finanziaria</strong>; il conto del disastro ambientale; il conto delle <strong>tensioni geopolitiche</strong> che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo.</span></span></span><span style="#800000;"><span style="small;"><span style="Trebuchet MS;"> È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza. Nuove tensioni si sviluppano lungo linee di forza che vanno oltre i vecchi luoghi della storia, oltre i vecchi passaggi strategici. Dalla superficie terrestre fino all&#8217;atmosfera, dal fondo del mare fino alle calotte polari, le «nuove» esplorazioni strategiche, fatte sul fondo marino o ai poli, le conseguenti pretese di riserva di proprietà «nazionale», non sono già segni sufficienti per capirlo?<br />
Quando la storia compie una delle sue grandi svolte, quasi sempre ci troviamo davanti l&#8217;imprevedibile, l&#8217;irrazionale, l&#8217;oscuro, il violento e non sempre il bene.[...]</span></span></span><span style="#800000;"><span style="small;"><span style="Trebuchet MS;"><br />
Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. <strong>Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. </strong>E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in <strong>insicurezza personale, sociale, generale, ambientale</strong>.</span></span></span></p></blockquote>
<p>Queste parole, così drammaticamente attuali che aprono il suo saggio &#8220;La paura e la speranza&#8221;, sono state scritte nel 2006, due anni fa, quando pochi altri avevano una sia pur vaga idea dello <em>tsunami</em> a cui stiamo assistendo, impotenti, in queste ore.</p>
<p>Ma Tremonti non si è dimostrato solo un fine analista socio-economico. Egli ha ormai acquisito una statura politica propria. Non è un caso che negli ultimi mesi sia riuscito a battere sul tempo una smarrita opposizione su temi che sarebbero dovuti essere colti al volo per farne la punta di diamante della propria contrapposizione politica.</p>
<p>Prima la critica del liberismo monetaristico, con la richiesta di una <strong><a href="http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080918/tbs-tremonti-intervista-corriere-7318940.html" target="_blank">nuova Bretton-Woods</a></strong>. Poi lo &#8220;scandalo&#8221;di certe sue sparate assai poco liberali - a detta di custodi del liberismo mondiale come Bersani e Giavazzi - sul protezionismo. Quindi la <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_14/tremonti_robin_hood_d7148e44-3a19-11dd-9e9f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">&#8220;Robin Hood Tax&#8221;</a></strong> (c&#8217;è qualcosa più di sinistra che prendere ai ricchi per distribuire ai poveri?). Oggi il <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_politica/?contentId=45099" target="_blank"><strong>&#8220;Via il decreto salva-manager o me ne vado io&#8221;</strong></a> un&#8217;affermazione forte di autonomia politica e superiorità morale, un monito di serietà alla propria maggioranza, che è anche uno sberleffo ad un&#8217;opposizione &#8220;stranamente&#8221; addormentata.</p>
<p>Ho l&#8217;impressione che il Popolo della Libertà abbia trovato il nuovo condottiero, pronto a montare sul bianco destriero non appena l&#8217;ingombrante Berlusconi si toglierà di mezzo (magari per salire al Colle).</p>
<p>Per intuito ed intelligenza politica, Tremonti, secondo me, si pone una buona spanna al disopra del miserevole ceto politico che affligge i giorni del nostro povero Paese. E sembra un <em>leader</em> diverso da quello della finanza creativa di anni fa: oggi guida l&#8217;economia avendo ben presenti i ceti meno abbienti e le nuove povertà. Un uomo di destra che sa guardare a sinistra.</p>
<p>Forse non è un caso che anche lui, di nome, faccia <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti" target="_blank">Giulio</a></strong>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Crisi Finanziaria? Siamo in una Botte di Ferro</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/in-una-botte-di-ferro/cronache-italiane/ilbuonpeppe/7927/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 05:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[banche]]></category>

		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>

		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>

		<category><![CDATA[truffe]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene sì: oggi mi sento molto più tranquillo.
L&#8217;altro ieri sera a Ballarò il prof. Mario Baldassarri, insigne economista specializzato al MIT, nonché senatore della Repubblica, nonché presidente della commissione &#8220;finanze e tesoro&#8221; del Senato, già vice ministro per l&#8217;economia durante la legislatura 2001-2006, ci ha spiegato perché le banche italiane non corrono pericoli.

Le banche italiane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì: oggi mi sento molto più tranquillo.<br />
L&#8217;altro ieri sera a Ballarò il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Baldassarri_%28economista%29">prof. Mario Baldassarri</a>, insigne economista specializzato al MIT, nonché senatore della Repubblica, nonché presidente della commissione &#8220;finanze e tesoro&#8221; del Senato, già vice ministro per l&#8217;economia durante la legislatura 2001-2006, ci ha spiegato perché le banche italiane non corrono pericoli.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7945 aligncenter" title="ladro" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/ladro.gif" alt="" width="300" height="366" /></p>
<p><span id="more-7927"></span>Le banche italiane da sempre ci strizzano come limoni da sugo, prelevando dai nostri miseri risparmi tutto quello che possono e, a volte, anche quello che non possono; per questo noi abbiamo sempre insultato, aggredito, vilipeso le banche, considerandole degli aguzzini, dei mafiosi a caccia del pizzo.</p>
<p><strong>INGRATI!!!</strong></p>
<p>Di questo trattamento oggi noi dobbiamo essere grati, sia alle banche che, inevitabilmente, ai governi che hanno permesso tutto ciò. Baldassari, con una chiarezza e una semplicità davvero encomiabili, ha spiegato che proprio grazie alle enormi risorse che le banche italiane hanno accumulato nei decenni, approfittando impunemente dei propri clienti, ora riusciranno a resistere alla crisi che sta mettendo in ginocchio tutta la finanza mondiale.</p>
<p>Grazie ai soldi, che una volta erano nostri ed ora sono delle banche, <strong>siamo in una botte di ferro </strong>(*).</p>
<p>Saputo questo, sono andato a dormire così felice e rilassato, che questa mattina ho avvertito l&#8217;irresistibile desiderio di rendere pubblica la mia gratitudine, componendo una breve ode che dedico, ovviamente, a colui che ci ha aperto gli occhi.</p>
<p style="text-align: center;">Amo la mia banca<br />
dopo un giorno già mi manca.<br />
Amo anche gli interessi<br />
che non vivo senza di essi:<br />
la miseria degli attivi<br />
la montagna dei passivi.<br />
E che dire delle spese?<br />
Col badile le hanno prese,<br />
ma con gran soddisfazione<br />
pago tutta la razione.<br />
Son sfruttato e bidonato<br />
e però son rilassato:<br />
mentre il mondo è lì che crolla<br />
la mia banca non tracolla.<br />
Con la forza dei miei averi<br />
i suoi muscoli sinceri<br />
fan vedere che è ben salda<br />
la mia banca sì gagliarda.</p>
<p><em>Dedicata a Mario Baldassarri</em></p>
<p><strong>(*)</strong> Come Attilio Regolo. (<em><strong>N.d.R.</strong></em>)</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>41 Gigawatt - Sesta Parte</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/41-gigawatt-sesta-parte/il-pianeta-che-ride/fully/5708/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/41-gigawatt-sesta-parte/il-pianeta-che-ride/fully/5708/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 08:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Consumo CriticaMente]]></category>

		<category><![CDATA[Il Pianeta che Ride]]></category>

		<category><![CDATA[costi energetici]]></category>

		<category><![CDATA[energia]]></category>

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		<category><![CDATA[nucleare]]></category>

		<category><![CDATA[scelte strategiche in campo energetico]]></category>

		<category><![CDATA[solare]]></category>

		<category><![CDATA[termoelettrico]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed eccoci all&#8217;ultimo round. Ora che abbiamo almeno un&#8217;infarinatura sulle principali tecnologie utilizzate per produrre energia elettrica, è giunto il momento di tirare le somme e chiedersi: quali sono le scelte &#8220;giuste&#8221; per farlo?

Mettetevi comodi, tirare le somme non sarà una cosa breve, ci sono tanti aspetti da considerare. Vediamo di esaminare almeno i più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccoci all&#8217;ultimo round. Ora che abbiamo almeno un&#8217;infarinatura sulle principali tecnologie utilizzate per produrre energia elettrica, è giunto il momento di tirare le somme e chiedersi: quali sono le scelte &#8220;giuste&#8221; per farlo?</p>
<p><span id="more-5708"></span></p>
<p>Mettetevi comodi, tirare le somme non sarà una cosa breve, ci sono tanti aspetti da considerare. Vediamo di esaminare almeno i più importanti, e partiamo dall&#8217;analizzare le esigenze che devono essere soddisfatte in questo tipo di valutazione.<br />
Inizierei da queste tre (non necessariamente in ordine di importanza):<br />
a) il contenimento della spesa<br />
b) l&#8217;autonomia produttiva<br />
c) il rispetto dell&#8217;ambiente e del territorio<br />
Vediamole una per volta.</p>
<p><strong>a) Il contenimento della spesa.</strong></p>
<p>Coi conti pubblici che abbiamo, meno spendiamo, meglio è: lapalissiano vero? Invece - come forse saprete - l&#8217;Italia è uno dei Paesi europei in cui l&#8217;energia elettrica per grandi utenze (oltre 7500 kWh quelle delle industrie, dove i costi incidono sulla competitività) costa di più. Nella tabella seguente sono riportati i prezzi di un kWh (in centesimi di euro) nei vari paesi europei.</p>
<p>La tabellina è un po&#8217; vecchia: con il recente aumento del petrolio qualche spostamento dovrebbe esserci stato. Comunque salta immediatamente agli occhi che il costo dell&#8217;energia italiana per le utenze medio-alte è dell&#8217;ordine del doppio di quello che pagano i nostri <em>competitors</em> tedeschi, inglesi e francesi, e comunque oltre il 50% in più della media europea. Se lo fate notare all&#8217;ENEL, però, vi risponderà che in compenso la casalinga di Voghera per fare la lavatrice spende la metà che la sua collega di Hannover, e non avrebbe torto&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7575 aligncenter" title="2002-3__120" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/2002-3__120.gif" alt="" width="500" height="339" /></p>
<p>Il contenimento della spesa si può ottenere in due modi, che possono convivere e concorrere all&#8217;obiettivo: il primo è spendere meno possibile per produrre (o acquistare) energia, il secondo è ridurre la quantità di energia consumata, ossia usare meno energia a parità di livello di prestazione richiesto (<a href="http://www.rinnovabili.it/efficienza-energetica" target="_blank">&#8220;efficienza energetica&#8221;</a>).</p>
<p><strong>Minimizzare la spesa</strong> vuol dire rivolgersi preferibilmente a quelle tecnologie che comportano un minore costo di produzione del singolo kWh (<a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/tariffe-rincari-1/aumenti/aumenti.html" target="_blank">altrimenti poi non lamentiamoci se il costo della bolletta è salato!</a>). Nella tabella che segue sono riportati i costi industriali di produzione (in centesimi di euro per kWh) relativi alle fonti energetiche che abbiamo analizzato negli articoli scorsi. La valutazione dei costi, per assumere valenza davvero strategica, dovrebbe avere un orizzonte esteso almeno ai prossimi 20/30 anni, ma nessuno di noi (e neanche i più accreditati organismi internazionali, fidatevi) possiede la sfera di cristallo, quindi i valori che ho riportato si riferiscono all&#8217;ordine di grandezza del (possibile) costo attuale, in Italia, con un&#8217;indicazione solo qualitativa della sua probabile variazione per i soli aspetti legati all&#8217;evoluzione della tecnologia:(=) vuol dire &#8220;costo pressoché stazionario&#8221;, (+) e (-) stanno per &#8220;in aumento&#8221; e &#8220;in diminuzione&#8221;, il tutto al netto dell&#8217;inflazione.</p>
<table class="MsoTableGrid" style="100px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="351">
<tbody>
<tr style="18pt;">
<td style="18pt;" width="236" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">termoelettrico carbone/turbogas </span></p>
</td>
<td style="1pt 1pt 1pt medium solid solid solid none windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="88" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">3 - 5</span></p>
</td>
<td style="1pt 1pt 1pt medium solid solid solid none windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="48" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">+</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td width="236" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">idroelettrico</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="88" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">2 - 5</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="48" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">=</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="236" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">solare fotovoltaico</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="88" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">45 - 65</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="48" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">-</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="236" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">solare termodinamico </span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="88" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">20 - 26</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="48" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">-</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="236" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">biomasse</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="88" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">2 - 3</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="48" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">=</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="236" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">eolico</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="88" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">6 - 7</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="48" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">-</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="236" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">fissione nucleare</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="88" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">4 - 5</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="48" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">=</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Devo ammettere che reperire i costi è stato piuttosto complicato; i valori che ho scritto sono il risultato di una ricerca condotta attraverso svariate fonti dissonanti (e non è difficile capire perché) che trovate in coda all&#8217;articolo: prendeteli con beneficio d&#8217;inventario. Per quanto riguarda il nucleare, ai 4-5 €cent/kWh vanno aggiunti i costi del controllo dei depositi di scorie per XXXX anni, ma questo è un costo che nessuno sembra in grado di ipotizzare, e quindi non mi ci azzardo neanche io.</p>
<p>Sul fronte del <strong>contenimento del consumo</strong> di energia si può operare in varie direzioni:</p>
<p>- un edificio, qualunque sia il suo uso (abitativo, commerciale, uffici, industriale,..) se ben progettato (orientamento, apporti solari, aperture, isolamento delle pareti) e ben costruito consuma per i bisogni di riscaldamento, climatizzazione e di ventilazione, molto meno in apporti esterni di energia di un immobile ordinario. Con un clima come il nostro, specie al Sud, qualsiasi apporto esterno di energia può essere enormemente ridotto o addirittura evitato.</p>
<p>- per uno stesso livello d’illuminazione, una lampadina a fluorescenza consuma fino a cinque volte meno di una lampadina ad incandescenza; la diffusione di elettrodomestici migliori (il consumo dei frigoriferi è il più importante) permetterebbe di economizzare quasi il 40% del consumo di elettricità rispetto la situazione attuale.</p>
<p>- i trasporti collettivi urbani, soprattutto i tram e le metro, consumano molto meno energia, inquinano molto meno e subiscono molto meno incidenti delle automobili private; è lo stesso per il treno in relazione ai camion per quanto riguarda i trasporti di tipo commerciale.</p>
<p>- a parità di produzione, il miglioramento o il cambiamento di processi industriali e macchinari permettono dei risparmi che possono raggiungere dal 30 al 50% dei consumi di energia.</p>
<p style="center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/tralicci3.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>b) L&#8217;autonomia produttiva</strong>.</p>
<p>Riuscire a produrre in casa nostra l&#8217;energia di cui abbiamo bisogno ci renderebbe meno soggetti al rischio <em>black-out</em> o al ricatto commerciale di altri paesi. Riassumo la potenza nominale degli impianti attualmente in funzione (espressa in MW):</p>
<table class="MsoTableGrid" style="150px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="408">
<tbody>
<tr style="18pt;">
<td style="18pt;" width="204" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">centrali termoelettriche </span></p>
</td>
<td style="1pt 1pt 1pt medium solid solid solid none windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" align="right"><span style="Tahoma;">29.000</span></p>
</td>
<td style="1pt 1pt 1pt medium solid solid solid none windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="108" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="204" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">centrali idroelettriche</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" align="right"><span style="Tahoma;">5.500</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="108" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="204" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">solare fotovoltaico</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" align="right"><span style="Tahoma;">58</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="108" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="204" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">solare termodinamico </span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" align="right"><span style="Tahoma;">20</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="108" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><span style="Tahoma;">in costruzione</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="204" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">biomasse</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" align="right"><span style="Tahoma;">260</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="108" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="204" valign="top">
<p class="MsoNormal"><span style="Tahoma;">eolico</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" align="right"><span style="Tahoma;">1.300</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="108" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">
</td>
</tr>
<tr style="18pt;">
<td style="medium 1pt 1pt none solid solid -moz-use-text-color windowtext windowtext;" width="204" valign="top">geotermico</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="84" valign="top">
<p class="MsoNormal" align="right"><span style="Tahoma;">400</span></p>
</td>
<td style="medium 1pt 1pt medium none solid solid none -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" width="108" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>In totale fanno circa 36.500 MW ossia 36,5 GW. Come vedete, la maggior parte della nostra energia elettrica (29 GW installati) oggi si produce in centrali termoelettriche che funzionano a gas, a olio combustibile o a carbone: tutti combustibili di cui abbiamo in casa una parte infinitesimale rispetto al fabbisogno e che importiamo a caro prezzo soprattutto dai Paesi OPEC, dall&#8217;Algeria e dalla Russia. La stessa cosa dovremo fare con l&#8217;uranio nel caso ci si orientasse davvero al ritorno al nucleare.<br />
Quindi stiamo bene attenti quando parliamo di autonomia produttiva: una vera autonomia produttiva dovrebbe prevedere l&#8217;utilizzo tendenzialmente esclusivo delle materie prime che abbiamo in casa. Ciò che abbiamo in casa in quantità relativamente abbondante sono l&#8217;acqua, il sole e il vento. Sullo sfruttamento dei corsi d&#8217;acqua abbiamo già accennato al fatto che esso è per noi ormai prossimo alla saturazione (ma con 5,5 GW installati già copriamo con un sistema rinnovabile una bella quota del fabbisogno, circa il 12%).<br />
Sarebbe bello affidarsi al vento e al sole per coprire il resto e renderci totalmente autonomi!<br />
Ma è possibile farlo? Proviamo a vedere.</p>
<p>Sappiamo che l&#8217;attuale fabbisogno medio di potenza installata è di 41 GW, che corrisponde all&#8217;energia elettrica di 360.000 GWh consumata in Italia in un anno. Però, nella realtà, nei momenti di picco, il fabbisogno può arrivare a sfiorare anche <a href="http://www.terna.it/default/Home/Terna_WebMagazine_1/Terna_WM_energia_13/tabid/1091/Default.aspx" target="_blank">57 GW (come accadde nel luglio 2007)</a>, e, nei momenti di bassa richiesta, può essere di molto inferiore ai canonici 41GW. Ad esempio, mentre sto scrivendo - sono le 5.00 del 27 settembre - il fabbisogno di potenza è di appena 29 GW. Se voleste divertirvi, <a href="http://www.terna.it/" target="_blank">sul sito di Terna SpA</a> potete trovare il valore istantaneo dell&#8217;energia che l&#8217;Italia sta &#8220;succhiando&#8221; in tempo reale.</p>
<p>Se la somma di tutte le potenze &#8220;nominali&#8221; installate in Italia è di poco superiore ai 36,5 GW, a renderci &#8220;indipendenti&#8221;, a parità di consumi, sembrerebbero mancare solo 4,5 GW, ma abbiamo appena visto che in particolari momenti il &#8220;sistema paese&#8221; di GW può richiederne anche 57 e, allora, al conto ne mancherebbero la bellezza di 20,5: per essere sicuro al 100% di non rimanere al buio va tenuta presente questa eventualità ed occorre attrezzarsi di conseguenza per fronteggiarla. Ci si dovrà dunque affidare a sistemi che siano dotati di potenza effettiva (ossia non solo &#8220;potenziale&#8221;) in misura tale da erogarne quanta ne serve quando ce n&#8217;è bisogno, e lasciarsi una riserva per i picchi. Purtroppo è un problema serio, questo dell&#8217;erogazione continua, a cui non c&#8217;è altra soluzione che &#8220;pompare&#8221; energia in tempo reale alla potenza richiesta.</p>
<p>Cerco di spiegarlo meglio con un esempio. Siamo all&#8217;interno di un tunnel ed è buio pesto. Prendiamo una normale lampadina ad incandescenza da 100 W ed immaginiamo di fornirle 1 kWh di energia con la potenza di 100 W (cioè la sua stessa potenza nominale): la lampadina resterà accesa per 10 ore. Se la stessa energia di 1 kWh gliela forniamo con una potenza di soli 1 W (ossia ad un centesimo dei suoi 100 W nominali) non è che la lampadina resterà accesa per 1000 ore con una luce più fioca. No, la lampadina non si accenderà affatto, perché le abbiamo sì fornito energia, ma ad una potenza inferiore a quella che serve per eccitare il filamento, e così noi avremo buttato al vento il nostro kWh di energia.</p>
<p>Mettiamo invece il caso che quella lampadina sia all&#8217;aperto, in piena luce, e che io possa farle arrivare il suo bel kWh, alla potenza giusta di 100 W, ma solo a partire dalle 7 di mattina. La lampadina resterà accesa per le sue dieci ore, ma la sua luce non mi servirà a un tubo, perché ci si vedeva benissimo ugualmente visto che ero in pieno giorno e c&#8217;era il sole.</p>
<p style="center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/tralicci-2.jpg" alt="" /></p>
<p>Questa particolarità dell&#8217;energia elettrica costituisce il tallone d&#8217;Achille dei sistemi discontinui: se il vento non tira le pale eoliche non girano, se il sole non c&#8217;è la cella fotovoltaica non produce corrente elettrica, e se in quel momento il sistema elettrico globale ha bisogno proprio di quella potenza ed io non riesco a fornirla, l&#8217;intero sistema collassa (<em>black-out</em>). Proprio come succede a casa vostra quando accendete un elettrodomestico di troppo e sforate la potenza che avete impegnato.<br />
Naturalmente vale anche il discorso inverso: se il vento e il sole ci sono ma non ho bisogno, in quel preciso momento dell&#8217;energia che essi producono in quel preciso momento, questa energia va sprecata. A meno che&#8230;. A meno che non trovi un sistema per accumularla. Ma allora devo mettere in conto un sostanzioso costo aggiuntivo sia in termini economici che ambientali per immagazzinare quella prodotta in eccesso durante i periodi di minor richiesta ed usarla nei periodi di maggior richiesta.</p>
<p>Se mi avete seguito fin qui, ora sapete il perché per mandare avanti la baracca non si può fare affidamento esclusivo su fonti discontinue (vento, sole) ed è solo attraverso un accurato studio previsionale dell&#8217;attività (giornaliera-stagionale-annuale) che si riesce ad avere una discreta produzione stabile di energia da queste fonti. E&#8217; quello che fanno in Germania. Dovete infatti sapere che la Germania, pur essendo in Eur