Caffè Amaro

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Qui su Mentecritica si parla un po’ di tutto ciò che nel bene o nel male condiziona la nostra vita, ma per quanto schifo ci faccia questo momento storico sono certo che ognuno di noi ogni tanto si ferma, stacca la spina e va a spasso nella sua testa.

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Certo che la vita è proprio strana. Ti risvegli una mattina e trovi i carri armati russi che invadono la Georgia. Chi ha torto o ragione non sta stabilirlo, ma resta il fatto che una nuova guerra è cominciata. Ti risvegli una mattina e trovi che gli Stati Uniti sono l’unico stato a condannare apertamente la Russia. Ti risvegli una mattina e ti ritrovi un mediatore europeo che cerca di far firmare una tregua alle parti, anche se sa che non la rispetteranno mai. Ti risvegli una mattina e ti ritrovi un’Unione Europea che pur di non perdere le forniture energetiche russe, isola gli Stati Uniti. Ti risvegli una mattina e ti ritrovi in un mondo che non conosci.

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Ricordate bene l’anno 2008, perchè le Olimpiadi di quest’anno sicuramente resteranno nella storia. Mai prima s’era visto e letto di un susseguirsi più selvaggio di notizie tragiche e catastrofiche, ludiche e disimpegnate, durante tutte le Olimpiadi, in tutte le loro edizioni.

Logo Olimpiadi Pechino 2008

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(Fonte: ANSiA, Roma)

“Preoccupante calo di criminalità nel Belpaese”. A denunciarlo, allarmata, una nota della Federazione Nazionale della Stampa rivolta al Governo:

“In una società mediatizzata come la nostra, in cui è impensabile riuscire a mettere in piedi un telegiornale solamente con servizi sulle vacanze VIP, diventa fondamentale l’apporto della Cronaca Nera.

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Le persone che si auguravano clamorosi gesti di protesta da parte degli atleti italiani alle Olimpiadi non saranno rimaste certamente deluse. Oddio, forse il Tibet non c’entra nulla, però la protesta per ridurre le tasse sui premi olimpici e quella per volare in business insieme ai calciatori invece che in economica con quelli che non contano un cazzo ci sono state eccome. Italians do it better. Continua a leggere »

Siamo in agosto, il mese destinato (almeno da chi può) alle meritate vacanze.

Fa caldo per tutti, figurarsi per un governo ombra. E così, mentre quel prepotentone di Putin se la prende con la Georgia, i quotidiani riportano le reazioni dei governi di tutto il mondo, nonché la posizione del ministro degli Esteri Frattini (e ci mancherebbe che non l’avesse!), ma ci lasciano orfani della posizione ufficiale del PD. Pazienza, ce ne faremo una ragione.

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Non ci siamo, Comandante. Con questi articoli da intellettualoidi snob del cazzo non sfonderemo mai. Stamattina, verso le sette, apro la mia giornata sul web sfogliando il Corriere OnLine. L’occhio mi va sulla locandina a destra in altro, si intitola: “I più letti“.

Ecco la classifica di oggi:

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Non sono in grado di scrivere nulla di Alexandr Solzhenitsyn che non sia già stato scritto ma credo che sia necessario ricordarlo, qui, in queste pagine: a pensarci bene, questo scrittore, Premio Nobel per la Letteratura nel 1970, potrebbe essere considerato una delle “MentiCritiche” per eccellenza.

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Radio Radicale sta dando in diretta il congresso di Rifondazione Comunista a Chianciano. In questi giorni mi capita di stare spesso e a lungo in auto e dunque me ne sono sentito un bel po’.

La faccio facile: ci sono cinque mozioni, le principali sono quella di Nichi Vendola (47% del consenso dei delegati, tra cui Bertinotti e Giordano) e di Maurizio Acerbo (40%, firmata anche dall’ex ministro Paolo Ferrero, il più accreditato contendente di Vendola per la segreteria).  Una sintesi può leggersi qui.

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Delirio

Berlusconi commenta con queste parole la conversione in legge del lodo Alfano:
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Non so cosa pensare del caso drammatico di Eluana Englaro. Quando scoppiò il caso di Terry Schiavo in America, mi accinsi a scrivere le mie impressioni, ma mi balenavano nella testa tanti pensieri, tra l’altro talmente contrastanti tra di loro, che mi bloccai e non ne feci nulla.

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Tra le tante non-tizie che i media quotidianamente ci propinano per distoglierci da questioni ben più importanti mi ha colpito la cronaca quotidiana degli alpinisti bloccati sul Nanga Parbat. Di sorprendente c’è solo stupore di coloro che si meravigliano del fatto che la “montagna mangia-uomini” sia un luogo tremendamente pericoloso. Capirei se a rischiare di morire assiderati fossero due giocatori di curling ma in questo caso non posso che pensare: “te la sei cercata”.

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Sabato, 12 luglio 2008
Questa di oggi è una giornata no. Non perché non ve ne siano state nel passato, né perché non ce ne saranno altre in futuro. E’ una giornata no e vorrei che lo fosse per tantissimi che conoscono già la notizia sentita questa mattina per radio e pubblicata anche dal quotidiano “Avvenire” (*) (che a dire il vero non ho mai letto e non leggo): alcune mamme sono state costrette a gettare in mare i corpi dei figli morti dai barconi della speranza.

“Gli altri “passeggeri” del famigerato (!?) barcone hanno raccontato, appena sbarcati a terra, che alcune mamme hanno dovuto “buttare” a mare i figlioletti morti per il caldo e la sete, perché il fetore della carne in putrefazione dei loro bambini era insopportabile per gli altri “ospiti” del barcone. Quindi con la morte nel cuore e con le lacrime agli occhi si sono dovute disfare dei corpicini dei loro bambini.”

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Beppino Englaro si dichiara “Stupito” dal clamore mediatico e chiede riservatezza. Risposta alla prima delle domande che mi ponevo qualche giorno fa. E’ meglio questo bagno di notorietà o la totale e completa indifferenza dei media? Sarebbe meglio l’oblio. Che non ci sarà, scrive Gaia Cesare su il Giornale:

Eppure papà Beppino con molta probabilità dovrà rassegnarsi. Rassegnarsi a rimanere nei prossimi giorni il protagonista di un dibattito che si sta infiammando di ora in ora.

A me sembra che “papà Beppino” non conosca la rassegnazione. Quello che si appresta a compiere è un “omicidio autorizzato da parte di organi della giustizia italiana”, per usare le parole di Luca Volontè. Un assassino.

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Antonio De Domizio, 26 anni di Brindisi. Un nome come tanti, un nome ed un volto che non finiranno mai nelle prime pagine dei giornali italiani di gossip; perché Antonio De Domizio non era un tronista nelle trasmissioni di Maria De Filippi, né tantomeno un paparazzo che ogni tanto chiedeva un contributo “simbolico” per non pubblicare fotografie compromettenti. Antonio De Domizio non ha nemmeno ucciso suo figlio, non è coinvolto nelle indagini per l’omicidio di un’amica o della propria ragazza, non è uno di quelli che inventa false aggressioni per ottenere un momento di notorietà.
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