Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Caste, Conti, Baroni e Servi della Gleba. Perché?" è stato scritto da Fully
Il pezzo di Doxaliber pubblicato qualche giorno fa è di quelli che fanno riflettere.
Che l’Italietta sia piena di “caste” è un fatto. E’ un fatto anche che i libri che hanno nel titolo la parola “casta” siano molto venduti, e forse pure molto letti. Le situazioni in essi descritte ed analizzate sono per lo più note, è vero, anche se la quantificazione dei vari privilegi a me ha fatto una certa impressione. Però non cambia nulla, osserva sconsolato il buon Doxa. Lui sostiene che dipende dal fatto che siamo un popolo di servi della gleba incapaci di reagire alle angherie del barone di turno pur di raccogliere le briciole del suo desco.

E’ triste ammetterlo, ma credo che l’analisi sia ineccepibile.
Ma, se è vero che siamo così, perché siamo così? Provo ad azzardare una risposta e mi perdonerete se la prendo un po’ alla lontana.
In un pezzo che scrissi alcuni mesi fa sull’inchiesta di ‘Report’ sui palazzinari a Roma mi chiedevo anch’io come mai le denunce di fatti gravissimi riportate dalle poche inchieste giornalistiche in TV o sulla carta stampata – che in altri paesi determinerebbero sconquassi, forse anche sollevazioni popolari – da noi producano solo l’indignazione di un momento e poi tutto resti come prima. Per la verità quella puntata di “Report” almeno un effetto lo produsse: un comitato di quartiere di Roma depositò il filmato insieme ad un esposto-querela alla Procura.
Beh, è già qualcosa. Ora, in quella vicenda io non so da che parte stia la verità: magari le denunce di Report erano campate per aria, oppure era tutto vero, io questo non lo so. Però mi sentirei di scommettere che la questione, se davvero arriverà in tribunale, si trascinerà per anni e anni. Se ci sarà una condanna essa arriverà quando il danno sarà diventato irreversibile e dell’intera questione l’opinione pubblica si sarà dimenticata. Nessun TG ne darà conto ed i giornali, se va bene, ne riferiranno con un trafiletto in sedicesima pagina. Per l’opinione pubblica sarà come se quell’inchiesta di Report fosse caduta nel vuoto, l’idea che ce ne faremo è che sarà stata inutile e che contro i (pre)potenti non c’è denuncia che valga.

Cosa voglio dire? Voglio dire che il lassismo, l’accondiscendenza verso l’arroganza, la sensazione di ineluttabilità dell’ingiustizia derivano dal modo di perseguire l’illegalità e di amministrare la Giustizia nel nostro Paese, un modo che sarebbe ritenuto inaccettabile anche in un Paese del Terzo Mondo. Citerò un solo dato di esempio, preso a caso dal rapporto presentato in occasione dell’inaugurazione bresciana del corrente Anno Giudiziario: su 24.968 procedimenti per furto, quelli contro soggetti ‘noti’ sono 3.401 e ben 21.567 sono quelli contro ignoti. Vale a dire che un ladro ha l’86,4% di probabilità di farla franca. E badate bene: stiamo parlando di furti denunciati. Ma è ormai noto a tutti che alcuni crimini minori neanche vengono più denunciati all’Autorità Giudiziaria nella desolata consapevolezza che tanto gli autori non saranno mai presi, e che, se anche fossero presi, difficilmente la condanna sarebbe scontata per intero.
La convivenza civile si regge sul rispetto delle leggi e il rispetto delle leggi è l’amministrazione della Giustizia che dovrebbe garantirlo. E’ la Magistratura che, sanzionando chi delinque, dovrebbe proteggere la gente onesta dalle sopraffazioni, dall’homo homini lupus. Se chi delinque la fa franca la convivenza civile collassa. Per contrastare l’illegalità lo Stato non può contare solo sul personale senso etico dei cittadini: sarebbe bellissimo, ma sappiamo che non funziona. Perché i cittadini di una nazione si comportino secondo le leggi occorre che ci sia una condanna per chi le infrange. E’ triste, è puerile forse, ma è così che va il mondo, da Beccaria in poi.

Pensateci: le leggi non sono rispettate finché non si creano le condizioni per sanzionarne il mancato rispetto. Basta citare il caso delle cinture di sicurezza, che servono a salvare la propria vita, ma alle quali ci si è abituati solo a seguito dell’inasprimento della sanzione per coloro che non le allaccino.
In fondo noi italiani non siamo più indisciplinati di altri popoli. Il nostro problema è che sappiamo che, quando lo siamo, abbiamo ottime probabilità di farla franca. Una prova? Basta uscire appena un po’ dai nostri confini e recarsi in Austria, ad esempio. Lì vedreste macchine con targa italiana comportarsi in maniera esemplare, perché lì, se sgarri, puoi stare certo che becchi una multa: è praticamente matematico. Il nostro lassismo, invece, è ormai noto a tutti: ho seguito anche molte automobili austriache, perfettamente disciplinate in patria, sfrecciare oltre i limiti di velocità non appena entrate nelle autostrade italiane.

Per descrivere un modo alternativo, più efficace, di tutelare la legalità voglio raccontare un piccolo episodio di vita vissuta. L’estate scorsa ero in vacanza in Gran Bretagna, guidavo una macchina presa a noleggio e mi fermai in un parcheggio a pagamento di Oxford. Pagai regolarmente le mie belle 2 sterline per 2 ore ma tornai alla macchina una decina di minuti dopo la scadenza della sosta. Risultato? Trovai sul parabrezza una bella multa da 35 sterline. Sul retro dell’avviso c’era scritto che avverso a quella sanzione si poteva far ricorso al Giudice distrettuale (!) mandando una e-mail (!!).
Incredulo mandai l’e-mail all’ufficio del Giudice distrettuale e mi appellai alla clemenza della Corte vista l’esiguità della mia infrazione. Mandai la e-mail confidando nel fatto che si sarebbe persa nei meandri di una burocrazia che immaginavo simile a quella italiana. Invece 24 ore dopo (!!!) ricevevo l’e-mail di ritorno dal Giudice in persona (!!!!), una gentile signora che difficilmente dimenticherò, la quale si diceva molto spiacente (sì, proprio sorry) per la mia negligenza, ma mi ricordava che in quel modo avevo infranto il diritto di un altro cittadino ad usufruire del posto auto (per 10 minuti !!!!!) e danneggiato la collettività di Oxford per il mancato introito (!!!!!!). Superfluo aggiungere che confermava la sanzione. A questo punto non mi restava che pagarla e lo feci (quasi) volentieri, online, cliccando PayPal su un link già predisposto con destinatario ed importo (!!!!!!!).
E’ chiaro cosa intendo dire? Non solo in quel caso la giustizia venne amministrata, ma lo si fece con rapidità, rendendo perfino facile al condannato scontare la sua condanna.

Io penso che quello che in altri Paesi esiste e che invece da noi manca è la fiducia che la Giustizia prevarrà sull’arroganza, sulla prepotenza, sull’illegalità. Se questa fiducia manca il cittadino onesto e disciplinato si sente abbandonato, anzi, arriva a sentirsi un fesso se rispetta leggi che altri impunemente infrangono. Se poi non ha un senso civico ultra sviluppato arriva addirittura a sentirsi frustrato quando deve per forza rispettare una legge che altri allegramente infrangono. Penso ai lavoratori subordinati (specie quelli del comparto pubblico): credete che sarebbero tutti contribuenti così ligi se non ci fosse la ritenuta delle imposte alla fonte?
Non ci abitueremo mai alla legalità se non avremo chi ce la insegna fin dalla scuola. Se oggi sarà tollerato copiare il compito in classe, domani sarà ritenuto tollerabile fregare il fisco.
Se i “furbetti” non sono scoperti, denunciati, giudicati e, qualora riconosciuti colpevoli, costretti a pagare la loro sanzione o a scontare per intero la propria pena, avremo sempre a che fare con qualcuno che riterrà possibile irridere alle leggi e fottersene. Con ciò fottendo anche noi.
L’ho fatta lunga e questo mio pistolotto lo chiudo qui. Cosa dire allo sconsolato Doxa? Purtroppo niente che possa consolarlo. Che se gli italiani, noi italiani, siamo così “servi della gleba” è perché non siamo abituati alla legalità, anzi, ormai ci siamo arresi all’illegalità, la riteniamo ineluttabile.
E sì. Credo proprio che il povero Beccaria si starà rivoltando nella tomba.

Bellissimo articolo, finalmente posso tornare a commentare, mi mancava questa attività quotidiana!!
Io faccio solo un esempio: a mia sorella hanno rubato la bicicletta a Ferrara (una piccola e tranquilla cittadina eletta città delle bicilette), lei non legge libri giornalistici, non guarda report e annozero, non legge i giornali, sa un pò come funzonano le cose ma senza preoccuparsi troppo.
Però il giorno dopo è andata a denunciare il furto, le hanno fondamentalmente detto che se ritroverà la bici (?) li dovrà chiamare, cioè in pratica è un buffetto sulla spalla ufficiale, ma lei intanto ha denunciato, ha fatto la sua parte, ha un pò preteso che le regole venissero rispettate. Sono orgogliosa di lei! (da sorella maggiore lasciatemelo dire..)
Se a Bologna più gente avesse denunciato come lei il furto di biciclette quando è cominciato il problema, non ci sarebbe il giro che c’è adesso, coi ladri di biciclette attrezzatissimi, e con un riciclaggio immane (che avviene soprattutto in una piazzetta di fronte a 3 jeep della polizia!), la gente non sarebbe costretta ad andare in giro con biciclette orribili perchè tanto le rubano, non ci dovrebbero essere aste delle biciclette per gli studenti e si vivrebbe tutti meglio…
Condivido l’analisi di Fully, non ho molto altro da aggiungere se non uno spunto per un’ulteriore analisi. Come mai la televisione per taluni è diventato l’unico strumento per ottenere giustizia? Molte volte, davanti ad un’ingiustizia o ad un malaffare, senti dire: “bisogna chiamare Striscia la Notizia oppure Reporto oppure Le Iene”, non invece: “bisogna chiamare la Polizia, fare una denuncia alla Magistratura”.
Evidentemente, non so se a ragione o a torto, i cittadini identificano la Polizia e la Magistratura come organi corrotto e/o inefficenti, collusi magari con il malaffare. Forse anche per questo gli attacchi di Berlusconi alla Magistratura hanno trovato l’appoggio incondizionato di una buona parte della popolazione.
Tuttavia il problema alla base è proprio la mancanza di giustizia, l’incertezza della pena, le lunghezza dei processi. Io lo dico da tempo. Purtroppo nessuno interviene per risolvere seriamente questi problemi che di certo non possono essere imputabili soltanto ai giudici ed ai dipendenti dei palazzi.
Il motivo? Perché se il problema dipendesse esclusivamente dai dipendenti della giustizia allora di sicuro ci sarebbero procure velocissime ed efficenti, esattamente come esistono, nonostante la malasanità diffusa, cliniche all’avanguardia ed efficentissime.
Per quanto riguarda il nostro sistema giudiziario, possiamo solo pensare che in Italia serve proprio cosi come è. Sono convintissimo che la lentezza, inefficienza e inutilità è scientificamente ricercata dalla nostra legislatura. Questa idea mi è sorta quando (non ricordo la fonte) ho sentito di una statistica dove il numero degli avvocati in Italia rispetto ad esempio alla Francia è più che doppia, quindi non parliamo della percentuale rispetto la popolazione. Abbiamo molte bocche da sfamare che portano la toga quindi il sistema serve fatto esattamente cosi. Poi se pensiamo che negli ultimi anni le toghe hanno colonizzato il parlamento capiamo che non possono far altro che ottimizzare la spremitura.
i politici ci insegnano l’illegalità ogni giorno facendo leggi che non vengono rispettate e lasciando vuoti legislativi per comodità personali.
di certo se qualche volta invece di indignarsi si usasse il buon senso… faccio un esempio: lavoro in un centro sportivo e il parcheggio viene preso di mira da ladri che scassinano le auto. perchè con presunzione si lascia il portafoglio dentro all’auto parcheggiata perchè si crede che dentro al centro sportivo i furti siano maggiori. all’interno ci sono cassette di sicurezza ma il pregiudizio è tale che fai la cazzata di lasciare in macchina TUTTO (pur sapendo che l’auto è in un posto poco frequentato, buio ecc ecc). immancabilmente succede il furto. viene il cliente e si incazza con noi. ‘dovete mettere le guardie giurate’ che è una cazzata in termini come sono cazzate le ronde: se non puoi arrestare c’è ben poco da fare. io faccio una domanda: ‘sei andato in polizia a denunciare’ risposta: NO
che senso ha? vieni da me che non ho competenza sul parcheggio non ho competenza nell’arresto ecc ecc e non vai effettivamente da chi ha competenza? che ti indigni a fare? e si tratta di un furto non di un reato che prevede casi di persecuzione.
si può anche fare la denuncia online e andare n polizia a firmare riducendo notevolmente i tempi. e se la polizia ha denunce frequenti probabilmente si attiverà per controllare i luoghi dei furti. e invece no. non sapendo però che così si continua la catena di illegalità che ti ha prodotto un danno. è un circolo vizioso dovuto alla scarsissima informazione che circonda gli italiani. Magari imposta da eventuali regimi ma il più delle volte voluta dal cittadino che presume di sapere. una causa in tribunale che non produce una pena giusta non va valutata con le polemiche, va valutata nel processo che ha un’accusa e una difesa. vero che in italia funziona male ma è vero anche che non è il magistrato che si alza al mattino e decide un po’ di qua e un po’ di là. però è questa l’idea che passa ma è una idea con un vizio: la disinformazione.
Ho personalmente scritto al preside della scuola frequentata da io figlio, offrendomi di fargli un sito e un blog a disposizione loro, gratis, per l’utilità comune e per facilitare gli scambi e le informazioni.
Ad oggi non ho ricevuto risposta, nemmeno per rifiutare.
Non c’entra?
Forse sì.
è successo anche a me. ho chiesto al dirigente (non sono presidi, sono dirigenti) di una scuola elementare e materna se volevano un sito/blog gratis. Ci avrei fatto lavorare un team di web designer che avevano appena terminato un corso.
Risposta: sì vedremo, chissà, bho.
questo è il loro sito attuale, dimmi te….
a che serve?
http://www.ipsiapacinotti.pt.it/home.html
Spettacolare. Ci fosse un link che sia uno che funziona!
La “mia” scuola ha un sito di m***a, ma almeno le pagine ci sono…
bah
Mi hanno rubato il portafoglio e feci dnuncia on line, prendendo il codice e l’appuntamento.
Per dire la verità l’appuntamento c’era, aspettai solo 2 ore, salii su e l’ispettrice non riusci a aprire il portale (non per colpa sua) provo a scrverla allora a mano ma non il computer faceva le bizze (roba ante guerra, forse 386 con win 95) e la stampante sembrava non volesse saperne di fare il suo lavoro, forse scioperava.
Si cambiò ufficio riuscendo a far andar almeno quel pc (mi venne voglia di regalargli uno dei miei mac g3 che sicuramente vanno meglio, visto che ci va tiger alla grande) parlando della condizione misera nella quale sono lasciate le forze dell’ordine: no benzina, scarpe talmente scomode da non poter essere indossate (se le comprano di tasca loro)….
In questi giorni il parlamento ha negato l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni contro d’alema e la torre.
Berlusconi è sceso in politica per non andare in galera, vedi leggi ad personam.
Dell’utri è condannato in primo grado per mafia.
I cannoli di cuffaro.
Davvero ci meravigliamo che non ci sia fiducia nella giustizia?
Secondo me con questo commento dimostri una cosa diversa da quella che (forse) vorresti. I casi che hai citato non si riferiscono a negata giustizia, bensì a giustizia amministrata in modo difforme da quello che è il senso di giustizia percepito dai cittadini.
C’è un episodio recentissimo, la sentenza sui fatti di Bolzaneto, che è paradigmatico a questo riguardo: in questo caso non è che non ci sia stata una sentenza, la sentenza c’è stata, è arrivata sette anni dopo ma non è stata conforme a quello che una parte dei cittadini avrebbe auspicato.
Dire che la giustizia non funziona perché è tardiva (e spesso sfora il tempo massimo della prescrizione) è diverso dal sostenere che la giustizia non funziona perché non giudica come piacerebbe a noi: si suppone che le sentenze siano rese applicando la legge ai fatti che emergono nel corso del processo. Se non condividiamo almeno questo, allora sì che non possiamo proprio più sperare di vivere in uno stato di diritto.
In merito alla sentenza di Bolzaneto io credo che i giudici abbiano valutato il caso in base alle prove. Ovvio che gli agenti condannati abbiano colpito in base a precisi ordini ricevuti dall’alto, tuttavia i giudici non avevano prove sufficienti per stabilire CHI avesse dato quell’ordine. Siccome un imputato è innocente fino a prova contraria ed oltre ogni ragionevole dubbio allora non poteva che esserci l’assoluzione. Nello specifico ho letto che il lavoro dei giudici sarebbe stato facilitato moltissimo se il Parlamento avesse instaurato una commissione parlamentare d’inchiesta atta a ricostruire in modo preciso la catena di comando e di conseguenza i vari gradi di responsabilità dei vertici in merito agli eventi di quella notte. Purtroppo il Parlamento, luogo con una percentuale di galeotti rispetto al numero di abitanti pari a quello del quartiere Scampia (:mrgreen:), ha sempre fatto ostruzionismo impedendo di fatto che la verità venisse a galla.
Non è la prima volta, non sarà l’ultima. I potenti si parano le palle fra di loro e gli unici a pagare sono sempre le ultime ruote del carro. Chi ha detto Cusani? Ecco, appunto.
E’ fin troppo scontato, ma se un tribunale non giudicasse rispetto alle prove, bensì solo rispetto a sospetti, sensazioni ed inclinazioni dei giudici saremmo messi ancora peggio di quello che stiamo.
Certo che il tribunale deve giudicare in base alle prove. Ma la faccenda di Bolzaneto dimostra come alcuni personaggi lavorino per mettere i bastoni alle ruote al sistema giudiziario che, anche in questo caso, non ha potuto svolgere pienamente il suo lavoro.
La costituzione delle prove credo spetti all’accusa (sempre magistratura è), che ha i mezzi – anche detentivi – per evitare che esse vengano inquinate.
Scusa se non riesco ad andare oltre le banalità
1) In Italia, unico paese dei 15 fondatori in Europa, non esiste il reato di tortura. I giudici non possono inventarsi un reato che non esiste, è compito del Parlamento.
2) I giudici non possono sospendere gli imputati, questo spetta alle forze di polizia, allo stesso modo non possono impedire le promozioni di alcuni dei responsabili a cariche più alte, cosa che è di fatto avvenuta.
3) I giudizi non possono creare prove, che sono frutto di indagini svolte da Polizia e Carabinieri.
4) Più volte è stata chiesta una commissione d’inchiesta sul G8, cosa che il Parlmento si è sempre rifiutato di fare. Dalle dichiarazioni dei politici agli atti parlamentari, tutto è stato fatto per rendere poco chiare le responsabilità e la catena di comando in quei giorni di Genova.
Scusa se anch’io non riesco ad andare oltre la banalità.
E se tutto fosse cominciato dall’accettazione entusiasta di una serie di preconcetti indimostrati?
Per esempio, ma solo per esempio, dal permissivismo pedagogico predicato, con molta fortuna, da Benjiamin Spock, dove la repressione é considerata elemento in egual misura inutile e dannoso e dunque bandita in favore della libertà?
E questi non fossero che i risultati?
Magari é arrivata l’ora di rimettere le maniglie delle porte all’altezza giusta, con buona pace della Montessori.
Dice: ma perché soltanto qui da noi?
Potrebbe essere che da noi più che da altri un simile seme abbia trovato terreno fertile, vuoi nella presenza dell’humus cattolico, ma non butterei neppure la miscela cattocomunista, vuoi nell’assenza di anticorpi quali il senso di responsabilità presente nell’etica protestante.
Ve le ricordate le diatribe sui sindaci-sceriffi, Cofferati e Dominici, rei di nient’altro che di considerare la legalità presupposto irrinunciabile?
Come se l’uso della forza per far osservare la legge, ove a violarla siano dei poveracci, fosse di per sé solo la negazione dell’idea stessa di sinistra?
Forse bisognerà rivedere più di qualche rotella di quel progetto, a non volersi rassegnare a buttarlo insieme all’acqua sporca.
Ma lavare i vetri e chiedere la carità è illegale?
Chiedere i soldi ad un parcheggio è illegale perché si può profilare il reato di estorsione, ma lavare i vetri che reato è? Al massimo li si potrebbe denunciare per evasione fiscale mi pare. Inventarsi un’ordinanza con un reato ad hoc è un po’ da sceriffo.
Che poi sono davvero questi i problemi o in realtà facciamo propaganda e dietro a queste azioni non c’è davvero giustizia perché ad esempio il reato non esiste e quindi si intasano solo gli uffici giudiziari che perdono tempo in cose un po’ inutili a discapito di reati ben più gravi? Perché se poi il risultato è quello del pestaggio di Parma o il barbone che viene arso vivo mi sa che invece di diminuire i reati li facciamo aumentare….
Un altro preconcetto classico, a mio parere, è che il problema sia sempre un altro.
Con questo non nego che accada quello che tu dici, ma questo non esclude quello.
Non è questione di preconcetti, si tratta di stabilire cosa è illegale e cosa non lo è. L’accattonaggio è un reato o è soltanto un fastidio, una cosa che sta sulle palle a tutti?
Per come la vedo io, paradossalmente, su queste cose gli italiani vogliono la massima fermezza, in questi mesi hanno sostanzialmente invocato uno stato di polizia e lo hanno ottenuto, votano l’uomo forte che sa prendere le “decisioni” e plaudono ai militari nelle strade. Ma questo ha poco a che fare con la legalità ed il funzionamento della giustizia. Se il reato è più grave allora scattano il perdonismo ed il garantismo. Forti con i deboli, deboli con i forti.
Nello specifico, se anche stabilissimo che l’accattonaggio è un reato gravissimo che merita l’arresto e poi questi accattoni rimanessero liberi perché i tribunali sono intasati e le carceri pure allora di sicuro non avremmo risolto in alcun modo il problema ed avremmo semplicemente fatto un altro po’ di propaganda che tanto piace al popolo.
La marea di decreti fatti dai sindaci negli ultimi mesi stanno al problema del rispetto della legalità e della giustizia come i cavoli a merenda. Per come la vedo io è solo teatrino di bassa lega, poi ovviamente ognuno può pensarla come vuole.
Concordo.
Ho sempre pensato (e nel tuo commento trovo una conferma alle mie idee) che la pratica cattolica del perdono che si sostituisce alla giusta condanna sia quanto di più deleterio possa esistere per il radicamento del senso di responsabilità.
Anche il fenomeno dell’accattonaggio (qui inopinatamente tirato in ballo) rientra secondo me in uno schema di malintesa pietas: quello dei lavavetri è un fenomeno quasi sconosciuto nei paesi di matrice calvinista o luterana.
Nel post parlavo del mio viaggio in GB. In quel viaggio mi sono fermato cinque giorni a Londra.
Di Londra mi hanno colpito molte cose: una tra le tante è che in cinque giorni non ho incontrato un solo accattone. Eppure, è in assoluto la città più multi-etnica che abbia mai visto, tali e tante sono le razze, le tradizioni, le culture e le classi sociali presenti. Però a Londra hai l’impressione che ognuno abbia trovato il suo posto.
Non ho incontrato un solo accattone in 5 giorni, dicevo, a parte qualche predicatore agli angoli delle strade e nei parchi (ma quelli parlano più per predicare che per raccogliere soldi), e qualche artista di strada a Convent Garden, che è il posto loro dedicato.
Sulla metropolitana, nei corridoi di collegamento, ci sono spazi dedicati per i musicisti, delle specie di “palcoscenici” disegnati per terra. Mi hanno spiegato che bisogna prenotarsi il posto iscrivendosi in una certa lista, dimostrando di saper davvero suonare: tutto regolamentato e assolutamente legale. Fuori da quello spazio, nessuno può suonare o chiedere l’elemosina.
A Londra di morti di fame non ne ho visti. Ho visto gente povera e umile, certo (stavo a King’s Cross, non era un quartiere di lusso) e mi sono posto alcune domande:
- quali sono le leggi che regolano l’immigrazione in Inghilterra?
- come mai sono del tutto assenti rom e accattoni di ogni genere?
- com’è che la città più multietnica del mondo sembra gestita da “svizzeri”?: tutto funziona, non un solo pezzetto di carta in terra, nonostante dalle metropolitane abbiano fatto sparire tutti i cestini come misura precauzionale contro il terrorismo, non una scritta alle pareti, piastrelle bianche pulitissime. Eppure, non si ha affatto l’impressione di un clima “repressivo”, piuttosto di un elevato senso di coscienza civica.
Per gli ubriachi ci sono gabbiotti in vetro dove possono rifugiarsi la notte, al caldo e se premono un pulsante arriva un omino in bicicletta che li prende, li porta alla loro auto, piega la bici, la ficca nel bagagliaio e riporta l’ubriaco a casa. Si evita così che chi è ubriaco faccia casino in giro ma anche che vada ad ammazzarsi/ammazzare in auto.
Mi chiedo: perché da noi non è così?.
Ho in parte risposto a questo pensiero nel commento delle 22:00 e non penso che questa caratteristica sia prettamente cattolica (papa a parte); l’unica direttiva che ho riscontrato anche nell’antichità è l’invito al trattamento umano dei condannati.
Il perdono è qualcosa che si concede a livello personale, a livello istituzionale ci può essere comprensione o valutazione delle attenuanti ma non cancellazione della responsabilità e tanto meno diminuzione o cancellazione arbitraria della pena normalmente prevista.
Perchè la gli amministratori temono la regina ?
Perchè la il concetto di bene comune, il common wealth, è un po’ più allargato di quello cui pensiamo noi ?
Perchè da noi gli amministratori intermedi non pensano di dover rispondere direttamente a Dio delle loro azioni ?
Ma no, ci deve essere qualcosa di arcaico tramandato dalla notte dei tempi, qualcosa che genera soddisfazione nel vedere funzionare bene le cose, nel riuscire a trovare l’accordo comune su cose sensate che possono salvare la comunità dal grande gelo, dall’avversità comune.
Questo qualcosa, questa mania di generare consenso in maniera corretta è probabilmente superiore perfino alla tentazione di gestire i sudditi in maniera totalmente arbitraria.
Ops, cosa ho detto.
Parliamo dell’Inghilterra che si deprecava perchè nei collegi, fino quasi agli anni ’90 usavano prevalentemente acqua fredda per lavarsi ?
Parliamo del paese in cui non c’erano preclusioni mentali all’utilizzo di strumenti di comunicazione alternativi (alias correttivi) utili per i fini educativi di certi soggetti (cosa prima eliminata e poi recentemente, almeno formalmente, reintrodotta) ?
Parliamo di Londra, della capitale degli accoltellamenti, del regno delle bande minorili violente ?
Ah, questi sudditi, specie quelli acquistati da poco, quanta pazienza bisogna avere con loro.
E in Italia, di chi siamo sudditi ? Forse di nessuno.
C’é sicuramente del vero in quel che dici: c’é necessariamente dell’altro, oltre alla differente idea del rapporto col divino, a fare la differenza tra i paesi “latini” e i paesi “anglosassoni”.
Ma sicuramente una diversa idea del rapporto col divino c’é, e qualche ricaduta sicuramente ce l’ha.
Weber ci ha scritto su “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” ed é giunto alla conclusione che il rapporto personale con Dio introdotto dalla riforma conduca alla “beruf”, cioè alla vocazione per il proprio mestiere, vista come la cartina di tornasole circa lo stato del proprio rapporto con Dio.
Naturalmente é un’ipotesi discutibile, ma resta un’ipotesi interessante.
Mentre, per una questione di metodo, resto un po’ più perplesso quando affermi:
“Ma no, ci deve essere qualcosa di arcaico tramandato dalla notte dei tempi, qualcosa che genera soddisfazione nel vedere funzionare bene le cose, nel riuscire a trovare l’accordo comune su cose sensate che possono salvare la comunità dal grande gelo, dall’avversità comune.”
Credo che a non voler cercare in vicende culturali storicamente accertate le differenze tra le nazioni, preferendo ascriverle ad eventi ignoti perduti nella notte dei tempi, si corra il rischio con ciò solo di avvalorare il pre-concetto di razza.
Che può pure non essere sbagliato in assoluto, nel senso che l’evidenza dimostra che delle diversità nell’evoluzione della specie umana ci sono pur state, ma che resta assai pericoloso, dunque impraticabile politicamente, per le ricadute cui può dar luogo.
Anzi, cui ha già dato luogo.
Beh, credo che “il disagio dell’abbondanza” che lega calvinismo e capitalismo sia un fatto assodato in ambito accademico. Ammè me l’hanno fatto studiare anzichenò. E il calvinismo non è da leggersi strettamente nell’autenticità del rapporto con Dio (come in Italia, ossessionati dal vaticano facciamo) ma nell’approccio a questo. Il calvinismo va a creare delle comunità fortemente gerarchizzate, ridimensiona il ruolo della donna, impone un modo di vivere moderato e sobrio ma allo stesso tempo esalta il lavoro e soprattutto inquadra la comunità in un ottica individualistica. Qualcuno disse anche di aver sentito Calvino gridare “a noi!”. Il punto più importante è che la riforma diede di fatto l’indipendenza a molti paesi del nord Europa.
Quindi direi che si, la riforma ha fatto ad anche parecchio. Però credo che la chiave sia in quello che è poi il punto fondamentale di tutta la dottrina cioè la giustificazione per fede che svincola il calvinista da intermediatori di sorta e lo pone in un rapporto diretto con Dio. Quindi, ripeto: individualismo.
Al contrario il vaticano si è sempre mosso in una direzione opposta. Basti pensare all’organizzazione dei sacramenti:
-battesimo, padrini
-cresima, padrini
-matrimonio, testimoni
Ogni passo che si muove all’interno della chiesa è stato costruito in modo di legare il più possibile la comunità in modo che si aiuti vicendevolmente. Insomma, un modo per “imporre” la carità cristiana (forse imporre è esagerato, ma passatemelo). Questo ha fatto si che si creasse una mentalità nella quale ci si aiuta in “famiglia” anche oltre i limiti del lecito. Una visione molto diversa da quella protestante che vede la carità come un modo per sbarazzarsi del denaro “in eccesso” (e di contro il protestante era spinto a lavorare e a vivere sobriamente, mettendo in moto un loop).
‘Nzomma secondo me la religione ha fatto, e molto. Detto questo, io credo che le società anglosassoni si basino sul principio “io non disturbo te, tu non disturbi me” e non su un vero e proprio rispetto che io considero utopico. Da par mio penso che questo sia l’unico modo per far convivere persone in maniera decente, cioè pensare a se stessi. Paradossale.
Sarò io che sono misantropo, ma se quando si sta in gruppo ci si ubriaca, ci sarà un motivo dico io.
Ottime osservazioni.
Forse c’entra anche la teoria della predestinazione, per cui chi ci crede è consapevole di “dover dimostrare” di non essere fra i dannati; questo genera una forte tensione verso il miglioramento e mantiene un forte senso di riprovazione sociale verso chi opera senza vergogna in netto contrasto con il bene comune.
Sarà perché sono misantropo anch’io, ma mi sembrano osservazione assolutamente condivisibili.
La frase è un po’ ironica ma vorrebbe far riflettere, perchè pare che troppo spesso la soddisfazione provenga dalla distruzione, dal peggioramento piuttosto che dal miglioramento.
Sei stato fortunato, ce ne sono di accattoni e pure tanti, sicuramente molti più di quelli che si vedono nelle città di provincia italiane. In altre nazioni calviniste e protestanti come gli Stati Uniti ce ne sono ancora di più, non credo quindi che il cattolicesimo c’entri un fico secco. Nell’ultima campagna elettorale che vide vincente Blair si discusse molto degli accattoni e degli homeless.
Cercando poi a caso qualche informazione in più, perché magari da quando ci sono stato io è passato un po’ di tempo, sono incappato qui ed ho scoperto che (posto che le informazioni date dal corriere siano corrette):
L’articolo è datato 2001, avranno risolto nel frattempo. Bisognerebbe capire come.
nonostante fosse un reato il problema ce l’avevano lo stesso.
cioè, in Inghilterra è entrato grazie ad un asilo politico riceve un generoso sussidio da parte del governo e pure l’alloggio. Succedesse una cosa del genere in Italia come minimo la Lega insorgerebbe. Certo in Italia la situazione alloggi è più drammatica (ed allora vedi che tutto in fondo è collegato?).
Sono certo che il problema degli accattoni sia questione discussa anche negli altri paesi Europei, che a differenza nostra tra l’altro non sono al centro del mediterraneo ma in posizioni ben più isolate, tuttavia negli altri paesi:
- non hanno intere zone del territorio controllate dalla mafia in cui con frequenza altissima avvengono omicidi, spesso di innocenti;
- non hanno decine di parlamentari condannati per reati che vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa, alla corruzione, alla concussione;
- non hanno un parlamentare che si è fatto eleggere all’estero falsificando carte e documenti ma che è ancora regolarmente seduto in parlamento;
- non hanno interi consigli comunali di alcuni comuni che vengono commissariati per mafia;
- non hanno mai messo quintali di tritolo per far esplodere un intero pezzo d’autostrada o mezzo quartiere pur di uccidere magistrati che indagavano contro la mafia;
- non hanno un Presidente del Consiglio con un trascorso giudiziario come il nostro, che tra l’altro controlla la maggior parte dei media ed è anche l’uomo più ricco del paese;
- non hanno livelli di corruzione stimati che ci pongono agli stessi livelli dei peggiori paesi sudamericani;
- non hanno poveri cristi che non riescono ad avere giustizia (le vittime di Poggiolino/De Lorenzo, le vittime di Marghera, le vittime dell’Amianto) perché qualcuno ha fatto leggi per far cadere in prescrizione i reati e perché la giustizia impiega secoli;
- non hanno subito crack finanziari come quelli di Parmalat e Cirio e quando li hanno subiti i responsabili sono stati puniti con pene severissime ed il reato di falso in bilancio è stato ulteriormente penalizzato;
- non hanno Ministri colpiti da scandali e mandati d’arresto che rimangono fermamente al loro posto;
- non hanno persone che rimangono senza casa perché nottetempo qualcuno gliel’ha occupata abusivamente e la polizia non fa niente per rimettere a posto la situazione;
Trovo curioso vedere che nonostante tutti questi fenomeni e tutta questa delinquenza il problema primario degli italiani siano i lavavetri e gli accattoni vicino alle Chiese, contro i quali, per garantirsi, chiedono pure i militari in mezzo alle strade, con giornali e telegiornali che non parlano altro che di questo fastidioso problema.
Siamo davvero un circo equestre, c’è poco da fare. In ogni caso nei paesi anglosassoni vale il principio del buon esempio: la giustizia si applica prima contro chi sta in alto, di conseguenza anche alle sfere più basse e povere della società, alle quali tra l’altro si offrono anche garanzie e tutele assolutamente inesistenti nel nostro paese.
a londra in particolare (ma credo in tutta l’inghilterra) l’accattonaggio è un reato punito credo anche con l’arresto
da noi c’è stata una sollevazione popolare quando si è proposto una norma severa contro l’accatonaggio (che nasconde spesso pratiche schifose e sfruttamenti) e si urlava che nel resto dell’europa certe cose non accadevano: propaganda. nel resto dell’europa le norma ci sono e sono severe. in francia e germania i rom vengono invitati ad avere una casa non viene difeso il campo nomadi fatto di baracche e schifezze solo perchè è loro cultura. sono punti di vista diversi sull’ordine pubblico. dai noi l’ordine pubblico è una favola da raccntare in campagna elettorale. basta vedere cosa succede la domenica negli stadi per una partita di pallone. i danni non li paga nessuno se non il contribuente (che non si sa se veda la partita). vige un principio: tutti i cittadini sono uguali di fronte alle tasse, diversi sui diritti
infatti possono avere diritti diversi: rubare, evadere, uccidere, demolire, sposarsi, avere figli ecc ecc
e non è l’ambiente ideale per far crescere la legalità
Lo sai, F. Maria Arouet, che Benjiamin Spok, dopo la sua teoria pedagogica in un certo senso anche condivisibile quando la violenza è insopportabile, che però ha trovato molto più credito in Italia che in altri paesi forse proprio per le ragioni addotte proprio da te, si pentì di quello che aveva sostenuto per una vita e disse grosso modo: “Mazzate e panelle fanno i figli belli?” Ma ormai era ed è troppo tardi: i genitori fanno i sindacalisti dei figli e continuerà così nonostante il cinque in condotta della Gelmini.
quanto c’hai ragione u questo, lupo:
http://www.scuolaviolenta.blogspot.com/
Accipicchia, Oris
credevo che piovesse, non che grandinasse
prezioso il tuo link. Grazie
Mi documento sempre sulla scuola, visto che la devo frequentare e visto che non ne sono contento.
Conosco il problema della disciplina e dei genitori “idioti”.
Ciò non toglie che a parere mi gli insegnanti sarebbero dovuti scender in piazza non contro la gelmini ma contro il 6 politico, la mancanza di bocciature, magari per l’introduzione i istituti correttivi particolari, nei quali mandare i recidivi, al rilevamento di comportamenti ben precisi, in modo automatico.
Per la paura di ghettizzare si rovina anche il buono.
Sarebbero dovuti scendere in piazza contro le sentenze del tar, contro i dirigenti che non fanno il loro lavoro (e questo anche nel resto della pa) e sopratutto CONTRO i loro colleghi eventualmente non adatti all’insegnamento.
Sarebbero dovuti scendere in piazza contro un sistema di graduatorie che premia i km e non le capacità, sarebbero dovuti scendere in piazza contro le baronie.
Oggi invece gli tocca giocare in difesa, da soli.
Si chiama responsabilità.
Oris, come al solito estremizzi le situazioni. I bambini non vanno “picchiati” e su questo non ci piove. Che i genitori debbano assumersi le loro reposnsabilità nell’educazione dei figli non ci piove. Che i docenti siano scesi in piazza contro la Gelmini sono molto d’accordo. Che i docenti debbano protestare contro i colleghi incapaci non è compito loro, ma di chi controlla. Poi bisogna vedere che significa incompetenza. Che molti nella scuola non fanno il proprio dovere non ci piove, ma non sempre è colpa degli insegnanti: dipende anche dall’organizzazione. Che i docenti sarebbero dovuti scendere contro il 6 politico non condivido, perchè il sei politico fu richiesto dagli studenti, ma non l’ottennero. E qui la Gelmini dimostra tutta la sua ignoranza. Queste richieste sono avvenute circa 40 anni fa. Del 6 e del 18 politici non se ne parla più da lunghissimo tempo. Ricordarlo oggi significa due cose: ignoranza e demagogia.
Mi dispiace solo che nè i giornali, nè i politici non abbiano ancora detto alla Gelmini quanto è ignorante e quanto è ipocrita. Chi vuole impressionare con queste solenni promesse che non hanno alcuna sostanza? Solo gli ignoranti come lei. E purtroppo in Italia ce ne sono tantissimi che applaudono pure ad una cazzata così grossa.
Se leggi il link vedrai che ste cose succedono pure oggi, ma d’altrond come al solito tu declini le responsabilità ai dirigenti, nonostante gli insegnanti vedano quindi sono liberati dal compito e la loro coscenza diventa linda: so, ma non sono cazzi mia, ci pensi il dirigente.
E oggi siamo a sti punti.
Il sei politico io lo intendo anche passare chi NON deve passare.
A volte si dovrebbe andare oltre le parole e avere elasticità di capire i concetti: se qualcosa non va e il mio lavoro ne perde credibilità, è giusto che io me ne freghi e faccia il mio, che basta?
Oris, non do la responsabilità solo ai dirigenti. Solo che, poichè le loro belle chiappe sono sedute su di una poltrona comoda che più comoda non si può, tra l’altro con uno stipendio che supera di molto molto, e sottolineo molto, quello di un docente, non vedo perchè non si debbano assumere le responsabilità che sono proprie. I docenti hanno il compito di insegnare, non di fare anche i controllori.
Andare oltre le parole e avere elasticità di capire i concetti. Oris, qui non c’è nulla da capire. Il 6 politico e il 18 politico non ci sono mai stati effettivamente anche se la battaglia del sessantotto fu molto aspra in proposito ed io me la ricordo bene. Che poi oggi ci sia qualcuno, come ieri, che dia la promozione facile può darsi, però devi sapere che il giudizio non viene dato da un solo docente, ma dal consiglio di interclasse o di classe. Se ciò avviene sono in tanti ad essere coinvolti e non uno solo. Ti dico di più: nella scuola elementare è difficilissimo bocciare per una serie di motivi che sarebbe molto lungo elencare. Se vuoi lo faremo in altra occasione.
Io mi attengo ai fatti e i fatti sono questi. Come è un fatto che la Gelmini è un’ignorante, almeno in questo.
Non dovrei dirtelo, Oris, ma per una sorta di onestà intellettuale voglio assumermi anche questa responsabilità.
In una scuola c’è un insegnante che sta quasi sempre con le mani in mano. Mi è stato detto che il dirigente lo sa: quell’insegnante continua a stare con le mani in mano.
Secondo te come l’ha saputo il dirigente? Evidentemente qualche docente glielo ha detto. A chi avrebbe dovuto denunciare il “fatto” il docente? Al dirigente, mi dirai. E’ stato fatto, Oris. Perchè dovrebbe asssumersi altre responsabilità, mentre il dirigente fa la sua bella figura con il fannullone?
Non chiedi troppo?
Non ono io che chiedo, è il tempo a farlo.
La degenerazione della scuola, anzi della società italiana adesso è insostenibile, quindi ecco gli eccessi.
Tirarsene fuori non salverà nessuno dalle conseguenze, agire invece forse sì.
Non è ame che si deve rendere conto è la realtà delle cose che se ne frega di cosa pensiamo sia giusto e fa accadere quello che vuole
Dovevano scendere in piazza a dire: NOI CON QUELLI LI NON CI LAVORIAMO!
Altro che aspettar la gellmini per svegliarsi.
Oris, a volte non riesco proprio a capirti. Ti ho portato un esempio soltanto. Ce ne sarebbero tanti altri anche più gravi in altre amministrazioni e nel settore cosiddetto privato. Tu pensi davvero che nella scuola siano tutti fannulloni? Tu sei come Brunetta il quale ha detto che i fannulloni sono tutti di sinistra, poi, correggendosi come il suo capo, ha detto che è la sinistra a proteggerli. Epifani gli ha risposto di portare dei fatti: le parole non valgono in questo ed in altri casi. Tu di fatti non me ne porti.
Per quanto riguarda lo sciopero e le manifestazioni sulla scuola, ti rispondo solo che non sono stati fatti per snidare i fannulloni (questo compito spetta essenzialmente a chi ne è preposto), ma di tutelare e difendere il posto di lavoro e un’organizzazione educativa e didattica che funziona.
Cosa avrebbero dovuto gridare i docenti in sciopero: “Ministro Gelmini, brava, ridacci il maestro unico, ma toglici dai coglioni i fannulloni”?
Oris, Oris, Oris…
No, i docenti ecc avrebbero dovuto PRIMA dell’incanrimento delle cose prendere una posizione.
Non l’hanno fatto, in italia TUTTI ci facciamo i fatti nostri (anche noi agenti immobiliari stanno passano problemi per il nostro lassismo verso le storture della nostra professione e i clienti ci rimproverano proprio questo), quindi oggi, che non c’è più trippa per gatti, sono soli contro le generalizzazioni del popolo: fannulloni, incapaci, nullafacenti ecc.
Se avessero impostato una battaglia per migliorare la scuola o la p.a. o la professione in tempi non sospetti, oggi non avrebbero una parte dell’opinione pubblica contro.
Ma tanto è sempre dovere di qualcun altro, che ne è preposto ma che non lo fa.
Solo che questo a chi è scontento della scuola della p.a. o delle professioni non interessa.
Cosa conta secondo te, in realtà, chi era preposto a fare e non ha fatto secondo la p.a. i docenti o gli agenti immobiliari, o chi doveva fare e non ha fatto secondo il sentire comune?
@Lupo
o mi arrabbio come ho fatto con lei.
INoltre, ti prego di non fare lo sbaglio della toscano di mettermi in bocca cose che non ho detto, ne di mettermi dalla parte del “nemico politico” per dare alle mie parole un colore che non hanno
Bisogna rendersi conto che c’è tutta una serie di gradazioni in questa percezione, in effetti non ritengo che tutti gli italiani si siano arresi all’illegalità o al malcostume, è solo che certi valori non sono più molto diffusi.
A dire il vero, usare il termine “italiani” per riferirsi a una popolazione che ha almeno 50 varianti culturali principali (più o meno diffuse) e centinaia di secondarie, come se fosse un insieme quasi omogeneo, dal punto di vista sociale o civile, mi pare un’azzardo, però non poniamoci limiti.
In ogni caso, cosa dovrebbe condividere questa popolazione se ogni giorno l’aspetto educativo è buttato nel cesso e c’è sempre quello che si premura di azionare anche lo sciacquone ?
E’ inutile girare e rigirare la frittata, ci sono dei metodi che funzionano e altri no; ci sono degli atteggiamenti corretti che alla lunga danno i loro frutti e altri no; quelli “facili” all’inizio paiono non gravi, perchè possono essere talmente diffusi che quasi non si notano, ma nel lungo periodo sono a dir poco devastanti.
Alla fine c’è l’intelligenza di chi capisce e guarda un po’ più lontano e chi preferisce fare l’esatto contrario; quando la percentuale dei secondi supera la soglia critica, il sistema degrada, prima lentamente, poi sempre più rapidamente fino a collassare.
Detto questo il problema diventa veramente serio quando certe persone coniugano il potere con le loro consuetudini personali o familiari e riescono ad avallare come normali situazioni che non lo sono affatto.
I problemi ambientali sono quindi strettamente legati al tipo di persone che esplicano le loro azioni quotidiane, che possono essere giudicate utili o nefaste per il bene comune.
Se i problemi e le soluzioni sociali non sono legate al paesaggio, alle cose inanimate, ecc., bensi alle persone, la cosa migliore che si può fare è gestire l’educazione delle persone stesse come se fosse un tesoro inestimabile, il miglior investimento che si possa fare.
Ritengo poi che non si debba confondere il concetto di perdono personale con la responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti della collettività; quando una decisione coinvolge, anche in senso lato, la società non si tratta più di perdono, di riconciliazione personale o altro, bensì di qualcosa che ha a che vedere con la giustizia e la giustizia non si dovrebbe mai comprare o vendere, pur ricordando che la vera giustizia è sempre giusta e non spietata.
Cosa si può fare ?
Oltre all’educazione ci sono le piccole cose pratiche quotidiane che possono essere fatte da tutti e che moltiplicate per milioni di volte possono essere parte della soluzione o parte del problema.
Ecco qualche banale esempio, giusto per capire:
- non attraversare mai con il semaforo rosso anche se si è a piedi o l’attesa è lunga e sembra che non passi nessuno in strada (lo so, è un atteggiamento estremista ma essere classificati fessi o ritardati dai presunti furbi, è una gioia immensa);
- non sporcare i luoghi privati o pubblici gettando in terra carta, plastica, ecc., bensì tenerli in mano o in tasca fino a quando non si possono depositare negli appositi contenitori differenziati (e se non ci sono si richiedono con apposite petizioni);
- chiedere gli scontrini quando l’esercente pare dimenticarsene guardando per aria; parimenti non cedere sempre alla tentazione di evitare le fatture come se fossero la peste;
- ecc.
Si tratta in breve di ristabilire in tutta umiltà un clima di rapporti corretti fra il privato e il pubblico, cosa apparentemente facile per certe cose, molto più difficile per altre.
Pensate che tutto questo non c’entri con la criminalità, con la corruzione e con 100 altre cose spiacevoli ? Forse più si che no, per me ha a che fare con l’esempio, qualcosa che troppo spesso è stato dimenticato e che anche la persona peggiore di questo mondo (incluso me stesso) ha diritto di vedere e valutare in prima persona.
E’ arrivato il tempo in cui sono i cittadini che devono dare il buon esempio alla classe dirigente, prima o poi anche lassù le cose cominceranno a cambiare o per ricambio generazionale o come ritorno di certe consapevolezze sociali (che c’erano in misura maggiore fino a non molti lustri fa); è un mondo difficile.
“Se vuoi che il mondo cambi, comincia a cambiare te stesso”. Questo è quello che mi ripeto ogni giorno. Altrimenti vado ad alimentare la parte di persone (penso la maggiorparte) che si lamenta e aspetta sempre che le cose cadano dall’alto. Le persone concepiscono la politica come qualcosa che parte dall’alto, ma per me la politica deve partire dai cittadini, e il volontariato è una forma di politica attiva tanto utile a questo nostro Paese. Quindi ringrazio chi fa volontariato.
Oris, non ti ho messo nulla sulle labbra che non abbia detto. Del dl Gelmini, come tu ben sai, non si sapeva nulla prima che lo presentasse: è stato una “gradita sorpresa” estiva.
Come puoi pensare che i docenti prima avrebbero dovuto cambiare organizzazione o, quanto meno, preparare una nuova organuzzazione e poi scioperare? E poi, Oris, perchè cambiare una scuola, quella elementare, che tutti dicono funzioni bene, tranne la Gelmini e qualche altro?
Non ti sembra illogico? Piuttosto la Gelmini ha sbagliato di grosso con il suo dl: ha dimostrato incompetenza e arroganza dall’alto della sua maggioranza cosiddetta schiacciante.
Proprio sul funzionamento della scuola dissentiamo, a te piace così come è, a me no.
E parlo proprio di rendimento, cioè cosa imparano i ragazzi dalla scuola.
Ma ora mi dirai che non è colpa dei docenti
il dl gelmini non è una sorpresa estiva
deriva direttamente dal dl tremonti che non parla solo di università ma è lo scheletro del dl gelmini tanto è vero che le prime dichiarazioni della gelmini sul dl sono targate 25 giugno 2008
quindi a ben vedere la gelmini si è comportata da brava dipendente del min tremonti
ha semplicemente eseguito
il 6 agosto il dl tremonti è diventato legge. il silenzio era di tutti (a sinistra si sapeva era l’autunno che sarebbe dovuto diventare caldo). le conseguenze si son viste.
la gelmini ha sbagliato? non è che avesse tante alternative, come non le ha brunetta e come non ne hanno negli altri ministeri. si taglia. mi stupisco infatti di come si possa chiedere un referendum su una legge che se anche venisse abrogata avrebbe cmq dietro la sorella a tagliare.
quindi non è sbagliato dire che la protesta è stata tardiva, mal gestita, confusionaria (soprattutto da quando si è messa in mezzo con torti terribili l’università) e disinformata. ma noi italiani andiamo in ferie dalla protesta e ce lo ha insegnato proprio il sor veltroni che ha dato appuntamento alla protesta in autunno. peccato che il governo il 6 agosto lavorasse. questa estate tra colleghi se ne parlava sotto l’ombrellone. ecco… sotto l’ombrellone semplicemente resta una chiacchiera estiva. servirebbe un interesse in più. ecco forse quello ci manca. un interesse che vada oltre la chiacchiera. e posso giurare che quando si parlava del ritorno al m unico il coro di mamme, prof di medie e superiori era abb unanime. era favorevole. il coro però non aveva idea di cosa facessero tre maestre insieme. non mi stupiscono oggi certi giudizi sentiti anche in tv sulle tre maestre a spasso per i corridoi con le ferie estive garantite. la protesta non è riuscita a spiegare cosa fosse il modulo (ed è ventanni che il modulo c’è). ecco dove si sbaglia. quando si trova il bersaglio (la gelmini in questo caso) si catalizza l’attenzione in una sorta di anti- che però non ha nè proposte nè analisi nè critiche. la protesta evapora. il governo va avanti.
C’è ancora speranza… (cit. da il signore degli anelli)
Cari la strega e Oris, la legge finanziaria è stata approvata in nove minuti, ma parlava di tagli e non di scuola. Nessuno immaginava che la scure si sarebbe abbatuta solo sulla scuola e nella misura che tutti conosciamo. Che la Gelmini abbia solo eseguito non giustifica il suo comportamento da serva sciocca senza neppure conoscere le conseguenze che avrebbe portato il suo dl.
La distrazione è stata di tutti gli italiani, devi convenire. Non solo di Veltroni, ma anche di Di Pietro, dell’UDC e della sinistra cosiddetta radicale, sebbene sia fuori dal Parlamento. Ma anche della scuola.
Oris, io conosco meglio di te la scuola e ti posso assicurare che almeno il segmento di cui parliamo funziona bene. Se a te è andata male…Ed io non mi permetto di dire che il tuo settore non funziona: io non lo conosco.
Per quanto riguarda il fatto che nessuno abbia capito che ci facciano tre maestre insieme nel corridoio non l’ho capito nemmeno io. Io so solo che le tre maestre non stavano e non stanno nel corridoio. Se le mamme e le prof. di scuola media non lo sanno è colpa loro che non hanno mai gradito che la scuola elementare abbia funzionato e funzioni meglio degli altri ordini di scuola. Se poi le maestre non sono riuscite a farlo capire alle mamme degli alunni potrebbe essere una grave mancanza, ma sono meravigliato che dopo ventanni ci sia ancora bisogno di spiegare: le mamme, comprese le professoresse, vanno quasi ogni giorno nelle classi dei loro figli. Caso strano, si congratulano per i risultati ottenuti dai loro rampolli. E’ ipocrisia, se poi sulla spiaggia criticano?
Proprio ieri sono andato a prendere mio nipote alla scuola per l’infanzia. Una mamma che aspettava insieme con me mi ha detto che la prima figlia ha frequentato la scuola del modulo e si è trovata molto bene. Però, mi ha detto, lei è stata con la maestra unica e ne prova nostalgia, E poi, il punto di riferimento ci deve essere nella scuola elementare.
Le ho risposto: “Sua figlia, quella che sta aspettando, quante maestre ha?”. “Una”. “Davvero? L’altra che si alterna alla prima non l’ha mai vista? E l’insegnante di religione neppure? E quella di muisca? E quella di sostegno?”. “Sa che non ci avevo fatto caso. E’ vero!”, mi ha risposto.
“Signora, se sua figlia di cinque anni si trova bene con tante insegnanti oggi, perchè domani dovrebbe ritornare all’insegnante unico? Regredisce?”. Non mi ha più risposto. La sua nostalgia non ha nulla a che vedere con il maestro unico, ma solo con la sua “simpatia” con Berlusconi.
E poi non mi sembra che la maggioranza degli italiani sia favorevole alla reintroduzione del maestro unico. Questa è la mia esperienza.
A proposito, quando incontro i genitori dei miei ex alunni, mi chiedono come mai questa storia del maestro unico.
non voglio far polemica
ma intorno al 24-25 giugno la gelmini già parlava di maestro unico. il decreto tremonti vincolava la gelmini a tagli precisi
quote: Giulio Tremonti, mette sotto chiave il piano di tagli alla spesa deciso per l’Istruzione nell’ambito dello stesso dl: 70 mila cattedre e 40 mila posti Ata in meno in tre anni per un risparmio di 7,8 miliardi di euro (si veda IO di sabato). Il 30% dei risparmi dal 2010 sarà reinvestito nella scuola per pagare di più i docenti meritevoli. Un piano più dettagliato sarà predisposto entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge.
La stangata sulla scuola passa attraverso due misure: l’innalzamento di un punto percentuale del rapporto alunni-docente e il taglio netto del 17% sugli organici dei bidelli, degli amministrativi e dei tecnici. Le due misure dovranno essere realizzate entro tre anni, a decorrere dal 2009-2010. Operazioni possibili attraverso una revisione dell’intero assetto scolastico. Una vera riforma della scuola, insomma, che passa per la riduzione delle ore di lezione alle superiori, la revisione dei programmi, l’accorpamento delle classi di concorso. Molto probabilmente, per esempio, alle elementari si tornerà al maestro unico, sarà abolito il tempo pieno, ridimensionati il sostegno all’handicap e l’educazione per gli adulti.
http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/giugno/italiaoggi_la_gelmini_sotto_tutela_tremonti_commissaria_il_ministero_dell_istruzione
il decreto tremonti è più dettagliato del decreto gelmini sui tagli
Una cosa è parlarne, un’altra è preparare nel chiuso del ministero un dl all’insaputa di tutti. Tu pensavi davvero che una riforma così importante fosse predisposta attraverso un dl. Quantomeno un pò di discussioncella ci sarebbe dovuta essere. Nulla! Addirittura il voto di fiducia.
Questi sono i comportamenti di un regime.
Il resto che hai elencato avverrà adesso: il dl è legge.
Però ci sono ancora da stabilire gli ordinamenti e non sarà cosa facile con le regioni e i sindacati contro.
Vedremo!
Cara la strega, la mia non è polemica: è solo franca discussione!
Non voglio avere ragione per forza. Espongo le mie idee. Sono sbagliate?
Mah!
nemmeno io voglio far polemica ma non mi sembra sia tutta opera della gelmini
tanto è vero che per dire le università avevano espresso preoccupazione già da luglio a riguardo
e se ci rifacciamo a questo post effettivamente si nota da parte degli italiani una certa lentezza nell’informarsi, nel partecipare alla vita politica
tanto è che si delegano i politici per poi indignarsi di conseguenza
la sinistra lo ha capito e ha cavalcato molto l’indignazione sul decreto gelmini
ma ad esempio si notavano universitari che combattevano la gelmini quando il dl gelmini non affrontava l’università
e questa confusione mista a indignazione fa il gioco di chi governa
quello che tu auspichi ovvero una comunicazione tra le parti di fatto non c’è perchè le parti sono stereotipate: da una parte la maggioranza dall’altra l’opposizione dall’altra i manifestanti. sono parti di un palcoscenico che non vengono a contatto mai. e alla fine effettivamente il più grosso la fa da padrone. però se il 6 di agosto diventava legge un piano economico di tre anni che vincola i ministeri (attenzione non è passata la finanziaria ma la legge del 6 agosto è l’ossatura della finanziaria) le leggi che ne derivano dai ministeri stessi tengono conto in particolare della manovra economica. e già dal decreto tremonti erano lampanti i tagli al comparto scuola tanto è vero che sono pubblicate numerose tabelle a riguardo e spesso si trovano sui siti dei sindacati. a settembre si arriva al dl gelmini e poi alla legge ma… nella protesta che c’è stata ci sono delle lacune di contenuti, delle prese di posizione confusionarie che il dl gelmini è andato tranquillo in senato e tranquillamente è diventato legge. cacciari ha detto che il governo ombra non ha tirato fuori effettivamente nulla a riguardo. ha torto? non proprio. forse ha pensato che la manovra spalmata su tre anni non fosse così dura. perchè effettivamente il giorno dopo il decreto tremonti qualcuno doveva dire qualcosa ma non l’ha detto. e se qualcuno non dice il regime va avanti.
noi deleghiamo ma non ci rendiamo conto che non siamo nè il governo nè l’ombra. ci dobbiamo però rendere conto che nè il governo nè l’ombra ci fila.
ora si dovrebbe scardinare quel meccanismo di incomunicabilità tra le parti. incomunicabilità che porta un 40% di italiani a non sentirsi rappresentato nè da destra nè da sinistra. non sono pochi. è un fallimento. soprattutto dei partiti che si chiudono a palazzo e non gliene frega più niente. quindi diciamola tutta il regime è fatto di delegazione, indolenza, scarsa partecipazione. però è vero che mancano i canali per la partecipazione che dovrebbero essere i partiti.
Cara la strega (perchè strega?), tu hai perfettamente ragione. Questo nostro paese è davvero strano: delega e non si rende conto che i delegati fanno solo il loro interesse. Il piano economico del 6 agosto, che in sostanza è la finanziaria del 2009, è passato in nove minuti di discussione (!?), ha dato l’opportunità ai ministeri di adattare la loro azione ai tagli indiscriminati senza tenere conto delle conseguenze che ci sarebbero state. Io alla Gelmini do un giudizio completamente negativo perchè si è prestata a sottostare a tutte le imposizioni di Tremonti o di Berlusconi solo per fare il ministro. Non tutti gli altri ministri hanno apportato tagli nella stessa misura. Quindi, è un ministro di paglia.
Però, devi riconoscere che certe operazioni, e non è la prima volta, vengono fatte quando l’attenzione è meno vigile, d’estate. Non voglio giustificare nessuno, ma è uno strateggemma collaudato che solo in Italia viene così spregiudicatamente applicato.
Noi italiani, poi, abbiamo il cattivo difetto di non mantenerci aggiornati, e non è solo il 40%, è molto di più. E come se, passato il momento della protesta, fosse passata anche la tempesta. Non è vero, la tempesta non è ancora arrivata, c’è stato solo l’annuncio.
Mi auguro solo che la tempesta sia meno tragica del previsto. Forse già sai che il CNPI, il famoso parlamentino del ministero dell’istruzione, presieduto dal ministro, ha dato parere negativo alla legge Gelmini. Non so se la Gelmini vi abbia partecipato o no, ma è un altro tassello tra i tanti che non trova una sua sistemazione. La Gelmini può non tenerne conto, va avanti lo stesso come dice e fa, ma che ministro è se pure gli organismi che supportano la sua azione le sono contro?
Qui non è solo informazione o partecipazione, è arroganza!
Che poi ci sia stata una sorta di insipienza generale è una colpa grave, di cui sono responsabili un pò tutti, politici e sindacati in primis.
In ogni caso credo che con questo governo qualsiasi opposizione non conti un cavolo. E’ la gente che deve muoversi. Se per l’università non si fossero mossi gli studenti la legge sarebbe già in vigore.
Un esempio. Alla commissione di vigilanza Rai è stato eletto Villari con i voti della sola maggioranza e due della minoranza, ma non si sa di chi. Adesso dicono, quelli della maggioranza, che il PD viola la Costituzione se dovesse chiedere le dimissioni di Villari. Non si rendono conto che loro l’hanno già violata sostituendosi ai diritti della minoranza di scegliersi il proprio candidato.
Così va l’Italia e vai a convincere gli italiani che la maggioranza ha torto per la sua arroganza?
Appri un argomento importantissimo e lo liquidi in due righe.
Poi torni su berlusca.
Il berlusca è il prodotto di quella insipienza e della esasperazione della gente nel veder l’arroganza di certe occupazioni, garantite anche per i nulla facenti, non solo per fannullonismo caro a brunetta ma anche perchè NON HANNO nulla da fare, assieme a altre parti della struttura statale invece sottosviluppate e sotto personale che arrancano per dare i servizi.
Quello è stato il problema non berlusca.
oggi abbiamo il berlusca ma se gli italiani vorranno, tra pochi anni, se ne andrà.
Temi che invece lo rimettano al governo?
Se così il popolo vorrà sarà lecito.
Democrazia, non regime.
Se non ti piace e non ti fidi del sistema, diserta le urne, perchè se quello che tu dici è vero il non voto è ‘unico voto di protesta vero.
Perchè tu ti fidi del sistema instaurato da Berlusconi? Io no, soprattutto dopo la “porcata”, perchè senza porcata era stato battuto. Però, i costi della democrazia sono questi e bisogna accettarli. Ma questa per te è democrazia?
Oris, io non affronto un argomento e non lo esaurisco. Al contrario di te sono più sintetico. E’ tutto qui. Le urne non le diserterò mai. A me sembrerebbe di tradire veramente la democrazia, non dandole le chances dovute: marcerei contro ciò in cui credo!
Certo, ma io non mi attacco ai principii, cerco di essere concreto e pratico.
I sogni non ce li possiamo permettere noi, ci sono stati ipotecati prima da altri.
Oris, mi permetti almeno qualche illusione o vuoi prendere tutto tu?
Con simpatia!
Certo! Non potrei togliertele nemmeno se volessi (quindi fai dietrologia)!
Poi voi siete una generazione che si può illudere, siamo noi ( e inostri figli e i nostri nipoti) a dover pagare il conto di quelle illusioni
Io sono figlio del dopoguerra. Dopo una catastrofe così grande se non ci fossero stati i sogni, saremmo caduti nella disperazione, ossia in una sconfitta ancora più profonda.
Non siamo stati noi a creare i presupposti di questa generazione: noi abbiamo creato!
Sono stati e sono i nuovi politici, quelli che hanno preso tutto a piene mani a sovvertire la società, a soffocare i sogni e liquidare le certezze. E’ stata la grande imprenditoria, che dal nome stesso, ha preso tutto senza dare nulla, ha inaridito anche le speranze ed ora ne paghiamo lo scotto tutti, non solo i nostri figli e i nostri nipolti, ma anche noi. Non credere che noi di una certa età siamo felici e contenti.
E tu i politici e gli imprenditori di cui ho parlato li conosci molto bene: ci sono ancora e imperversano nel governo e fuori!
Di che generazione sono i politici e gli oligarchi di oggi?
Chi ha creato un sistema sociale e pensionistico con baby pensioni che oggi pesa sulle spalle di chi la pensione probabilmente non vedrà mai?
Oris, quello delle baby pensioni è un brutto capitolo. Sono d’accordo con te, ma forse non è stato del tutto negativo. Ci si trovava in un momento di crescita e la donna, espressione della famiglia, andava tutelata e aiutata. Infatti dalle statistiche risulta che furono le donne ad “approfittarne” di più.
Sono gli ultimi ventanni, con l’era Craxi (qualcuno potrebbe non essere d’accordo) che hanno determinato la sfacelo economico e sociale dell’Italia e da quel momento non ci si raccapezza più. Prima di lui ci sono stati problemi gravi (non ha avuto scarso peso il terrorismo), di cui il sessantotto è stato un’espressione non secondaria (in verità se non avesse germogliato il terrorismo sarebbe stato anche un movimento solo culturale neppure tanto disprezzabile), ma le forze politiche rimasero unite, perchè nessuna si sentiva migliore dell’altra. Forse i comunisti dalle mani pulite si. Oggi c’è un uomo che incarna tutto il meglio e il peggio, di più, degli italiani. Ed è talmente arrogante e presuntuoso che gli altri non contano un fico secco nemmeno quelli che gli stanno accanto.
Dimmi tu cosa adobbiamo fare. Lasciar perdere?
No, per nulla ognuno deve dire quello che si sente di dire.
Ma bisogna ricordarsi che oltre a se esiste l’altro e che l’altro potrebbe pensarla in modo diverso, talmente diverso che magari quello che a te sembra arroganza o pazzia a lui sembra qualcos’altro che gli piace.
Siccome esiste l’urna e il parlamento, questo decide.
E non venire a parlarmi di fiducia che prodi ne ha fatte decine di votazioni con la “fiducia” in gioco…
sono tutti della stessa pasta per me, ma accetto che siccome vivo in questo paese, pur non votando per protesta visto che nessuno mi rappresenta come vorrei io, chi va al governo debba governare, mi lamento se non mi va bene quello che faano e gioisco quando fanno qualcosa che mi piace (…) ma non delegittimo mai le idee altrui, che a pareremio è VERO fascismo.
Mi ricordo inoltre che nella nostra democrazia i governi durano 5 anni al max…
In un momento come questo e come quello che arriverà, vedremo molta gente lamentarsi della perdita del posto di lavoro, pensa che a gennaio, nella città di Pistoia (quindi piccola città) falliranno 50 aziende.
Nemmeno io so se riuscirò a passare questo periodo senza ridimensionare in modo drastico tutto, ma non mi lamento, non accuso il governo non accuso gli altri e cerco di cavarmela da me costrundomi le possibilità ( e non ci vuole soldi per questo, ci vuole volontà di fare e adattabilità).
Io sono un VERO precario, io non ho sindacati importanti a proteggermi io e quelli come me non hanno ammortizzatori sociali se non il risparmio, se ci sono riusciti ad averlo o a tenerlo intatto quando hanno chiuso le loro attività (sì, perchè le attività come saprai costa pure chiuderle).
Gli studi di settore decidono che io ho guadagnato x guardando i miei costi di gestione.
quindi se quest’anno avrò incassato 50 ma speso 60 loro diranno che devo aver guadagnato per forza 100 e su 100 vorranno il pagamento delle tasse.
Chiaro che se mi succederà me ne frego e dicharerò il vero anche se sarò costretto automaticamente a fare ricorso contro l’AdE, ma non sono sicuro che non mi costerà nulla nonostante sia stato corretto, perchè per avere multe mi basta una fattura registrata in ritardo… ad esempio e se non ne trovassero nel 2008, andranno a vedere nel 2007, se non troveranno nel 2007 andranno a vedere nel 2006, e via così… se non troveranno nulla mi sequestreranno i computer e li porteranno in caserma per veder se trovano qualcosa li dentro e io lavorerò con la penna a fare i cruciverba.
Quando la finanza si muove ha un costo e questo costo deve essere pagato.
Ecco perchè la gente paga gli studi di settore anche quando non dovrebbe.
Il programma che li calcola Gerico, è meraviglioso, basta provare a giocarci un po.
Un esempio, tu incassi 45mila e lo inserisci, poi inserendo le spese lui calcola che tu per essere congruo devi incassare 50mila, e quindi pagare le tasse su quelli, ti sembrerà logico che se tu avessi incasato 50mila allora sarebbe tuto in regola no?
invece se per gioco parti da un incasso di 50mila, inserendo le stesse spese ilprogramma ora te ne chiede 56mila ( i numeri sono a caso ma il funzionamento è quello).
lega questo al fatto che il semplice scostamento dagli studi costituisce PROVA di evasione fiscale e fai i conti te.
A chi interessa l’argomento potete iniziare da questa discussione tra commercialisti:
http://www.giorgiotave.it/forum/focus-daggiornamento-fiscale-e-legale/79090-studi-di-settore-2008-per-il-2007-congruita-solo-una-chimera.html
Oris, quando si discute con te diventa sempre una polemica infinita. Ogni volta inserisci argomenti nuovi, cui poi non si ha sempre voglia di rispondere.
Anche Prodi ha commesso i suoi errori. Ma certo! Ma è anche vero che se ha posto la fiducia è dipeso il più delle volte per una maggioranza talmente risicata che se non l’avesse posta sarebbe caduto prima.
Perchè Berlusconi la pone anche sulle cazzate. Può avere paura con una maggioranza che più grande non si può? No! Non vuole che i suoi “nominati” si permettano neanche di parlare: devono stare zitti. Ed è inutile dire e dirmi che esiste l’altro. Per me si, per lui no. E questa la chiami democrazia?
A proprosito di studi di settore non so nulla, so solo che esistono: non voglio incasinarmi in un’altra discussione che non mi appassiona.
Oris, con questo argomento abbiamo finito. Alla prossima su di un altro tema. Ti saluto.
Benvenuti in Italia
http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/11/18/mille-testimoni-scomodi/
quote: Se per l’università non si fossero mossi gli studenti la legge sarebbe già in vigore.
per l’università la riforma deve ancora essere fatta
la gelmini ne ha solo parlato
l’unica llegge che c’è a riguardo è la 133 che è diventata legge il 6 agosto
la futura riforma ne dovrà tenere conto ma non fa così paura (il 3% di tagli)
quello che dovrà risanare fa paura: bilanci che sono voragini senza fondo
il 3% di tagli a fronte di debiti che si porteranno via il doppio o il triplo dei finanziamenti be… fanno pensare al perchè gli studenti universitari si siano mossi
un perchè ancora da capire