Caro Google ti Scrivo 7


Oggi non sapevo proprio come scrivere questo post, per fortuna con un’abile ricerca Google mi ha teso una mano. E mi ha stirato il polso. Capirete che con un polso dolorante scrivere un intero post è un lavoraccio. Così mi sono affidato alla nuova tecnologia. Va la, una cosa eccezionale. Ho riaperto Google ed ho scritto una semplice frase “Come faccio a scrivere un post che riguarda Google con un polso stirato?”. Un secondo e Google mi aveva fornito bello e pronto il post che state leggendo. Va la, una cosa fenomenale, nemmeno un po’ di sforzo.

Perché dovete sapere che Google ormai può offrire un grande servizio (non è vero, ma devo dire così per una correttezza di forma). Google ormai mi conosce bene, è migliore del mio migliore amico. Se vogliamo dirla tutta è migliore di me, io stesso non mi conosco bene quanto lui conosce me. Io gli ho fornito i miei dati (altri se li è presi da solo, senza dare fastidio) e lui ora mi dice tutto quello che voglio. Si si, me lo dice lui, io non devo fare più niente. E’ come la Sibilla senza il fastidio di doverla interpretare.

Io ricordo che un bel po’ di tempo fa lessi un articolo su Repubblica dove millantavano questo futuro sviluppo di Google. Io non potevo crederci, sarebbe stata la soluzione a tutte le mie incertezze.

-“Ma secondo te sto meglio con la giacca blu o con il gessato?”

-“Aspetta chiedo a Google”

Leggendo l’articolo di Repubblica questi mi esemplificavano due possibili ricerche: “cosa faccio domani?” e “che lavoro dovrei cercare?“. Allora io me ne sono ricordato quando il mio motore di ricerca preferito mi ha donato questo nuovo strabiliante servizio.

Chiesi un po’ di tempo fa “cosa faccio nel week end?” e lui mi ha fornito il piano dettagliato della giornata secondo i miei gusti più reconditi. Una pianificazione perfetta. Google ha valutato i miei gusti, le mie aspettative, il tempo atmosferico, la temperatura, non ha tralasciato niente di niente e mi ha mandato a quel paese. Sapessi quanta gente che ce sta, ce li ha mandati tutti la Google Vacation. Ma d’altronde Schmidt l’aveva detto chiaro che voleva suggerirci anche a che ora andare in bagno. A me ha detto: appena sveglio, alle 11.30, alle 17.00 e poi prima di andare a dormire. Certo che a volte quando scappa è difficile trattenerla, ma se me lo dice Google…

C’è stato poi un tempo in cui mi ritrovavo insoddisfatto del mio lavoro così decisi di cambiarlo chiedendo consigli al motore di ricerca. Io ho sempre avuto una gran passione per la matematica e la logica così lui mi ha consigliato di fare il prof di matematica. Devo dire la verità, una volta trovatomi in ambito di studio ho scoperto che la mia passione non era più di un interesse. Però ho continuato sulla strada suggerita dalla mia sibilla e sono andato ad insegnare. I miei alunni continuano a dire che non capiscono, che io non ci metto il cuore nello spiegare, ma sono solo di piccoli ignoranti che non possono competere con i sofisticati algoritmi di una mente elettronica. Pensare che a me che piacciono le donne, le barche e le macchine veloci, Google avrebbe potuto dirmi “devi fare Briatore”, sarebbe stato difficile.

Ma devo dire che iniziando a capire il funzionamento di questo metodo di ricerca la strada per me è tutta in discesa. Ormai gli chiedo tutto e ricevo puntualmente una risposta certa e sicura. Dal cibo alle donne lui mi risponde. Che gran cosa la tecnologia…

C’era un tempo in cui io stesso cercavo di fare dei piccoli ragionamenti sulle piccole decisioni quotidiane. Ora il buon Google me ne dispensa, bontà sua. Pensate, mi sovviene anche che nello stesso periodo dei piccoli ragionamenti commettevo anche degli errori. Si, succedeva che io a volte prendevo delle cattive decisioni e poi dovevo attrezzarmi per raddrizzarle… C’è ancora qualche scemo che pensa che scegliere da soli aiuti a crescere. Poveri scemi, secondo me questi lo dicono solo perché non sanno come si usa un computer.

Ma adesso mi sto dilungando troppo. Sono tre mesi che cerco di farmi lavare i vestiti da Google, ma lui proprio non vuole. Così mi tocca portare la biancheria dai miei per farla nettare. Si, perché i miei sono ancora legati alle vecchie tecnologie, sono arretrati, si fanno ancora le cose da soli. Ma d’altronde sono dei vecchi.

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