Campo di Marte 2


Nel mio immaginario il treno della notte per il grande nulla parte da Firenze Campo di Marte. È una stazione graziosa, con un’edicola, un piccolo bar e una biglietteria che, di giorno, funziona con persone vere dietro lo sportello.
Si affaccia su un quartiere di case basse, con piccoli bar, un ristorante, una gelateria e larghi viali alberati. Non c’è parcheggio, ma c’è un posto per ricaricare le batterie delle auto elettriche. Sempre vuoto.
Da Firenze Campo di Marte si può prendere piccoli treni puliti che conducono a minuscole case, con graziosi giardini piastrellati, gatti che fuggono ovunque e belle nicchie scolpite di cartongesso.
Però a me piace pensare che da lì, e sottolineo da quei binari, ci si possa imbarcare su quel treno che giunge nell’ora più profonda della notte e che, con andatura confortevole, porta in quel novunque di cui non amiamo parlare. Destinazione alla quale, prima o poi, tutti saremo destinati, ma verso la quale alcuni di noi hanno già comprato il biglietto e lo stringono tra le dita sudate, timorosi per un viaggio che non finisce mai e che non porta da nessuna parte.
Io penso ai vasi di fiori, ai mobili graziosi, alle parole non dette, alle occasioni perdute ed alla crudele perseveranza della vita che spesso chiede a chi già troppo ha dato e dimentica, nel suo tirare i conti, quelli che vivono inconsapevoli pensando che sia tutto dovuto e ignoranti del grande dono dei giorni che giungono uguali, senza l’ennesima notizia che crepa il cuore e implacabile conduce la notte.


2 commenti su “Campo di Marte

  • emilio

    Comandante, non c’è niente che si possa dire perché non c’è consolazione. Questo mondo ci sta dando l’impensabile ma ci sta togliendo il pensabile, ci sta dando prodigi da magia ma ci sta togliendo la banale esistenza, pur breve ma sicura. “Quelli che vivono inconsapevoli pensando che sia tutto dovuto e ignoranti del grande dono dei giorni che giungono uguali.”

  • emilio

    Mi ha pure fatto emozionare e ho distrutto per sbaglio la mia privacy… Sono cose troppo forti.

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