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Caffè amaro del 5-7-2007

5 luglio, 2007 di diabolicomarco  
Archiviato in Caffè Amaro



imm_subc_caffe.gifQualcuno dovrà spiegare a cinque bambini che un loro genitore non tornerà a casa oggi. Che non tornerà più.
Qualcuno dovrà spiegare a cinque bambini che i carabinieri non sono solo i protagonisti di una infinità di barzellette più o meno divertenti o di fiction zuccherose. Capita che a volte essi siano i protagonisti di storie terribili.
Un carabiniere (Roberto Sutera, 37 anni) padre di due bimbe di 3 e 9 anni, è morto in un incidente, speronato dal furgone che stava inseguendo.
Un altro carbiniere di 23 anni ha esploso un colpo mortale contro l’auto in fuga di una donna di 51 anni, madre di 3 figli, che aveva appena ritirato un riscatto di 40 mila euro in contanti.
Come si possono spiegare queste cose ad un bambino?

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diabolicomarco
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Comments

9 Risposte a “Caffè amaro del 5-7-2007”
  1. mstatus scrive:

    Dici bene storie terribili. E’ difficile da accettare da un “grande”, spiegarlo ad un bambino ancora di più.
    Perchè accadono questi fatti? Che cosa è che regola l’andamento delle cose? Perchè in quel momento? Perchè a lui? Se non fosse stato lì in quel momento sarebbe successo lo stesso?
    Qualcuno dice il destino, altri il caso, altri la spiritualità.
    Qualcuno dice il caso, ma anche in un certo senso il destino, che è inconcepibile come concetto.
    Qualcuno dice il caso, ma la “vita” dipende dalla tua volontà, sei tu che crei il tuo futuro.
    In entrambi i fatti riferiti ai carabinieri può essere il caso e la loro volontà? Volevano che finisse così? Non penso.
    Il fatto è che dei bambini sono rimasti senza un genitore: quello non è il caso, il destino, o la spiritualità e solo un dato di fatto. Spiegarglielo sarà difficile.
    Un caro saluto

  2. MenteCritica scrive:

    Non so rispondere alla tua domanda.
    Non capita spesso.

  3. Nando Ganzerlini scrive:

    si spega dicendo che il papa’ crabiniere è morto mentre faceva il suo dovere, e ne dovranno andare fieri…

    ai secondi si spiega che la loro madre era un cogliona che per fare la furbata ha voluto scappare dai carabinieri e che se si sarebbe fermata non sarebbe morta…e che non ne dovranno andare fieri di aver avuto una madre idiota…

    tutto qua….è semplice…

  4. MenteCritica scrive:

    Molto semplice e molto stupido, secondo la mia opinione.

    I bambini non giudicano i genitori per quello che fanno.
    Lei è troppo superficiale, di leggere certe cose ne farei volentieri a meno.

  5. diabolicomarco scrive:

    @nando
    non credo che un bambino possa accettare delle motivazioni così futili, espresse con tale e tanta superficialità.
    Mi sembra di capire che per te i bambini sono “idioti”. Scatole vuote in cui ci puoi mettere quello che vuoi.
    Vorrei proprio vederti: faccia a faccia con una ragazzina di 9 anni. Occhi negli occhi tu che le dici “tuo padre è morto mentre faceva il suo dovere, devi esserne fiera. Ora torna a giocare con le bambole”.

  6. Atena scrive:

    Non ci sono mai parole veramente adatte per dire ad un bambino che suo padre o sua madre non c’è più. Eppure, in qualche modo, si devono trovare, e si trovano, perché la vita continua.
    Certo… sarebbe bene che fossero le parole più semplici e più equilibrate possibili, perché i bambini hanno bisogno di elaborare autonomamente il loro lutto e anche un eventuale giudizio morale.

  7. Silent Enigma scrive:

    Non capita spesso, per fortuna. Lo stesso giorno, poi. Sfiga

  8. Enzo scrive:

    Quel granduomo è ormai morto, ma quando andai a parlare con lui dell’omicidio del direttore sanitario del Policlinico di Milano, ricevetti da lui la seguente lapidaria risposta:

    -Ciascuno ha ciò di cui è in cerca.-

    Ora, se io non avessi mai visto in azione quel grand’uomo, se non lo avessi mai visto chinare il capo di fronte alle bugie proferite dai suoi capi, potrei oggi affermare che … niente, lasciamo stare, e poi i sindacati e le loro beghe intese a preservare il proprio posto di lavoro, anzichè a fare gli interessi dei loro iscritti … parliamo oggi di lobbie dei petrolieri e di lobbie dei fabbricanti di armi ma non di quella costituita dai capi cattoliti o di quelli ebrei o quelli islamici.
    Al Policlinico di Milano dopo che per la terza volta mi rifiutai d’intascare il mio secondo stipendio (ovverosia quello in nero derivante dai cosiddetti “Soldi dei morti”) e dopo che per la terza volta la squadra del pronto soccorso, della quale facevo parte, chiese a quel grand’uomo, ovverosia al capo infemiere, di sostituirmi con un altro ausiliario e dopo che lui mi ebbe chiesto:

    -Senti, nessuno si è mai lamentato di te o del tuo lavoro, eppure è la terza volta che una squadra del pronto soccorso mi chiede di sostituirti. Hai per caso idea di come mai avvenga questo?-

    Io non risposi. E credo che sia stato per invogliarmi casomai a parlare che il capo infermiere, quando, circa quattro anni più tardi, andai a chiedergli come mai era stato assassinato il direttore del nostro Policlinico, mi rispose:

    -Ognuno ha ciò di cui è in cerca.-

    Come a dire: tutti sanno benissimo, quanto te e me, tutto ciò che succede in questo mondo eppure devono difendere ugualmente i propri privilegi e temono quindi troppo che la verità venga a galla.
    Salve, statemi bene.
    Enzo

  9. marco il buono scrive:

    .

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