Caffè Amaro del 30/10/07
30 ottobre, 2007 di spes74
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Ho sempre avuto una certa difficoltà a capire come un medico, o una qualsiasi persona di scienza, possa anche essere credente. E sinceramente, pur rispettando sempre l’opinione di ognuno, ancora non ho trovato una spiegazione logica. Questo non per cercare il pelo nell’uovo, ma a mio avviso una persona abituata a ragionare e a vedere “scientificamente” la vita va in contraddizione professandosi credente. Fin qui il discorso è teorico e si basa soltanto su un mio modo di vedere parziale in quanto atea. Però quando il discorso si fa anche pratico e va ad incidere sul quotidiano di tutti, credenti e non, bisogna stare attenti. E ancora di più bisogna stare attenti quando questo discorso che verte sul pratico lo fa una persona che, dal punto di vista più che giusto di un credente, viene preso molto sul serio e troppo spesso anche alla lettera. Perché invocare l’obiezione di coscienza quando si parla della salute di tutti mi sembra davvero troppo. Ricordo che è obiezione di coscienza “il rifiuto di assolvere a un obbligo di legge gli effetti del cui espletamento si ritengano contrari alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose” e nel caso in questione, quello dei farmacisti, non vedo nessun obbligo: il farmacista fa il proprio lavoro anche dando ai pazienti “medicine che abbiano scopi chiaramente immorali, come per esempio l’aborto e l’eutanasia” perchè ha ricevuto una concessione pubblica in uno stato laico. Dobbiamo aspettarci qualche modifica all’ Art. 38 della Costituzione?
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Vorrei fare una riflessione. Troppo spesso si utilizza la parola “credente” come sinonimo di cattolico.
E’ una fastidiosa generalizzazione perché esistono molte religioni, anche nell’ambito della cristianità, che hanno atteggiamento diversi nei confronti delle libertà civili e i cui adepti sono credenti lo stesso.
Come tutte le generalizzazioni suona un po’ di guerra santa e si rischia, per contrasto, di assumere atteggiamenti equivalenti alla mentalità che si combatte.
Da uomo di scienza concludo dicendo che non vedo nessuna contraddizione di principio tra fede e scienza. Dipende da quello che si crede.
Anche in questo caso si associa la fede che è una cosa individuale a religione che è una cosa collettiva che prevede regole e disposizioni.
Io sono uno scienziato, ho fede e non la impongo a nessuno.
Dire che fede e scienza sono in contrapposizione è una questione di principio e io la rifiuto.
Sulla linea di MC penso, cara Spes, che fede e scienza convivano tranquillamente in molte persone. Almeno fin quando l’una non è spinta a soffocar l’altra.
Ma fino a quel punto troverai tranquillamente un astronauta a messa a dire “padre nostro che sei nei cieli” perfettamente conscio del fatto che il cielo finisce all’esosfera e sopra le nuvole non si cammina.
Siamo più Mendel che Galileo, credo.
Lo dicevo io che l’ateismo è una religione !
E’ vero, probabilmente sono caduta nel “tranello” della generalizzazione e questo non va bene. Mi piacciono due precisazioni, in particolare, nei commenti precedenti: 1) Io sono uno scienziato, ho fede e non la impongo a nessuno. 2) Almeno fin quando l’una non è spinta a soffocar l’altra.
Più o meno il succo del mio discorso è proprio questo.
@leo: sarà anche come dici ma, almeno per quello che mi riguarda, non impongo a nessuno l’ateismo.
Io la vedo da “laico”
Questo autorevole signore, capo di stato estero, capo di una confessione religiosa seguitissima anzichenò (scusa cruman), ha – per, diciamo, l’ennesima volta – proposto la sua visione di come si debbano comportare cittadini di un altro stato, perdipiù incaricati di pubblico servizio come medici e farmacisti. Lo so, è limitante quest’ottica, ma la duplice natura di papa e di re che riveste il vescovo di roma cozza inevitabilmente – imho – con problematiche di questo tipo.
Lo imponga alle farmacie del Vaticano, di obiettare, ma a quelli degli altri stati (non solo l’itaglia, dato che il discorso è stato tenuto in francese) non vada a dire come fare il loro lavoro. Anche se facendolo, magari, “fa il suo lavoro”.
(Che casino)
MC tu sei uomo di scienza, e ti pongo una domanda:
Il cervello produce pensiero ed autocoscienza in proprio, oppure dobbiamo iniziare a rivalutare “l’anima spirituale” infusa da una divinità come disse GPII, o come dice lo sciamanesimo l’energia cosmica, o come in altre religioni l’analogo?
L’uomo di scienza sa che il cervello produce pensiero ed il resto per reazioni chimiche e aggiungo io casuali…e proprio ieri sera ne discutevamo assieme all’amico di fede catara Antares, giungendo al quesito: ma può una reazione chimica produrre autocoscienza? L’umano alla fine che cosa è se non una macchina? Una unità idrogeno, carbonio, ossigeno, con una serie di pompe leve e condotti vari, coordinati da un sistema informatico centrale…L’amico Antares concorda con me la domanda esistenziale: ma IO come faccio a sapere che sono IO e che sono vivo? Da cosa mi arriva l’autocoscienza? Per reazione chimica casuale (ti ricordo che la scienza dice che la vita è un caso, e che quindi tutta l’esistenza è governata dal caso), oppure da una specie di cd “anima spirituale”, energia vitale, o simili che di fatto giace e guida il mio corpo? E a questo punto che sarebbero queste ultime…??? Domanda che ho posto a diversi, ed alla quale ha risposto un TdG con la semplificazione data dal loro credo anima=corpo vivente…
Un medico, uomo di scienza, è impossibile che creda a qualcosa di diverso dalla materia, in quanto per lui la autocoscienza è prodotta dal cervello per reazione chimica senza influenze di spiriti vitali divini o simili…
Con un luogo comune potrei dire che un chirurgo quando apre qualcuno l’anima non la trova…ma aggiusta la macchina umana (quando è possibile)
Recentemente sono stato ricoverato per qualche tempo in ospedale, e ho posto il quesito sia ai medici che mi seguivano (due), che al prete (che poi ci ha preso gusto a frequentarmi dicendomi che certe domande non se le era mai poste e che neppure conosceva a fondo certi concetti che gli andavo enunciando)…i medici mi hanno risposto con la scienza e hanno confermato che credenti non sono…precisando che nonostante il mio dolore fisico, ero molto lucido nel ragionamento, per cui hanno fatto qualche esperimento ulteriore…mentre il prete mi ha risposto che per lui si tratta di fede…anima spirituale o Spirito Santo…
Un uomo di scienza non può essere uomo di fede…altrimenti di fatto ammetterebbe che il cervello produce pensiero ed autocoscienza con l’anima spirituale (in senso lato MC non essere ristretto anche concetti similari), negando di fatto ciò che dice la scienza: reazioni chimiche….il sentimento dell’amore è solo una reazione chimica con una durata limitata…
D’altronde da uomo di scienza hai dichiarato di essere “credente”, ma potresti essere anche Raeliano, oppure seguire Ramtha (in questo caso sempre di anima si tratterebbe anche se ascesa)…non hai specificato…
L’amica Spes, atea, semplifica riconducendo tutto alla materia ed al caso…negando una qualsiasi spiritualità…per lei l’autocoscienza è una reazione chimica casuale, la stessa deduzione a cui dovrebbe giungere un uomo di scienza…
Per l’amico che segue lo sciamenesimo (panteista), il cervello non produce pensiero…
Mc anche questa tua dichiarazione è piuttosto generica, se non una parte condominiale (luogo comune): “E’ una fastidiosa generalizzazione perché esistono molte religioni, anche nell’ambito della cristianità, che hanno atteggiamento diversi nei confronti delle libertà civili e i cui adepti sono credenti lo stesso”.
Poi se tu dall’alto della tua cattedra mi spieghi da cosa deriva il concetto esistenziale del perchè Io sono Io e non un altro anzichè semplificare con “Dire che fede e scienza sono in contrapposizione è una questione di principio e io la rifiuto”.
Secondo la scienza il pensiero, l’autocoscienza ed il resto è solo una reazione chimica (casuale) che avviene nel tuo cervello…se hai la fede e credi in qualcosa di diverso non puoi definirti uomo di scienza…
Con curiosità
Un caro saluto
Una precisazione: MC Cristiano non puoi essere, perchè dovresti credere, anche se per dogma (verità di fede imposta), alla resurrezione di Cristo…il che da uomo di scienza quale sei corrisponde a negare il matematicamente certo:
Cristo era un uomo
Nessun uomo è mai risorto
è indubbio (matematicamente certo) che Cristo non è risorto…
(infatti è risorto solo per verità di fede imposta dogma)
A titolo di esempio per Antares, cataro, dire che Cristo si è fatto carne corrisponde ad una bestemmia, in quanto per lui Cristo è puro spirito e non può mischiarsi con la materia…ed anche questo ragionamento ad un uomo di scienza non va tanto bene…quindi cataro non potresti essere…
il signore del lungo commento precedente è quello del
“Quelli di MC sono soltanto come tutti gli altri, moralisti da oratorio, sacrestia e salottino buonino alla lacrima facile di Maria de Filippi…pronti a far la morale agli altri, ma che di fatto non sono diversi dagli altri…!” ????
scusi lei, che desidera?
Se non esistono questioni di principio dov’è il problema?
Sul mio blog dove esistono questioni di principio ci passa chiunque….
Confermo quanto ho scritto e che tu hai riportato…La morale agli altri….
Un caro saluto
Ritengo che il Papa stia predicando praticamente a vuoto. L’unica cosa che vale la pena discutere è se sia lecito per un papa richiamare all’obiezione di coscienza o meno.
RItengo che possa farlo. Ma predica al deserto.
Voglio proprio vedere un farmacista fare obiezione e rifiutare i farmaci a cui allude il papa, a costo di vedersi denunciato… forse in qualche film, ma non in questi tempi ed in questi luoghi.
Saluti