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Caffè Amaro del 3 Maggio 2007

3 maggio, 2007 - 9:55 di  
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cafferotto.jpgOggi sarò breve. In tempi nei quali la realtà supera la fantasia, il cronista avveduto si fa cauto in attesa che si ristabiliscano le giuste proporzioni. Bisogna attendere che passi la tempesta.
Come definire altrimenti il dibattito culturale di questi giorni che, partendo da provocazioni anche un po’ stupide, scatena reazioni scomposte fino all’inverosimile?
Chissà con quale coraggio e con quale faccia tosta, uomini che sicuramente alle spalle hanno ottimi studi e profonda formazione morale e religiosa sono riusciti ad accostare due battute sceme pronunciate da un fesso al fenomeno del terrorismo.
Un accostamento di pessimo gusto, soprattutto in memoria di chi deve al terrorismo ed ai terroristi la sua prematura dipartita da “l’aere dolce che dal sol s’allegra“.
Lascio questo dialogo tra cocainomani in overdose profonda a chi si bea di cotanto confronto e passo ad analizzare, brevemente, una cosa che mi era sfuggita.
Grazie alla segnalazione di uno dei nostri redattori, il saggio Doxaliber che, benché infortunato, non perde il contatto con l’attualità, voglio commentare con voi, mentre prendiamo il nostro caffè, un piccolo brano del discorso del presidente Napolitano in occasione della festa del Primo Maggio.
Fra i sacrosanti quanto inutili preconi dedicati alla sicurezza sul lavoro, emerge una frase particolarmente significativa “c’è l’esigenza di tutele corrispondenti al dettato costituzionale senza anacronistiche nostalgie di più forte rigidità e di continuità garantita del rapporto di lavoro“.
Sì, questa frase è del presidente Giorgio Napolitano. Se volete una conferma più autorevole, potete leggere l’articolo del Corriere dove si commenta il discorso.
Io non voglio entrare in merito. In passato ho scritto che sono favorevole al lavoro precario, purché sia retribuito molto di più del lavoro a tempo indeterminato. Altrimenti abbiamo realizzato esclusivamente il sogno dei datori di lavoro che pagano poco o nulla e non assumono impegni con i loro collaboratori.
Quelle che mi pongo sono un paio di domande:

  1. Da quando la continuità garantita del rapporto di lavoro, quindi il lavoro a tempo indeterminato, è diventata una “nostalgia anacronistica”? Mi sono perso qualche editto presidenziale?

  2. Chi è l’uomo che siede al Quirinale?

Qui nessuno pretende che Giorgio Napolitano, la cui storia politica nel Partito Comunista Italiano è di dominio pubblico, sostituisca i Corazzieri con i Cosacchi e lasci i loro cavalli abbeverarsi alle fontane del Quirinale. Qui tutti, tranne qualcuno, abbiamo dovuto ripensare al nostro passato ed adattarlo ad un mondo diverso. Però da questo a diventare uno sponsor di Confindustria ce ne passa, ce ne passa.

Oggi un bell’articolo sulla scelta oculata dei prodotti meno inquinanti. Lunedì un articolo sul futuro del telefono di casa e, a seguire, un interessante report sugli agenti immobiliari disonesti.


Caffè Amaro del 3 Maggio 2007 è di mc

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Comments

16 Risposte a “Caffè Amaro del 3 Maggio 2007”
  1. Sermau scrive:

    @mentecritica: di passaggio…ti ho linkato per seguirti….in sostanza: non ci siamo ancora accorti che in questa società a populismo mediatico, tutti ( e dico tutti) cercano la provocazione e lo scandalo per bucare la cortina di silenzio per i propri affari?

    Se oggi volessi diventare famoso, mi recherei dal mio sindaco con un piattino di merda, così, tanto per gradire, magari avendo allertato qualche giornalista…domani avrei qualche titolo sui giornali locali e forse anche di più…tanto per fare un esempio.

    Visto che l'unica continuità è rappresentata dall'onnipotente mercato che ci ha ridotto alle sue regole, l'unica cosa che si fa è quella di sgomitare per emergere dall'anonimato o fare pubblicità alle proprie posizioni politiche. D'altronde se la Chiesa non facesse così (e lo dico da anti-clericale) mi rendo conto che scomparirebbe.

  2. MenteCritica scrive:

    Ciao Sermau,

    è da un bel pò che sei nella pagina dei nostri amici . Grazie

    Quello che mi spaventa è il livello del dibattito. Uno diventa famoso perché l'osservatore romano lo definisce terrorista?

    E' l'osservatore romano a sbagliare, secondo me.

  3. Vortexmind scrive:

    Più che altro la vera domanda è: qual'è la vera valenza di questi discorsi, parole su parole e poi non cambia mai nulla?

  4. Alfio scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Ciao Mentecritica,

    leggendo il tuo articolo mi è venuta in mente una frase che pronuncio Casini, quando ricopriva la carica di presidente della camera dei deputati.

    Ricordo che si parlava d'immigrazione e Casini affermò "non si torna indietro dalla società multietnica". Io rimasi allibito, e mi domandai "ma non ci avevano detto che gli immigrati servivano per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma non c'era nessun progetto di fare anche qui in Italia un modello si società fotocopia di quella statunitense". E' così che funziona il sistema, creano le condizioni, realizzano il progetto e poi viene pubblicamente e mediaticamente riconosciuto denigrando le condizioni preesistenti definendole a volte anacronistiche a volte con altri vezzeggiativi.

    La cosa più inquietante è che a pronunciare quella frase che hai evidenziato sia stato un ex-comunista. E questo ci dovrebbe far capire di quale sia la vera natura dei politici. E' gente senza ideali, votata al compromesso che ha come unico obbiettivo la poltrona. Se poi per mantenerla devono vendere la propria madre lo fanno senza problemi, è una selezione in negativo, il sistema seleziona il peggio, per fare carriera in politica nella società moderna non devi avere scrupoli e devi essere disposto a tutto, il risulatato è sotto gli occhi di tutto. Una massa di personaggi corrompibili e corrotti va la potere in tutte le "democrazie" occidentali e perseguono un progetto comune, la societa capitalista-globalizzata multietnica, ultra-frammentata. Un lento percorso che esporta a livello globale il modello stratunitense e non è possibile dissentire, altrimenti si è anacronistici, o terroristi, o si fa dietrologia. Insomma in una società multitutto l'unica cosa a cui bisogna omologarsi è il pensiero-unico, altrimenti ti incasellano nelle categorie sopracitate.

    Saluti.

  5. gerardo scrive:

    >E’ l’osservatore romano a sbagliare, secondo me.

    non solo loro , chiunque ha fatto una dichiarazione su quanto successo ne ha detta un'altra almeno grossa quanto la prima scatenante.

    Concordo che bisogni parlarne fra un po e non a caldo, non capisco dove sta andando la discussione politico/religioso/sociale/?economica?.

  6. MenteCritica scrive:

    In nessuna direzione, credo.

  7. giemme scrive:

    ….utopia per i comuni mortali, figli di nessuno (nel senso di non famosi, non politici, non vallette-veline) perchè per i volti noti il lavoro sicuro, stabile e statale è una realtà!! kiss

  8. luigi scrive:

    Questo è il nostro problema, di tenere nei posti di alta responsabilità dei vecchi iper pagati e con un futuro d'oro.Il passato di Napolitano. Ma il passato gli è servito per fare carriera e arrivare dove sta.I comunisti italiani, rifondazione ecc. ecc. hanno tutti cambiato atteggiamento.Il potere fa queste trasformazioni e molto di più.Il portafogli,come tutti sanno, lo si tiene a DESTRA.

  9. giemme scrive:

    Non credo sia un problema di dx o sx ma di uomini, di moralità assente, di cultura nascosta tra le pieghe del portafoglio per evitare di usarla. In Puglia abbiamo l'esempio eclatante di trasformismo politico: vecchie bandiere PSI (con tutti i difetti del PSI) ritornare a fare man bassa dei ns soldi insieme a Rifondazione che, nel momento in cui si è trovata l'intera torta da mangiare, ha abbandonato tutti i buoni propositi e tutte le ideologie per tuffarsi a capofitto; come il caro Bertinotti, molto più comoda la poltrona rossa che non le battaglie inutili del passato. Intanto io, lavoratrice del mondo privato, pago per tutti gli sciacalli politici!! Detrazioni a iosa, come se le fanno loro 5 ore minime di straordinario al giorno………sigh

  10. basetta scrive:

    Belle parole. Ma quali riscontri avranno ?

  11. luigi scrive:

    Le sinistre quando vanno al potere cambiano completamente atteggiamento dimenticando tutti i buoni propositi e le battaglia fatte nelle piazze e tutti i comizi in cui pronettevano tutto a tutti.Poi passata la festa (arrivati al potere) gabbatu lu santu.Le destre questo lo fanno molto di meno per la loro posizione politica (non sono dalla parte delle masse dei laroratori)

  12. andrea 1979 scrive:

    Napolitano cambia maglia come i migliori giocatori a fine carriera!

    http://www.progettosparta.splinder.com

  13. andrea 1979 scrive:

    Anche io sono favorevole al lavoro precario a patto che sia pagato molto ma molto di più di quello stabile, per compensare l'instabilità economica della vita dei precari…invece padoa schioppa che ha fatto? ha aumentato le tasse ai lavoratori precari rendendo ancora più infame la nostra esistenza di precari! In cambio hanno fatto qualcosa? tipo assunzioni? no, ovviamente, a parte lo sperpero del c.d. tesoretto per assumere un esercito di sfaticati pubblici dipendenti!

    http://www.progettosparta.splinder.com

  14. Alfio scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Ma secondo voi cosa sono destra e sinistra? ed ha ancora senso parlare di destra e sinistra? Nella pratica al di là dell'etichette che differenza c'è nella sostanza? nel progetto politico? qual'è secondo voi il progetto di società dei politici di destra e quale il progetto di quelli di sinistra? E parlo in generale della politica non solo italiana, guardate anche in Francia, in Germania che tipo di progetto di società c'è li? Non vi sembra ci sia una tendenza all'uniformarsi? Mi dite una differenza sostanziale nella politica di fatto? Perchè al di là degli slogan e della demagogia la sinistra è a favore del precariato sul lavoro e la destra anche, la sinistra abbraccia un sistema economico neo-liberista e la destra anche, la sinistra ha un progetto sociale multiculturale e la destra anche, la sinistra sta aumentando la spesa pubblica e di conseguenza le tasse e la destra ha fatto altrettanto.

    Insomma perchè continuare a chiamarle con 2 nomi diversi? Destra e sinistra avevano senso durante la guerra fredda, 2 blocchi contrapposti NATO e paesi del patto di Varsavia, ma oggi con un solo modello di società, quello dell'unica superpotenza rimasta, che senso ha chiamarli destra e sinistra? Chiamamoli che so democratici e repubblicani o se vogliamo essere originali chiamiamoli testa e croce, ma per usare destra e sinistra inteso come due progetti diversi di società, qualche differenza dovrebbe pur esserci. Io invece non vedo alcuna differenza sostanziale e se non fossi stato informato dai media non mi sarei assolutamente reso conto che prima governava la destra e oggi la sinistra.

  15. Davide scrive:

    Alfio, hai colto nel segno. Il paese, come diceva uno che conosco, si divide in inculati ed inculanti. O se preferisci, mantenenti e mantenuti. Stop. Tutto il resto sono solo chiacchiere. Beninteso che politici preperati ce ne sono (ma ovviamente non siedono a vertici di alcunché).

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  1. [...] di una torpido benessere senza aspirazioni. Oggi, quando anche il nostro presidente comunista dice che dobbiamo accontentarci, sembra che la stessa pallottola che ha ucciso Giorgiana abbia freddato l’orgoglio di [...]



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