Caffè Amaro del 27 Aprile 2007
27 aprile, 2007 di mc
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L’argomento che propongo oggi è la legge elettorale. Le prime pagine dei giornali on line di stamani sono dedicate all’accordo Prodi-Bossi (con l’eccezione de La Stampa che, in pieno delirio vespiano propone Cogne). I due, dopo aver discusso della fondamentale questione del fiume Po, convengono sulla necessità di “evitare il referendum“.
Devo dire la verità. Leggendo gli articoli, sono tre le cose che mi hanno colpito di più. Uno: ma che avranno avuto da dirsi Bossi e Prodi sul fiume Po? Si saranno scambiati consigli sui posti dove fare i bagni o dove mangiare? Avranno parlato di inquinamento o siccità? Probabilmente sono questioni che potevano risolvere con una telefonata o delegare a tecnici specializzati. Mi sembra strano che un fiume entri nell’ambito di una discussione istituzionale. Puzza di populismo.
Due: La Lega, per riformare la legge, insiste sul progetto Calderoli. Costui ha dato già grandissima prova di sé firmando la legge attualmente vigente, da lui stesso definita, successivamente, “una porcata“. Questo ed il fatto che Prodi si definisca d’accordo con Bossi, secondo la mia percezione, non sono cose tranquillizzanti.
Tre: quale è il primo scopo di una legge elettorale. Non sono un esperto di diritto costituzionale, quello che vi dico è solo la mia opinione. Non fatevi fregare, non è la governabilità. La governabilità è frutto dell’educazione politica e della volontà di collaborazione. L’unico sistema politico in grado di garantire la governabilità in maniera assoluta è la dittatura. Onestà, buona volontà e amore di patria non possono essere imposte per legge elettorale. Secondo me, il primo scopo di una legge elettorale è quello di rappresentare nel migliore dei modi possibili i cittadini. La democrazia non è delega, è partecipazione. Quindi noi dobbiamo avere il modo di scegliere la persona che ci rappresenterà in parlamento ed al senato.
Non fatevi prendere in giro. Sbarramenti al 4%, premi di maggioranza, proporzionale o maggioritario sono solo parametri e correttivi. Qualsiasi riforma della legge elettorale che non ripristini la preferenza per il candidato è una legge liberticida e fascista.
Chiunque contribuirà all’approvazione di una legge che non ripristini il diritto repubblicano di indicare una preferenza personale alle elezioni è un fascista.
E fascista è l’aggettivo giusto, perchè solo durante il periodo fascista in Italia si sono tenute elezioni dove era impossibile indicare preferenze per i candidati e, per quel che mi risulta, l’Italia è l’unico paese dell’occidente democratico dove non è possibile votare il proprio rappresentante.
In questo modo, la composizione di senato e parlamento è decisa nelle segreterie dei partiti e questo è fascismo.
Questa è l’occasione buona per vedere chi tra Prodi, Bossi, Bertinotti, Berlusconi, Fini, Rutelli, Fassino, Mastella, Casini o Diliberto ha a cuore il nostro diritto di voto. Perchè chi con le sue azioni, o peggio con le sue omissioni, farà in modo che le cose restino come sono ora, da adesso in poi, per me sarà solo un fascista.
Oggi MC pubblica il suo primo articolo dedicato al lavoro degli italiani ed alla festa del primo maggio. Lo facciamo con un articolo divertente e ben scritto che mette in evidenza la capacità che hanno molti italiani di conciliare la durezza della professione con lo spirito critico e a volte canzonatorio.
Vorrei chiudere citando Marco che fa veramente un gran lavoro per la parte grafica di questo sito. Sono suoi i banner e molte delle illustrazioni di MC. Io penso che quello sulla liberazione e questo sul primo maggio siano particolarmente riusciti. Ed il tutto gratis. Grazie.
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Mi è sfuggito il caffè (ottimo, come al solito) per un pelo, era qui che andava il mio suggerimento.
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sono assolutamente d’accordo sul ripristino della preferenza, hanno fatto un bellissimo programma su RAI 3 chiamato “Viva l’Italia”, dove hanno fatto vedere tanti casi concreti di parlamentari eletti senza alcun supporto popolare ma solo per restituire favori personali, e di tanta gente incazzata perchè ha votato un partito (di tutto l’arco costituzionale) e si è trovata rappresentata da un emerito sconosciuto/a.
Sul termine fascista non concordo, in quanto qui c’è qualcosa di più sottile della dittatura.
C’è un cartello tra i partiti che eleggono chi ha maggiore entrature industriali, economiche e ritorni, e guarda caso era il sistema usato prima di Tangentopoli per scegliere i candidati.
Le dittature sono identificabili e puoi combattere contro di esse, questo cartello politico è un muro contro il quale ci si può scagliare ma resta in piedi, perchè i puntelli dello stesso sono TUTTI i partiti dell’arco costituzionale.
Una riforma seria, ma nessun partito la vuole, oltre alla preferenza deve introdurre un presidente della repubblica eletto dai cittadini, e con poteri come in America.
Persini i Russi, che tutti denigrano e che hanno una democrazia da molto meno tempo di noi, scelgono chi li debba governare.
Noi no.
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aggiungo una citazione storica del 1924:
“Le citazioni hitleriane non sono gradite su queste pagine. Vi prego di comportarvi da ospiti educati e di smetterla. Grazie“.
il Partito Democratico e/ o il futuro Partito delle Libertà sono una presa in giro, sono solo una nuova mano di vernice ad un vecchio edificio, e senza le preferenze avranno all’interno solo chi porta denaro al partito. Attualmente abbiano solo Sindaco, Presidente Provincia e Presidente Regione che scegliamo noi, peccato che abbiano poteri di governo ridicoli rispetto al parlamento centrale.
posso chiederti il permesso di stampare un pezzo del tuo articolo e fare volantinaggio in corso buenos aires a milano ?
@gerardo
magari. Se lo fai mandami una copia, la metto insieme agli altri della collezione.
“per quel che mi risulta, l’Italia è l’unico paese dell’occidente democratico dove non è possibile votare il proprio rappresentante.”
ma ti risulta o no? è così o no? secondo me ti risulta male, poichè il sitema delle coalizioni e delle liste se pur rivisto e corretto è allocato ormai da tempo nel diritto anglosassone; piuttosto, non ti sembra che il ritorno all’elezione a “nominativo” favorisca in questo paese con questo tipo di “cittadini” il ritorno al clientelismo più spinto? A volte rileggo in certi commenti ed in certe definizioni troppo nette quella persona molto preparata ma a volte troppo in possesso di verità assolute già ritrovata su DFC…eppure hai dei buoni argomenti, possibile che non bastino e ti necessita a volte “sentenziare” a tutti i costi?
A beneficio di chi legge e ignorando riferimenti personali non agevolati da alcuna frequentazione o comunanza, vorrei precisare che il diritto anglosassone è stato mal riportato. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna si votano i partiti e non le coalizioni, visto che ne esistono pochissimi e tutti i cittadini hanno il diritto di eleggere il loro deputato al quale rivolgersi per istanze o lementele.
Il clientelismo è un’aberrazione e non può essere utilizzato come scusa per privare i cittadini di un diritto.
Non riesco a capire come perdere un diritto di scelta possa essre interpretato come maggiore democrazia. E’ un porcesso che mi sfugge.
Questa legge ha consentito a tutti, ripeto tutti, il leader politici di infilare in parlamento e senato mogli, fratelli, cognati ed amanti.
Al potenziale clientelismo si è sostituito un nepotismo operativo.
Concludo invitando per l’ennesima e quasi ultima volta ad evitare riferimenti personali. Qui sono le idee a confrontarsi. Non le persone.
Io mi associo alle congratulazioni e ringraziamenti per i banner e le illustrazioni, amorevolmente donati a MC da DiabolicoMarco.
Non vorrei che qualcuno fraintendesse.
pensavo che le idee fossero fatte da persone (e non da macchine pensanti) e che come tali fossero per questo educatamente confrontabili. Giudico (perchè anche chiunque esprima una opinione lo fa) giusto in assoluto il riferimento a non comunare giudizi personali con quelli sull’argomento in discussione, ma nello specifico l’opinione da me formulata era solo riferita a ciò che tu hai argomentato e non c’era alcun riferimento ad altri connotati relativi ad aspetti caratteriali o altro della tua persona che come giustamente fai notare non può mai essere avallata da alcuna frequentazione o comunanza( laddove anche vi fossero non autorizzerebbero comunque alcun giudizio sulla persona). Sarebbe comunque più opportuno, che questo richiamo all’ asetticità fosse anche riportato nel caso di clamorosi commenti lecchinici che a volte si possono notare in altre occasioni.
Tornando al riferimento al sistema anglosassone, i partiti o blocchi (CHE SONO SOLO DUE)che si arrivano a votare sono frutto di una serie di dinamiche di discussione che prevedono prima l’intervento della società civile e della parti sociali a vario livello e nelle sedi confacenti, per poi arrivare agli schierameti e alla elezione diretta di chi li governa; quindi i piccoli partiti o associazioni esistono ma discutono prima negli ambiti in cui questo è previsto e non condizionano la vita di milioni di persone pur rappresntando un sparuta minoranza: un conto è la difesa dei legittimi interessi per cui esiste un piccolo partito o una associazione, un conto è governare sul riflesso di una ostruzione o di un ricatto politico; si facessero chiarezza prima fra di loro e non quando sei arrivato al punto di massima responsabilità, in maniera che tutto possa risultare più chiaro, anche l’eventuale scelti di un deputato.
Mai più clientele! La democrazia è un’ altra cosa
(cambierei il nome del sito in MENTECRITICA E FREDDA: è una battuta ove fosse possible…)
ciao ciao
ah sì? Gratis? e io che avevo già staccato una bella fattura…