L’argomento che propongo oggi è la legge elettorale. Le prime pagine dei giornali on line di stamani sono dedicate all’accordo Prodi-Bossi (con l’eccezione de La Stampa che, in pieno delirio vespiano propone Cogne). I due, dopo aver discusso della fondamentale questione del fiume Po, convengono sulla necessità di “evitare il referendum“.
Devo dire la verità. Leggendo gli articoli, sono tre le cose che mi hanno colpito di più. Uno: ma che avranno avuto da dirsi Bossi e Prodi sul fiume Po? Si saranno scambiati consigli sui posti dove fare i bagni o dove mangiare? Avranno parlato di inquinamento o siccità? Probabilmente sono questioni che potevano risolvere con una telefonata o delegare a tecnici specializzati. Mi sembra strano che un fiume entri nell’ambito di una discussione istituzionale. Puzza di populismo.
Due: La Lega, per riformare la legge, insiste sul progetto Calderoli. Costui ha dato già grandissima prova di sé firmando la legge attualmente vigente, da lui stesso definita, successivamente, “una porcata“. Questo ed il fatto che Prodi si definisca d’accordo con Bossi, secondo la mia percezione, non sono cose tranquillizzanti.
Tre: quale è il primo scopo di una legge elettorale. Non sono un esperto di diritto costituzionale, quello che vi dico è solo la mia opinione. Non fatevi fregare, non è la governabilità. La governabilità è frutto dell’educazione politica e della volontà di collaborazione. L’unico sistema politico in grado di garantire la governabilità in maniera assoluta è la dittatura. Onestà, buona volontà e amore di patria non possono essere imposte per legge elettorale. Secondo me, il primo scopo di una legge elettorale è quello di rappresentare nel migliore dei modi possibili i cittadini. La democrazia non è delega, è partecipazione. Quindi noi dobbiamo avere il modo di scegliere la persona che ci rappresenterà in parlamento ed al senato.
Non fatevi prendere in giro. Sbarramenti al 4%, premi di maggioranza, proporzionale o maggioritario sono solo parametri e correttivi. Qualsiasi riforma della legge elettorale che non ripristini la preferenza per il candidato è una legge liberticida e fascista.
Chiunque contribuirà all’approvazione di una legge che non ripristini il diritto repubblicano di indicare una preferenza personale alle elezioni è un fascista.
E fascista è l’aggettivo giusto, perchè solo durante il periodo fascista in Italia si sono tenute elezioni dove era impossibile indicare preferenze per i candidati e, per quel che mi risulta, l’Italia è l’unico paese dell’occidente democratico dove non è possibile votare il proprio rappresentante.
In questo modo, la composizione di senato e parlamento è decisa nelle segreterie dei partiti e questo è fascismo.
Questa è l’occasione buona per vedere chi tra Prodi, Bossi, Bertinotti, Berlusconi, Fini, Rutelli, Fassino, Mastella, Casini o Diliberto ha a cuore il nostro diritto di voto. Perchè chi con le sue azioni, o peggio con le sue omissioni, farà in modo che le cose restino come sono ora, da adesso in poi, per me sarà solo un fascista.
Oggi MC pubblica il suo primo articolo dedicato al lavoro degli italiani ed alla festa del primo maggio. Lo facciamo con un articolo divertente e ben scritto che mette in evidenza la capacità che hanno molti italiani di conciliare la durezza della professione con lo spirito critico e a volte canzonatorio.
Vorrei chiudere citando Marco che fa veramente un gran lavoro per la parte grafica di questo sito. Sono suoi i banner e molte delle illustrazioni di MC. Io penso che quello sulla liberazione e questo sul primo maggio siano particolarmente riusciti. Ed il tutto gratis. Grazie.
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Tag: legge-elettorale, malapolitica, politica
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2 Maggio, 2007 a9:45
Pingback da MenteCritica · Caffè Amaro del 2 Maggio 2007
7 Giugno, 2007 a10:29
Pingback da MenteCritica · Basta
31 Luglio, 2007 a8:41
Pingback da MenteCritica · Non Voglio Votare chi Va a Puttane!
27 Aprile, 2007 a 9:49
Demetrio De Sio
Mi è sfuggito il caffè (ottimo, come al solito) per un pelo, era qui che andava il mio suggerimento.
27 Aprile, 2007 a 11:25
John Diamond
Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.
sono assolutamente d’accordo sul ripristino della preferenza, hanno fatto un bellissimo programma su RAI 3 chiamato “Viva l’Italia”, dove hanno fatto vedere tanti casi concreti di parlamentari eletti senza alcun supporto popolare ma solo per restituire favori personali, e di tanta gente incazzata perchè ha votato un partito (di tutto l’arco costituzionale) e si è trovata rappresentata da un emerito sconosciuto/a.
Sul termine fascista non concordo, in quanto qui c’è qualcosa di più sottile della dittatura.
C’è un cartello tra i partiti che eleggono chi ha maggiore entrature industriali, economiche e ritorni, e guarda caso era il sistema usato prima di Tangentopoli per scegliere i candidati.
Le dittature sono identificabili e puoi combattere contro di esse, questo cartello politico è un muro contro il quale ci si può scagliare ma resta in piedi, perchè i puntelli dello stesso sono TUTTI i partiti dell’arco costituzionale.
Una riforma seria, ma nessun partito la vuole, oltre alla preferenza deve introdurre un presidente della repubblica eletto dai cittadini, e con poteri come in America.
Persini i Russi, che tutti denigrano e che hanno una democrazia da molto meno tempo di noi, scelgono chi li debba governare.
Noi no.
27 Aprile, 2007 a 11:30
John Diamond
Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.
aggiungo una citazione storica del 1924:
“Le citazioni hitleriane non sono gradite su queste pagine. Vi prego di comportarvi da ospiti educati e di smetterla. Grazie“.
il Partito Democratico e/ o il futuro Partito delle Libertà sono una presa in giro, sono solo una nuova mano di vernice ad un vecchio edificio, e senza le preferenze avranno all’interno solo chi porta denaro al partito. Attualmente abbiano solo Sindaco, Presidente Provincia e Presidente Regione che scegliamo noi, peccato che abbiano poteri di governo ridicoli rispetto al parlamento centrale.
27 Aprile, 2007 a 11:53
gerardo
posso chiederti il permesso di stampare un pezzo del tuo articolo e fare volantinaggio in corso buenos aires a milano ?
27 Aprile, 2007 a 11:56
MenteCritica
@gerardo
magari. Se lo fai mandami una copia, la metto insieme agli altri della collezione.
27 Aprile, 2007 a 12:13
gc
“per quel che mi risulta, l’Italia è l’unico paese dell’occidente democratico dove non è possibile votare il proprio rappresentante.”
ma ti risulta o no? è così o no? secondo me ti risulta male, poichè il sitema delle coalizioni e delle liste se pur rivisto e corretto è allocato ormai da tempo nel diritto anglosassone; piuttosto, non ti sembra che il ritorno all’elezione a “nominativo” favorisca in questo paese con questo tipo di “cittadini” il ritorno al clientelismo più spinto? A volte rileggo in certi commenti ed in certe definizioni troppo nette quella persona molto preparata ma a volte troppo in possesso di verità assolute già ritrovata su DFC…eppure hai dei buoni argomenti, possibile che non bastino e ti necessita a volte “sentenziare” a tutti i costi?
27 Aprile, 2007 a 12:46
MenteCritica
A beneficio di chi legge e ignorando riferimenti personali non agevolati da alcuna frequentazione o comunanza, vorrei precisare che il diritto anglosassone è stato mal riportato. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna si votano i partiti e non le coalizioni, visto che ne esistono pochissimi e tutti i cittadini hanno il diritto di eleggere il loro deputato al quale rivolgersi per istanze o lementele.
Il clientelismo è un’aberrazione e non può essere utilizzato come scusa per privare i cittadini di un diritto.
Non riesco a capire come perdere un diritto di scelta possa essre interpretato come maggiore democrazia. E’ un porcesso che mi sfugge.
Questa legge ha consentito a tutti, ripeto tutti, il leader politici di infilare in parlamento e senato mogli, fratelli, cognati ed amanti.
Al potenziale clientelismo si è sostituito un nepotismo operativo.
Concludo invitando per l’ennesima e quasi ultima volta ad evitare riferimenti personali. Qui sono le idee a confrontarsi. Non le persone.
27 Aprile, 2007 a 13:11
marco il buono
Io mi associo alle congratulazioni e ringraziamenti per i banner e le illustrazioni, amorevolmente donati a MC da DiabolicoMarco.
Non vorrei che qualcuno fraintendesse.
27 Aprile, 2007 a 13:26
gc
pensavo che le idee fossero fatte da persone (e non da macchine pensanti) e che come tali fossero per questo educatamente confrontabili. Giudico (perchè anche chiunque esprima una opinione lo fa) giusto in assoluto il riferimento a non comunare giudizi personali con quelli sull’argomento in discussione, ma nello specifico l’opinione da me formulata era solo riferita a ciò che tu hai argomentato e non c’era alcun riferimento ad altri connotati relativi ad aspetti caratteriali o altro della tua persona che come giustamente fai notare non può mai essere avallata da alcuna frequentazione o comunanza( laddove anche vi fossero non autorizzerebbero comunque alcun giudizio sulla persona). Sarebbe comunque più opportuno, che questo richiamo all’ asetticità fosse anche riportato nel caso di clamorosi commenti lecchinici che a volte si possono notare in altre occasioni.
Tornando al riferimento al sistema anglosassone, i partiti o blocchi (CHE SONO SOLO DUE)che si arrivano a votare sono frutto di una serie di dinamiche di discussione che prevedono prima l’intervento della società civile e della parti sociali a vario livello e nelle sedi confacenti, per poi arrivare agli schierameti e alla elezione diretta di chi li governa; quindi i piccoli partiti o associazioni esistono ma discutono prima negli ambiti in cui questo è previsto e non condizionano la vita di milioni di persone pur rappresntando un sparuta minoranza: un conto è la difesa dei legittimi interessi per cui esiste un piccolo partito o una associazione, un conto è governare sul riflesso di una ostruzione o di un ricatto politico; si facessero chiarezza prima fra di loro e non quando sei arrivato al punto di massima responsabilità, in maniera che tutto possa risultare più chiaro, anche l’eventuale scelti di un deputato.
Mai più clientele! La democrazia è un’ altra cosa
(cambierei il nome del sito in MENTECRITICA E FREDDA: è una battuta ove fosse possible…)
ciao ciao
27 Aprile, 2007 a 13:56
diabolicomarco
ah sì? Gratis? e io che avevo già staccato una bella fattura…
27 Aprile, 2007 a 14:14
MenteCritica
In relazione alla discussione sul diritto anglosassone tengo a precisare che anche io sono favorevole alla concentrazione delle rappresentanze, ma non vedo come questo escluda la possibilità di esprimere preferenze.
Abbiamo già avuto elezioni dove si sono presentate delle coalizioni ed era contestualmente possibile esprimere una preferenza per un candidato.
Proprio prendendo a modello il diritto anglosassone la riduzione del numero dei partiti, auspicabilissima, non mi sembra in contrapposizione con il diritto di esprimere una preferenza e quindi la questione, secondo me, non esiste.
Era questo l’argomento del mio articolo. Non il numero dei partiti che, come credo la gran parte dei citadini, io vorrei diviso per 20.
27 Aprile, 2007 a 14:16
diabolicomarco
Perché no? Di “teste calde” in giro ce ne sono fin troppe. E andando verso l’estate sarà sempre peggio.
27 Aprile, 2007 a 17:46
tusaichi
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200704articoli/21011girata.asp
…ora mi sveglio
ora mi sveglio
ora mi sveglio
ora mi sveglio
27 Aprile, 2007 a 18:59
marco il buono
Da oggi ufficialmente la giustizia è morta.
Fanno bene i ladroni a rubare, dovremmo iniziare anche noi.
Viva silvio
27 Aprile, 2007 a 19:07
MenteCritica
Secondo me bisogna accettare tutte le sentenze, quelle condivise e quelle no.
Altrimenti si diventa come Silvione che stava sempre a lamentarsi.
O la Magistratura funziona o non funziona. E se non funziona sono guai. Per tutti.
27 Aprile, 2007 a 19:21
marco il buono
Non funziona.
Se Previti è colpevole ed è anche andato in galera, il mandante non è colpevole?
due più due fa ancora quattro?
27 Aprile, 2007 a 20:00
MenteCritica
Non lo so Marco. Non lo so.
Il clima è cambiato. Ho l’impressione che Berlusconi ambisca a un ruolo più istituzionale e meno conflittuale. Vista in quest’ottica …
Certo che se le cose stanno come dici tu.
27 Aprile, 2007 a 21:42
evacarriego
ho già letto altri tuoi articoli sulla legge elettorale e sono oltremodo d’accordo: con te
è una questione di democrazia, lo sbarramento può essere al 4 o al 5%, ma le segreterie dei partiti non devono decidere per chi devo votare
ot: mi chiedevo che fine ha fatto la legge antitrust, così, per dire
27 Aprile, 2007 a 22:05
John Diamond
Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.
Ma perchè se cito Hitler, che qualcosa di giusto può avere pur detto nella sua vita (come d’altronde hanno detto cose giuste Marx, Lenin, Mao e Stalin) devi censurarle?
Ma hai la capacità di argomentare idee diverse dalle tue o sei così drammaticamente limitato da dover solo operare censure?
Sei dialetticamente molto molto debole se hai paura di citazioni del 1924, e sei completamente privo di argomenti ed idee.
Se dico “Punirne uno per educarne 100″ di Lenin va bene?
Cosa c’è, i mostri, in quanto Hitler e Lenin sono mostri uguali, vanno bene solo di un colore?
“Punirne uno per educarne cento” è una citazione di Mao Tse Dong. Quando io non so di cosa parlo, in genere, sto zitto invece di fare brutte figure. Porre sullo stesso piano Marx un filosofo, Lenin un rivoluzionario e Hitler un macellaio la cui rudimentale filosofia è può impressionare solo chi ritiene Tom Clancy uno stratega, è criminale ignoranza. Certi personaggi, a causa delle loro azioni, a mio avviso hanno perso il diritto di essere citati. Questo per rispetto alle vittime dei loro crimini. Non ci saranno mai citazioni di hitler, pinochet, mao, stalin o pol pot sulle pagine che io gestisco e pago. Ci sono altri siti dove questo genere di letteratura è gradito. Ringrazio chi si sforza per un interpretazione psicopatologica del mio comportamento, ma per questo ci sono già dei professionisti che se ne stanno occupando. Viceversa, mi concentrerei su questo prepotente desiderio di proporre questi particolari contenuti senza citarne immediatamente la fonte. Vergogna?
MC
28 Aprile, 2007 a 11:13
spes74
@evacarriego: bella domanda!
28 Aprile, 2007 a 11:28
mstatus
Oggi con la società multietnica, in parte già presente, e soprattutto destinata irrerversibilmente ad ampliarsi, porre argomentazioni a senso unico, o come dice MC porre Marx, Lenin, e Hitler sullo stesso piano, è inconcepibile. Come porre, d’altronde, l’aspetto religioso con i paraocchi e soprattutto imporlo anche agli altri. Non è più possibile.
Una ideologia deve essere fattibile (che si possa applicare), condivisibile non dico da tutti ma almeno da una maggioranza sostanziosa delle masse, e soprattutto sentita come propria dalle masse stesse. Gli estremismi, sia di dx che di sx (sintetizzo), terrorismo compreso, non possono avere un “futuro”. Per es. le BR anche se saltuariamente ricompaiono, sono state sconfitte dalla gente che le ha ritenute improponibili.
Le verità assolute del fascismo, del nazismo, del comunismo, della religione, ed altri sono anacronistiche, potevano essere accettate dalle masse (e per un periodo lo sono state accettate), a quei tempi: non oggi.
Ripetendo un luogo comune bisogna imparare dagli errori della storia del passato, cosa che a quanto pare risulta essere utopica. Vanno trovati dei minimi punti di incontro (non è necessario che siamo tutti d’accordo), ma dei punti fissi di incontro che riguardino un concetto di morale oggettiva vanno trovati e soprattutto applicati in modo neutrale.
Oggi non sono più proponibili schemi del 1924 di tipo integralista … anche se in verità ci sono ancora dei posti in cui ciò viene fatto, ma l’integralismo, il fondamentalismo, la verità assoluta in genere, è destinata a naturale estinzione… Con la società multietnica non è più applicabile (fattibile)!
E la società multietnica non la ferma nessuno: né i fucili, né le bombe, né i forni crematori…
Per cui più che posizioni come dice MC personali (che sono produttive di assai poco), direi scambio di idee che possano portare a dei minimi punti di incontro. Prima o poi bisognerà arrivarci… Un es. Einstein quando giunse in America e gli chiesero di che razza era: rispose cittadino del mondo …
30 Aprile, 2007 a 5:59
Davide
@tusaichi: sono d’accordo con MC, le sentenze vanno accettate. E’ indubbio che si tratti di una sconfitta, ma lo è per me, perchè ritengo berluska un mafioso golpista assassino. Ci vogliono le prove però, e come tutti certamente saprete, il sistema processuale fortemente garantista (lo stesso che rimette in libertà investitori ubriachi, clandestini, “sovversivi”) contempla un regime probatorio differenziato nei vari gradi dell’indagine prima e del giudizio poi. Traduco: ci sono elementi che noi profani consideriamo “indizi” o “prove” ma che non possono essere prodotti in dibattimento. Credo sia questo il caso, credo cioè che l Procura non abbia potuto far condannare silvione. Idem per la Franzoni (con dovuti distinguo che ometto per non tediarvi).
Il buonsenso che mi contraddistingue (scherzo) mi porta a fare una riflessione: ma se proprio silvione era sicuro di “non aver commesso il fatto” (il che significa che il fatto è accertato) perchè ha cagato il cazzo con le varie leggine cirami, ex-cirielli e pecorella? perchè pecorella - l’avvocato di silvione in aula, insieme al deputato ghedina - ha scritto una legge incostituzionale per tirare fuori dai guai…ehm, pardon, dalle noie processuali, il suo committente (che guarda caso era diventato presidente del consiglio)?
PERCHE’? Non è che magari avesse qualcosina da nascondere e/o farsi perdonare? E’ credibile un imputato simile? Da parte mia NO. La Cassazione può fare ben poco, ma è la nostra ultima speranza, anzi no, quella è il tempo
Quanto alla rassegna stampa, poche semplici parole: sono tutti indifendibili oramai. Indifendibili. Punto
3 Giugno, 2007 a 3:22
Davide@home
Devo faer un passo indietro, MC, sulla legge elettorale. Avrò occasione di spiegarti perché. Notte