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Caffè amaro del 05/10/07 – Doppio

5 ottobre, 2007 - 8:00 di  
Archiviato in Rassegna Stampa




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caffedoppio1.jpgAlle 00.58, su Google News , la notizia che rimanda a circa 100 articoli simili è: morto l’agente del sismi Lorenzo D’Auria. Cronaca di una morte annunciata che mi causa più inquietudine che tristezza. Nello stesso momento devo usare la funzione di ricerca per trovare quei pochi articoli che parla di una sentenza amara: Eluana deve vivere.




Commozione artefatta, minuti di silenzio, messaggi di cordoglio. Ogni redazione, anche la più piccola, tira fuori il coccodrillo. Lo sapevamo tutti, lo sapevo perfino io, che questo sarebbe presto accaduto. Sapevo che la morte sarebbe presto arrivata, le condizioni erano gravi. Inoltre alcuni giornali mi avevano informato del fatto che la neo-moglie aveva acquisito , sposandolo, il diritto di decidere “quando staccargli la spina”. Possibile?

A fatica ho cercato di sapere chi ha sparato a Lorenzo D’Auria. I talebani. Lo dicono coloro che hanno gestito “il blitz” che ha permesso la liberazione. Su qualche fonte una teoria diversa: è stato colpito dal “fuoco amico”. Poco importa, in fondo. Ormai i giochi sono fatti. Giornali, tv, politici e tanta “gente comune” parteciperanno ai funerali. E poi finirà tutto nell’oblio.
Restano le parole, riportate da una sola fonte tra quelle presenti nelle prime tre pagine di Google News, del padre:

“Avrei ancora qualcosa da dirvi – ha mormorato Mario D’Auria — ma non e’ il momento”.

Molto presto, già domani di tutta questa storia non si parlerà più. In parlamento quel prezioso minuto di silenzio verrà rimpiazzato con una qualche scaramuccia e su Google News troveremo ancora nuove puntate del “noir di Garlasco”.
Signor Mario D’Auria, io capisco il suo dolore. Ma il momento per parlare è questo. Anzi era quello. E’ già passato. Cosa ha da dire, io credo, non lo sapremo mai.

Da padre a padre.

Queste le dichiarazioni del signor Beppino Englaro. Un esempio di dignità che rende ogni commento superfluo.

[...]questa sorte può toccare a tutti: è una battaglia di libertà che riguarda ogni cittadino. Dobbiamo dire grazie a Eluana. E’ prigioniera da 5738 giorni: le sue indicazioni erano chiare, non ci saremo aspettati così tante difficoltà. In ospedale hanno interrotto il percorso verso la morte di mia figlia, ora quel processo deve continuare. Sempre nella struttura pubblica. Attraverso il protocolli clinici Eluana è stata portata in questa situazione, e attraverso gli stessi protocolli dovrà uscirne.*

E anche:

“Credo che tutti gli esseri umani, per loro natura, si schierino dalla parte della liberta’, se uno la nega, non e’ un essere umano”.**

* ANSA.it
** quotidiano nazionale

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Comments

4 Risposte a “Caffè amaro del 05/10/07 – Doppio”
  1. MenteCritica scrive:

    Io credo che ogni giorno di più, noi cittadini di questo paese vecchio e decadente, stiamo rinunciando al nostro diritto umano di esercitare la scelta. Scelte dolorose a volte, scelte che lacerano, ma sempre e comunque scelte che ci rendono protagonisti della nostra vita.

    Ho l’impressione che si sia delegato questo diritto alla scelta ad un sentire comune senza volto e senza misericordia. Un sentimento senz’anima e senza umanità che continua a scegliere per noi secondo un’etica vuota.

    Riappropriarsi individualmente del proprio diritto di scelta è il primo passo di un lunghissimo cammino che un giorno, almeno spero, porterà tutti noi fuori dalla tenebra che ci circonda.

  2. Marco il buono scrive:

    Per me è meglio tacere sui motivi e sulle colpe, dico solo..Bravo Marco.

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Su questo articolo gli altri siti web hanno scritto....
  1. [...] e chiara volontà del malato) sembra possibile per la Corte staccare la spina. Sentenza che riapre speranze che sembravano perse per Eluana. Ed infondo a lei è dedicato l’articolo. Aspettiamo prima di stappar bottiglie. Perché se [...]



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