E’ Aperta la Caccia al Terrone

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "E’ Aperta la Caccia al Terrone" è stato scritto da Assunta Altieri

Quando, al convegno su Islam e integrazione, il ministro (dico: ministro!) Amato ha asserito che “Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. È una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario”, ho subodorato la diarrea da post “Milanesi e Siciliani l’Un contro gli altri Armati” e, con atteggiamento ritenuto platealmente presuntuoso (tale è un commento privato che mi è giunto) ho deciso di mantenere le distanze dai rigurgiti che, immaginavo, ne sarebbero derivati.

D’altro canto, siccome sono una cittadina onesta che rispetta le leggi, paga le tasse, non contesta le multe per divieto di sosta, il mio parere ho voluto darlo in un Blog che ritengo/ritenevo/ritengo/ritenevo (il contrasto è forte!) di discreto livello: quello di Laura Costantini e Loredana Falcone (articolo pubblicato su MC), nonché postarlo – premunendomi di chiudere i commenti, non perché volessi impedire l’altrui espressione ma perché sono profondamente contraria alle discussioni sterili come quelle che si stavano avviando sul mio Blog.

Il mio commento era un invito a valutare non l’aspetto più banale dell’infelice uscita di Amato, quanto le argomentazioni di tono un po’ più elevate.

Qualche giorno fa mi hanno chiesto quale fosse, a mio avviso, la peggiore bestemmia. Ho risposto che la pronuncia chiunque asserisca di parlare in nome di Dio. Costui è un delinquente che, senza alcuna responsabilità personale, può arrogarsi qualsiasi diritto, anche quello di vita e di morte. Quindi condivido Amato quando afferma che non c’è un Dio dietro il quale nascondersi. Ciò nonostante, non può un ministro, per il timore di offendere un popolo “altro”, offendere il proprio. Avrebbe dovuto dire che è degli uomini, nel senso di maschi questa tara, ché questa è la verità. Avrebbe dovuto dire: smettiamola di stuprare nel corpo e nell’anima. Avrebbe dovuto dire: siamo persone che ammazzano altre persone e non uomini che ammazzano donne. E avrebbe dovuto dire che le religioni non aiutano in questa normalizzazione e che è ora di smetterla di ammazzare in nome di Dio ché questa è vigliaccheria e non devozione.

emigranti3.jpg

Risultato, peraltro atteso: assolutamente ignorata. Ora, non soffro di mal di partecipazione ché graziaddio non campo di blog, e non ci sono mica rimasta male. O meglio, la persona etica che è in me c’è rimasta male: ma come? Ieri si parla di pari dignità (io) e di uguaglianza (la maggior parte delle donne) e oggi si butta all’aria quel sentore che mi stava quasi raggiungendo di intelligenza e si ritorna al ruolo di comari che argomentano, con aneddoti più o meno pittoreschi, un odio razziale che è la piaga italiana? Ma no! – mi sono detta – Adesso le cose cambiano. Vedrai che Laura spiegherà che non intendeva certo generalizzare, che la sua è solo la denuncia di quell’infima porzione della Sicilia che ha conosciuto, che è successo tanti anni fa e che le cose – in sua assenza, giacché suppongo che non ci sia tornata mai più in Sicilia – sono mutate. Vedrai che ricorderà che già cinquant’anni prima che iniziassero, in Francia, i moti di emancipazione, Pietro Pisani e Vincendo Di Blasi hanno scritto libri che inneggiavano all’uguaglianza delle donne. Vedrai che ricorderà che la gente cerca di combattere la mafia, l’usura. Certo il retaggio culturale è fortemente radicato, ma in Sicilia, come a Milano ci sono persone oneste e farabutti, donne emancipate e donne sottomesse. E forse, chissà, si dispiacerà per aver ceduto a quella forma (come potrei definirla?) di omertà siculo-romanesca che le ha impedito di denunciare il siculo caliente che le è zompato addosso.

E invece niente. Solo legna sui tizzoni ardenti. Siciliani e pugliesi brutti e cattivi, romani belli e bravi. Che, peraltro, verrebbe da ricordare che Roma sta nel Lazio e che il Lazio è Area 3 Nielsen (cioè Centro, mica Nord!). E verrebbe di ricordare quanto poco siano amati i modi romaneschi-burini in tutta Europa. Ed è stato questo slancio di violenta esigenza di contrattacco a riportarmi a ciò che sono: una persona civile. Ecco perché ho preferito rispondere con toni molto pacati e con un invito, che continuo a rivolgere a tutti, all’intelligenza.

Amato sì, Amato no.
Come temevo tutto si è tradotto in un’annosa discussione su terroni e polentoni, quando invece c’era ben altro da indagare: la delinquenza intellettuale di chi pretende di parlare in nome di Dio, la presa di posizione nei confronti di un pensiero di superiorità/inferiorità genericamente diffuso che non sempre si traduce in violenza ma tende spesso a surfare fra convinzioni consolidate, l’incapacità dei politici di prendere posizioni ferree inquadrando il problema e dando (quantomeno bozze di) soluzioni.

Ma veniamo ai terroni.

emigranti.jpg

Oggi ho fatto velocemente due conti. Ho vissuto:

  • per il 52% a Parma
  • per il 14% nel Gargano
  • per il 12% a Milano
  • per il 10% a La Spezia
  • per il 12% in giro (c.a. 70% Nord-30%Sud)

Quindi complessivamente c.a. l’85% al Nord e il restante 15% al Sud.

Ma.
Ma sono nata in Puglia, nell’entroterra del Gargano, paese di mafia rurale.

Quindi.
Quindi sono al 100% terrona. In quanto tale: gradisco prendere calci in faccia e preferibilmente in pancia se sono incinta; al comando del masculo porto l’acqua a tavola; mio padre è un troglodita che picchia, o alla meno peggio, non rispetta mia madre.

Ma.
Ma così non è.

Poi.
Poi c’ho due aneddoti.

Il primo me lo ha raccontato mio suocero (toscano toscano).
Un suo conoscente (ravennese ravennese) alla moglie (bolognese di adozione ravennese): …prendi l’acqua, prendi il pane, servi il pollo, prendi un altro bicchiere… Mio suocero: M. ma lascia che stia un po’ tranquilla.
Il conoscente: Perché? È il suo lavoro!
Commento di mio suocero: Che terrone, M.!

Il secondo mi è capitato direttamente.
Un’amica (parmigiana parmigiana) viene a trovarmi a Pescara (dove attualmente vivo) e andiamo a mangiare in un ristorante suggeritomi per il pesce. Arriva il cameriere e io gli chiedo di esporci i due menu, a base di pesce per la mia amica, rigorosamente non a base di pesce per me ché sono allergica.
Il cameriere ammiccante: Sei allergica al pesce, eh!
Io per nulla compiacente: Sì, mi dica le alternative, per cortesia.
Il cameriere: (…) sorvolo sulla battuta.
La mia amica: Che terroni questi pescaresi!
Qualche giorno dopo, racconto l’aneddoto ad un paio di conoscenti (pescaresi pescaresi).
Una delle due: Sicuramente non era pescarese, sarà stato uno di quei terroni pugliesi.
Io: Sai vero che io sono pugliese?
L’altra: Nooo, tu sei parmigiana.
Quella di prima: Potrebbe anche essere calabrese, qui ce ne sono parecchi!
L’altra: Per me è un albanese.

Sintesi: per qualcuno siamo sempre dei terroni.

Tutto questo per dire: ma perché non impariamo, da individui intelligenti quali siamo, a parlare di persone? Non milanesi e siciliani, non terroni e polentoni, non maschi e femmine e (azzardo) non adulti e adolescenti, ma persone. Persone.

Se ti è piaciuto questo posta aiuta MenteCritica concretamente. Finanzia la diffusione di questo articolo.Il denaro raccolto con le donazioni verrà esclusivamente utilizzato per pagare i costi di gestione del sito e per propagandare gli articoli di MC utilizzando lo strumento di promozione di facebook. I numeri per la diffusione sono stime di facebook per la pagina facebook di MenteCritica. Le donazioni risulteranno intestate al curatore del sito: Gianalessio Ridolfi Pacifici.
Donazione per diffusione contenuti MC



Taggato con: , , , , ,
Pubblicato in Diritto di Replica
Pubblicità da Liquida
Pubblicità Locale
Pubblicità Google
-
Diffondi i contenuti di MC
Il denaro raccolto con le donazioni verrà esclusivamente utilizzato per pagare i costi di gestione del sito e per propagandare gli articoli di MC utilizzando lo strumento di promozione di facebook. I numeri per la diffusione sono stime di facebook per la pagina facebook di MenteCritica. Le donazioni risulteranno intestate al curatore del sito: Gianalessio Ridolfi Pacifici.
Donazione per diffusione contenuti MC



Cerca in MC
Loading
Archivi
Generata in 1,128 secondi. Effettuate 63 query al database e 21 query nella cache. Memoria usata - 24.43MB