Burattini (siamo proprio un popolo di…)
15 marzo, 2008 - 7:00 di doxaliber
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Qual è stata la notizia politica più dibattuta su internet ieri? Semplice, la risposta data da Berlusconi ad una ragazza precaria che gli chiedeva come fosse possibile, per una giovane coppia, farsi una famiglia senza un lavoro stabile. Quanto detto da Berlusconi credo lo conosciate tutti, l’ex premier ha invitato la ragazza a sposarsi un miliardario, perché con il sorriso che si ritrova se lo può certamente permettere.
Una risposta che ci indigna, vero?
Si, sarei un bugiardo se non ammettessi che anch’io, in un primo momento, sono rimasto infastidito dall’ennesima boutade del cavaliere, certo la cosa non mi ha fatto infervorare, ma una punta di fastidio l’ho provata. Naturalmente il web (così come molta gente comune) s’è incazzato di brutto; basta dare un’occhiata a quelle che sono le le “metrics” di in questo momento (14/03/2008 ore 20:38), oppure basta farsi un giro tra gli aggregatori di notizie, o dare una scorsa ai quotidiani on line, tra le cui pagine troverete certamente una lunga sfilza di dichiarazioni politiche che hanno fatto seguito alla battuta berlusconana. Insomma, c’è stato un vero festival di persone che, in coro, si sono dichiarate indignate per la frase di Berlusconi.
Il clou della giornata è stato raggiunto con la notizia dell’apertura di un blog provocatorio dal titolo inequivocabile: .

Berlusconi ha fatto una figura di merda, vero?
Manco per il cazzo. Non passa molto tempo e, dopo i politici, la blogosfera e gli italiani tutti (in ordine rigorosamente sparso), arriva anche la dichiarazione della precaria : “forse voto Berlusconi.”
Di nuovo, la blogosfera, i politici e gli italiani tutti (in ordine rigorosamente sparso), si indignano! Ma come? Quello insulta te e tutti i precari e tu, invece di arrabbiarti, affermi di voler votare per il tuo carnefice? Urla, vesti stracciate, discussioni, i soliti insulti equamente divisi tra: “voi di destra” e “voi di sinistra”.
Io mi fermo un attimo a pensare. Ma chi diavolo è questa Perla Pavoncello? Chi l’ha invitata alla trasmissione di RAI DUE dove s’è consumato il fattaccio? Voglio dire, io Doxaliber, cittadino incazzato, se avessi voluto partecipare a quella trasmissione e fare una domanda a Berlusconi avrei potuto? Come si partecipa a questa trasmissione? C’è per caso un numero di telefono da chiamare, tipo quelli che passano in sovraimpressione durante i quiz trasmessi in TV? Come si scelgono gli invitati? Come si scelgono le persone che faranno le domande? A caso? Con un sorteggio? Come funziona? Voglio partecipare anch’io! Voglio fare domande difficili!

Poi mi sono ricordato dei meccanismi di funzionamento delle tribune politiche che si svolgono nelle televisioni locali durante le elezioni amministrative. Chi ha avuto un po’ a che fare con la politica, oppure magari con le TV locali, sa che molto spesso a questo tipo di trasmissioni vengono invitate persone “politicamente vicine” all’ospite di turno, al quale spesso vengono sottoposte domande precedentemente concordate. Così si evita il rischio di incorrere in gaffe e sorprese spiacevoli. Allora ho iniziato a ragionare per assurdo e, colto da una crisi paranoica, ho cominciato a chiedermi: “Se fosse stato tutto concordato?”. Insomma, mettiamo per assurdo che Perla Pavoncello non sia proprio una ragazza scelta a caso nel mucchio (come si partecipa a questa trasmissione, qual è il numero da chiamare….); mettiamo che tutte le domande poste a Berlusconi nel giorno della fatidica boutade fossero già conosciute dall’ex premier e dal suo staff; mettiamo per assurdo che anche la domanda della Pavoncello fosse già “pervenuta” allo staff del cavaliere, supponiamo che la risposta “ironica” dell’ex Premier fosse una cosa studiata a tavolino e che magari qualche esperto di “marketing” avesse anche previsto le possibili reazioni….

Improvvisamente mi ricordo che qualcuno, qui su Mentecritica, aveva già scritto qualcosa in merito ad un teatrino e ad una tragedia in due battute; sento dentro di me un turbamento; immediatamente le mie braccia cascano giù, come se non ci fosse più alcun muscolo in grado di controllarne i movimenti, davanti a me vedo una specie di sipario che si chiude per nascondere una tribuna gremita. Alzo la testa e mi rendo conto che è successo di nuovo, ancora una volta sono stato cooptato per svolgere il ruolo di attore non protagonista nella farsa chiamata “Itaglia”, il mio ruolo, come quello di tanti altri assieme a me: quello del burattino. Attore protagonista: “il media conquistatore”.
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