“Buon Ferragosto”. Firmato Vladimir 75


Alla faccia del bicarbonato di sodio! Un povero cristo non può farsi un paio di settimane di vacanza in santa pace che al suo ritorno si ritrova in un gran caos internazionale. E vabbé, ma allora ditelo…

Vediamo almeno se ho capito quello che è successo.

Dunque. Ci si sveglia una bella mattina d’estate che la Georgia ha mandato le proprie truppe a cannoneggiare le popolazioni civili in Ossezia. Alzi la mano chi aveva mai sentito parlare dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia prima dell’agosto 2008. Pochini, vero? Bene, la maggioranza di noi ha imparato che Ossezia e Abkhazia sono (erano?) province della Georgia che reclamavano il diritto all’autodeterminazione, come a suo tempo fece il Kosovo con la Serbia e come usa fare da tempo in parecchie altre parti d’Europa.

Visto che in Ossezia c’è un sacco di gente che parla russo, ecco che in Ossezia per difendere la popolazione civile dalla pulizia etnica georgiana vanno benissimo carri armati che parlino russo. E per farlo ancora meglio, facciamo che avanzino oltre l’Ossezia penetrando ancora di più in Georgia. E’ un po’ come se il Sud Tirolo volesse rendersi indipendente dall’Italia perché si sente più tedesco che italiano. Metti che Napolitano mandasse l’esercito di LaRussa a cannoneggiare i trentini che parlano tedesco. E metti che l’Austria, per difendere i suoi “parenti di lingua” mandasse i carri armati ad occupare il Trentino, arrivando fino a Brescia, così, tanto per non lasciare le cose a metà. Ecco, mi sembra che più o meno sia andata così in Ossezia, solo che i carri armati russi fanno un pochino più impressione di quelli austriaci.

Che grande idea, quella di Saakashvili (il presidente georgiano) a cannoneggiare la sua Ossezia poco prima di Ferragosto! E che figlio di buona donna, il nostro Vladimir (Putin, chi altri?)! Non ti va a scegliere proprio il Ferragosto per mandare i carri armati a fare queste gite fuori porta?

E per di più non è proprio durante la roboante Olimpiade cinese? E per di più, non è proprio durante la campagna per le presidenziali in USA, con Bush e Condoleeza a fine mandato ed Obama e McCain colti alla sprovvista? Ma sì… approfittando pure delle vacanze di Frattini (il povero diavolo avrà pur diritto a fare le ferie a Ferragosto, o no?), e dell’amicizia personale con Berlusconi, che non potrà mandare in Ossezia la Folgore, impegnata com’è a difendere gli obiettivi sensibili di Roma e Milano dall’invasione dei Rom.

Insomma, un tempismo perfetto, sembrerebbe quello del nostro Vladimir. Che però ha fatto i conti senza l’oste: infatti ecco che, con decisione fulminea, scende in campo l’Unione Europea, con a capo – nientepopodimeno – il suo Presidente di turno Nicolas Sarkozy. Nicolas si reca a Mosca con un bel trattato di pace prestampato, su cui il presidente russo Medvedev fa schizzare distrattamente qualche goccia d’inchiostro che Nicolas prende per una firma. Applausi per Nicolas. Solo che Vladimir si dimentica di ritirare le truppe: un dettaglio.

Che l’Unione Europea non fosse granché come soggetto politico ce ne eravamo accorti. Ora che l’Orso Russo si è risvegliato la pochezza dell’Europa come soggetto politico unico, in grado di giocare un ruolo sullo scacchiere internazionale, appare in tutta la sua triste evidenza.

Sarkozy fa – invano – la voce grossa:”Mosca si ritiri senza ritardi”: Putin è ancora lì che trema. La Merkel fa telefonate di mezzora al presidente russo Medvedev chiedendogli “perché avete riconosciuto l’indipendenza dell’Ossezia?”; pare che lui le abbia risposto: “…e perché il Kosovo sì e l’Ossezia no?”. Il ministro degli esteri inglese raccomanda alle altre ex-repubbliche sovietiche (Ucraina e Moldavia per esempio) di starsene buone, che sennò zio Vladimir ne approfitta per invadere anche loro. L’Italia? Ah sì, l’Italia invece non se la sente di far la voce grossa con la Russia che potrebbe chiuderci il rubinetto del gas e lasciarci a secco: meglio rimanere a secco di credibilità che di gas, no?….

Insomma l’UE conta quanto a briscola il due di coppe quando regna denari.

A proposito di organismi internazionali, se qualcuno si chiedesse ancora a cosa serve l’ONU, da questa crisi ha una risposta chiara. Nel frattempo la NATO muove navi con aiuti umanitari a testata nucleare sul Mar Nero.

E adesso che si fa? Boh… Mi pare che nessuno sappia esattamente che pesci prendere per fronteggiare una crisi di difficile soluzione, visti anche gli interessi economici in gioco (da quelle parti transitano i gasdotti russi).

Si dice in giro: è un ritorno alla Guerra Fredda. A me sembra un po’ peggio: durante la Guerra Fredda gli attori erano solo due, USA e URSS, ed in un certo senso le loro mosse erano prevedibili e si elidevano reciprocamente. Oggi ci sono in giro altri soggetti capaci di farsi sentire: la Cina innanzitutto, molto più della nostra sgangherata Unione Europea. Non va però dimenticato il ruolo che potrebbero assumere alcuni “particolari” Paesi dal vizietto nucleare (Iran e Corea del Nord su tutti) nel disgraziato caso di escalation della crisi.

Insomma, caro zio Vladimir, per Ferragosto ci hai fatto proprio una gran bella sorpresa. Ora però, per favore, per Natale solo una cassetta di vodka e il solito gas. Non vorremmo altre sorprese, grazie.