Buddha & Blogosfera
29 marzo, 2007 - 19:00 di miriam161
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Il termine è un neologismo coniato per indicare l’interconnessione di quella multiforme e variegata realtà che sono i blog, ovvero i diari in rete.
Leggendo qua e là, ciascuno di noi si è imbattuto in diversi tipi di blog, da quelli intimi e personali a quelli che fanno quasi del giornalismo on line dibattendo di politica, attualità, tecnologia e letteratura.
Ce n’è davvero per tutti i gusti.
Molti studiosi, da anni, stanno ragionando sul fenomeno, analizzandolo anche con l’ausilio di sofisticati strumenti statistici e pubblicando in merito una quantità di articoli e volumi.
Mi chiedo, tralasciando il fenomeno del “professional blogging”, cosa induce una persona a mettere in rete un blog , a leggere ed a commentare i post altrui intrattenendo un rapporto, più o meno stretto, con chi lancia il cuore “oltre l’ostacolo della realtà quotidiana” affidando al web una parte significativa di sé stesso.
Presumo che le motivazioni siano molteplici e non facilmente riducibili alla sola pulsione narcisistica di sapersi letti, commentati, linkati, e perciò confermati nella propria autostima da chi non incontreremo mai dal panettiere sotto casa. Non avendo però né la supponenza né i titoli per esprimermi in merito, potrei, al massimo, parlare delle mie di motivazioni, qualora fossi in grado di scandagliare i remoti angoli della mia anima con i suoi bisogni e le sue attese.
A questo punto una riflessione: nella filosofia buddista, da tempo personale oggetto di interesse e di studio, uno dei concetti fondamentali è rappresentato proprio dalla interconnessione di tutti gli esseri senzienti.
Gli esseri umani infatti vivono, nel bene e nel male, in un rapporto di costante interdipendenza che fa sì che nessuno di noi possa mai dirsi realmente “solo”.
E’ interessante notare che il termine “interconnessione” venga utilizzato sia in riferimento alla blogosfera, che a quella realtà complessa, affascinante e misteriosa che è l’umana esistenza.
Una volta di più, il “micro” come espressione del “macro”?
Io amo pensare di si.
Buddha & Blogosfera è di

Sai, proprio in questo periodo seguo una lezione on-line in cui, tra i vari topic, ve n'è proprio uno riguardo i blog.
Era quasi scontanto che la maggior parte delle opinioni degli studenti fossero positive sul fenomeno (anche perchè credo una buona parte di loro ne gestisca uno), quel che però ho notato è che o da una parte si sopravvaluta questo nuovo mezzo di espressione o dall'altra si denigra a semplice diario messo on-line.
Nei blog si parla molto. Sui blog poco; al massimo c'è un libro scritto da qualche blogghista famoso (mi viene in mente personalitàconfusa o fulvialeopardi [che tra l'altro è tuttora una EX-blogghista]), il che è come far scrivere ad un automobilista un libro sulle automobili.
L'uso non giustifica la conoscenza. Tutti noi sappiamo usare il telecomando, pochi sanno come funziona.
Credo quindi che il fenomeno non possa essere "studiato" da chi vi è immerso, nè tantomeno da chi ne è (o ne vuol essere) escluso.
Tuttavia esprimo anche io ora la mia personale opionione che tanto ho preso il via:
il blog (la blogosfera) è un mezzo democratico e con struttura orizzontale che permette la circolazione di pensieri in modo più strutturato di altre forme di comunicazione. Permette ma ostacola (tipo l'imbuto e l'acqua). Infatti quando qualcosa espande a tutti la propria fruizione finisce per essere usata ben al di sotto delle sue potenzialità. (vedi televisione)
Purtroppo per i blog si è fatto l'analogo (ma proprio copia-incolla,eh!) discorso che s'è fatto per gli sms: "bè, almeno così i ragazzi scrivono!".
Personalmente non approvo questo tipo di ragionamento e credo l'sms uno dei mali che sta erodendo quel poco di materia grigia che era rimasta nei giovanissimi dopo l'attacco dei vari ambra-angioini.
Lo stesso dicasi per i blog. Il blog non è per natura positivo. Basta andar a farsi un giro su splinder per rendersene conto. Oltre ad una grammatica-sintassi viturperata e (forse deliberatamente, lo spero) sconvolta, si assiste ad una nuova (inconcepibile) dialettica che con quella socratica ha poco a che vedere. Sui contenuti tralascio perchè (ovviamente) non mi aspetto che un quattordicenne affronti temi più grandi di lui. (…censored)
Per concluder e tirar le somme: neanche i blog sono un fenomeno culturale positivo in assoluto, come tutte le cose il giudizio dipende dall'uso che se ne fa.
Io, per esempio, negli astucci ci tengo le penne. Ma ciò non vuol dire che l'astuccio sia di per sè cosa buona e giusta.
Non ci avevo pensato. Mi sembra una associazione interessante. Complimenti.
@ tusaichi: condivido…nulla è di per sè positivo, nemmeno i blog. Io amo piuttosto pensare al fatto che si tratti di "opportunità", che possono o meno essere colte…
@ carmen: grazie e …a presto!
A me il ragionamento di Miriam ha fatto pensare a Second Life. Secondo me c'è un collegamento. Ci devo pensare, quando sarò pronto magari ci scriverò su qualcosa.
Posso dire che forse la fate più difficile di quello che è in realtà?
Perché ci sono tanti blog/blogger? Perché c'è tanto malessere, c'è
grossa crisi nell'uomo occidentale e scrivendo ci si sfoga… Come
diceva Cioran: lei crede che Franco sia un farabutto? Franco le ha
fatto qualcosa di turpe/sbagliato/violento? Prenda un foglio e una
penna e scriva 10-20-100 volte Franco è un farabutto, e si sentirà
meglio…
E proprio a dirla tutta questo blog sembra essere dimostrazione
lampante della mia tesi! ^_^
link: -link pubblicitario rimosso-
@tusaichi: "Personalmente non approvo questo tipo di ragionamento e credo l’sms uno dei mali che sta erodendo quel poco di materia grigia che era rimasta nei giovanissimi[...]"
quoto. Pollice su!