Breve Vademecum per chi ha un Matto in Casa 28


La legge di ispirazione sessantottina che ha chiuso i manicomi prevedeva una rete di sostegno. Ma la rete c’e’? Quando uno ha un figlio o una sorella matta, ma matta veramente, i cazzi di chi sono?
E se uno crepa e lascia sola una persona in quelle condizioni, che ne e’ di lei?
Uno deve crepare dannato sapendo che il figlio finirà a cacarsi sotto per strada mentre qualcuno lo prende a bastonate?”
Questo e’ il punto”. Come vedete mi è stata fatta precisa richiesta e a questa rispondo cercando di non dilungarmi troppo, sia per non annoiarvi, sia perché la cosa mi tocca profondamente. Non parlerò di Cristicchi, perché è già stato strumentalizzato abbastanza ed in una maniera che reputo oscena come potrete vedere qui. Premetto che non sono uno psichiatra, né un dirigente dell’ A.U.S.L. , sono solo uno che sa e vive di situazioni di disagio. La legge Basaglia è la legge n. 180 (degli anni settanta) che ha disposto la chiusura dei manicomi.

Prende il nome dal prof. Franco Basaglia (oggi defunto), protagonista negli anni 60-70 di un esperimento che fece scalpore presso il manicomio di Trieste.
A questa legge i detrattori imputano la libera circolazione dei cosiddetti “matti”; alla stessa legge i sostenitori riconoscono di aver umanizzato la psichiatria, l’invenzione delle comunità riabilitative e degli esperimenti di reinserimento delle persone psichiatricamente disagiate. Per chi non sapesse chi è Basaglia vi invito qui o qui .Prima che arrivasse Basaglia c’era questo, non che adesso sia vietato, ma almeno ci si vergogna a pronunciarlo. Torniamo a noi; in grassetto vi segnalo frasi vere pronunciate da utenti psichiatrici che conosco. Io sono Lello e sono “normale”, mio fratello si chiama Marco ed è convinto che l’universo conosciuto sia stato creato da alieni che si chiamano cavalieri dell’apocalisse che hanno fatto il mare con i cervelli e che sanno in qualsiasi momento dove stai. Io mi accorgo del disagio di mio fratello e parlo con il mio medico di base.Lui mi indirizza (speriamo) verso un Centro di Salute Mentale (C.S.M.) che prende in carico mio fratello. Ad esempio qui .

Lì trovo l’assistente sociale e lo psichiatra che si occupa del mio quartiere (speriamo). A questo punto ci sono varie alternative decise dallo staff del C.S.M. Se mio fratello non è grave può continuare a dormire a casa con me, ma dalle 08:00 alle 20:00 può frequentare il Centro Diurno, dove si assume la terapia, si mangia e si svolgono attività riabilitative varie, gite o lavori manuali o nella migliore delle ipotesi trova un lavoro adatto a lui, grazie alle cooperative sociali di tipo A o B. Io sono contento che esista il C.S.M. perché almeno dalla mattina alla sera posso fare una vita “normale”; in effetti questa struttura è un grande aiuto per me e per Marco. Se mio fratello ha una patologia più grave o è pericoloso lo staff può decidere di inserirlo in strutture residenziali che possono essere di due tipi, H24 (gli operatori lavorano in questa struttura nell’arco delle 24 ore giornaliere, per utenti con patologie gravi) oppure H12 (gli operatori lavorano 12 ore, per utenti con patologie meno gravi o senza parenti). Ci sono anche case famiglia senza operatori, dove tanti matti vivono insieme e si aiutano a vicenda ma purtroppo sono più rare. Queste residenze non sono per sempre ma servono ad iniziare un trattamento che aiuti mio fratello a star meglio.

Se mio fratello è molto cattolico e crede che io sia l’anticristo tenterà in tutti i modi di uccidermi; in questo caso il sindaco, i dottori, gli infermieri e la forza pubblica fanno un trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.). E lo ricoverano nel reparto di psichiatria dell’ospedale. Anche in questo caso la villeggiatura non dura a vita.Superati i 65 anni chi non può rimanere in famiglia o chi una famiglia non ce l’ha viene ricoverato in una casa di riposo che abbia un settore per i disagiati psichici. Sì, lo so, l’attuazione, essendo affidata alla regione, può presentare differenze, ma nella sostanza cambia poco. Quando ero ragazzo giocavo a pallavolo e mi è capitato di andare a giocare in un manicomio per una esibizione; lì ho visto le persone legate ai termosifoni, trattate come mandrie di vacche, lavate come Stallone nel film Rambo (quando viene arrestato), quindi mi preoccupo della fine che farà mio fratello. Nei centri voluti da Basaglia  ho trovato delle persone che trattano mio fratello nel modo migliore, con gentilezza e curiosità…sì, avete capito bene, la motivazione comune di chi lavora in queste strutture è la curiosità, sembrano estasiati quando mio fratello parla dei vermi presenti nel sistema circolatorio del sangue umano, delle voci che gli dicono di non masturbarsi pena l’inferno ecc. ecc.

Immagino che non sia tutto oro quello che luccica e altre realtà siano diverse, ma io i problemi li ho riscontrati quando entrava in scena la politica, più salivo nelle gerarchie della A.S.L. e più mio fratello perdeva la definizione di persona e diventava un numero. Sempre parlando di politica vi lancio un ultimo amo.

Perché gli O.P.G. (ospedali psichiatrici giudiziari) sono ancora aperti?
Fanno parte e dipendono dall’Amministrazione Penitenziaria e dal Ministero della Giustizia. L’ordinamento è quello carcerario, con le sue limitazioni di orari delle visite, permessi, polizia penitenziaria, ora d’aria, celle chiuse con le sbarre, ecc… una cosa vergognosa.


Informazioni su marco il buono

Avevo proprio bisogno di un luogo per esprimere il mio punto di vista, anche perchè difficilmente M. Costanzo mi inviterà nel suo salotto fra amici e grandi fratelli.

28 commenti su “Breve Vademecum per chi ha un Matto in Casa

  • MATTO

    Cara/o Lameduck,

    io il mio bell'episodio depressivio/psicotico (sono stato un MATTO depressivo/maniacale???!!!Vale qualcosa catalogare una cosa del genere?) ce l'ho avuto… sono stato anche in un reparto psichiatrico per un paio di settimane, accettando, fortunatamente, le "cure". Credo di avere avuto la fortuna, nella mia vita, di avere dedicato tantissime energie alla comprensione delle persone e di me stesso già prima della CRISI, perchè di questo si tratta e non di pazzia, che in realtà non esiste. Perciò sono stato predisposto a farmi aiutare da una brava psicoterapeuta quando ho rinunciato a quell'orgoglio che ci fa rifiutare l'idea stessa di avere bisogno di una mano tesa… e poi ho avuto tutta una serie di condizioni favorevoli che mi hanno permesso di dedicarmi a me stesso nella vita.

    Hai ragione a chiederti chi siano i matti: lo siamo tutti come non lo è nessuno. Non è affatto uno stato "inguaribile" e "definitivo", anche se il rischio di non uscirne mai più fuori è elevatissimo quando giungiamo a certi livelli di crisi. Ma non c'è cosa peggiore, secondo me, che mettere le persone in crisi insieme, forzatamente, perchè le persone in crisi hanno bisogno, come ne ho avuto io, di leggere in modo nuovo non solo le proprie emozioni ma anche il comportamento degli altri – tutti- , che certo tanto bello non è!!! E la cui manifestazione più sgradevole è la prevaricazione sulla voltonà degli altri. Un breve periodo, libero, in ospedale può aituare, ma poi se la persona in crisi non si impegna, se non lavora per comprendersi e comprendere gli altri, allora diventa come un tossicodipendente che non accetta l'aiuto di nessuno… Certo conta chi ti aiuta, come lo fa, in quale ambito generale vivi, la sicurezza di un Lavoro, l'atteggiamento della famiglia, ecc ecc. Nel mio caso mi ha aiutato anche il fatto che io sono entrato in crisi dopo anni che vivevo per conto mio, che lavoravo e che avevo PROVOCATO tutte le persone che mi circondavano cogliendone le loro contraddizioni diverse ma non dissimili dalle mie… così conoscendo le loro paure, le loro vigliaccherie, le loro disonestà… mi ero aperto certi orizzonti ma mi ero assolto, come facciamo tutti, perchè mi ritenevo migliore di loro…

    Ma la cosa tragica per me è che io non ero meglio di loro!!!! E quando ne ho preso atto sono entrato in CRISI, perchè questo voleva dire che io ero un PEZZO DI MERDA QUALSIASI, che non meritavo l'Amore e la Stima di nessuno, come non lo merita qualsiasi altro essere umano che si muove sulla terra, a partire da Stalin ed Hitler fino a Gandhi e Gesù Cristo passando per Madre Teresa (ho estremizzato per rendere l'idea, ovviamente sò riconoscere le differenze… se però vi dicessi che Gandhi era un Superbo?). Ehi, non la prendete male eh… se preferite stimiamo tutti -cambia la forma ma non la sostanza nel caso – ma, per favore, non facciamo discriminazioni!!! Poi ricordate che è pur sempre un Matto che parla…

    Tutti abbiamo bisogno di credere di essere amati e stimati dagli altri, prima di tutto dai genitori: questa necessità umana è di fondamentale importanza nei primissimi anni di vita. Ma converrete con me se rifletterete su quella che è la realtà di tutti gli esseri umani, cioè che l'Amore non esiste, è una nostra autoillusione che ci fa pensare di essere amati, – non è un caso che si dice "vorrei sentirmi amato" quando siamo giù e non si dice certo "vorrei amare"- ma nessuno potrà mai amarci davvero, perchè tutti, indistintamente, siamo destinati a soddisfare solo ed esclusivamente le nostre necessità.

    Se tra voi ci sono padri o madri vi potrete rendere conto che forse Amate i vostri figli più di voi stessi: ma se lo pensate davvero vi state raccontanto una bella menzogna!!! Necessaria, ma menzogna!!! Il pedofllo vlolentatore dei propri figli fa danni peggiori dei vostri, e non è detto, ma di sicuro trasmette un messaggio più sincero del vostro…

    Provate a ripercorrere il vostro passato e a chiedervi per quale motivo avete procreato! L'illusione che Amate i vostri figli e che questo Amore è sorto nel momento in cui sono nati, o peggio ancora che li amavate ancora prima che venissero concepiti, collide con ogni ragionevole riflessione logica!!! E' il vostro modo di ingannare voi stessi per non prendere atto di cosa siete in realtà, al pari di qualsiasi altro essere umano (ahimè, me compreso, sigh, e ve l'ho già scritto). Voi direte che l'Amore non è frutto della logica… e io vi dico che anche un Matto non è frutto della logica!!! Ecco perchè ho messo in relazione questi due aspetti: perchè la Crisi deriva proprio da questo: dal crollo di questa illusione, dell'illusione di poter essere Amati e Stimati così come di poter Amare e Stimare. Almeno questo è stato per me… infondo è prendere atto della realtà, prenderne atto non a livello logico, che può essere anche una banalità, ma a livello EMOTIVO.

    Ma il paradosso peggiore, per un "matto", è continuare a cercare di trovare negli altri la soddisfazione al proprio bisogno di essere amato quando le esperienze dissonanti della vita gli hanno dimostrato, in modo traumatico, che questo non è possibile. Si tratta solo di prendere atto che questo non lo è per nessuno!!! La mia psicoterapeuta, che ha operato per quasi quattro anni con estrema professionalità, sostiene, come lo fa la scuola cui appartiene, che tutti siamo inconsapevoli e che ognuno si deve fermare al livello di consapevolezza che le sue necessità gli richiedono, perchè perdere questa illusione fa perdere una parte importante della vita , la precezione immediata delle emozioni, delle illusioni come l'Amore. Nel mio caso si doveva arrivare a questo grado di consapevolezza che mi fa dire queste cose. E io dico che più ci si illude più si gode di queste emozioni, come dice la psichiatra, ma altrettanto di più si richia la CRISI. Perciò penso che non sarà incompatibile con il mio essere Matto l'INNAMORAMI di nuovo, nella vita: non conosco un altro modo per VIVERE L'ESISTENZA. Ma è davvero roba da pazzi!!!

  • MenteCritica

    Caro Matto,

    grazie per la tua testimonianza. Condividere, almeno leggendola, la tua esperienza è stato istruttivo.

    Grazie. Grazie veramente.

  • diabolicomarco

    Caro Matto, per essere un "fuori di testa" devo dire che ragioni proprio bene!

    Mi accodo alla lista dei ringraziamenti per il tuo contributo.

    Grazie.

  • roberto

    Il pedofllo vlolentatore dei propri figli fa danni peggiori dei vostri, e non è detto, ma di sicuro trasmette un messaggio più sincero del vostro…

    ho apprezzato molto quanto scritto, ma questa frase proprio non la condivido. un bambino solo col tempo capisce ciò che è bene o male, giusto sbagliato in base all'esperienza e alla cultura in cui si trova. la pedofilla non ha nulla di sincero è una prevaricazione e basta rivolta a chi non ha i mezzi sufficienti per interpretare il fantomatico messaggio lanciato.

    come certamente saprai la personalità è fortemente determinata dall'ambiente in cui si è formata per cui paradossalmente ogni messaggio e comportamento è potenzialmente sincero l'importante è essere sicuri che chi fornisce e chi riceve il messaggio siano in grado di comprenderlo

  • MATTO

    Caro Roberto,

    la tua osservazione ha suscitato, in me, il desiderio di risponderti: da quello che scrivi ho la sensazione che tu creda che sia possibile che qualcun'altro possa capire quello che noi vogliamo dirgli! E anch'io, scrivendo quì, stò dimostrando – ma l'ho sempre detto – di essere proprio MATTO!!! Sono Matto a credere di poter far capire i miei pensieri agli altri!!!

    Il paraddosso è proprio questo! Quando comunichiamo, come quando Amiamo, ci illudiamo che qualcuno ci comprenda!!! Quando lanciamo un messaggio questo per noi ha un significato, che è il nostro, quello che appartiene al nostro mondo interno che lo ha prodotto, diverso da quello di qualsiasi altro essere umano. Chi riceverà questo messaggio lo interpreterà a modo suo, in base al suo mondo interno, a quello che è lui in quel momento.

    Perciò non è incompatibile con il mio essere MATTO il continuare questo discorso nonosotante la premessa…

    Un genitore medio negando, prima di tutto a se stesso, ciò che è, cioè un puro egoista (al pari di qualsiasi altro essere umano, ahimè, me compreso), che cerca di realizzare i propri sogni e i propri interessi pratici anche tramite i propri figli, PREVARICHERA' su di loro educandoli – per inciso, dubito che esista educazione che non sia PREVARICAZIONE, almeno io non la conosco!- , perchè farà di tutto per rendere i figli simili a quello che lui ha in testa che loro debbano essere, cioè rispondenti ai suoi bisogni. E cercherà anche di convincerli, di PERSUADERLI, che lo fa per il loro bene! Sempre di prevaricazione e basta, come dici tu, si tratta!!! Che, poi, è anche quello che ognuno fa ogni giorno con tutti gli altri: sul lavoro, a scuola, nelle relazioni… solo che dove il tentativo di imporre la propria volontà egoistica è fra grandi, il solito egoista sa dove fermarsi, perchè sa che rischia i "denti"!!! Con un figlio non ha molti freni… lo trova facilmente condizionabile!

    Anche il pedofllo vlolentatore dei propri figli li PREVARICHERA'.

    Alla fine non è facilmente calcolabile chi dei due creererà danni peggiori ai propri figli, perchè sempre di PREVARICAZIONE si tratta. E solo la vita dirà chi dei due EGOISTI avrà fatto più danni su di loro, anche perchè questi danni dipenderanno non solo dall'azione egoistica dei genitori, ma da tanti fattori combinati tra loro, primo tra tutti da come i figli stessi collocheranno tale esperienza nella loro esistenza, in base al loro mondo interno che si verrà a formare: la formazione di un "mondo" che inevitabilmente e, per fortuna, sarà completamente al di fuori di ogni controllo da parte di chiunque abbia la presunzione e la superbia di arrogarsi il diritto/potere/dovere di EDUCARE!

    La differenza sostanziale, ai miei occhi di MATTO, tra i due soggetti è rappresentata dal fatto che un pedofllo vlolentatore, non certo per bontà quanto per difficoltà pratiche, non riuscirà facilmente a far credere ai propri figli che li VIOLENTA/PREVARICA per il loro bene!!!

    Al contrario un genitore medio nasconderà meglio i suoi egoismi PREVARICATORI ai propri figli — peggio ancora ANCHE A SE' STESSO!!!— se non altro perchè potrà giustificarsi appellandosi alla NORMALITA' della sua VIOLENZA!!!

    Poi è probabile che un pedofllo vlolentatore si renderà vagamente conto che sta facendo del male… anche se non avrà il controllo delle proprie azioni. E questa presunta consapevolezza —ma, ahimè, ce l'ha davvero???— certo non lo giustifica, anzi lo condanna!!! Di più: solo questo lo condanna agli occhi sia suoi (senso di colpa) che della collettività (attribuzione della colpa)…

    Al contrario, il genitore medio è MATTO come me!!! Ed è per questo che viene ASSOLTO per le sue responsablità altrettanto GRAVI!!! Si illuderà di fare davvero il bene del figlioletto mentre gli stà dannando l'anima!

    Quindi ecco la mia risposta: non pensi che un bambino violentato abbia maggiori possibilità di interpretare il messaggio EGOISTA e PREVARICATORE lanciato da un genitore pedofllo vlolentatore, di quante ne abbia un bambino allevato da genitori medi che lo VIOLENTANO in modi più sottili per esercitare su di lui le pressioni dirette a realizzare gli inevitabili istinti EGOSTICI e PREVARICATORI??? Io ho definito "sincerità" questo aspetto, non ne ho fatto certo una questione di merito riferito al significato puro di questa parola… tanto più che questi tipi di soggetti non mi piacciono "punto" nessuno dei due!!!!

    Poi che la lettura più semplice di questo messaggio da parte del figlio, nel caso del pedofllo vlolentatore rispetto al genitore medio, sia un bene o un male per lui — e preciso che può essere certo un male…— non lo deciderà tanto l'atto Violento / Prevaricatore del genitore, in sè stesso, quanto la combinazione dei fattori nell'esperienza del figlio stesso, andando avanti nella vita.

    Come dicevo nell'altro pezzo io sono entrato in CRISI proprio quando mi sono reso conto che ero proprio come i genitori normali – pur non essendo genitore – e ora che stò bene mi rendo conto che NON ESISTE ALTRO MODO DI ESSERE CHE QUELLO CHE SONO: CIOE' MATTO COME VOI!!!!!

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