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Brava! 7+


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E così anche la Gelmini, dopo Berlinguer, la Moratti e Fioroni, fa la sua brava riforma scolastica.

A leggere le anticipazioni questa riforma prevederà:

a) il ripristino del voto (da 1 a 10) di profitto in luogo del “giudizio” (buono, distinto, ottimo,..);

b) la “rivalutazione” del voto di condotta, che entrerà a far media coi voti di profitto e che costringerà a ripetere l’anno coloro che non conseguano almeno un “6″;

c) una restrizione delle riedizioni dei libri di testo, che dovrebbero “durare” almeno tre (o cinque) anni prima di essere sostituiti da altri testi nell’adozione da parte del corpo docente

d) la reintroduzione dell’insegnamento dell’”educazione civica”, che dovrebbe ampliarsi fino ad includere i temi ambientali e di educazione stradale

e) il ritorno al “maestro” unico per la scuola elementare.

Un sondaggio di Repubblica rivela che oltre il 70% degli intervistati concorda con la ministra sulla reintroduzione dei voti in tutti i tipi di scuola.

C’è da presumere che altrettanto schiacciante sarebbe la maggioranza se il sondaggio chiedesse il consenso sulla “vitalità” dei libri di testo, visti i costi cui le famiglie devono sottoporsi ogni anno per questa voce.

Anche sull’insegnamento allargato dell’educazione civica mi pare che non si possa che concordare (almeno qui, in un sito come “MenteCritica” che ogni giorno si sforza di promuovere la riconquista di una coscienza civile nel nostro Paese).

Le maggiori perplessità sorgono, mi sembra, per il ritorno al maestro unico. E’ ovvio che su questo punto i sindacati degli insegnanti siano sul piede di guerra: il ruolo del sindacato è quello di difendere i livelli occupazionali degli insegnanti di scuola primaria. Però, almeno secondo me, questo problema – che pure esiste – non potrà mai essere anteposto alla scelta della migliore soluzione per i piccoli studenti. E qui viene il punto: per i piccoli di scuola elementare è meglio – pedagogicamente parlando – un maestro unico o una pluralità di insegnanti? La mia risposta, d’istinto, è: “meglio il maestro unico” che possa costituire un punto di riferimento più “stabile” per i ragazzini fino alla V elementare. Non sono in grado di argomentare meglio la mia tesi, e quindi lascio questo tema (insieme agli altri, va da sé) al dibattito.

Per ora mi limito a condividere la massima parte dei provvedimenti della ministra, che rispondono – a me pare – all’esigenza di un maggior rigore didattico-disciplinare, ad una maggiore trasparenza e semplificazione, a tutto vantaggio delle classi dirigenti di domani.

Insomma, parafrasando Cochi e Renato in quel vecchio sketch, mi sentirei di dire alla ministra: Brava, 7+

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Comments

130 Risposte a “Brava! 7+”
  1. Sara scrive:

    Sembrano buoni punti, finalmente!
    Anche la mia unica perplessità è quella per il maestro unico, a mio avviso invece avere la possibilità di confrontarsi con più insegnanti e con più metodi favorisce l’attitudine all’adattamento. In più ci sarebbero maestre/i più simpatici o meno, bravi o meno, non c’è il “rischiatutto” dell’insegnante unico, col rischio che sia troppo permissivo o incompetente…

    Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!

  2. Adetrax scrive:

    Infatti, fra avere troppi insegnanti che vanno e vengono e un solo sarebbe meglio una via di mezzo, anche perchè non ci sono più i maestri di una volta ;-)

    Penso che un solo maestro / maestra che sia bravo/a si possa appassionare di più all’evoluzione scolastica ed educativa dei bambini e possa avere il tempo di tentare più strade se vede che stentano un po’.

    Forse la formula maestro unico per i primi 2-3 anni e più insegnanti per i successivi potrebbe essere interessante.

    • Sara scrive:

      Questa potrebbe essere una buona soluzione! Io farei in modo che l’insegnante unico continuasse a segure i bambini in una o due materie anche negli anni successivi…Comunque io ho avuto sempre 3 maestre, poi si è aggiunta quella di inglese, e come numero 3 va bene…

  3. Dario scrive:

    Cara Fully mi pare che il tuo intervento sia in piena linea con l’andazzo presente: seguire l’onda sondaggistica sempre e comunque.
    1) Ripristino del voto. I buono, i sufficente, i distinto avevano la stessa funzione. La presunta chiarezza che il numero dovrebbe reintrodurre sparisce nel momento in cui l’insegnante si trova ad elaborare una media. Se due alunni, a fine anno, hanno la media del 5,5 credi si debba considerare il loro percorso perfettamente uguale?
    2) Voto in condotta. Bene, si bocceranno un po’ di eterni esclusi (che tale sarà il risultato nonostante l’evidenza scandalistica dei bravi ragazzi di famiglia belli e dannati) e poi?
    3) Costituzione e codice stradale. L’assemblea nata dalla resistenza sarebbe contenta di questo accostamento. Mancava una doppia C dopo le tre I.
    4) Maestro unico. In una tv di tuttologhi mi pare al passo con i tempi. Peccato che la riforma del 90 sia nata dopo un lungo percorso (e dal confronto tra insegnanti, pedagogisti, famiglie, società civile) e continui ad essere lodata a livello internazionale (oltre che giudicata positivamente dallo stesso parlamento in sede di verifica dei risultati ottenuti)… ma si sa, all’epoca l’Italia era governata dai pericolosi comunisti: Andreotti, Craxi e De Mita, per non fare nomi.

    Dario post: La lettura

  4. simona_rm scrive:

    Io condivido quasi nulla della riforma, tranne la rintroduzione dello studio dell’educazione civica (che tra l’altro credo non sia mai stata depennata ufficialmente, credo non si insegnasse più per mancanza di tempo o altro).

    1) Il dilemma: 1 o 3 maestri.
    Quando io ero piccola, una maestra portava una classe di bambini dalla 1a alla 5a, salvo eccezioni; io vissi un’eccezione: in 4a elementare cambiai maestra perchè la mia si sposò e lasciò l’insegnamento. Fu uno shock, non volevo più andare a scuola e altri compagni insieme a me. Eravamo abituati ad una vice mamma e non vederla più tutti i giorni ci sembrò come fosse morta. Mia nipote aurora (classe ’99) ha avuto 3 maestre ed ha con loro un rapporto molto più libero, non ha sviluppato alcun attaccamento affettivo morboso, perchè le riconosce come insegnanti e non le confonde con sua madre. Il ruolo di un’unica maestra sarebbe inevitabilmente più materno (NB: non parlo di atteggiamento, ma di ruolo), che non fa bene alla maestra nè ai bambini.

    2) il dilemma: voto numerico o il giudizio
    per gli scolari in “formazione”, ritengo molto più opportuno ed esaustivo il giudizio e non il voto. Il giudizio restituisce il profilo dello studente, mettendone in luce le difficoltà, le attitudini, le necessità e i talenti. Un voto è solo un numero, piatto, arido, che ti racconta pochissimo dello studente. prendiamo una qualunque scuola media: i professori cambiano con grande frequenza, un insegnante che eredita una classe non potrebbe mai farsi un’idea completa dei suoi alunni basandosi sui voti dati dai colleghi, ha bisogno dei giudizi, per capire meglio chi ha difronte e relazionarsi nel modo migliore.
    Questa del voto/giudizio mi sembra nel complesso una gran cazzata; sapere che questa signora ha perso del tempo per decidere tra l’uno e l’altro mi fa veramente arrabbiare.
    Sig.ra Gelmini, ma lei non aveva davvero di meglio da fare?

    3) il dilemma: libri scolastici
    la proposta più spinta è quella di passare nell’arco di qualche anno ai testi on-line……..premesso che un ragazzo non può studiare su di un monitor……(io non lo permetterei mai), i libri andrebbero comunque stampati, rilegati e sicuramente PAGATI al momento dell’accesso on-line. Il risultato sarebbero dei libri più pesanti, più costosi, qualitativamente orrendi, sui quali far studiare i ns ragazzi. BENE, bella riforma, grazie.

    Nel complesso questi interventi sono una grande restaurazione, chiamarla riforma è davvero presuntuoso.

  5. ugasoft scrive:

    scusate, ma dal punto di vista occupazionale cosa cambia tra maestro unico e più maestri? viene percaso ridotto il monte ore complessivo?
    no perché a me risulta che 3 maestri su 3 classi o uno per classe faccia los tesso, dal punto di vista occupazionale…

    non che voglia difendere la riforma, che tra l’altro è l’ennesima rivoluzione ciclica che ripesca pratiche dal passato senza avere il coraggio di tentare nulla di nuovo, ma sicuramente il discorso occupazionale non sta in piedi.

  6. Iniquo scrive:

    Sarebbe però auspicabile che l’educazione civica la insegni chi ha una preparazione che includa almeno delle basi giuridiche.
    Dove ancora viene insegnata spesso si fanno più danni che altro, molto più evidenti quando nell’istituto c’è anche un insegnante di Diritto che si ritrova a dover rimediare ai danni fatti da altri professori.

    Bloccare le pubblicazioni sarebbe un intervento autoritario nel mercato dell’editoria che non passerebbe sotto silenzio da parte dell’Unione Europea; invece una cosa fattibile potrebbe essere agire tramite circolari per vincolare a precisi criteri i consigli di istituto nella scelta dei testi.
    Utilizzare gli ebook è un insulto all’intelligenza: non tutti hanno il computer a casa e comunque leggere un libro sul monitor è mille volte più scomodo e stancante. Altro discorso sarebbe se il Ministero finanziasse la fornitura di lettori di ebook, comodi e dotati di alto contrasto; ma considerando che non ci sono i soldi neanche per i computer delle aule di informatica la vedo parecchio dura, sempre che non ci sia qualche parente o amico dei politici dell’attuale maggioranza tra i fornitori.

    Il voto di condotta deve poter determinare una bocciatura, però servono criteri seri per la sua determinazione, la votazione a maggioranza qualificata degli insegnanti e la motivazione obbligatoria. Ricordo che dove ho fatto le superiori si usava dare otto a chi osava far valere le proprie opinioni in modo pacato, sette ai meno pacati, nove a tutti gli altri (comprese persone che chiacchieravano spesso durante le lezioni, arrivando anche alla risata sguaiata).

    Poi ci sono le voci sulla volontà di trasformare gli istituti in fondazioni private, roba che secondo la propaganda dovrebbe ottimizzare i costi e secondo il buonsenso ucciderebbe il diritto allo studio. Infatti ci sarebbe la corsa al ribasso per attirare i caproni, le spese verrebbero ridotte ulteriormente con conseguenti disagi per gli studenti e a quelli che chiederanno migliore qualità verrà risposto di rivolgersi ai privati (circa 91% cattolici, quindi insegnamenti non proprio caratterizzati dal civismo democratico che si sbandiera tanto in questa riforma).

    Una vera riforma della scuola ridarebbe dignità all’art 33 della Costituzione togliendo alle scuole private le regalie concesse sia dal centrosinistra sia dalla destra, introdurrebbe controlli periodici della preparazione dei docenti ed alzerebbe lo stipendio degli insegnanti di qualche centinaio di euro. Ma l’attuale Presidente del Consiglio è uno che ha criticato come se fosse assurda la volontà di rendere uguali i figli degli operai e quelli dei professionisti(si parlava di redistribuzione del reddito, pilastro delle politiche economiche di una democrazia), i meno abbienti l’hanno votato in massa e vissero tutti felici e contenti.

  7. Monica scrive:

    Il maestro unico sostituirebbe i due attuali, non i dieci o mille attuali.
    La presenza di due, solo due, insegnanti nelle elementari garantisce i bambini sotto molti aspetti, nulla togliendo all’importanza del “punto di riferimento più “stabile” per i ragazzini fino alla V elementare.
    Non credo i bambini si stordiscano molto nell’avere DUE punti di riferimento stabili, piuttosto che uno solo, in fondo anche in famiglia i genitori sono due, e chi ha figli sa quanto sia importante poter contare sull’appoggio dell’altro genitore.

    Nell’attuale situazione i bambini sono solo più garantiti nella loro esigenza di avere dei punti di riferimento stabili cosa che non sarebbe con il maestro unico.
    Una qualsiasi malattia, o lunga assenza, nel primo caso vedrebbe i bambini comunque accompagnati da una presenza nota e di fiducia, nell’altro caso invece si troverebbero completamente in mani estranee, e questo per qualsiasi assenza dell’unico insegnante!
    Spesso divisi nelle altre classi visto che le supplenze in molti casi sono autorizzate solo al di sopra di un certo numero di giorni…
    L’attuale situazione inoltre consente in caso di assenze prolungate (malattie, aspettative, ecc.) di lasciare i bambini in

  8. ilBuonPeppe scrive:

    Condivido tutti i punti citati nell’articolo tranne il ritorno al maestro unico: i bambini non hanno alcun bisogno di una vice-mamma, ma di insegnanti.
    Non sono assolutamente d’accordo invece con quello che l’articolo non dice: i tagli ai finanziamenti, la riduzione del personale, i contributi alle scuole private, la volontà di privatizzare la scuola. Questi sono i veri problemi sul tappeto, il resto è fumo.

  9. Marcoilbuono scrive:

    Il fumo vale 7+, il resto non vogliamo guardarlo come spesso accade.

  10. Monica scrive:

    A proposito di voti, soprattutto alle elementari, mi trovo decisamente in disaccordo e vi rimando per una trattazione completa dei motivi alle opere di Maria Montessori, grande pedagogista, almeno all’estero.
    Un’altra interessante lettura è l’esperienza dei bambini di [url=http://www.disinformazione.it/summerhill.htm]Summerhill[/url], il metodo Vygotskij, il metodo Steineriano e quanto stanno facendo a [url=http://zerosei.comune.re.it/italiano/reggiochildren.htm]Reggio Emilia[/url], i profeti di oggi in campo educativo, premiati ovunque al mondo ed ignoti ai ministri della Repubblica.

    Se volgiamo una società nuova, ecologica, solidale, felice, collaborativa, in luogo di competitiva forse sarebbe il caso di iniziare anche a cambiare i metodi educativi e quelli di valutazione, o no?

    Tanto per informazione riporto alcuni passaggi di un sito dedicato alla Montessori, potrete trovare molto di più sia su internet che in libreria.

    [i]Il 6 gennaio 1907, nel quartiere San Lorenzo, uno dei quartieri più poveri e degradati di Roma, la Montessori aprì il suo asilo, la “Casa de bambini”, nel quale dovette affrontare problemi pedagogici e didattici estremamente complessi, che richiesero un risanamento civile, sociale ed educativo.
    Il metodo educativo fu molto innovativo: [b] il bambino era visto come un individuo laborioso, impegnato attivamente nei suoi lavori[/b]; il gioco non doveva essere visto solo come divertimento, ma come impegno, come coinvolgimento nelle sue attività. Non si sarebbe trattato di metodo duro, impositivo, coercitivo, ma di un metodo che tenesse conto del rispetto dei bisogni e degli interessi del bambino, lasciando che, divertendosi, si impegnasse spontaneamente, facendo di ogni cosa una nuova scoperta su cui concentrarsi ed esercitarsi. In tutto questo, seppe anticipare i tempi.
    (…)
    Con questo metodo veniva insegnato il senso del dovere, la responsabilizzazione, perché le maestre insistevano sulla pulizia, l’ordine, il rispetto dei compagni. Era il materiale stesso che insegnava, e [b]da nessuna parte si vedevano voti, premi o castighi. Il bambino non veniva corretto a parole, ma gli veniva concesso il tempo e l’occasione di verificare da solo se sbagliava.[/b]
    (…)
    Ancora oggi, se si va in una scuola che usa il metodo Montessori, si resta colpiti dalla diversità di tutto quello che si vede in quelle classi. Tutto è a misura dei bambini; nelle aule non esistono nemmeno le cattedre per le insegnanti, le quali stanno accanto ai bambini, in piedi o sedute. I bimbi, tranquilli e concentrati, lavorano da soli o in piccoli gruppi, e ognuno sceglie in autonomia cosa fare e per quanto tempo. Lì nessuno dà ordini; [b]è una scuola che asseconda le capacità del bambino, ha molta attenzione per quello che egli è, insegnando anche a non subire. [/b][/i]

    • tritumbani scrive:

      Vox populi dalle mie parti dice che la montessori è quella che da il maggior numero di delinquenti minorili

      • Monica scrive:

        Mai sentito dire, ma bello scoprirne di nuove.

        Quali sono le tue parti, se non sono indiscreta?

        Sono transitata per due scuole ed entrare in una scuola Montessori è un’esperienza che vi invito a fare come genitori prima di bollare quel metodo senza conoscerne nulla.
        Se poi vi interessa sapere qualcosa di più alcuni libri sono particolarmente belli ed essendo una scienziata la prosa di Maria Montessori è asciutta e potente. Tra le altre, leggendo i suoi lavori, ho scoperto che tutti quelli che ogni tanto si riaffacciano alla ribalta promuovendo la nascita dolce (senza scosse, luci non accecanti, ecc.) non hanno inventato nulla, avendo Maria Montessori spiegato la stessa cosa almeno cento anni prima.
        • Il bambino in famiglia, Garzanti 1956
        • Educazione e pace, Milano, Garzanti, 1949.
        • La scoperta del bambino, Milano, Garzanti, 1950 (I edizione inglese con il titolo The discovery of child, 1948).
        • La mente del bambino. Mente assorbente, Milano, Garzanti, 1952 (I edizione originale inglese con il titolo The absorbent mind, 1949).
        • Educazione per un mondo nuovo, Milano, Garzanti, 1970 (I edizione originale inglese con il titolo Education for a new world, 1947).

  11. Sono stata battuta sul tempo, volevo scrivere io questo post. E aggiungere un FINALMENTE!
    Non avrei mai pensato di potermi trovare d’accordo con un ministro di questo governo, ma la Gelmini ha saputo ascoltare il grido d’agonia della scuola italiana e cercare di mettere rimedio. Benissimo il ritorno ai voti nudi e crudi. Niente sfumature: un cinque è un cinque, senza se e senza ma. Benissimo il ritorno al voto di condotta (quando io andavo a scuola per ripetere l’anno bastava un 7 in condotta, con 8 eri nel libro nero dei professori e a me capitò proprio l’anno della maturità causa scontro all’ultimo sangue con la preside). Benissimo il discorso sui libri, per mettere un freno allo sfruttamento messo in atto dalle case editrici che cambiano mezzo paragrafo e aggiustano i prezzi al rialzo. E, consentitemi, benissimo il maestro unico. Io ho avuto il maestro unico (uomo, per tutti e cinque gli anni delle elementari: un calabrese coltissimo i primi due, un lombardo illuminista per gli ultimi tre) e mi sono trovata benissimo. Il riferimento era costante, unico, insostituibile. Oggi mia nipote non riesce a barcamenarsi tra la maestra Tina, la maestra Antonella, la maestra Lucia, ognuna a tirare a sé i bimbi come fossero punti da aggiungere al pallottoliere, ognuna a dire il contrario di quello che l’altra cerca di insegnare. E tutte insieme capaci di non correggere errori madornali (doppie sbagliate, H dimenticate, apostrofi sparsi come coriandoli) perché non è questo l’importante nella preparazione complessiva dell’allievo. E’ così che arrivano degli analfabeti al liceo e all’università. Quindi si: Gelmini, brava e 7+

    • “la Gelmini ha saputo ascoltare il grido d’agonia della scuola italiana e cercare di mettere rimedio”…MA PER CORTESIA!! Se includi fra i rimedi possibili anche quello del colpo in testa, come si usava fare con i cavalli azzoppati, allora certo…in questo periodo si è preoccupata di caricare il fucile per poi puntarlo, prossimamente, alla tempia del sistema scolastico italiano, quindi premere il grilletto!!
      Cara Laura, scusa se mi permetto (e perdona i toni ma sono molto appassionato e preso dall’argomento) ma sei totalmente e preoccupantemente fuori strada!!

      Cambiamo Pianeta post: Si taglia Alitalia

    • tritumbani scrive:

      per quel che riguarda il 5 sarà solo un modo per punire persone scomode
      ti assicuro che per persone turbolenti e a rischio delinquenza si fa di tutto per accellerare il loro percorso scolastico
      Già è difficilissimo bocciare qualcuno figuriamoci con il voto di condotta che sarà usato in pochissimi casi

  12. Monica scrive:

    Sul voto alle elementari sono completamente in disaccordo.
    Eravamo indietro di circa due-trecento anni e così rischiamo di non riprenderci più.
    Ma veramente pensate basti un 6 o un 5 a risolvere la situazione?
    Abbiamo avuto Maria Montessori, nemo profeta in patria, abbiamo le scuole di Reggio Emilia http://zerosei.comune.re.it/italiano/reggiochildren.htm, potremmo approfondire Steiner, le teorie si Neil che portarono alla felice esperienza di Summerhill, la teoria di Lev Semënovič Vygotskij, ma noi no, affascinati dal nostro lustro passato, decidiamo di tornare diritti diritti nel basso medioevo, non potendo ripartire dall’antica Roma che probabilmente risulterebbe troppo evoluta!

    Terrificante!

    Metodo MONTESSORI..
    Con questo metodo veniva insegnato il senso del dovere, la responsabilizzazione, perché le maestre insistevano sulla pulizia, l’ordine, il rispetto dei compagni. Era il materiale stesso che insegnava, e
    da nessuna parte si vedevano voti, premi o castighi.
    Il bambino non veniva corretto a parole, ma gli veniva concesso il tempo e l’occasione di verificare da solo se sbagliava.
    Ancora oggi, se si va in una scuola che usa il metodo Montessori, si resta colpiti dalla diversità di tutto quello che si vede in quelle classi. Tutto è a misura dei bambini; nelle aule non esistono nemmeno le cattedre per le insegnanti, le quali stanno accanto ai bambini, in piedi o sedute. I bimbi, tranquilli e concentrati, lavorano da soli o in piccoli gruppi, e ognuno sceglie in autonomia cosa fare e per quanto tempo. Lì nessuno dà ordini; è una scuola che asseconda le capacità del bambino, ha molta attenzione per quello che egli è, insegnando anche a non subire.

    Se vogliamo un mondo migliore, più solidale, più felice, più collaborativo, più ecologico ed anche più preparato, non sarà il caso di vedere cosa c’è davanti ai nostri occhi invece che dietro?
    Quello che oggi è sotto il nostro naso è il risultato di vecchi metodi, non mi sembra sia il caso di proseguire su questa strada o no?

    • simona_rm scrive:

      Sono in piena sintonia con te Monica.
      Questi passi indietro purtroppo, riscuotono molti consensi. Fondamentalmente, perchè siamo gente che vive di nostalgie, non sappiamo guardare avanti, solo rimpiangere il passato. Perchè eravamo giovani e forti e pensavamo di essere giusti. Perchè “una volta era meglio”, perchè “si stava meglio quando si stava peggio” ecc ecc.
      Che desolazione.

      • Simona, forse hai ragione tu. Forse sono solo una vecchietta nostalgica, ma ho dalla mia una buona memoria e la consapevolezza che le mie pover nipotine oggi non hanno neanche un terzo della preparazione (ivi compresa la capacità di ragionare con la propria testa, di trarre conclusioni, di conseguire una metodologia di studio) che la scuola del maestro unico, del voto in condotta e dei numeri al posto dei giudizi ha dato a me e ai miei coetanei. Io a sei anni sapevo leggere perfettamente, a sette non sbagliavo più doppie e verbi con l’acca, a otto sapevo la differenza tra congiuntivo e condizionale. Pensi che non sia servito a niente? Io non ne sono convinta e guardo con trepidazione al futuro scolastico dei bambini di oggi.

        Laura Costantini post: La maria e i pennacchi dei carabinieri – una storia vera

        • simona_rm scrive:

          vedi Laura, anch’io faccio delle considerazioni sul tema istruzione, partendo da alcune esperienze personali però, proprio perchè tali, non le considero valide per tutti.
          Spiego meglio: premesso che tu -volente o nolente- sei un talento umanistico, se ci rifletti bene secondo me, ti renderai conto che eri un po’ più avanti e attenta di molti tuoi compagni. Io in 5a elementare avevo una compagna di banco che non sapeva dove mettere le H….all’inizio me ne stupii, poi ho scoperto che non era l’unica. Sarà sempre così, non tutti i bambini apprendono allo stesso modo. Non dipende dal maestro unico o multiplo, nè dal loro metodo.
          In un commento più in alto ho spiegato perchè sono per il giudizio invece del voto. Nelle mie pagelle della scuola dell’obbligo ci cono sempre stati i giudizi, ma non è per questo che li preferisco. Un giudizio permette delle sfumature che il voto numerico non concede. Prima di tutto un giudizio corrisponde SEMPRE E COMUNQUE ad un voto (es. scarso=4, insuff=5, suffic=6 buono=7 distinto=8 ecc.), ma permette una mediazione che il voto non concede. Es. in pagella un alunno può avere un ” più che suff”=6,5 “più che buono”=7,5. Seguiti da delle considerazioni dell’insegnante; questo definisce meglio il profilo del ragazzo valutato, cosa non possibile con i voti. Non si può scrivere in pagella 7+, 6-, ecc.ci voglio dei voti interi. Credo che in ragazzi in formazione meritino una attenzione più particolareggiata di quelli delle superiori.

          Ho 2 nipoti, di 9 e 16 anni e so’ bene come gli stanno andando le cose nell’istruzione, quello che meritano non è una restaurazione di sciocchezze come il grembiulino o il voto di condotta; i cosiddetti bulli, c’erano anche quando andavamo a scuola noi, ricordi? I professori li cazziavano e bocciavano comunque…..perchè PRIMA DI TUTTO non studiavano E poi perchè erano molesti.

          Credo che tutta questa riforma si sia soffermata sulla cornice del quadro, sul folclore scolastico, per cambiarle l’apparenza ma lasciare la sostanza com’è: in decadenza, perchè i professori sono demotivati dalla loro precarietà, perchè i ragazzi sono elettrizzati e/o rincoglioniti da una quantità di stimoli eccessivi (televisivi, informatici, ecc.) perchè le famiglie li lasciano crescere così. Perchè i fondi alle scuole si tagliano con una facilità maggiore di quelli alla sanità e gli istituti languono nella più totale fatiscenza. Qui in zona da me, ci sono scuole elementari dove i bambini devono portarsi la carta igienica da casa……

          • Simona, potevo essere la prima della classe, ma non certamente un mezzo genio. La riforma, come tutte le riforme, non sarà la soluzione ai problemi della scuola che tu elenchi perfettamente. Però io credo che qualche passo si debba farlo e forse riportare un maggior rigore nella scuola può dare una mano a ritrovare il bandolo della matassa anche in famiglia. Per continuare con esempi personali: mia nipote, che quest’anno affronterà la quinta elementare, ha una mamma che sta a casa con lei e la sorellina e la segue e l’aiuta a fare i compiti senza mai abbandonarla davanti alla tv o al computer. Eppure le carenze scolastiche ci sono e se le sta superando è soprattutto grazie ai genitori che la stimolano a leggere libri, in modo che veda come si scrive correttamente e assimili un italiano decente. Questo, a mio parere, dovrebbe essere compito di quelle maestre che ritengono che l’ortografia non sia una cosa importante. E pur con tutta la comprensione per il loro eventuale precariato (lo dici a me? Io sono precaria da sempre), ritengo che la demotivazione non si debba mai far pagare ai bambini. Mai.

            Laura Costantini post: Eccomi!

          • tritumbani scrive:

            ti rivelo un segreto, una gran parte dei docenti detesta i giudizi e anche i genitori che ti vengono a dire “vabbè ma quanto ha preso?”.
            Per risparmiare tempo ci sono poi le raccolte di giudizi pronti per tutti gli usi.
            Un docente sceglie quella decina che ritiene più comodi e poi userà sempre gli stessi, si risparmia tempo e fatica. Perchè no poi?
            Sulla valutazione si sono scritti tomi su tomi, considera che anche io con studi classici ed una laurea e corsi specifici a volte non capisco di cosa parlano.

        • Monica scrive:

          Ritieni quindi che tua migliore preparazione rispetto alle nipotine, vecchie generazioni contro nuove, discenda direttamente ed unicamente dalla presenza, nelle valutazioni, del voto, compreso quello in condotta, in luogo di giudizi e di un unico insegnate in luogo di due o tre?

          Non credi che la presenza massiccia di televisione di pessima qualità, l’assenza dei genitori, oggi spesso entrambi lavoratori a tempo più che pieno, o una loro presenza che nell’assenza si risolve nell’acquisto come massima espressione di amore e nella contemporanea totale incapacità di assumersi un ruolo di responsabilità, nonché dei prototipi vincenti che noi vecchie generazioni abbiamo finora proposto ed avallato (veline, calciatori, mezze tacche, politici di ogni specie, purchè ricchi e potenti), permettendo al contempo ai migliori di fuggire all’estero, perchè in Italia senza raccomandazione puoi essere pure Fermi che è meglio se te ne vai, non sia almeno e forse più determinante del voto in condotta.

          Che esempio abbiamo dato? Che esempio offriamo? Oggi rischiano di sapere fin da troppo giovani che studiare non li farà arrivare più in là di un call center e che se donne dovranno augurarsi di fare qualche comparsita televisiva, e chi sa che non ci scappi il marito danaroso, se uomini non potendo essere tutti Totti forse ispirarsi a Calderoli può andar bene o Corona o Lele Mora o Fiorani, tutta gente che casca sempre in piedi..

          Noi a sei anni sapevamo leggere perfettamente, a sette non sbagliavamo più doppie e verbi con l’acca, a otto sapevamo la differenza tra congiuntivo e condizionale. Pensi che non sia servito a niente?

          Visto il risultato direi proprio di no, non è servito. Non abbiamo imparato ad essere un popolo, ad essere solidali, a non tollerare le ingiustizie e a non farne. E’ servito ad essere più istruiti ma non ha fatto di noi delle persone migliori, né dei cittadini migliori, né dei condomini migliori, e spesso neppure dei genitori o dei mariti o mogli migliori.

          Alcuni scienziati americani hanno dimostrato l’esistenza di più capacità, lasciamo il passato al passato e guardiamo all’uomo nel suo complesso e soprattutto cerchiamo di guardare al futuro.

          PS Perdona l’accento pessimistico-funereo di oggi… ma ho due bambini alle elementari e …

  13. I primi 4 punti sono importanti, certo…ma di secondo piano, marginali…se mi sta crollando davanti un palazzo, non mi preoccupo del fatto che occorre ridipingere le persiane!!
    Il 5 è, per stessa ammissione della ministra, un modo per tagliare i costi…le spese!! Altro ceh bene dei pargoli…di quelli, alla ministra, non importa molto.
    Questo post, che sicuramente ha voluto guardare con speranza ed ottimismo i recenti eventi in tema istruzione, mi sembra sintomo preoccupante di un processo di “infinocchiamento” anche fra le fila dei più attenti e acuti…attenzione a non farsi “infinocchiare” dalle parole e dalle sparate col botto, che sono sempre tante e tali da stordire…ma vuote e vacue, atte solo a depistare!!
    La scuola in Italia ha bisogno di ben altro e di molto più di quanto si stia proponendo…senza contare che in definitiva le intenzioni sono sempre le stesse, ovvero tagliare tagliare tagliare!!
    La strategia è la medesima: te ne racconto tante e belle, poi ti frego anche le mutande!!

    • Marcoilbuono scrive:

      E’ da un po di tempo che lo vado dicendo.
      Infinocchiati e felici. Ma è ancora poco, ci meritiamo di peggio.

    • Fully scrive:

      Beh, io ho solo preso un articolo da Repubblica ed ho espresso qualche opinione personale sui temi che vi sono riportati.
      Non sono in grado di leggere oltre quello che vedo scritto.
      Quando verranno evidenziate altre proposte mi formerò un’opinione anche su queste.
      Cerco di fare (coi miei limiti) una cosa alla volta :-)

      Questo equivale a farsi infinocchiare?
      Può anche darsi… non saprei dirlo. So solo che è l’unico metodo che conosco per sviluppare un dibattito: leggere quello che è scritto senza esercitarmi ad immaginare quello che scritto non lo è.

      Fully post: Fresco sabato mattina

      • E’ corretto leggere ciò che è scritto e giudicare quello che si ha a disposizione…ma proprio qui sta il punto, ovvero ritengo che le tue valutazioni siano tendenzialmente “buoniste” e non considerino quanto marginali siano le sparate della ministra e scarsamente risolutive…a mio avviso inoltre dimentichi di rapportare quanto dalla ministra detto ai veri problemi che affliggono la scuola italiana…facendo questo dovuto confronto fra i proclami ed i problemi reali emergerebbe l’esiguità dei primi e la maestosità dei secondi…inoltre, fra le cose dette che giustamente tu consideri senza lanciarti in fantasiose congetture, vi è anche l’annuncio di tagli pesanti…dimmi tu cosa ne può venire? Conclude affermando che non è poi così sbagliato tentare, con intelligenza ed appoggiandosi a spirito critico ed esperienza, di vedere oltre le parole pronunciate.

        Cambiamo Pianeta post: Si taglia Alitalia

        • Fully scrive:

          Posso concordare che questi primi provvedimenti annunciati siano esigui rispetto all’entità dei problemi della scuola italiana. Ma resta il fatto che sono – a mio giudizio – positivi. Non vorrei si cadesse anche qui, su MC, nel solito “benaltrismo”.

          Per quanto riguarda i tagli conseguenti alla reintroduzione del maestro unico alle elementari, ti faccio notare che non se ne parla negli annunci del ministro, bensì nella replica dei sindacati. Inoltre, mi pare di aver accennato, nel pezzo, a questo, che considero sì un problema, ma che andrebbe visto (sempre secondo me) in funzione non dei pur legittimi interessi occupazionali degli insegnanti, bensì in funzione della migliore soluzione per i ragazzi.

          Fully post: Giochi ogni giorno

          • Non parlo dei tagli conseguenti alla reintroduzione del maestro unico, bensì dei tagli previsti in finanziaria, annunciati da Gelmini e Governo.
            Odio il benaltrismo, soprattutto quello militante…ma qui non si tratta di critica aprioristica e preconcetta…qui si tratta di ribadire che la scuola ha bisogno di interventi forti e risolutivi che negli ultimi decenni nessuno ha mai avuto il coraggio, la voglia e la determinazione di fare!!
            Mi sono rotto i coglioni di questi politicanti fanfaroni, fannulloni e pressappochisti e pavidi!!

            Cambiamo Pianeta post: Si taglia Alitalia

            • lupoalburnino scrive:

              No, no, non sono annunci dei sindacati, ai quali dico muovetevi una buona volta, ma del ministro che a Famiglia Cristiana, in un’intervista, ha detto che l’introduzione del maestro unico è già nel decreto governativo.

          • P.S.: per quanto riguarda la reintroduzione del maestro unico…beh non ci vuole un genio per capire che ovviamente anche qui ne deriveranno tagli…e piuttosto consistenti…chissà, forse i maestri in esubero verranno riassorbiti, accanto a quelli Alitalia, in altri settori della pubblica amministrazione…che problema c’è? Tutto ciò, evidentemente, deve apparire ai ministri in carica più divertente del risiko!!

            Cambiamo Pianeta post: Si taglia Alitalia

            • Monica scrive:

              E chissà come ciò si concilierà con il superiore interesse del fanciullo?

              Domani ci proporranno delle lezioni on-line e il maestro unico sarà veramente tale, unico in tutta la penisola…
              Shhh … non vorrei avergli dato un’idea!

      • Marcoilbuono scrive:

        http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/insegnanti-sostegno/insegnanti-sostegno/insegnanti-sostegno.html

        si, la risposta è si, questo vuol dire farsi infinocchiare ed essere felici per giunta.Fosse successa a me una cosa del genere avrei iniziato a pormi delle domande.
        Sempre se tu fossi una persona libera che tende, come si usa dire in questi casi, al bene comune.
        Se tu invece fossi organico ad un ipotetico movimento che difendi, avresti fatto solo il tuo dovere, con la vocina esile, l’apparenza di un povero ingenuo,ti saresti infilato argutamente fra le crepe che ogni muro ha, e avresti tentato di farle diventare piu grosse e pericolose di quel che in realtà sarebbero.
        Chissà se vedremo un articolo dell’autore di questo post in cui dice che è stato ingannato dai media, o che questa riforma fa davvero schifo

  14. lupoalburnino scrive:

    In altra occasione dissi che avrei voluto scrivere un articolo sulla scuola, perchè parlarne dall’esterno mi sembra non si colga completamente la complessità e la funzione. Poi è venuta la Gemini ed ecco il 70% degli intervistati a darle il 7+ dei consensi.
    Non sono meravigliato. Quando si tratta di restaurazione gli italiani non hanno la memoria corta: tutti si ricordano i bei tempi andati! Oh, com’era bello il maestro unico! Che punto di riferimento felice! Come mi piaceva quel maestro, intelligente, severo, buono, un padre di famiglia: un punto di riferimento…
    Quando intorno agli anni novanta si incominciò a ipotizzare l’introduzione nella scuola elementare della pluralità dei docenti l’obiezione più forte riguardava proprio il punto di riferimento: poveri bambini perderanno il loro punto di riferimento, saranno sbandati, non si raccapezzeranno più, ecc. Maledetta riforma! Io facevo il sindacalista e il mio sindacato mi inviò sul territorio ad illustrare la riforma. L’opposizione più dura veniva proprio dagli insegnanti: “Non saremo più punto di riferimento…” con la solita solfa. Mi bastava un solo argomento per chiudere loro la bocca: “Vi guardate qualche volta intorno? Se si, non vi siete accorti che nella scuola materna accanto a voi, che accoglie bambini dai tre ai cinque anni, per ogni sezione (uguale ad una classe) vi sono già due insegnanti? Non mi sembra che i bambini ne soffrano, anzi…Se va bene per bambini così piccoli, perchè quelli delle elementari un pò più grandi, quindi anche più maturi, doverbbero sentirsi “orbi” di tanto docente?” Sorpresa e silenzio! Il motivo era uno solo: si sentivano defraudati della loro classe!
    Io, scusatemi il riferimento personale, sono stato docente unico all’inizio della mia carriera, l’ho finita come docente plurimo: un abisso! Ho potuto esprimere meglio le mie capacità, guarda caso, proprio nella seconda parte della mia carriera scolastica, rendendomi conto che come insegnante tuttologo ero una frana. In classe privilegiavo solo alcune materie: l’italiano, la storia, la geografia, la matematica (!?), il resto… a quando avevo tempo. Ora ogni docente ha una sua aerea, verso cui è più portato ed in cui si è quasi specializzato, e rende cento volte di più.
    Ho sentito stamattina una signora, non docente, dire: “Anch’io 50 anni fa ho avuto l’insegnante unico. Era contentissima della mia insegnante. Me la ricordo ancora. Ma mi ricordo che allora non si usava la lavatrice. Capisce, caro giornalista cosa voglio dire?”
    Cari amici, ci pensate cosa succederebbe se ritornasse l’insegnante unico? Dovrebbe insegnare italiano, matematica, storia, geografia, ed. fisica, musica e canto, disegno, educazione civica, scienze, e…la seconda lingua con venti/trenta alunni. Ce lo vedete veramente?
    Per finire, i famosi insegnanti plurimi, tre, sono su due classi, non su una.
    Neppure questo vi dice nulla?

    • Io continuo a insistere: a parte che classi di 20/30 alunni non se ne vedono più dalla metà degli anni ’70, la preparazione dei ragazzi che concludono le elementari è semplicemente penosa. Di chi sia la colpa non saprei, resta il fatto che gente che non sa leggere si ritrova alle medie e gente che non sa mettere insieme una frase di senso compiuto si ritrova al liceo. Ho sentito un’insegnante elementare di matematica dare tutta la colpa ai genitori che non acquistano il libro dei compiti per le vacanze e quindi è normale che l’allievo, in tre mesi di assenza dall’aula, dimentichi tutto. Davvero? Noi negli anni tra il 1969 e il 1974 non avevamo compiti per le vacanze, eppure io (con un unico docente) ancora oggi sono in grado di fare le divisioni di più cifre a mano, senza bisogno dell’onnipresente calcolatrice. Ma se un domani, per un motivo X, i bambini di oggi si ritrovassero senza calcolatrice, che succederebbe? Il medioevo prossimo venturo? Mi sembra che si scontri una difesa a spada tratta del passato (quale può essere la mia) con una difesa a occhi chiusi del presente e di un nebuloso futuro. La tecnologia è utilissima, ma non può sostituire le capacità del singolo. E sono esattamente quelle capacità che la scuola, per come è strutturata oggi, non sembra in grado di sviluppare.

      Laura Costantini post: Eccomi!

      • Fully scrive:

        Quoto dalla prima all’ultima parola.

        E poi chi l’ha detto che una restaurazione non sia positiva, quando è dimostrato (quello che tu affermi è sotto gli occhi di tutti) che il cambiamento che si è avuto nel frattempo ha portato a risultati tanto disastrosi?

        Fully post: Fresco sabato mattina

      • Dario scrive:

        Laura proprio tu confondi la memoria personale con la storia? Non me lo sarei aspettato da una scrittrice :-) ti riporto la conclusione di un articolo apparso ieri:

        “[I dati internazionali n.d.r.] pongono la scuola elementare italiana fra le prime al mondo. Per il Timss & Pirls International study center del Boston college (Massachusetts), che ha recentemente diffuso i dati sulle competenze di Lettura degli alunni al quarto anno di scolarizzazione (9 anni, in Italia), su 40 nazioni testate i nostri bambini occupano il sesto posto davanti a Usa, Germania e Francia. Al centro dello studio Pirls 2006 il concetto di Reading literacy: «L´abilità di capire e usare quelle forme di linguaggio scritto richieste dalla società e/o apprezzate dall´individuo». Anche nel Timss 2003 (che misura le competenze in Matematica e Scienze) i bambini italiani di scuola elementare mostrano un «livello di apprendimento significativamente superiore alla media»”

        Non so come era la tua classe ai tuoi tempi, cosa in realtà conoscevano i tuoi compagni… io ricordo i miei e posso dirti che il più “somaro” dei miei alunni, in questi anni, non era di sicuro peggiore della media di quelli di allora.

        ps Mai fatta usare la calcolatrice, da quello che mi si dice è la “tua” ministra ad averla proposta :-)

        Dario post: La lettura

      • lupoalburnino scrive:

        Cara Laura, ma secondo te i docenti unici o multlipi possono cambiare i programmi ministeriali? Sicuramente la sai l’ultima: in Americana sostengono che già in prima elementare si può e si deve usare la calcolatrice. Far capire come si arriva a fare le quattro operazioni non conta più nulla. Se venisse introdotta in Italia, i docenti potrebbero opporsi?
        Allora, non è questo il problema. Il problema è che la scuola non conta in Italia. Se contasse non si penserebbe solo a tagliare, ma anche a migliorare strutture, interventi personalizzati seri per i bambini non dico”diversamente abili”, ma un pò in ritardo (ce ne sono, cara Laura, tanti e dipende da un sacco di ragioni, non ultima la famiglia che non si cura dei figli), a sfoltire le classi numerosissime di alunni (dove hai letto che le classi sono formate da poche unità? Il numero massimo è di 25 alunni con deroga fino a 28, per cui ti ritrovi classi anche di trenta alunni. Solo nei centri minori ci sono classi un pò, solo un pò asfittiche). Ora la ministra intende addirittura aumentare gli alunni per classe e diminuire i docenti solo per tornare all’isegnante unico. Questa è una riforma rivoluzionaria, secondo te, solo perchè i tuoi nipoti non conoscono i verbi, la grammatica, l’analisi logica? Anche ai miei tempi ce n’erano tanti che non imparavano tutto il programma. Tu pensi che la classe sia omogenea, per cui tutti debbono sapere tutto? Mi meraviglio poi che tu insista tanto sul congiuntivo. Come scrittrice non ti dovrebbe sfuggire che molti scrittori per primcipio lo usano poco e niente addirittura: sono scrittori famosi, Laura!
        E poi, ti dimentichi l’esempio dei msm? Secondo te non hanno alcun significato? Comunque con cmq, che con ke, sei con x, ecc.
        Beh, non ti dice nulla?
        Io, anche se non fossi stato un maestro di scuola elementare, farei una riflessione un pò più approfondita e spassionata. Non partirei dal fatto che sono una scrittrice e giornalista, avvezza ad usare la lingua italiana con competenza.

        • Secondo me un popolo che non difende la propria lingua ha già perso in partenza. Sono una fruitrice di sms a raffica, ma non ho mai usato quel tipo di abbreviazioni e ne combatterei l’uso se fossi un insegnante. Scrittori famosi che non sanno usare i congiuntivi? Lo so benissimo, ma non è una giustificazione per impoverire le sfumature del linguaggio.
          Concordo con te sul discorso della scuola come ultima ruota del carro. Non si fa abbastanza per il futuro dei nostri ragazzi e ti assicuro (ma dovresti saperlo meglio di me) che saper mettere insieme frasi di senso compiuto è fondamentale per un colloquio di lavoro, un curriculum o anche soltanto per interagire al meglio con la società di cui facciamo parte. Non sono membro dell’accamia della crusca, non mi ci sento. Mi piace l’evoluzione della lingua, non il suo imbarbarimento e insisto: dare ai bambini i mezzi per esprimersi al meglio è fondamentale.

      • Angelika scrive:

        Cara Laura, i bambini di ieri non sono i bambini di oggi. Ti spiego perchè: noi ieri avevamo stimoli diversi, perlopiù vivevamo in famiglia, non seguivamo le miriadi di corsi di ogni genere che oggi i bambini sono costretti dai loro stessi genitori a fare, non avevamo un tata “straniera” che cambia ogni volta che ce n’è l’esigenza, non eravamo bombardati da televisione, computer, ipod etc. Pensi che tutto questo non faccia la differenza? Io sono un’insegnante e ritengo di parlare con cognizione di causa. Noi eravamo più concentrati e i bambini di oggi non lo sono più. Hanno troppe cose a cui prestare attenzione e solo i più dotati, mi spiace dirlo, riescono a conseguire tutti gli obiettivi che fanno parte del progetto di apprendimento che le maestre devono perseguire. Per obiettivi intendo almeno quelli minimi, come il saper leggere e scrivere e far di conto in base a determinati standard e fasi temporali. E’ facile parlare male degli insegnanti, veramente troppo facile. E non è vero che dagli anni ’70 le classi non sono più così numerose: io stessa ho insegnato in classi di quasi 30 alunni, in cui spesso vi erano due o tre bambini con grossi problemi di diversa natura. Immagina di insegnare a leggere e a scrivere ad una classe numerosa con in più anche solo un bambino “caratteriale” come si diceva una volta. Come pensi che possa essere garantito il diritto all’apprendimento di tutti gli alunni? E ti assicuro che la realtà che ti sto prospettando non è una rarità anzi, la norma. No, la gelmini sta solo gettando fumo negli occhi facendo leva sullo scontato sentimentalismo degli italiani. I veri problemi non li ha neanche affrontati, anzi, ne sta facendo nascere di nuovi. Altro che 7+. Zero spaccato!

        • Sei un’insegnante e quindi non posso che inchinarmi a ciò che dici riguardo ai bambini: troppi stimoli, meno concentrazione e i risultati sono quelli che sono. Preso atto di questa situazione e stabilito che la riforma proposta non è la soluzione, chiedo a te e agli altri insegnanti: qual è? Perché rispettando sempre e comunque la professionalità tua e dei tuoi colleghi, quel che resta è un panorama desolante le cui spese sono tutte a carico dei bambini.

          Laura Costantini post: Eccomi!

        • Oris scrive:

          Confermo che le classi son numerose, almeno dalle mie parti, 22-26.

          E i ragazzi sono molto diversi, maturano socialmente più in fretta (spesso sono da soli in casa) e hanno internet e televisione a disposizione. Bisogna semplicemente adeguarsi.

    • elena scrive:

      sono una docente all’inizio della carriere, sono di ruolo solo da 3 anni, ma sono soprattutto mamma. Insegno alle primarie l’ambito linguistico antropologico più espressivo e lingua inglese praticamente tutto tranne mate e scienze, e tutti i giorno ringrazio la dirigente e Dio per non costrin germi anche a queste materie. Sono amata dai miei alunni, rispettata dai genitori e dalle colleghe, invidiata da chi non riesce ad ottenere dei testi e riassunti come quelli dei miei bambini. Ma che lavoraccio! Quante notti a riassumere e semplificare schemi e concetti per permettere l’insegnamento individualizzato e rivalutare le competenze di ciascuno, quanti fiumi di inchiostro per riassumere la storia senza renderla superficiale, quanti fogli per fotocopiare le pagine dai libri più semplici di geografia: se dovessi accollarmi anche la mate e le scienze, sarebbe senz’altro a scapito di qualche altra cosa. Non perchè non sono capace di insegnare l’ambito scientifico che peraltro mi piace molto ma proprio perchè il tempo non aspetta, le ore sono 24, la concentrazione dei bambini non dura 5 ore etc….La divisione in tre su due con due ins. prevalenti e una terza su due classi mi sembra l’equilibrio giusto, …. non chiedetemi di più per 1.300 euro, considerato che a parità di età e con la stessa laurea in lingue una mia collega interprete lavora lo stesso numero mio di ore e quadagna 1.800 euro.

  15. Gaetano G. scrive:

    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=356&ID_sezione=274&sezione=

    Personalmente poco mi interessa ,perchè credo che “la ministra” abbia preso la questione scuola seriamente . Ma nel fantastico mondo Di Di PIetro& Grillo edei loro adetri dei finti moralisti , Gelmini conta come Cuffaro o Dell’Utri

    • Gaetano G. scrive:

      ..adepti finti moralisti

      • Iniquo scrive:

        A parte che non colgo il nesso con la discussione in atto, faccio presente che il trenta percento di esiti positivi dell’esame è assolutamente fisiologico essendo la facoltà di giurisprudenza quella con più iscritti in assoluto molti dei quali sono lì solo perché devono prendere una laurea.
        La Gelmini ha superato l’esame di Stato in un posto dove bocciano solo i deficienti e ci è andata apposta per questo, in più accampa scuse puerili che dovrebbero intenerire il cuore dei lettori.
        La vicenda però non influisce affatto sul merito della discussione, infatti nelle critiche portate all’abbozzo di “riforma” non si è fatta menzione del fatto che se fosse rimasta a Brescia ora non sarebbe avvocato.

        Ci stiamo dimenticando dell’altra grande innovazione gelminiana: il grembiule obbligatorio per livellare le differenze di abbigliamento tra ricchi e poveri.
        Quando ero alle elementari il grembiule era obbligatorio e sapevo benissimo che le scarpe del figlio del dottore costavano dieci volte le mie, ma forse la ministra vorrebbe introdurre anche le pantofole omologanti…
        Così come le scarpe anche lo zaino, gli astucci e l’orologio.
        Se non è prenderci per il culo questo non so davvero cosa dire.

        • Gaetano G. scrive:

          Ecco! E’ questo volevo! Una bella difesa della Gelmini!

        • Angelika scrive:

          Bravo Iniquio, il suo è il classico esempio di chi predica bene e razzola male! Dopo aver parlato male degli insegnanti meridionali (poi ha ritrattato, ma è uno sport comune a questo governo, intanto si semina zizzania e malcontento!), lei stessa non è stata in grado di superare l’abilitazione nella città dove ha studiato, Brescia se non erro, ed è dovuta abbassarsi a fare l’esame in Calabria! Ho persino saputo che per abilitarti in una città diversa da quella di provenienza, bisogna prendere la residenza. La notizia non so quanto sia fondata, ma se così fosse, e se così ha fatto, c’è stato da parte sua un disegno preciso. So che non c’entra nulla col pezzo, ma secondo me è indicativa del pensiero e delle opere di questo governo!

  16. lupoalburnino scrive:

    Vorrei solo aggiungere che in tutte le valutazioni che si fanno sulla scuola a livello europeo e mondiale, la scuola elementare italiana è sempre ai primi posti. Cambiamo per il meglio con il maestro unico o è solo una questione di soldi? Alla destra politica avere una scuola, quella elementare, che funziona, ma anache a molti di voi, solo per la nostalgia del vecchio insegnante, non se ne frega niente. Solo che bello il passato.
    Vorrei raccontarvi un episodio cui ho assistito qualche anno fa. Il sociologo Giuseppe De Masi dell’Università La Sapienza di Roma in un incontro con un nutrito gruppo di ascoltatori nella Villa Comunale di Battipaglia (SA) parlò dell’evoluzione dei tempi…Dopo diede la parola ai presenti. Si alzò un signore distinto, nemmeno troppo vecchio: “Prof., io sono amareggiato per quello che vedo. Quando ero bambino mangiavo cibi genuini, non c’era lo smog, ecc. Rimpiango quei tempi”. Durante l’intervento del signore il prof. De Masi assentiva. Quando rispose, mi aspettavo che concordasse:
    “Io sono in completo disaccordo con lei. Quando ero bambino mia madre faceva il bagno a noi figli tutti nell’ acqua della stessa baccinella. Prima mia sorella, poi mio fratello, per ultimo io. Non c’era acqua in casa. Mia madre andava a raccoglierla alla fontana pubblica, la riscaldava e poi il bagnetto ogni settimana. Io oggi vado sotto la doccia, premo un tasto e giù l’acqua! Caro signore, non ci sono paragoni da fare”.
    Ci siamo dimeticati tutti che nel frattempo i tempi sono cambiati? Calcolatrice, internet, seconda lingua, strumenti più sofisticati, ecc.
    Neppure questo significa nulla? Solo per avere il docente unico che accarezza il bambino e fa le veci del padre o della mamma? Lo facciamo i genitori, che sembra abbiano abdicato!
    Diceva Ferrarotti all’epoca: “Finalmente nelle classi tre docenti invece di uno. Il docente unico si chiude nella sua aula e diventa il padrone. Nessuno sa cosa succede in quell’aula. Nessuno lo controlla. Può essere un ottimo docente, ma anche pessimo. Ora per la legge delle percentuali su tre docenti almeno uno deve essere bravo e ciò fa bene alla scuola”.

    • elena scrive:

      giusto! Io insegno in una primaria e sono prevalente con ambito linguistico espressivo, beh! io non so cosa faccia l’altra collega nell’altra classe, la sento solo strillare e offendere i bambini, mai che chieda un confronto, quello che so me lo dicono le sue mamme disperate che vorrebbero cambiare classe ai loro figli e mandarli da me, ma ciò non è ovviamente possibile. Attenti, questo rischio è davvero alto, è reale! Chissà se un domani un figlio della Gelmini andrà in una scuola pubblica e si ritroverà con una maestra esaurita (e ce ne sono) che cosa succederà

      • Fully scrive:

        Mi permetto di intervenire perché trovo questo tipo di argomentazione alquanto singolare.
        Se ho capito bene (mutatis mutandis) sarebbe come dire: per guidare un autobus assumiamo due autisti e facciamoli viaggiare insieme, così, se ne capitasse uno incapace di guidare, si spera che almeno l’altro sia capace.
        Ho capito bene?

        • Iniquo scrive:

          La tua è una forzatura: tutti i maestri hanno i requisiti (saper guidare), ma a volte ci si ritrova ad avere a che fare con persone che si comportano scorrettamente. Con più insegnanti che si occupano di materie diverse (quindi niente doppi autisti) simili casi sono sotto controllo grazie al fatto che la classe non è il regno esclusivo di un solo individuo.
          Tali accostamenti, sebbene mutatis mutandis, rischiano di confondere invece che semplificare.

          • Fully scrive:

            Ah ecco… ora mi è più chiaro. Grazie

            Dunque, continuando nella metafora (io se non semplifico non capisco, che ci posso fare? ebbi il maestro unico :-) ) per guidare un autobus devo assumere due autisti, uno specializzato nello sterzare a destra, l’altro nello sterzare a sinistra.
            Se uno dei due si comporta scorrettamente (mettiamo sia quello specializzato nel girare a destra) l’altro autista è in grado di supplirlo.
            Ora ci sono.

            Ma un dubbio mi assale: se quest’ultimo (quello che fa supplenza allo scorretto) non sa girare a destra ma solo a sinistra, cosa farà l’autobus alla prossima curva a destra?

            E un altro dubbio mi assale: se uno dei due autisti si comporta scorrettamente, è corretto che io gli lasci continuare a guidare l’autobus?

            • Iniquo scrive:

              Evito di continuare ad argomentare usando una metafora che distorce la situazione, infatti se per un pullman è assurdo avere due autisti con competenze diverse il discorso per la scuola cambia decisamente.
              Il vantaggio del controllo sui colleghi è solo una conseguenza marginale dell’impiego di più maestri con diverse specializzazioni la cui ragion d’essere è proprio garantire una buona preparazione in tutte le materie.
              Il maestro unico onnisciente avrà senza dubbio lacune in qualcosa e magari anche materie indigeste da insegnare controvoglia e quindi male, questo comporterà gravi deficit di apprendimento negli alunni.
              In più sono diversi anche i metodi di insegnamento delle varie materie: una lingua straniera richiede un approccio diverso da quello necessario per imparare la matematica, stessa cosa vale per l’italiano, l’informatica, l’educazione fisica…
              Semplificare ciò che è necessariamente complesso significa banalizzare, non proprio l’atteggiamento da seguire se si vogliono comprendere le cose.

              • Fully scrive:

                Mah… a me risulta che il titolo di studio d’accesso all’insegnamento alla scuola primaria abilita all’insegnamento di tutte le materie. Tanto è vero che quando un insegnante “scientifico” perde posto in una scuola, non gli è affatto precluso di insegnare materie “letterarie” in un’altra.
                Non risulta anche a te?

                E poi, scusami sai, ma definire “materie indigeste” l’aritmetica, la geografia, la grammatica delle elementari ti sembra un bel complimento alla professionalità di un qualunque insegnante?

                Che poi uno che fa l’educatore per professione (e non per hobby, né perché qualcuno lo abbia obbligato) possa permettersi il lusso di farlo “controvoglia e quindi male” è qualcosa che non concepisco.

                Grazie comunque per il tuo tentativo di spiegarmi qualcosa che per me era e resta incomprensibile.

                • Iniquo scrive:

                  Indigesta può essere la matematica per uno che, laureato in lettere, vorrebbe insegnare altro; idem per chi, laureato in qualche facoltà scientifica, finisce ad insegnare grammatica. In questo senso parlavo di insegnamenti contro voglia.
                  Per non parlare della lingua inglese che richiede anche una buona pronuncia ed una preparazione specifica per l’insegnamento.
                  Tutte queste cose non le può insegnare proficuamente una sola persona e comunque dal punto di vista pedagogico è bene far rapportare i bambini con più insegnanti per non fossilizzarli e per stimolarli maggiormente.
                  Questo ovviamente sentendo quello che dicono tutti gli esperti del settore, ma potrebbero sbagliarsi eh.

                  • Fully scrive:

                    … sempre sperando che quello che fa matematica non si “comporti scorrettamente”, ché altrimenti quei poveri bambini non sapranno mai quanto fa 3×3, visto che quello di lettere non saprebbe insegnarlo loro.

                    Ok, vado a suicidarmi. :-)

                  • Fully scrive:

                    Comunque, solo per dare un piccolo contributo alle conoscenze di chi non ne abbia, va precisato che i titoli di studio che abilitano all’insegnamento alla scuola primaria sono:

                    a) diploma magistrale se conseguito prima dell’anno 2000
                    b) laurea in scienza dell’educazione primaria (laurea triennale)

                    Questi sono gli UNICI corsi di studio idonei per l’insegnamento per la scuola primaria (e contemplano l’apprendimento di TUTTE le discipline presenti nella scuola primaria)

                    Quindi un laureato in lettere (o in matematica, ecc.) NON PUO’ insegnare nella scuola primaria a meno di non aver conseguito anche i titoli precedenti, che sono abilitanti indistintamente a TUTTE le discipline.

                    Fonte: Ordinanza Ministeriale incarichi e supplenze.

                    • Iniquo scrive:

                      Io sapevo che anche coloro che hanno frequentato le scuole magistrali e si sono poi laureati in lettere sono abilitati all’insegnamento, stasera chiederò meglio a chi ne sa più di me.

                    • Fully scrive:

                      Te lo confermo io fin d’ora.
                      Ma PRIMA devono aver fatto le magistrali e quindi aver appreso ad insegnare anche la matematica.
                      Puoi fidarti :-)

                  • Fully scrive:

                    Per essere più preciso (che ci prendo gusto), solo l’insegnante di lingua straniera e quello di sostegno per handicap psicofisici, della lingua o dell’udito (che peraltro non sono toccati dalla riforma Gelmini) hanno una specializzazione. Quindi nessun problema per la pronuncia o per le disabilità dei nostri amatissimi pargoli.

  17. Monica scrive:

    Non si potrebbe semplicemente copiare da chi ormai sta avanti a noi come metodi didattici ed educativi?

    Senza inventare nulla, vediamo i paesi che stanno avanti, e questo potrebbe valere per qualunque settore della nostra vita, e copiamolio di sana pianta: un sano copiato, senza individualismi, personalismi e comp.

    La Finlandia, per esempio, è uno di questi paesi per la scuola, da quanto ho appreso da articolo proprio dedicato al paese scuola di qualche mese fa (proverò a cercarlo) e non erano certo i voli, il grembiule e il voto in condotta quello che la caratterizzava.

    In Italia si continua a cercare di dare il proprio nome a qualcosa, la riforma Gelmini, ma ormai non siamo più in grado; iniziamo a copiare e sicuramente faremo meglio.
    Abbasso le manie di protagonismo di qualsiasi ministro, voglio dati certi, riscontri scientifici e non solo slogan populistico-nostalgici!

  18. Monica scrive:

    Perchè un mio messaggio prima è sparito, costringendomi a riscriverlo, più o meno, e dopo qualche ora è ricomparso?

  19. Doxaliber scrive:

    A volte i messaggi finiscono in coda di moderazione. I motivi per cui questo accade sono vari. Quando succede questo non riscrivere il messaggio, devi solo aspettare che qualche moderatore lo approvi.

  20. Anche sull’insegnamento allargato dell’educazione civica mi pare che non si possa che concordare (almeno qui, in un sito come “MenteCritica” che ogni giorno si sforza di promuovere la riconquista di una coscienza civile nel nostro Paese).

    Appunto…sono pienamente in disaccordo.
    L’educazione civica quando io era a scuola era la materia più odiata.
    Ben venga un’educazione civica alla “mente critica”, un educazione alla scuola della vita.
    Ai bambini non dobbiamo insegnare che è giusto laurearsi per poi finire a girare le patatine nei pub o a lavorare nei call center, dobbiamo insegnargli prima a vivere e poi a sognare.
    Preferisco decisamente l’etica mente-critichiana che quella degli inutili e preistorici prof di educazione civica attuali.
    Ci vorrebbe un piccolo rinnovamento….

    • E se vedranno per caso alla “scuola della vita” che non pochi se ne sbattono delle regole della convivenza e magari ci guadagnano pure vogliamo rischiare di non avere nessuno che tenti almeno disperatamente, per quanto noioso e idealista sia, di insegnargli qualcosa di diverso?
      Abbiamo già tanta retorica nociva, vogliamo eliminare anche quella che, semmai questo fosse possibile, potrebbe essere benefica?

  21. lupoalburnino scrive:

    Secondo me è sempre meglio parlare di fatti concreti, di espereinze anche personali quando coincidono con il tema in discussione.
    Non è da molto che sono in pensione e la scuola in cui insegnavo non è lontana da casa mia. Spesso ci passo e ritrovo ancora i colleghi di modulo con cui parlo e non ho mai notato nostalgie del passato, sebbene anche loro hanno fatto la doppia esperienza.
    Per quanto mi riguarda avevo “l’area antropologica” che comprendeva storia, geografia, studi sociali”. Gli studi sociali si, che si intende sostituire con l’educazione civica.
    Posso garantirvi che cambia solo la dicitura. Gli studi sociali e l’educazione civica sono esattamente la stessa cosa in pratica, nella sostanza. Nella mente della Gelmini e del governo è solo restaurazione.

    • Oris scrive:

      Infatti concordo. Educare civilmrnte si può fare nche inegnando eduucazione fisica. educare alla critica lo si può fare benissimo spiegando storia.

      Un insegnante poi avrebbe compito, nel suo insegnare la criticità, di non metterci trooppo del “suo” (in termini di convinzioni) ma di aiutare i ragazzi a farsi il proprio.

      Mo figlio di 14 anni non può essere anti-berlusconiano comunista solo perchè lo è la sua insegnante di italiano :) (oh, è così! Però Lei è veramente in gamba… ;) )

  22. Fully scrive:

    In tema di “qualità” della scuola odierna comparata a quella “di un tempo” mi permetto di segnalare questo articolo di Laura Costantini per MC e la interessante discussione che ne è scaturita:

    http://www.mentecritica.net/sfacelo-scolastico/il-futuro-e-nei-giovani/laura-costantini/1255/

    • Fully, vuoi farmi da ufficio stampa? Io me l’ero dimenticato!

      Laura Costantini post: Eccomi!

    • lupoalburnino scrive:

      Con tutta la stima che ho della Costantini, avendo letto il suo articolo e i commenti, posso permettermi di non condividere? Non so cosa sia successo ai suoi nipoti e a tutti gli altri, ma non è vero che nella scuola elementare non si insegni la grammatica, la matematica,la storia e tutto il resto. Ci sono regole nuove, insegnamenti nuovi, esigenze diverse per cui sembra che non si faccia nulla. Sono cambiati anche i programmi, ve lo ricordate? I programmi dicono che non bisogna far imparare nulla a memoria, solo far capire. Poi si dimentica tutto: “Memoria minuitur nisi eam exerceas”.
      Moravia diceva: “Della scuola salverei l’elementare e l’università”.
      Seguite più da vicino la scuola elementare dei vostri figli e nipoti, l’università è lontana!

    • Oris scrive:

      Io invece confermo, con la mia esperienza e quella di tutti i imiei parenti con figli.

  23. lupoalburnino scrive:

    Caro Oris, confermi che cosa? Che tutti i bambini della scuola elementare sono “asini” per colpa dei docenti? La tua esperienza equella degli altri è di genitori ed amici. Dovresti fare un pò di esperienza diretta, sarebbe meglio per tutti.
    Lo sapevi che i nostri legislatori hanno cambiato i programmi e i nostri soloni della pedagogia hanno cambiato anche la terminologia della lingua italiana. Il soggetto, il predicato e i complementi non si chiamano più come ai tuoi tempi. Forse per “abbellire” il linguaggio, per esempio, non bisognerebbe dire più spazzino, ma operatore ecologico, non bidello, non segretario, ma direttore amministrativo, non applicato di segreteria, ma personale ATA, non direttore didattico o preside, ma dirigente, non bidello, ma personale ausiliario, ecc. Credo che non ci fosse alcuna offesa nel chiamarlo bidello: i bambini ancora lo fanno…
    Non sentirai più parlare di grammatica o di analisi logica: questo è severamente proibito!
    Credo che la cosa migliore sia informarsi alla fonte…

    • Oris scrive:

      Ehm, confermo che i bambini sono asini… le ragioni non sta a me ne scoprirle ne risolverle ;)

      • Iniquo scrive:

        Confermi in base a cosa? E` il nuovo dogma?
        Troppo facile fare un’affermazione di una riga per avversare i ragionamenti altrui, tra l’altro dicendo che non è compito tuo scoprire e risolvere le ragioni di quel che sostieni.
        Si chiama discussione, non proclama.

        • Oris scrive:

          E che palle, confermo che i bambini che ho il piacere di frequentare sono asini.

          Leggete anche sopra… su. io parlo solo per quello che vedo, i proclami li lascio a chi ha da difendere qualcosa…

          • Iniquo scrive:

            Avevo letto.
            Evidentemente i bambini che frequenti non esauriscono la categoria “bambini” e forse sono asini per fattori non esclusivamente da ricondursi al sistema educativo.
            Visto che qui stiamo parlando anche delle possibili ragioni del declino e della sua entità ho trovato strano che tu te ne lavassi le mani dicendo che non è compito tuo scoprirle, tutto qui. E` sgradevole sentirsi dire: «per me è così, però non mi interessa discutere le mie motivazioni».

            • Oris scrive:

              Si vero, mi scuso se si capiva quello.
              Il punto è che i bambini e le riunioni genitori che ho frequentato sono tante… che dire…

  24. Annamaria scrive:

    Ricordo ancora la mia maestra dell’elementare come una persona estremamente rigida che si rivolgeva ai bambini senza dolcezza. Chi commetteva una mancanza a suo dire importante, subiva punizioni a suon di bacchettate. Concordo con il metodo “Montessori” , bisogna responsabilizzare ed interessare gli scolari ribelli con la comprensione coinvolgendoli, e poi istruire tutti per gettare quelle fondamenta che serviranno per la costruzione futura. Molte proposte della Gemini sono giuste, l’importante è che ci siano insegnanti bravi che possano esercitare il loro compito senza essere intralciati da chichessia. Coloro che non meritano, anche alle elementari vanno bocciati e così via.
    Io propenderei per il ritorno obbligatorio alle scuole medie del latino, solo così l’italiano si approfondisce: qui sta il punto, più rigore nello studio della nostra lingua, ma con metodi che invoglino allo studio. Bene il ritorno del voto in condotta, il bullismo deve scomparire, non è possibile che quattro deficienti ancora con la puzza di latte seminino il panico. Morbidezza e disciplina, e poi passione per l’insegnamento che andrebbe vista come una missione. Riforme si, ma con gli strumenti giusti!

    • Monica scrive:

      Molto spesso dietro un bullo ci sono dei genitori bulli o assenti.
      Il bullismo ormai è un fenomeno delle elementari.
      Sinceramente non credo che un 6 in condotta risolva il problema del bullo.

      Gli insegnanti dovrebbero riprendere la posizione loro dovuta nella società, una posizione di primo piano economicamente, socialmente e professionalmente, i genitori, anche e soprattutto quelli ricchi, dovrebbero ricordarsi quando parlano con i propri figli dei professori e quando si interfacciano con gli insegnati stessi che non stanno parlando con le loro colf, nè con delle badanti, i bambini andrebbero aiutati a sviluppare le loro immense potenzialità in un clima di rispetto collaborazione e solidarietà.

      Subito dopo la laurea ho tentato la via dell’insegnamento, ormai qualche anno fa, per passione e non per ripiego pur sapendo che avrei guadagnato meno, meno di ora che ho rinunciato sicuramente , e già allora la situazione non era un granché, genitori in prima fila.

      Ho rinunciato per il meccanismo perverso delle graduatorie che mi obbligava, per non essere fregata da chi avesse dichiarato il falso ad una delle scuole richieste anche da me, di trasformarmi in una poliziotta a tempo pieno, e mantenuta almeno fino agli anta da qualcuno.
      La mia passione non era forte abbastanza, il desiderio di essere economicamente indipendente da chiunque ha prevalso ed ora faccio altro molto meglio pagato, ma forse la scuola ha perso qualcosa, tanto per non essere fintamente umile.

      • Annamaria scrive:

        Monica condivido il tuo pensiero, infatti quando dico: “Riforme, ma con gli strumenti giusti, mi riferivo proprio a quello che tu hai esplicato. Partiamo dai genitori, quelli di qualche anno fa, approvavano gli insegnanti sostenendoli: il motto era rispetto per la classe docente che poteva insegnare senza patemi d’animo. Poi vanno rivisti gli stipendi che non gratificano il professore così come va cambiato il sistema graduatorie. Basterebbe leggere in prima pagina sul “Corriere della sera” l’esauriente articolo di Alberoni che fa riferimento alla classe giovanile, alla scuola e alla mancanza di tecnici esperti: va rivisto tutto il sistema!

  25. Gianni Comoretto scrive:

    Sull’ultimo punto (gli altri mi sembrano meno importanti).
    Il maestro unico, con 22 ore di contratto, significa che il tempo pieno salta.
    Due maestri su una classe (tempo pieno) o 3 su due classi (moduli) significano un orario piu’ lungo che con il maestro unico. E’ tautologico, ed e’ il motivo per cui si fa questa proposta, meno ore di insegnamento (di scuola) significa meno costi.
    E oggi i moduli vanno a sparire, per carenza di richiesta, molte scuole forniscono solo tempo pieno. Abolire il tempo pieno, e magari allo stesso tempo dare (come si prospetta) un “buono” in denaro per chi sceglie la scuola privata significa che molti genitori saranno costretti a mandare i figli ad una scuola privata, indipendentemente dalla qualità, per soli motivi di orario.
    Otre a problemi tecnici. Molti maestri hanno sempre insegnato solo materie “letterarie” o “scientifiche”. Farsi a 50 anni (eta’ media oggi) una preparazione pedagogica su materie che non hai mai trattato non è banale.
    In conclusione, affossare la scuola, in particolare quella pubblica.

  26. Angelika scrive:

    Mi candido per scrivere un articolo che illustri perchè la riforma della Gelmini è profondamente sbagliata, nel metodo e nella sostanza. Confesso che in questi giorni ne avevo abbozzato uno proprio sul maestro unico, ma Fully mi ha battuto sul tempo. I due articoli potrebbero essere l’uno lo specchio dell’altro: il primo redatto da un non addetto ai lavori, il secondo scritto da chi questo lavoro lo fa ogni giorno. Vi interessa? ;)

  27. Francesca scrive:

    Era l’ora per l’educazione civica e per la questione libri, che si spera col tempo possano proprio sparire. Tutta carta salvata!

    Per i voti con i numeri vorrei sapere che cambia?

    Alle elementari io ho sempre fatto tempo pieno e avevamo due maestre, una al mattino e una al pomeriggio.
    Credo sinceramente di avere avuto una buona educazione.
    Il maestro unico lo vedo un pò riduttivo.

    Alla fine la Gelmini ha abbandonato la questione grembiuli?

    Se fossi stata in lei avrei aggiunto un punto sui jeans e pantaloni a vita bassa che sono veramente osceni!

  28. Angelika scrive:

    Francesca, premettendo che soprattutto alle medie e superiori i libri sono veramente tanti, anche la proposta di scaricare i libri da internet è fumo negli occhi. Intanto, perchè non si può leggere e studiare in maniera comoda ed efficace da uno schermo di computer e di conseguenza si dovrà necessariamente stamparli (con dispendio di carta, inchiostro e soldi. Toh, si torna al punto di partenza, altro che risparmio!). E poi, libri che si dovrebbero fruire online saranno necessariamente diversi nella forma e soprattutto nel contenuto da quelli già rilegati, diversi nel senso di peggiori. Insomma, il risparmio dov’è? La qualità di un buon testo scritto dove andrà a finire? I voti numerici poi, alla scuola primaria sono un obbrobrio pedagogico. Un bambino di sei, sette e fino agli undici anni non può essere considerato solo ai fini di un computo numerico. E’ in una fase delicata, non è maturo in nessun campo, ha bisogno soprattutto di incoraggiamento e certezze. E’ per questo che ormai non si boccia più nessuno alla primaria, se non in casi certificati in cui la bocciatura è sinonimo di crescita per l’alunno e non di punizione. Ma è chiaro che la gelmini in una classe delle elementari non è mai entrata, se non da bambina, quando c’era appunto, la maestrina dalla penna rossa!

    • Oris scrive:

      Mah, io credo che scaricare le pagine e stamparle, in bianco e nero il più delle volte, alla fine sia un costo minore in termini economici, e ecologici.

    • Francesca scrive:

      Angelika hai ragione riguardo alla facilità di lettura perchè anche su di me ha quell’effetto.
      Però bisognerebbe trovare un modo efficace per poter rivendere i libri. Soprattutto quelli che usi solo per un anno.
      La maggior parte dei miei libri a fine anno erano puliti perchè ero una brava scolaretta e cercavo di non rovinarli ma quando andavi a venderli la risposta era univoca “questa edizione è vecchia, non serve più”.
      Se internet è scomodo ci devono essere altre soluzioni sia per la tasca che per la carta.

      Per i voti: la mia era una domanda un pò “stupida”.
      Ho sempre preferito i giudizi piuttosto che i numeri.
      Figurati che alle superiori da me c’erano i livelli dal 5 che era come l’8 all’1 che era come il 4.
      Tanto per confondere ulteriormente le idee…l’unica cosa buona è che mia mamma ci capiva poco!! :mrgreen:

      La cosa più preoccupante rimangono i tagli. Gira e rigira i tagli alla scuola sono sempre molto negativi.

      • Oris scrive:

        Se vedi adesso, tutti i compiti li svolgono sui libri, nemmeno ricopiando sul quaderno. (specie alle elementari).

        Ma se vedi quanto viene sfruttato in grafica rispetto alla scrittura ineternet risulta MOOOOOOOOlto agevole ;)

        IN pratica in una pagina posson esserci in media 50 parole.

  29. lupoalburnino scrive:

    A proposito dei testi scolastici proprio stamattina è stato intervistato il presidente degli editori della categoria ed ha detto, portando i dati relativi, che il costo dei libri scolastici è inferiore rispetto all’inflazione. Quello dell’aumento è solo percezione…
    Non so se crederci, ma in quanto a percezione non siamo messi bene. Per cui potrebbe influenzare anche gli utenti di questo settore. Se è vero…

    • Francesca scrive:

      “Percezione” è una di quelle parole che metterei assieme a eversivo, populista, qualunquista, antipolitico ecc…
      Non vuole dire nulla.

      I miei genitori pagarno una follia per il primo anno di superiori, poi ho abbssato un pò la spesa rivendendo qualche libro, non tutti per il fatto che cambiavano le edizioni….

      Le tasche vuote non sono una percezione, sono tasche vuote e basta.

      • Oris scrive:

        Sì, allora quest’anno pago con le percezioni ;) , chissà se l’edicolante le accetta…

        • lupoalburnino scrive:

          Non so, come ho già detto, se il presidente degli editori… ha detto il vero, annoto solo che la percezione fa brutti scherzi qui in Italia. Nessuno dimentichi che questo governo sembra abbia vinto soprattutto per le percezioni degli italiani…

      • Iniquo scrive:

        O magari usare tutti questi termini secondo il loro significato non distorcendolo come vorrebbero i fautori della neolingua.
        Percepisco che agli editori potrebbe dispiacere molto vedersi diminuite le entrate sicure dei libri scolastici.

        • Francesca scrive:

          O magari usare tutti questi termini secondo il loro significato non distorcendolo come vorrebbero i fautori della neolingua.

          Siamo in Italia, ormai hanno completamente distorto la lingua a uso e consumo.
          Capisco anch’io che gli editori non vogliono perdere guadagni sicuri (considerando che di libri in Italia se ne legge davvero pochi) ma fare finta che non esista il problema dei costi adducendo come scusa la percezione è un pò cattivello e furbello.
          Poteva dire gli italiani sono dei cretini perchè non è vero a quel punto…

  30. lupoalburnino scrive:

    Ma questa sarebbe stata la percezione. Quindi, gli italiani sono tutti cretini, i rom sono tutti delinquenti, i campani sono tutti “zozzosi”, sporchi per via della monnezza, i docenti del sud tutti ignoranti, ecc.
    Non vi accorgete che tutte le parole che pronunciano i componenti di questo governo sono benedette dagli italiani anche se sono false, però suscitano la percezione…e, quindi, gli italiani sono tutti cretini o, perlomeno, quelli che non li hanno votati!

  31. paolo scrive:

    penso che la riforma gelmini sia ottima. lavoro da 17 anni nella scuola pubblica e il maestro unico è la giusta conclusione dopo anni di assistenzialismo per i docenti elementari i quali come scopo primario hanno l’avvicinamento alla propria residenza, poi viene la didattica, sapete quanti tra maestri e proff. chiedono di fare gli insegnanti di sostegno solo per il fatto di restare nelle vicinanze della propria residenza? tantissimi. il maestro unico è un punto di riferimento come un genitore, come ha potuto sperimentare, come me le scuole degli anni 60. il cosi detto modulo dove ruotano 3 insegnanti + lingua e religione e dove neccessario, il sostegno, non succede altro che un gran casino e una confusione comportamentale per i bambini, questo avviene in orario antimeridiano. il tempo pieno è un altra cosa, la pubblicita di sinistra e di chi è preoccupato di dover fare più chilometri per andare ad insegnare in altre sedi perche sopannumerario dice che ci sarà la perdita del tempo pieno, non è vero perche nel pomeriggio si possono fare altre attivita, tra cui l’educazione fisica con un docente per tale disciplina cosa sempre snobbata daggli insegnanti elementari.

  32. nicola scrive:

    mariastella gelmini ha fatto troppo bene condivido le stesse iddee di lei come ad esempio l voto di condotta e l’ unica ministra che sa governare grazie d a dio che cia mandata la ministra mariastella gelmini

  33. nicola scrive:

    MENO MALE CHE C’ è LA NOSTRA MINISTRA + BRAVA DI TUTTE MARIASTELLA GELMINI WWWWWWW 666 GRANDIOSA

  34. Marcoilbuono scrive:

    http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_21/gelmini-tagli-precari-ricerca_75f5e65c-ee3c-11de-9127-00144f02aabc.shtml

    Minister, now don’t break my uallera and please go into the cess u and your friends

  35. Ti sei dimenticato di dire che e’ anche bella. Che per noi donne e’ il vero motivo d’invidia. :mrgreen:

  36. Si’, pero’ smetti di fumare roba strana ;-)

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