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I Novelli Assassini

14 dicembre, 2008 - 9:00 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Strange Days




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Tra le dune del deserto la notte è squarciata dalla strenua lotta di due entità irrazionali e disumane. Una è china sulla sabbia, sempre sul punto di crollare, la bava alla bocca per lo sforzo e l’astinenza. Nella mano stringe un coltello d’oro incrostato del sangue di un re.

Art by Doodah




L’altra, senza quasi accorgersene, la graffia, la sfinisce, tenta di soffocarla con una moltitudine di granelli. Alla fine l’uomo, o quel che ne resta, riesce a salvarsi. E’ sfatto, sull’orlo dell’incoscienza, ma sembra sorridere quando due rozzi individui lo trascinano alle catene e gliele serrano. Legati accanto a lui, assunti in paradiso carne e ossa fin dall’adolescenza, stanno decine di quelli che altrove sarebbero uomini; ed ogni giorno ricevono la loro droga dagli sporchi inservienti del Vecchio della Montagna. Questi sa che ucciderebbero anche le loro madri, se solo glielo chiedesse; e che nel farlo non penserebbero ad altro che alle sue catene; alla sua droga.

Art by FantasyLost

Storia, leggenda, o un mix delle due, non importa. L’immagine però colpisce. L’immagine di un uomo ridotto ad una larva, che brama la sua prigione e farebbe di tutto per recuperare la sua condizione d’incosciente schiavo vermiforme, difficilmente lascia indifferenti l’immaginazione e la sensibilità: è paradossale, sconvolgente, triste, angosciosa. È vera anche, e attuale purtroppo. Ma la sua attualità non tutti la percepiscono, o dimenticano troppo presto, magari a causa di un frainteso amor proprio, quell’attimo in cui l’hanno fatto. È la stessa immagine di molti giovani che ad intervalli regolari non vedono l’ora di rifugiarsi nelle calde catene della droga o dell’abuso di alcol, che in un sabato sera qualunque attraversano affannati il piccolo deserto di qualche ora di divertimento non esasperato prima di giungere nuovamente alla salvifica fortezza della spersonalizzazione. Sì, della spersonalizzazione, perché se una persona non si diverte non si diverte, punto. Se una persona si diverte solo dopo aver assunto qualche sostanza particolare, magari è solamente la sostanza che si diverte tramite lei; e alle sue spalle.

Art by ScottyRobotty

Quelle che prova in quel momento sono sensazioni artificiali che nella migliore delle ipotesi ricorderà molto confusamente. Non sono le sue, né le sono provocate dalla gente che le sta intorno: non hanno niente di ‘umano’, che sia inteso nel senso della razionalità o in quello della sentimentalità. Una situazione piacevole, una serata divertente, bisogna anche imparare a crearla, non ci si può sempre affidare semplicemente a scorciatoie che forzino ‘meccanicamente’ la situazione. Si rischia, e credo purtroppo sia una situazione abbastanza diffusa, di scambiare questa forma fraintesa di divertimento per l’unica possibile, proprio come gli schiavi assassini del Vecchio della Montagna scambiavano per il paradiso una vita, l’unica da loro conosciuta e quindi anche l’unica per loro esistente, trascorsa in catene.

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Comments

10 Risposte a “I Novelli Assassini”
  1. Saint scrive:

    Così a tradimento non si fa però… :-)
    Il suo evidente stato di bozza mal riuscita fa gridare vendetta agli occhi di chiunque abbia la cocciutaggine di arrivare fino in fondo.

    • @Saint,
      era l’unico sistema per snidarti stewie

      • Saint scrive:

        @Comandante Nebbia,
        hai ragione, mi dispiace avervi abbandonati ormai da un bel po’, a dire la verità mi mancate. Comunque passo di qui e leggo molto spesso, come dimostra la velocità con la quale mi sono fatto stanare, e voglio farvi i complimenti anche per aver dato corpo finalmente e splendidamente a quel vecchio pallino di Doxa. Magari uno di questi giorni, col viso paonazzo e a capo chino, passo anche da casa. A presto.

  2. Salazar scrive:

    Va bene, niente droga e niente alcol, questo l’ho capito, hai scelto un preambolo lungo e complicato per arrivarci, ma va bene.
    Dire però “droga” così, senza specificazioni di sorta, sembra molto una Pubblicità Progresso ministeriale, da un blog ci si aspetta una visione meno ufficiale, più specifica e più intrigante, magari specificando “abuso” per la droga come hai fatto con l’alcol.
    Però la storia delle donne nel deserto non so da dove viene, direi che é un videogame, ma non tutti giocano con i videogame, come non tutti usano “droga” e “alcol” per rendersi “schiavi assassini del Vecchio della Montagna”, paragone che suggerisce una visione piuttosto bianco/nero del problema.

    • Saint scrive:

      @Salazar,
      non è un videogame: qui e qui.

      Il pezzo è migliorabile, l’impostazione del problema un po’ ingenua, lo riconosco, e se guardi il commento precedente forse ti farai un’idea del perchè. In ogni caso ciò che ho scritto esprime quello che è il mio pensiero di base: secondo il tuo giudizio esso sarà pure leggermente manicheo, hai tutto il diritto di pensarlo e forse è anche vero. Secondo me comunque la parola ‘droga’ non ha bisogno di specificazioni di sorta, la trovo sempre e in ogni caso qualcosa di spersonalizzante: è naturale che un suo uso quotidiano da parte di qualcuno si configura come un abuso in confronto all’uso sporadico di qualcun altro, ma dal ‘mio’ punto di vista entrambi gli usi non hanno motivo d’essere e fanno perdere di vista se stessi, senza contare i rischi diretti e indiretti a cui espongono il drogato.

      • Salazar scrive:

        @Saint
        Si, il “Vecchio della Montagna”, leggendo wiki viene fuori qualcosa dalle lontane nebbie scolastiche, ma una nota fondo pagina era preferibile visto che la descrizione era più ad effetto che storica.
        Non so bene cosa succedeva con l’hashish intorno all’anno mille, ma non ho mai visto nessuno intorno all’anno duemila diventare violento dopo il consumo, anzi, il contrario: rilassato e passivo. Se poi, come nella storia del “Vecchio” viene usato per rendere passivo chi si deve uccidere, il colpevole non é il “drogato” ma il “non drogato” che plagia le persone e usa la “droga” per i suoi scopi. Quindi tutto il preambolo cade e perde di significato.
        Sul resto ti risponderò più tardi perché adesso spengo questa macchina infernale chiamata computer e vado a vedere se esiste ancora il sole.

      • Salazar scrive:

        @Saint

        Ho letto che il Comandante ha fatto il Comandante: non prendo in considerazione l’articolo ma rispondo solo al tuo ultimo intervento qui sopra.

        Scrivi che: ”Secondo me comunque la parola ‘droga’ non ha bisogno di specificazioni di sorta, la trovo sempre e in ogni caso qualcosa di spersonalizzante”, e da quanto vedo consideri “droga” a tutti gli effetti anche la cannabis e i suoi derivati, cosa che non condivido.
        La cara vecchia marijuana non da dipendenza fisica, non ha effetti collaterali rilevanti se non usata in dosi super mega (tutto fa male in dosi super mega), ma a quel punto credo che il “drogato” sia già da tempo nel mondo dei sogni, e ha addirittura effetti terapeutici se usata a piccole dosi. Rimane la dipendenza psicologica, ma tutto da dipendenza psicologica se una persona é predisposta: la cioccolata, il gioco d’azzardo, i videogiochi e anche scrivere nei blog. Mia zia Matilde (la donna più antipatica del mondo) si faceva di chinotto.
        A questo punto crederai che io sia un consumatore abituale: non lo sono. La cannabis neanche mi piace però mi capita di farne uso in maniera veramente sporadica da parecchi anni; non mi piace neanche la birra, ma più di una volta non dico di no ad una birra con gli amici, stessa cosa per l’erba.
        Con queste premesse non credo riusciremo mai a trovare un terreno comune.

  3. anna scrive:

    Più fanno finta di combattere la droga, più la fanno distribuire a piene mani per controllare i giovani. Ho altre idee in proposito, sul perchè c’è chi la spaccia, ma le tengo per me-

  4. GBALSAMO scrive:

    da buon cannaiolo mi inserisco in questa discussione, la mia “dipendenza” è fortemente psicologica, amo il tuffarmi in questa società con il cervello “da un’altra parte”, un po’ per ribellione (mi piace dare una visione di me ai più che invece intimamente ribalto completamente) un po’ per non prenderla troppo sul serio……………….ma anche per il semplice gusto di rollare in santa pace, in intimità con me stesso o la mia ragazza/amici, prendere una pausa in questa vita frenetica dove sei sempre collegato a tutto e tutti, puoi fare tutto ma alla fine niente, dove talvolta sei irrimediabilmente solo nonostante la gente sia troppa……..

    detto ciò che nessuno mi ha chiesto, secondo me è il divertimento “per forza” il problema…….perchè dovrei sempre uscire il venerdì, il sabato, la domenica…..quando ho i miei cazzi per la testa, quando la tal tizia non mi caga e io ci muoio, quando quando quando…….ed in tutto ciò che fai?Te ne stai per conto tuo a rimuginare sulle cose, a farti gli affari tuoi?no, devi essere al pub con gli amici, a spendere in birra, alcool o chissà che altro, poi uscire andare in disco, stare in giro fino alle quattro o cinque……altrimenti chi ti fila poi?chi ti caga?Tutte le settimane, tutti i mesi, dai 15 anni ai 25………..poi ti rompi veramente i maroni e ti fermi, ti accorgi che in dieci anni hai fumato 100000 di sigarette, bevuto 5000000 litri di birra, hai bruciato tutti i tuoi risparmi e magari ti trovi con qualche vizietto stile cocaina o anfe ma va bene no?così fan “tutti”………oddio sto generalizzando!!!!!!Vabbè, aspetto la sera, la mia amata ed una canna e sono di nuovo in pace con il mondo.

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