Coltivare un orto di quindici metri quadrati
28 agosto, 2008 di diabolicomarco
Archiviato in Consumo CriticaMente, Il Pianeta che Ride
Coltivare un orto di quindici metri quadrati, tre metri per cinque, sembra una sciocchezza. Lavorando con strumenti antichi e sconosciuti le mani, abituate al tocco confortevole di un mouse ergonomico, si intorpidiscono istantaneamente. La terra compatta è dura come pietra, la vanga penetra grazie alla forza inerte del peso del mio corpo da gigante. Il vantaggio si annulla nel momento in cui bisogna sollevare la zolla e rompere la fitta ragnatela di radici di una gramigna fintamente morta ma in realtà solo sopita. La zolla va frantumata, le radici non si spezzano facilmente mentre la schiena, privata del suo naturale supporto imbottito e foderato, scricchiola amaramente.

Le dita, abituate al rimbalzo morbido di una tastiera soft-touch, si illividiscono e compaiono in fretta le prime vesciche.
Poi il lavoro sporco, veramente sporco. Il contenitore per il compostaggio è un universo brulicante di insetti e vermi. Sul fondo la massa è compatta. Avrei forse bisogno di un forcone. Di quelli che i contadini di un tempo forse mai esistito imbracciavano durante le rivolte romantiche. Ma ho solo un rastrello dai denti molli concepito per la crepuscolari foglie d’autunno con cui inutilmente raschio via solo lo strato superficiale.
Era in origine uno strato di erba tagliata, ora è un blocco viscoso e caldo. Lo scopro infilando in quell’ecatombe vegetale le mie mani opportunamente inguantate. Ridicoli guanti di lattice che rimandano ad una idea di igiene e sterilità lontana anni luce. Ridicoli guanti di lattice che si squarciano al contatto con il primo ramoscello secco. Un contatto diretto con una morte che non spaventa. Anche gli effluvi rilasciati da questo cumulo di materia organica in decomposizione non mi disturbano particolarmente. Nulla a che vedere con il tanfo prodotto da quella fetta di petto di pollo panato che, per non dover mangiare pur essendo stato costretto, lanciai sul mobile alto della camera dei miei genitori. L’odore di putrefazione della carne scatena un innato senso di protezione che urla “fuggi!”. Ma qui è diverso pur essendo lo stesso. La morte è un passaggio obbligato verso una nuova vita. Nulla si crea, nulla si distrugge.

Quest’anno le piccole mani di mia figlia hanno depositato nella loro dimora nove piante di pomodoro, tre di cetriolo, sei di fagiolini, quattro di zucchina. E poi erbe aromatiche, rucola, semi di insalata sparsi con gioia. Coltivare un orto, anche piccolo, è un impegno perché le piante sono vive e non puoi dimenticarti di loro, non puoi abbandonarle. Coltivare un orto permette di avere prodotti biologici sicuri ed economici.
Coltivare un orto permette di recuperare il gusto dei “sapori di una volta”. Sapori che non puoi comprare. Di vivere esperienze che, come dice la pubblicità, non hanno prezzo perché non possono essere comprate nemmeno con una mastercard. Mentre mangiavamo i frutti della nostra terra ho chiesto a mia figlia “sai da dove viene questa zucchina?”. Mi ha guardato stupita e mi ha indicato l’orto. Da lì, naturalmente. Penso a alle storie che mi hanno raccontato persone con una esperienza decennale in un asilo nido: molti bambini non sanno da dove vengono le cose che mangiano, hanno una visione completamente distorta di questo aspetto che pure è così basilare. Per mia figlia che ha solo due anni non è così.
Tiro un sospiro di sollievo, per ora.

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diabolicomarco
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I miei pomodori stanno crescendo. Con il tempo diventero’ piu’ bravo e riusciro’ a gestire meglio lo spazio del mio orto. Devo solo tentare di dedicargli piu’ tempo.
DiabolicoMarco! questo e’ stato un bellissimo spunto di riflessione. La parola d’ordine sia: Basta poco
Saluti
fabio post: Il nostro futuro
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diabolicomarco reply on 29 agosto, 2008 23:27:
Pensa che il tempo che dedichi al tuo orto è in realtà tempo per te stesso. Possibile che non riesci a trovare 5 minuti al giorno (di orologio, cronometra se necessario) da dedicare a te stesso?
Ci vuole esperienza e pratica per fare dei buoni pomodori.
diabolicomarco post: Coltivare un orto di quindici metri quadrati
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Bravo Marco fai benissimo a coinvolgere fin da subito la tua piccola!
Io sono stata fortunata perchè i miei nonni abitavano in campagna, ho dei ricordi bellissimi delle estati che passavo in mezzo ai conigli e a dare l’acqua all’orto piantina per piantina come se fossero state le mie bamboline da curare.
Una volta in 2a elementare rientrati dalle vacanze ed io dalla campagna parlavamo in classe della frutta e della verdura. Ricordo come fosse stato adesso che alla domanda “da dove nasce l’uva?” quasi tutti i bambini già allora dissero “dal supermercato!”
Lì per lì scoppiai a ridere come la maestra, ma pensadoci ora è davvero triste l’idea che tutto lo trovi lì e quindi in fondo è come se nascesse lì.
Senza considerare il sapore diverso che avevano i prodotti dell’orto della nonna, il pomodoro me lo mangiavo così solo con appena un pò di sale sopra, era buonissimo!
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zippole reply on 29 agosto, 2008 3:45:
Andando in un agriturismo sui monti sopra LaSpezia, il proprietario mi disse che lì una bambina un giorno, guardando un albero di pere chiese alla mamma “mamma ma perchè le hanno messe su quell’albero?”
Di primo acchito non potevo crederci.. ma vivendo fuori città poi rimasi esterrefatto. Questo articolo mi ricorda che la cosiddetta “norma” è completamente insana dalle fondamenta.
Bravo dm
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diabolicomarco reply on 29 agosto, 2008 23:40:
Bisogna capire cosa si intende per “norma”.
In una classe di bambini convinti che le pere crescono nel supermercato la bambina che dice “ma no, crescono sugli alberi!” sarebbe l’”anormale”.
diabolicomarco post: Coltivare un orto di quindici metri quadrati
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diabolicomarco reply on 29 agosto, 2008 23:30:
Leggo che molti hanno avuto dei nonni in campagna e hanno vissuto delle belle esperienze di cui hanno ricordi teneri.
Possiamo ritenerci fortunati. Però abbiamo anche il “dovere” di trasferire almeno parte di questo sapere ai più piccoli.
Basta un vaso su un davanzale. Se tieni una piccola pianta di basilico per condire dei pomodori (di supermercato) il bambino capirà benissimo che anche i pomodori nascono dalla terra. I bambini sono ignoranti mica scemi!
diabolicomarco post: Coltivare un orto di quindici metri quadrati
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Francesca reply on 1 settembre, 2008 10:14:
E’ verissimo, mi ritengo molto fortunata per questo.
Infatti per chi abita fra cemento e grigiume consiglio sempre grandi scampagnate almeno fra primavera e autunno.
Non è poi difficile…ed oltre i bimbi ci guadagnano anche i genitori!
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Bravo Marco, ora che tornate a casa, forse riuscite a mangiare gli ultimi pomodori, e la nostra piccola gusterà…il prossimo orto la vedrà più grande, e lei imparerà il processo un pò di più, e vedrà con occhi diversi cose che , purtroppo, altri bimbi non vedono.
La tua piccola sa già che per far crescere qualche cosa ci vuole amore, costanza, attenzioni.
A presto
Josiane
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diabolicomarco reply on 29 agosto, 2008 23:42:
In effetti se decidi di coltivare un orto quando vai in vacanza devi trovare qualcuno che se ne prenda cura in tua assenza!
Se poi ti fa trovare i pomodori ripieni di riso appena sfornati, profumati che l’odore di basilico lo senti già dal cancello allora è proprio il massimo.
Grazie di cuore!
diabolicomarco post: Coltivare un orto di quindici metri quadrati
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Che bello l’orticello per la piccolina! Io ho la fortuna di avere avuto i nonni che abitavano in campagna, per cui andavo a raccogliere con mio nonno i fiori di camomilla, le albicocche, l’uva, ho visto crescere un vitellino…E adesso davanti alla casa ho la via del mio paese, e dietro la campagna, che dà un’energia speciale.
Il fatto è che se quando elucubriamo sull’ecologia fossimo meno politici e pensassimo di più all’orticello, ai profumi della campagna e alla frutta saporita saremmo quasi sempre d’accordo!
Sara post: Pechino 2008 - Fenomenologia della malinconia
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diabolicomarco reply on 29 agosto, 2008 23:44:
Vedi sopra. Cerchiamo di trasmettere qualcosa ai più piccoli.
IE’ la prima incitazione a “pensare di più al proprio orticello” che approvo, quella letterale
diabolicomarco post: Coltivare un orto di quindici metri quadrati
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complimenti dm per la delicata gioia che sai far nascere dalle piccole (grandi) cose
Fully post: Elogio del dubbio
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diabolicomarco reply on 29 agosto, 2008 23:48:
Grazie fully.
Volevo giusto riproporre uno dei pilastri su cui si basa MenteCritica fin dalla fondazione: piccole storie personali che però rimandano ad una riflessione generale. Se ci sono riuscito ne sono ben lieto.
diabolicomarco post: Coltivare un orto di quindici metri quadrati
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Mio nonno aveva un orto. Un orticello di città. Non era insolito negli anni 70. Piantava filari di san marzano buonissimi, ma quando arrivava un parassita era implacabile, rovinava tutto. Mi diceva di non fare male alle coccinelle perchè mangiavano i pidocchi. Figuriamoci! Io le trovavo adorabili anche senza saperle utili: quando ne trovavo una cappottata la aiutavo a ribaltarsi. Mio nonno morì, mio padre continuò per un po’ le coltivazioni, ma erano troppo impegnative. E poi, ormai, era l’era del supermarket. Così l’orto si trasformò in giardinetto con ortensie, pini, rose e gerani (ODIO i gerani, puzzano!). E’ rimasto il rosmarino (ma non sembra più molto convinto di se stesso) e tutti gli anni papà pianta il basilico (ma l’erede di qualche parassita dei san marzano, se lo pappa).
Ho tentato di fare domanda per il compostaggio domestico, ma l’ AMA (la municipalizzata di Roma) ha pubblicato i moduli per la rchiesta…..scaduti!
Avere un orto è proprio una bella cosa.
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diabolicomarco reply on 29 agosto, 2008 23:55:
Abbiamo provato anche noi con i sammarzano, ma erano troppo impegnativi. Bisogna riconoscere i propri limiti e puntare a qualcosa di più semplice.
Certo, avere un orto e andarci giù pesante di antiparassitari è un controsenso. Pero fossi in te una spruzzatina a quei bastardi gliela darei! Almeno il basilico!
diabolicomarco post: Coltivare un orto di quindici metri quadrati
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zippole reply on 30 agosto, 2008 7:05:
non so.. a esser colti in materia si possono trovare piccole parziali soluzioni buone per casa.
So che un certo tipo di geranio (non quello classico detto “francese”) ha un particolare odore, non troppo forte, che tiene lontane le zanzare. Buono per il balcone. Magari c’e’ qualcosa anche per certi parassiti, da intervallare con le tue piantine.. chissa’!
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Doxaliber reply on 1 settembre, 2008 10:34:
I pomodori è impegnativo raccoglierli, per il resto crescono da soli. A casa mia comunque non coltiviamo i San Marzano ma una razza di pomodori dalla scorza dura, tipici di queste parti; qui li chiamano pomodori “mpisi” (appesi), proprio perché di solito vengono legati ed appesi come grappoli d’uva. Di solito si usano per fare le “frise” ma sono ottimi anche per insalate, bruschette e panini. Per inciso: io vado matto per i pomodori.
Ecco una foto
Doxaliber post: Grandi ustionati
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Pomodori, melanzane, peperoni, zucchine, radicchio. La verdura coltivata a casa mia non manca, quella che non cresce nei nostri giardini spesso ce la regalano parenti ed amici. Io sono poco avezzo alla coltivazione di ortaggi ma amo gli alberi da frutto: aranci, mandarini, limoni, prugne, albicocche, olive, melograni, pere. Le pesche no, sono troppo delicate ed è difficile cogliere frutta sana.
In ogni caso non c’è niente di più buono che cogliere un frutto e mangiarlo all’istante.
Doxaliber post: Grandi ustionati
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Francesca reply on 1 settembre, 2008 10:21:
Verissimo. Da piccola lo facevo senza nemmeno lavarlo….altri tempi!
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Non vorrei essere fuori luogo, ma ho da poco ricevuto il “via libera” per ortificare parte del giardino ma non so da che parte incominciare…
ho già visitato molti siti e letto alcuni libri, ma nella maggior parte dei casi ho l’impressione che per orto questi scrittori intendano “campo da 3 ettari comprensivo di serra gigante e casotto per gli attrezzi…”
io ho circa 12mq e sono alla disperata ricerca di qualcuno disponibile ad elargire qualche spiegazione/consiglio su come fare un mini-orto…
dato l’argomento del post ho pensato di chiedere direttamente qui…
Lara post: Rientro…
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diabolicoMarco reply on 1 settembre, 2008 22:55:
Noi abbiamo sempre fatto come ho scritto: vangare e spaccare le zolle, far seccare le erbacce un paio di giorni e poi rastrellarle via (non pensare di liberartene sotterrandole, sarebbe come tentare di affogare un pesce!)
Poi concimare e appianare. Il resto dipende da cosa vuoi piantare: per i pomodori servono le canne, tra le zucchine devi lasciare un bel po’ di spazio, i cetrioli e i fagiolini si attaccano a tutto ciò che li circonda…
Molti consigli utilissimi li danno le persone da cui prendiamo le piante.
Bisogna vedere dove vivi, com’è il tuo terreno. Se ci sono persone vicino a te copia quello che fanno loro. Io sbircio sempre negli orti del circondario per vedere a che punto sono
diabolicoMarco post: La MenteCritica della Settimana: Laura Costantini
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Lara reply on 2 settembre, 2008 8:40:
accidenti, di vicini con l’orto non ne abbiamo…
ma grazie comunque per i consigli!
spero di riuscire a far crescere almeno un pomodoro…
grazie!!!!!
Lara post: Rientro…
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I miei pomodori in un secchio di plastica bucato sul terrazzo stanno maturando, sono nati da resti di pomodori lasciati in un altro vasetto di cui ho reciclato la terra, arricchito con le bucce che non avevo voglia di portare giù, nel bidone della spazzatura. La pianta comprata a 0,80 € invece è miseramente seccata. Il vaso del basilico ci ha dato due pesti stupendi ed ora raccoglierò i semi per l’anno prossimo. Queste sono le mie proprietà terriere, insieme a piantine di fiori: gerani nati da rametti raccolti per strada cadute da altre terrazzi, semi raccolti un pò ovunque e garofani nati da talee di mazzi troppo lunghi per i vasi. Queste sono le mie proprietà terriere
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diabolicoMarco reply on 1 settembre, 2008 23:00:
Bella. M’è piaciuta assai questa riflessione.
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Io non ho proprietà terriere, ma un vicino gentile con un orto troppo grande per lui, consente a mio marito di coltivarne una parte; se servono informazioni, ben volentieri posso far da tramite, se poi volete trasformare l’eccesso di produzione in passate di pomodoro, pasticci di verdure o marmellate, questo è il mio settore. Coltivare un orto ( utilizando il tempo libero, nel mio caso) costa un po’ di fatica ma si ottengono cose importanti:
Prodotti sani a km 0.
Vita all’aperto a contatto con la natura.
Risparmio economico.
Soddisfazione non monetaria.
Collaborazione di buon vicinato che permette anche di andare in vacanza (oggi vado io e tu mi guardi l’orto, domani ci vai tu e te lo guardo io).
Insomma un modo “nuovo” di concepire la vita.
A disposizione e ciao a tutti.
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ahh!! Le informazioni!!! non utilizzando “MC” non vorrei stravolgere questo sito. ciao
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