Birmania & Cina: One World One Dream?
6 ottobre, 2007 di Sara
Archiviato in Oltre il Confine, Strange Days
Ho appena guardato Uno Mattina, si parlava di Birmania. Ospiti in studio un sacerdote cattolico direttore dell’agenzia stampa Asia News e un Lama. Non c’era ovviamente uno dei tanti musulmani che appoggia i monaci, loro sono cattivi, brutti brutti cattivi! Del resto ormai si funziona col bianco e col nero, buoni o cattivi, bello o brutto, a favore o contro, è sempre un dualismo quello che si tenta di costruire, non si sa mai che si sforzino troppo i nostri neuroni e che magari riusciamo anche a diventare indipendenti!
Ma la questione è sempre più complessa, i musulmani appoggiano i monaci birmani, ma i nostri media non ci degnano di questa notizia, bisogna continuare ad aumentare il dualismo. Forse il mondo deve ringraziare la religione buddista, è l’unica che sostituisce il potere con la meditazione, l’arroganza con la non violenza, il sistema binario (che è il generatore principale di conflitti) con la mediazione.
Il Lama ha detto che loro agiscono perché si sentono responsabili nei confronti della gente più povera, la loro missione è quella di portare la pace. E lo fanno scendendo in piazza, marciando, facendosi uccidere senza reagire, non da un balcone la domenica. Che sono due cose ben diverse. Ma se c’è un unico Dio, perché manda messaggi diversi?
Probabilmente è sempre la stessa parola, che viene interpretata da diverse culture. Le radici di una popolazione sono preziose, di un valore inestimabile, possono fornire strumenti per comprendere certi tipi di dinamiche, ma possono anche generare miopie incredibili, perché si rischia di “vedere il mondo” sempre con occhiali che possono impedire la corretta messa a fuoco. Forse il fatto che ultimamente nel Cristianesimo si cerchi il potere è dovuto all’individualismo che questa religione propone. Per la verità è un valore positivo quello di crescere come individuo e il non farsi accalappiare dalla massa che è per antonomasia spersonalizzante, ma è in contraddizione coi diktat che ci stanno arrivando dall’alto clero, capace solo di spaventare la gente comune (cioè una massa) e inculcare l’idea del NO. Non si fa questo, non si fa quello, non si pensa così, l’evoluzionismo Darwiniano non esiste.
Non sarebbe molto più intelligente spiegare che la Bibbia è un testo simbolico tramite cui l’uomo ha tentato di argomentare fenomeni o fatti secondo una lettura divina? Non sarebbe molto più affascinante pensare alla simbologia che c’è dietro la genesi piuttosto che trasformarsi in bacchettoni e fare discorsi che nel 2007 non hanno senso?
Del resto nel disegno divino a mio parere è già prevista l’imperfezione umana, che si manifesta a tutti i livelli, anche in quelli che dovrebbero essere i primi “portatori” della Parola di Dio.
Però cavoli questo monaco mi ha colpito, le immagini mi hanno colpito, e allora com’è che l’imperfezione umana così palpabile nel nostro clero là non sembra sussistere? Avranno sicuramente altri difetti, probabilmente i media ce li stanno mostrando come persone perfette, avranno anche loro qualche limite, magari meno grossolano. Lo so, questa affermazione può sembrare molto antipatica, ma pensiamo un attimo: il fatto che i monaci e la gente comune siano “i buoni perfetti” e il regime “il cattivo” non è il solito dualismo?
Sicuramente in questa triste vicenda il popolo ha ragione e il regime è spietato, ma bisogna sempre andare oltre. Del resto se da quarant’anni in Birmania c’è una dittatura la gente birmana avrà avuto qualche debolezza, più che altro nel momento in cui è nato questo regime. Lungi da me l’idea di colpevolizzarli a tutti i costi, sto provando a spingermi un po’ in là, oltre le solite considerazioni (per certi versi comunque corrette).
Domani ci sarà la marcia della pace Perugia-Assisi, a Uno Mattina ha parlato l’organizzatore, che diceva: “noi vogliamo proporre questa marcia della pace perché i media si occupino un giorno di più di questa faccenda, perché si parli della Birmania un giorno in più, dato che la dittatura conta sul fatto che questa faccenda tra qualche giorno cadrà nel dimenticatoio”.
Ecco qui l’errore: perché si deve già pensare che i media dimentichino tutto? E’ forse un obiettivo decente quello di “far parlare per un giorno in più”?
Non è tanto importante che se ne parli, è il COME che fa la differenza. E poi tutte queste manifestazioni, gli oggetti rossi, sono vacue, queste sì che si dimenticano. E creano sempre dualismo. Sembra quasi (anzi è così, ne sono certa) che ai “buoni” che manifestano servano i “cattivi”, perché se no non potrebbero mostrarsi nella loro perfezione, e ai “cattivi” servano i “buoni” perché fa parte del teatrino.

Nessuno pensa che servano piccole azioni individuali e apparentemente silenziose piuttosto che grandi manifestazioni fragorose e rumorose? Il rumore è destinato a svanire, fisicamente non è neanche un’onda periodica (cioè è una mezza calzetta). E lo dice anche l’organizzatore della marcia, dopo un giorno forse due il rumore svanirà. E allora a cosa serve? Solo ad aver contribuito alla recita del teatrino. E magari si invoca la pace in Birmania e poi si vive litigando in casa e con gli amici per cose frivole.
Sono sicura che la gran parte dei partecipanti alla manifestazione abbiano buone intenzioni, ma il problema è la direzione in cui vengono incanalate. Sempre per parlare di fisica, un sassolino che cade in un laghetto disegna sulla superficie prima un cerchio attorno a dove è caduto, poi uno più esterno, e così via, finché non si esaurisce la sua forza. Non gli verrebbe mai in mente di provocare un’onda lontana da lui e poi forse disegnare quelle più interne!
E si va anche contro i grandi governi, quelli del G8 ad esempio, perché non fanno niente per cambiare la situazione. Ma certo, è ovvio! Che interessi hanno? Intanto ne parlano le tv, e già così si fa la parte dei buoni… E in più è un paese sperduto, là in Asia, ha un po’ di petrolio e di gas, ha del legno, ha risorse turistiche, ma non è che dia un gran prestigio internazionale! E le star adesso hanno contratti per fare da testimonial per il Darfur, non possono certo avere un doppio impegno, non gli chiediamo troppo!
Invece di chiedere sanzioni che non arriveranno mai e che impoveriranno ancora di più la gente, o mandare un inviato ONU che chissà cosa può fare, si potrebbe chiedere alla Cina di intervenire, minacciando di boicottare le olimpiadi. Ma c’è un solo piccolo problema: l’Australia e la Francia hanno già detto che lo faranno, della Cina-organizzatrice si sanno già tante cose, eppure tutto le scivola addosso, e qui scatta un altro “perché?” E la risposta è sempre la stessa: è il solito teatrino!

I cinesi sanno che poi le olimpiadi richiameranno tutti gli sportivi, tutti quelli che nelle olimpiadi ci credono (o ci credevano), tutti quelli che hanno interessi economici, e allora cosa importa a loro? E’ ovvio che se il CIO ha designato la Cina è perché il guadagno è sicuro, sapevano già i rischi, e li hanno ovviamente calcolati.
E’ come nella puntata dei Simpson in cui un satellite (che c’entrava col baseball, ma non ricordo perché) li spia, e fanno la rivolta popolare. Poi cade il satellite che contiene tutti i dati ottenuti, arriva il giocatore di baseball più famoso e chiede: “volete cancellare per sempre questi dati o una mia battuta stratosferica?”
“BATTUTAAAAAA!”
Questo è quello che succede tutti i giorni, e che permette a chiunque sia più potente di noi di fare quello che vuole.
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2007








ehm… ad essere proprio precisi i buddisti sono atei…
Come sono atei…Si può parlare anche di disciplina spirituale, ma comunque crede nel messaggio di Siddharta, nonchè Buddha. E’ vero che è definire il buddhismo è difficile, ma comunque credono nelle famose quattro verità rivelate a Buddha, nel “risveglio spirituale”.
Le olimpiadi 2008 a Pechino sono un’infamia bella e buona compiuta, tanto per cambiare, in nome del profitto di alcuni a spese di tutti gli altri.
Negli anni Ottanta il Sudafrica fu escluso da tutte le competizioni sportive come misura, più o meno simbolica, contro la segregazione razziale. Oggi, invece, malgardo le acclarate violazioni dei diritti umani, alla Cina si regala pure la principale vetrina sportiva mondiale. Boh…
l’articolo teneva fino alla insinuazione che anche la perfezione dei monaci potesse essere in qualche modo finta, parte del teatrino. Mi chiedevo quale argomentazione ed approfondimento interessante fosse arrivato, ma invece sei caduta.
Peccato
Cmq… ad essere precisi il buddhismo non e’ ateo (rifiuto dell’esistenza della divinita’), piuttosto non mette la divinita’ al di sopra della propria vita interiore.
Poi il buddhismo si trova in varie forme in relazione alle culture/credenze che esistevano precedentemente in quel luogo. Un monaco buddhista thailandese deve seguire una tale sfilza di riti/azioni quotidianamente che usciamo dalla ricerca spirituale ed approdiamo alla superstizione. La popolazione thailandese comune crede in spiriti malvagi et similia in maniera non dissimile dai nostri “mostri” medievali.
E per ogni nazione tutto cio’ varia.
Cmq… per intenderci.. io non tifo monoteisti
@silvio: sono d’accordo con te, ma forse non gliele hanno regalate, gliele hanno vendute le olimpiadi…
@zippole: non ho detto che anche i monaci fan parte del teatrino, anzi ho detto che si impegnano quotidianamente per aiutare la gente, sul campo, “non da un balcone la domenica”. Fan parte del teatrino quelli che protestano a distanza e fanno manifestazioni per far rumore un giorno in più. Fan parte del teatrino quelli che vanno contro i potenti lontani e poi nella vita tentano di diventare amici del capo di turno per averne dei vantaggi. Fanno parte del teatrino quelli che fanno le manifestazioni per la pace e vivono eternamente incazzati o litigiosi.
Questo post mi ha fatto venire uno strano pensiero, anzi due sogni:
- sarebbe davvero bello, incredibilmente bello, vedere 2000 tra vescovi e cardinali cattolici (romani, occidentali) scendere in piazza in Myanmar al fianco dei monaci buddisti, affrontando con loro l’esercito per dimostrare la fratellanza di cui parlano tanto dai balconi e dai pulpiti.
- sarebbe davvero bello, incredibilmente bello, se il Vaticano tra le sue varie ingerenze si fosse occupato prima di tutto – prima dei matrimoni gay, dei PACS/DICO, della politica italiana, del far pagare le tasse agli altri – di bollare come assurda la partecipazione della Cina come ospite delle Olimpiadi, se prima non avesse preparato le strutture dei diritti umani, non le strutture sportive (che orgogliosamente “saranno pronte in tempo” e con uno spiegamento di forze monumentale). Com’è possibile infatti che un simbolo d’uguaglianza come le Olimpiadi si prepari in questo modo? Cosa è diventato quello che anticamente era un simbolo di pace, un evento che fermava tutte le guerre?
@Sara:
Di questi tempi “un giorno in più” è un grande risultato”, in ogni caso.
Dice Daniele Luttazzi (che se ne intende):
Certo: a meno che Vespa non prenda a “cuore” il problema e non lo proponga quotidianamente a “Porta a porta”. Magari col plastico del Myanmar stile Risiko, con le posizioni dei bonzi che resistono e dell’esercito che incalza… (MC: non c’è la faccina del vomito?)
Naturalmente i miei erano soltanto sogni… la realtà è ben altra…
Messaggi dai balconi e non una parola di condanna verso il regime di Myanmar.
Bravo, Joseph, continua così. Il carpentiere di Nazareth a mani nude e senza mezzi ha smosso mezzo mondo, tu con una potenza politica ed economica come il Vaticano, ti limiti a fare dichiarazioni stile “Miss Italia” (“auspico la Pace nel mondo…”).
Prendendo a prestito il titolo di un libro di Leonardo Boff, teologo allontanato da Ratzinger e Premio Nobel alternativo per la pace nel 2001: questo è “Un papa difficile da amare“.
@Demetrio De Sio: Sono d’accordo con te, in questo papato manca la PROPOSIZIONE concreta, rimangono chiari una serie di NO ACCUSATORI.
Ho letto quel post di Luttazzi, lui utilizza il fatto che la stampa non ne parli più per non creare un finto polverone in cui si strumentalizzano le sue parole. Questo per Luttazzi non è l’obiettivo, è il mezzo per dire quello che pensa (nel caso di quel post non fino in fondo) senza che la stampa lo prenda di mira per il suo discorso. Non è accettabile che invece sia l’obiettivo della marcia della pace! E dopo quel giorno in più cosa succede? Sono cambiate le cose?