La Diffamazione e la Disinformazione della Rete 42


Delle volte la rete è la peggiore nemica di sé stessa perché quando diffonde notizie che infamano le persone senza offrire uno straccio di riferimento scredita sé stessa e offre ottime motivazioni a chi vuole stabilire un controllo serrato sulla micro editoria. Ieri, un sito abbastanza seguito e con una platea probabilmente più ampia di mentecritica, pubblica un post nel quale si riporta la seguente dichiarazione attribuita alla Senatrice Binetti con tanto di virgolettato:

[la sentarice Binetti N,d,R.] ha superato se stessa  dichiarandosi contraria alla terapia del dolore per i bambini pazienti oncologici, “perché è giusto che anche loro portino la croce di Gesù”.

La citazione non fa riferimento a nessun link e, pur avendolo ripetutamente richiesto nei commenti, i lettori non ricevono alcuna risposta.

Poco dopo, un autore di cui ho grande stima e che ospito sempre molto volentieri su MC grazie alla sua grande disponibilità, forse per eccesso di fiducia o per sdegno incontrollato (non conosco le sue vicende personali che potrebbero aver alterato l’equilibrio di un giudizio che mi è sempre apparso solido) rimbalza la notizia citando come fonte, questa volta, il primo sito. Ecco che, improvvisamente, una notizia senza fondamento diventa fondata perché cita una fonte. Poco importa se la fonte originaria non sia un’agenzia di stampa, un quotidiano registrato o, semplicemente un sito di micro editoria che si è guadagnato stima e rispetto dalla rete per coerenza e affidabilità. La storia diventa rapidamente virale e ora si sta propagando in quei grandi megafoni di assoluta mancanza di capacità critica che sono facebook e twitter dove molti cliccano a cacchio qualsiasi cosa gli sembri anche lontanamente cliccabile.

Forse una fonte spunterà, ma questo non cambia la sostanza delle cose. La libertà di parola non è libertà di dire che quello che ci passa per la testa quando di mezzo ci sono dei nomi, dei cognomi e soprattutto la sofferenza, Questo non per una questione etica che dell’etica non interessa più niente a nessuno, ma per una banalissima questione pratica: se la rete perde credibilità e diventa una specie di parco giochi per dilettanti allo sbaraglio o peggio per disinformatori di professione, anche chi ha lavorato duramente per essere letto e ascoltato, si troverà senza credito.

Se invece nessuna fonte spunterà e i siti si limiteranno semplicemente a rimuovere i post, mi auguro che la vittima di questa operazione si attivi per far valere i propri diritti. Sarà forse la prima volta che tiferò per la senatrice Binetti.

Edit:

intorno alle ore 14:45 del 29-6, la signora Binetti smentisce categoricamente  via facebook:

Sto pensando ad una serie di messaggi appena ricevuti, in cui mi vengono attribuite affermazioni false, sul trattamneto del dolore nei bambini affetti da cancro, che sarebbe stato facilissimo verificare prima di buttarle in giro. Per altro con un linguaggio volgare che mi è del tutto estraneo, con chiunque mi trovi a parlare… anche in caso di dissenso.
In ogni caso ribadisco con chiarezza e fermezza che sono convinta che il dolore del bambino vada sempre trattato per poterlo eliminare, utilizzando l’intera gamma di farmaci a ns disposizione. Acacnto ai farmaci, i bambini come gli adulti, hanno bisogno di affetto, di attenzione e di compagnia, il gioco, la musicoteraia, la pet terapia sono tutte cose che li aiutano a sopportare meglio il loro dolore. In questo senso mi sono sempre espressa e ne fa fede tutto il dibattito parlamnetare che si è svolto durante la discussione e l’approazione della legge contro il dolore e sulla creazione di una rete per le cure palliative. Una rete speciale per i bambini.
Penso che una pò di sana e buona educazione aiuterebbe a capirsi meglio.
Questo è lo stile che desidero per il mio sito FB. si può dissentire sulle idee, ma lo si può fare meglio. In caso contrario non può esserci amicizia di nessun tipo!.

Mazzetta, correttamente, rettifica subito. Gli altri, “il primo motore”, tacciono.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi. Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.