Bersani: Il Fallimento di un Robot Programmato per Governare 84


Nessuna sorpresa, nessun coniglio dal cappello, alla fine Bersani si affaccia e passa la mano. Una settimana sprecata in nome del tentativo di un fallito di riaffermare la propria persona bocciata prima dalla storia e solo secondariamente da un movimento politico che non avrebbe mai accettato di tributargli una fiducia, anche se formale, che sarebbe risultata un avallo al sistema politico da lui rappresentato, alla sua quota personale di complicità condivisa con gli altri attori che hanno condotto questo paese a disprezzare se stesso.


Se Bersani avesse avuto veramente a cuore il “bene dell’Italia”, del suo partito e del suo elettorato avrebbe fatto immediatamente un passo indietro. Si sarebbe adoperato per trovare un nome alternativo, una figura di persona stimata che pur ancora deve esistere in questa nazione di vili perbenisti ipocriti ed evasori fiscali. In questo modo avrebbe messo lui in difficoltà il M5S andando a vedere le carte che molti sospettano nascondano un bluff, obbligandoli ad accettare o a sputtanarsi negando l’innegabile, qualificandosi per quelli che dicono “no” a prescindere, che hanno a cuore la distruzione e non la costruzione.

Invece no. ha provato di tutto. Lo scouting, l’appello alla responsabilità, le consultazioni con il WWF, la menzogna delle prime pagine dell’Unità. Bersani è figlio di quella generazione politica per la quale “gli interessi dell’Italia” sono una figura retorica da utilizzare opportunamente quando serve, il paravento dietro il quale nascondere i maneggi più disgustosi, la foglia di fico che copre apparati di potere il cui unico vero fine è preservare se stessi e gli amici degli amici. Bersani è una specie di automa programmato per fare sempre la stessa cosa: occupare una poltrona e difenderla da ogni attacco a qualsiasi costo. Una robot con una direttiva primaria che non può essere alterata, un batterio che porta inciso nel DNA il comportamento da tenere a prescindere da ogni situazione al contorno.

Il M5S può piacere o no. A me non piace, ma è lo strumento attraverso il quale si è fatto saltare il programma del robot Bersani, l’antibatterico che ha iniziato a sterminare la colonia infetta. Mi metto la mascherina e continuo ad usarlo anche a rischio di rimanere intossicato. Il prossimo sulla lista è Silvio Berlusconi: ineleggibilità, conflitto di interessi, riassegnazione delle frequenze illecitamente e gratuitamente detenute, sentenze da passare in giudicato. La magistratura dovrà diventare l’ultimo dei suoi problemi.
Ora che il PD è al tappeto e non potrà più “combatterlo” con lo stesso complice amore di prima, forse riusciremo finalmente a liberarcene.


84 commenti su “Bersani: Il Fallimento di un Robot Programmato per Governare

  • EPizzicannella

    mi sembra troppo ingeneroso. Penso che il M5S aveva un’occasione non solo per fare delle cose serie subito ma anche (scusate il veltronismo) per scrostare un partito-sabbia mobile come il PD. Dare tutto il peso a Bersani e non rimarcare comunque l’inezia dei 5stelle mi sembra limitativo.

  • eduardo quercia

    Bersani non ha ancora passato la mano: in realtà è rimasto uno dei pochissimi ad osteggiare un governo PD-PDL, che gode di un enorme sostegno (da Napolitano a Grillo).
    Berlusconi, di fatto, è rivitalizzato dalla tattica di Grillo.

    • aol

      Non sono d’accordo, berlusconi dal mio modestissimo punto di vista sta stringendo il culo. Possiamo dire con certezza che il m5s sta lavorando ( alla luce del sole ) per distruggere il partito democratico e quando sarà il momento di votare una legge per rendere ineleggibile Silvio e soprattutto una legge per abrogare gli enti inutili ( vero, ma non l’unico, bacino elettorale del pd) , provincie in testa, il pd si suiciderà comunque. Berlusconi non può permettersi di perdere il suo alleato di sempre e lo conferma il fatto che grazie al suo potere mediatico avrebbe potuto distruggere il pd con uno degli scandali più grandi della storia di questa repubblica ovvero il crack mps invece la notizia continua a passare come un qualcosa di sbagliato ma non sufficientemente grave. Una persona che pensa al bene dell’Italia ( ma sappiamo tutti che il bene dell’Italia serve solo ed esclusivamente in campagna elettorale o comunque per giustificare l’aumento delle tasse), conscio del fatto di non avere una maggioranza, farebbe un passo indietro e indicherebbe un nome estraneo ai partiti in grado di unire le forze politiche invece è successo che prima perde un mese di tempo a fare “scouting”, riceve 10.000 no + 15.000 vaffanculi e complimenti vari, dopo si presenta dal PDR con un nulla di fatto e dopo ancora pretende di poter essere nuovamente il candidato premier. In questo caso ci sono solo ed esclusivamente 2 opzioni:
      Opzione 1: Bersani si è completamente rincoglionito e non ha capito come funziona il voto di fiducia
      Oppure, opzione 2 decisamente più probabile: Bersani è il garante di qualcosa che va ben oltre il mandato del popolo, lui ha probabilmente degli ordini da eseguire. Penso alle coop rosse che garantiscono una marea di voti in cambio di appalti appetitosi ( per esempio vedi tav ) penso al suo programma di governo già preconfezionato da Merkel e bce, penso alle banche che come le coop garantiscono tanti voti e sappiamo pure cosa vogliono in cambio, penso agli enti inutili che il pd non ha mai voluto tagliare ( il pd sardo, giusto per fare un esempio, si è opposto al referendum sul taglio delle provincie e nonostante il parere favorevole dei cittadini continuano a fingere che non è successo nulla ) proprio perchè diventano una sistemazione per i loro trombati che a loro volta sistemano amici, puttane e parenti in cambio di voti etc etc. No, berlusconi non è per niente rivitalizzato, il pd può scegliere di rinunciare a tutto questo ma senza il suo sistema clientelare non vincerebbe nemmeno se corresse da solo oppure può scegliere di non rinunciare a nulla ma la parte sana del suo elettorato ( non mi riferisco al suo zoccolo duro che pur di mantenere lo status quo e tutti i favori ricevuti lo rivoterebbe senza pensarci due volte) , lo abbandonerebbe definitivamente. Per concludere, Berlusconi senza il suo amato pd è politicamente finito.

      • eduardo quercia

        Non ho alcun motivo per fingere che non sia successo nulla: ho contribuito, per quanto nelle mie possibilità, affinché succedesse. Chiaro?
        Ma tu hai capito cosa è successo? Spero non crederai che in Italia ci siano oltre 8 milioni di grillini, cioè di cittadini disponibili a bere tutto quello che dice Grillo o il suo guru. I “grillini” non vanno oltre il 5% del consenso, per il resto i nuovi elettori del M5S sono mossi in parte da un sentimento di vendetta nei confronti della casta, in parte dall’aver individuato in quel movimento il polo nel quale si andava coagulando una radicalità politica in grado di accelerareuna crisi di sistema che i partiti tradizionali non erano in grado di risolvere da soli. Senza per questo innamorarsi di idee tipo “democrazia diretta” o “uno vale uno”.
        Quanto allo specifico di Berlusconi ribadisco che è stato rimessso in gioco proprio dalla tattica di Grillo. Per il resto non ho alcuna certezza su come finirà la questione della formazione del governo (e neanche su quali saranno le decisioni di Grillo): la partita è molto più aperta di quanto immagini, anche e, soprattutto, per quanto riguarda gli sviluppi futuri del quadro futuro che molto dipendono proprio da quella partita.

        • aol

          Grillo si presenta in tutte le piazze principali a sputtanare il pd, ribadisce in tutte le lingue che i dirigenti di quel partito sono da sbattere in galera, porta in tutti i suoi comizi il caso mps e sostiene che sono esattamente tali e quali a Berlusconi. Ora, alla luce di tutto questo, io credo di aver capito dove vuoi andare a parare, credi che la maggioranza degli elettori, tranne ovviamente quel 5% ( questa cifra l’hai inventata te oppure esiste una fonte da verificare? buona la prima vero? ), sia disposta a digerire un governicchio pd/m5s perchè altrimenti il nano malefico, l’unico male del mondo, riuscirà a cavarsela anche stavolta. Intendi questo vero? perchè l’unica alternativa al tuo ragionamento è proprio in niet di Grillo al pd. Non vorrei sembrarti scortese ma devo dire che gli elettori del 5 stelle che adesso cascano dalle nuvole indignandosi per il no di Grillo a bersani non hanno capito una sega, chi voleva il pd al governo avrebbe dovuto votare sel, rivoluzione civile o lo stesso partito democratico. Parliamo di dati reali, se il movimento a 5 stelle non avesse intercettato i 4 milioni di voti provenienti dal centrodestra quel fottutissimo partito democratico avrebbe riconsegnato palazzo Chigi nelle mani del nano e poi, perdonami, dire che il m5s abbia rimesso in gioco berlusconi quando Pierluigi Bersani continua imperterrito a non fare un passo indietro nonostante il suo ennesimo fallimento mi lascia perplesso. Comunque al posto tuo mi preoccuperei di quelli che tuttora si ostinano a bere tutte le stronzate di bersani, tra sensi di responsabilità sbandierati senza senso, smacchiamenti di giaguari e allegre risate con i tacchini sui tetti l’unica cosa certà è che i politici di professione del pd avevano un programma già scritto da altri ( non è difficile intuire da chi, nel gruppo c’è pure la culona inchiavabile) e adesso cercano di prenderci per il culo con gli otto punti scritti dopo una seduta nel cesso perchè vista la situazione non possono più onorarlo. Per concludere cerchiamo di sfatare la leggenda che narra le gesta di un movimento a 5 stelle che alleandosi col pd magicamente riuscirà a portare a casa qualche risultato, se la memoria non mi inganna tutti quelli che hanno abbracciato ilpdmenoelle sono morti quando quest’ultimo si stufava di loro. Vedi rifondazione comunista, verdi, idv e adesso sel in coma irreversibile.

          • aol

            Ah, quasi dimenticavo di scrivere la cosa più importante, a me di Beppe Grillo e del suo braccio destro Casaleggio non potrebbe fregarmene di meno, personalmente vedo nel m5s l’unico mezzo credibile per distruggere questo sistema politico e costruirne un altro degno di un paese normale ma se partiamo dall’idea di doverci accontentare perchè altrimenti il malefico silvio può tornare ad infestare palazzo chigi con le sue puttane allora sarebbe meglio, almeno da parte mia, strappare la tessera elettorale e abbandonare questo paese di merda. Io ho fatto la mia scelta, siamo partiti con l’idea di rivoluzionare TUTTO il sistema politico e non di scendere a compromessi con una parte di esso.

          • Vittorio Mori

            Sono d’accordo con te su quest’ultimo punto. Aggiungo, ed è mio personalissimo parere, che spesso si confonde la democraticità con la coerenza. Democrazia vuol dire decidere assieme, tramite votazione, una linea comune: seguirla con determinazione è coerenza. Capisco che per la cultura postsessantottina ed enogastronomica piddinara questo possa suonare “fassista” ma non lo è. Tanto più il cuneo è duro ed appuntito tanto più profondamente si infilerà nel ventre molle dei palazzacci a Roma: se è fatto di burro si spiaccicherà sulle pareti, e sarà inefficace. Questa è una fase di sofferenza un po’ per tutti, ma bisogna un po’ resistere, “no pain-no gain” come si dice. Poi verranno i tempi per discutere i trattati di pace, ma per ora c’è la battaglia, che non è piacevole per nessuno, credo nemmeno per gli eletti M5S.

          • eduardo quercia

            In quello che dici non c’è assolutamente nulla di scortese: stiamo semplicemente ragionando secondo la logica dell’uno vale uno, che non vale per Grillo, ma fra te e me può legittimamente essere adottata.
            1) Non c’è nessuna indagine scientifica sulla quota del 5% di grillini, cioè di cittadini che avevano già sposato l’ideologia ed il programma di Grillo con convinzione. La campagna elettorale ha di fatto segnato la crescita geometrica di un consenso per i motivi cui accennavo nel precedente intervento. Cercare di capirne le cause, a mio avviso, non è un esercizio di natura intellettuale, ma il presupposto per poterne capire gli sviluppi, evitando errori che determinerebbero conseguenze negative.
            2) Il PD ha perso 3,5 milioni di voti. il PDL oltre 6 milioni, il M5S ha conquistato milioni e milioni di voti, che, cumulandosi con il modesto gruzzolo di partenza, hanno determinato un saldo strabiliante di circa 9 milioni. Questi sono numeri e c’è poco da discutere. Ma qual’è il significato politico, posto che si consideri l’elezione non un’istantanea fine a sè stessa, ma un fotogramma di una realtà in divenire? Ebbene, se si ritiene che gli slogan della campagna elettorale siano una specie di dodici tavole alle quali devono rigorosamente attenersi tutti i comportamenti futuri in una sorta di immobilità tolemaica, allora bisogna rassegnarsi all’idea che il grandioso successo del M5S segnala paradossalmente una grave sconfitta, poiché ben il 75% degli elettori avrebbero dichiarato la loro ferma contrarietà. Se, al contrario, consideriamo la politica non come prodotto, ma come processo, allora dobbiamo avere la capacità di valorizzare a pieno il successo del M5S, riconoscendo a Grillo il merito di aver rotto il fronte di quel 75% che prima del voto era effettivamente un corpo nel quale era difficile fare delle distinzioni.
            3) I personalismi in politica non servono a niente. Pensare di non poter favorire un percorso virtuoso per ostracismo nei confronti di Bersani, sarebbe come rifiutarsi di votare M5S perché rappresentato in Parlamento dal cancelliere di Brescia o da una cretinetta come la Lombardi.
            4) Non credo che la cartina tornasola per un eventuale accordo con il PD sia l’inelegibilità di Berlusconi. Non vorrei annoiarti con questioni costituzionali, ma è evidente la debolezza della legge del ’57: la verifica dell’eleggibilità di un parlamentare dovrà essere affidata per il futuro alla Corte Costituzionale e non al Parlamento stesso dove maggioranze ed interessi cambiano nel tempo. Oltre che su questo piano quella legge va riscritta, ridefinendo la casistica del rapporto di concessione, che non può riguardare i tabaccai, ma certamente riguarderebbe Berlusconi per ovvii motivi. Dichiarare oggi l’ineleggibilità di chi ha governato (buona parte) e, comunque, segnato la vita politica dell’ultimo ventennio è stupido e capzioso, ma anche foriero di un pericoloso revanchismo.
            5) I poteri costituzionali sono 3, tutti e tre necessari. In tutte le costituzioni democratiche. Cerchiamo di non confondere le provocazioni di Grillo (che pure palesano una strumentalità comprensibile e persino giustificabile nella situazione contingente) con la realtà o le oggettive finalità.

    • @EPizzicannella

      E’ proprio questo il punto. La battaglia è tra un governo PD-PDL e un governo PD-M5S. Bersani è per la seconda ipotesi; Nap, Renzi, Berlusconi e tanti altri per la prima. Ecco perché l’errore dei grillini è politicamente gravissimo (sempre che non sia voluto). Non comprendere questo e affidarsi al “ne abbiamo fatto fuori uno” è politicamente e strategicamente sbagliato. E’ stato fatto fuori quello che garantiva meglio soluzioni nuove.

      • aol

        No, si sta cercando di sopprimere la vera stampella del porco d’arcore. Ma come dobbiamo spiegarvelo che per noi pd e pdl sono la stessa cosa?

  • Bob

    Ti presenti con di fianco Enrico Letta, nipotino di Gianni, al colloquio più importante della tua vita dopo che Enricuzzo, qualche mese fà, ha di fatto dichiarato sul Corriere della Sera: “Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”. Non si capisce cos’altro tu possa ricevere se non un vaffanculo di petto…La stronzetta che aveva di fianco Crimi è stata un po’ maleducata d’accordo, ma tu sei proprio un ciddone, cazzo!

  • Chiara Luce

    La replica di Grillo a chi gli ha rimproverato la mancata collaborazione con il PD:

    ““Si sottolinea in questi giorni che un mancato accordo con il pdmenoelle, il miglior amico di Berlusconi, impedirebbe la rimozione di quest’ultimo dalla scena politica -aggiunge Grillo – Se così è, invito la cosiddetta opposizione a votare in aula l’INELEGGIBILITA’ di BERLUSCONI, l’approvazione di una LEGGE sul CONFLITTO di INTERESSI della cui assenza si gloriò Violante alla Camera, l’ABOLIZIONE della Legge GASPARRI, la rinegoziazione delle frequenze nazionali generosamente concesse a Berlusconi da D’Alema nel 1999….” SI PUO’ FARE! (ma voi non lo farete mai)”, conclude Grillo.

    Ecco cosa vuole Grillo per dare la fiducia al Pd,Ma Bersani non risponde…Chissà perchè.

    • eduardo quercia

      A parte la questione dell’ineleggibilità di Berlusconi (sulla quale ho espresso il mio punto di vista nel punto 4 della risposta ad AOL poco sopra) per il resto sono senz’altro d’accordo. Tuttavia mi sarebbe piaciuto che Grillo avesse riproposto in sede polemica la questione del reddito di cittadinanza, a mio parere estremamente più importante per verificare la reale disponibilità di Bersani oppure per evidenziare un reale punto di inconciliabilità su un elemento che connotava il programma (primo punto) molto più serio e convincente per gli elettori.

  • Pierangelo

    Io invece credo che il M5S ci riconsegnerà Berlusconi più forte e più cattivo di prima. Eliminare Bersani era troppo facile, provate a prendervela con quelli veramente grossi.

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