Berlusconi sui LIbri di Storia 11


Sì, lo so che la persona che dà il titolo a questo pezzo ormai è diventata fuori moda, completamente messa da parte dalla ben più imponente (di presenza e di nome) figura di Monti. Ma io non ho mai seguito la moda, e oggi invece di guardare il telegiornale o navigare sulla rete, stavo leggendo sul libro di storia alcune cose riguardo la crisi del ’29, quella che appare come una specie di crisi-parassita rimasta sopita per un po’ di tempo e poi ricomparsa d’un tratto più controversa di prima, da un momento all’altro, causando gli effetti che tutti noi conosciamo.

Insomma, leggevo di questa crisi quando, annoiata dall’ennesima somiglianza con quella di oggi e dal fatto di aver già seguito la lezione in classe, mi sono messa a sfogliare il libro leggendo i titoli e i capitoli più interessanti, un po’ come si fa col giornale. Non so precisamente il perché, ma sono rimasta stupita di quanto in là arrivi il libro di storia del liceo. Finito di stampare nel 2009, affronta le questioni fino al 2008, almeno per quanto riguarda l’Italia. Ecco, in effetti lo so perché mi sono stupita, sostanzialmente i motivi sono due: il primo, più banale, riguarda la gestione dei programmi di storia, che non arrivano mai a coprire tutto il ‘900, è anzi già tanto se superano di un paio di decenni la metà del secolo (con buona pace di chi si è tanto impegnato a scrivere quelle pagine). Il secondo motivo, forse più complicato da assimilare, è di carattere strettamente storico. Da un momento all’altro mi sono trovata a leggere prima di sindacati che perdono il loro ruolo e il loro potere riducendosi a difendere alle volte con successo altre (me)no i privilegi già acquisiti, e poi di colpo, dal nulla, cose come questa, che mi hanno lasciata un po’ senza fiato:

Proprietario delle tre maggiori reti televisive private e del Milan, la società di calcio più forte del momento, industriale impegnato in molti altri settori, dall’edilizia alle assicurazioni alla finanza alla pubblicità, Berlusconi era sceso direttamente «in campo» con il dichiarato obiettivo di arginare un eventuale successo delle sinistre.

Insomma, strano trovare Berlusconi sul libro di storia, strano assai. Continuo a leggere perché mi interessa, anzi già che ci sono mi segno anche i passaggi migliori, come questo che riporto anche qui perché mi sembra davvero ben scritto:

Alla diffusa corruzione di ampi settori della politica, dell’amministrazione pubblica e della società, al persistere di forme di criminalità organizzata in grado di controllare interi territori – come la camorra del Napoletano – si aggiungeva quel diffuso disprezzo delle regole che caratterizzava molti comportamenti pubblici e privati e che nell’opinione comune era a volte giustificato come espressione di una vitale creatività.

Ma non è quello che c’è scritto a stupirmi, visto che ne ho già lette fin troppe. No, è quel verbo al passato che un po’ mi fa ridere, di una risata strana che non capisco se è di preoccupazione o di sollievo. Ancor più mi fa ridere la frase che leggo pochi paragrafi più avanti:

Il conflitto di interessi che investiva Berlusconi come proprietario delle maggiori reti televisive private e in grado ora di influenzare quelle pubbliche, nonostante le ripetute assicurazioni, non trovava ancora la rapida soluzione più volte promessa.

Eh no, decisamente. Anzi:

Una serie di provvedimenti varati dal Parlamento, come l’abolizione delle tasse sulle successioni e donazioni anche per i patrimoni più cospicui, l’attenuazione delle pene previste per il falso in bilancio o la modifica unilaterale e retroattiva sulle norme delle rogatorie internazionali (gli atti processuali compiuti fuori dalla giurisdizione dei magistrati italiani) apparivano all’opposizione e a parte dell’opinione pubblica troppo mirati a tutelare le posizioni del presidente del Consiglio, che figurava, per di più, ancora imputato in alcuni procedimenti penali.

Mi chiedo davvero come faccia chi scrive questi libri a parlare con questo passato di Berlusconi, senza sganasciarsi dalle risate e mandare in tilt la tastiera del computer per colpa delle lacrime che escono quando si ride troppo. Ma forse sono io che non trovo più il senso di certe cose, che ho preso a ruotare troppo veloce. E intanto, ridendo e ruotando, sono arrivata all’ultimo paragrafo del libro senza neanche rendermene conto:

Berlusconi formò rapidamente il suo nuovo governo, con il programma ambizioso di rilanciare l’economia, ridurre le tasse, affrontare il disagio sociale e riportare ordine nel paese, rispondendo a una domanda di sicurezza, talora dilatata da episodi di cronaca, che veniva da ampi strati della popolazione insofferenti di fronte all’ampiezza dell’immigrazione clandestina e alla criminalità diffusa.

Solo poche altre righe e il libro è finito, a pagina 345. Noi, invece, siamo andati avanti.

Adesso mi rimane solo una piccola riflessione da fare: questo libro non mi avrebbe insegnato nulla di nuovo sulla storia super-recente di questo paese, se non fosse stato scritto al passato. In quegli ultimi paragrafi di storia, è racchiusa tutto il senso d’insensatezza e distacco che provo ormai per certe tematiche. Questo passato forzato mi ha sconvolto: non so se interpretarlo come un segno che certe politiche stiamo iniziando a lasciarcele alle spalle, o se al contrario è soltanto una preoccupante leggerezza dovuta all’eccessiva formalità di chi ha voluto “archiviare” il presente in una manciata di paragrafi lasciati cadere nel vuoto.

Per il momento so solo che qualcuno, in questo momento, sta scrivendo un capitolo di Storia. Di Monti e combriccola, su questo libro, ne riparleranno nel 2014. Può darsi che qualcuno mi vedrà vagare in una di quelle librerie in cui vendono anche testi scolastici, a leggere qualche paragrafo di “storia”. Così, per passare il tempo. Chissà se sarà altrettanto divertente.


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I governi non mi piacciono in generale, che siano produttivi o fallimentari. Non mi aggrada che pochi scelgano per molti, anche quando i pochi siano scelti dai molti in una più che utopica unanimità.

11 commenti su “Berlusconi sui LIbri di Storia

  • maria

    Se non fosse scritto al passato, non sarebbe più un libro di storia per quanto affrontino, i libri di storia, la storia contemporanea…
    Posso solo dire che anche io sono sui libri di storia… lo sono su quei libri che avevano adottato alcuni prof per i loro alunni… ma io, per quello che ci scrivevo sopra, ci sono al presente… e sarò sempre e comunque al presente anche quando sarò passata!

    • Gilda L'autore dell'articolo

      La mia riflessione però e’ stata questa: se si vuole considerare storia quanto avvenuto un anno fa (io l’ho letto oggi, ma il libro e’ stato stampato nel 2009) e parlarne su un libro che dovrebbe presumbilmente affrontare e spiegare un avvenimento storico, considerando cause ed effetti di ogni azione rilevante agli atti della storia, e’ possibile farlo con degli avvenimenti che non sono ancora stati affrontati nel mondo reale?
      Vero che storia e attualità in qualche modo sono la stessa cosa, ma c’e’ una piccola differenza tra ciò che e’ passato e ciò che e’ in corso. Quello che e’ in corso oggi avrà delle ripercussioni sulla storia futura, e chi vuole davvero spiegare un avvenimento storico non può non tenerne conto.

      Poi, non lo so… ma c’e’ qualcosa di folle e irrazionale nel leggere certe piccole verità quando di fatto nessuno ne ha preso atto (tant’e’ che Berlusconi e’ ancora libero di fare più o meno quello che gli pare). Considerare storia il presente, può portare al piccolo inconveniente di ritenerla cosa passata e risolta. Cosa che, a tutti gli effetti, non e’.

      • maria

        Comprendo ed apprezzo le tue considerazioni… io, le mie considerazioni sui libri di storia, le scrivevo e lasciavo li, ma al presente… Anche se erano semplici testi di o per “bassa” istruzione scolastica.
        Come sempre, la storia viene vista come una cosa passata e soprattutto raccontata dai vincitori o pseudo tali…
        Penso che chi abbia scritto quel pezzo di “storia” e chi, poi, lo ha anche pubblicato, considerino Berlusconi una cosa passata e persa… Se poi, lo ritroveremo come presidente della Repubblica, magari, penseranno subito a correggere quel testo: tienilo a cura e ben custodito, potrebbe divenire una edizione rara un domani…

        • Gilda L'autore dell'articolo

          Difficile però considerare passata e persa una persona che e’ ancora presidente del consiglio, visto che Monti e’ qui solo da pochi mesi e non certo dal 2009…
          Allora anche Monti e’ roba passata, anche perche’ riguardo lui abbiamo addirittura una data di scadenza (cosa che per Berlusconi non esisteva).
          Invece no: Monti non e’ per niente roba passata, anzi azzarderei che sia roba futura più che presente.

          Comunque terrò ben stretto questo libro, lo confronterò con quelli futuri.

    • Gilda L'autore dell'articolo

      Wow, e’ un onore offrire spunti a te! 😀
      Anche se in realtà neanche io ci avevo pensato prima di leggere quei paragrafi.

  • Mo. Fi.

    C’è anche sul nostro libro di storia:
    “alla vigilia delle elezioni politiche del 1994 nasce un raggruppamento, forza italia, promosso da silvio b, un imprenditore che ha consolidato, grazie anche ai sostegni di cui ha goduto negli anni del governo craxi, un sistema televisivo privato largamente concorrenziale nei confronti della rai. forza italia stabilisce una spuria alleanza con la lega nord e alleanza nazionale (formazione cui ha dato vita il congresso del movimento sociale italiano del gennaio 1994: un congresso che recide anche quei legami con la tradizione fascista che erano stati largamente mantenuti sino ad allora).
    questa alleanza vince le elezioni e dà vita a un governo presieduto da silvio b.: la disomogenietà delle forze che la compongono porta presto alla crisi di quel governo, ed è necessario un nuovo confronto elettorale. esso si svolge nel 1996 e vede prevalere il polo centro-sinistra, che si presenta con il simbolo dell’ulivo e propone premier romano prodi)”.
    (p 523)

    Finisce così il libro, per quanto riguarda la storia italiana. Certo la stampa è del 2007 ma la versione del manuale è del 1997, in un punto parla dell’unione europea e dice che è composta da 12 stati, forse dovrebbero aggiornarlo, chissà magari ogni 20 anni ne fanno una nuova edizione.

    • GirFalk L'autore dell'articolo

      Non credo sia importante, l’Unione Europea la studi in altri corsi. Più che storia, sono relazioni internazionali. Secondo me continuano a sbagliare inserendo argomenti cosi’ recenti, che fanno parte dell’attualità e hanno bisogno di un tipo di analisi differente, che tenga conto della parziale incompiutezza dell’evento (visto il suo continuo svolgersi) e del punto di vista di chi scrive che essendoci immerso fino al collo non può avere una visione neanche parzialmente obiettiva e distaccata. Dopo mani pulite si possono anche risparmiare la fatica. Tra l’altro, almeno, il libro del liceo era più completo anche a partire da come il popolo ha vissuto la questione. Io ho riportato solo gli spezzoni interessanti, ma alla politica odierna era dedicato un capitolo intero.

      • Mo. Fi.

        Sì concordo, ma si corre il rischio di non arrivare mai a una conclusione se non tra 30 anni.
        E di questo passo di berlusconi ne scriveranno anche più di un capitolo 🙂

        purtroppo

        • GirFalk L'autore dell'articolo

          Io la vedo al contrario: parlarne adesso come fosse il passato ci fa correre il rischio di non chiudere la questione nel mondo reale. Per chiudere la questione nella teoria bisogna chiuderla prima nella pratica. Ci vorranno trent’anni? La colpa sarà pure di qualcuno, ma scriverne al passato non aiuterà a risolvere il presente. Nei libri neanche accennano a dare le responsabilità a qualcuno. Non e’ roba che vada studiata, o sei stato attento nelle lezioni della vita oppure ti fotti. Altrimenti, ci sono sempre gli articoli di MenteCritica… scritti al presente e molto più audaci e completi! 😉

          • Mo. Fi.

            ma io ho detto che ero d’accordo con te 😀
            solo ci vorrà tempo per chiudere la sua storia e farne un quadro chiaro e completo.

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