Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Berlusconi-Libia: Non Chiamo per non Disturbare, Passo più Tardi per Bombardare" è stato scritto da Giovanni Grobo
Messe da parte le coccardine tricolori, si torna alla realtà. L’ONU autorizza di fatto l’intervento militare in Libia, pur escludendo esplicitamente ogni forma di occupazione. L’Italia, che in politica estera è famosa per l’evanescenza delle sue prese di posizione, si dichiara disposta a mettere a disposizione basi, ma non aerei con la benedizione del segretario di stato americano che, causa Wikileaks, ha tanto da farsi perdonare. Gheddafi, tanto per cambiare, minaccia:
Ogni intervento militare contro di noi metterà a rischio il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo [...] tutte le strutture civili e militari diventeranno legittimo obiettivo del nostro contrattacco
In arrivo nuovi guai per Lampedusa, probabilmente. Tutto bene per i giornali on line che, dopo aver appena annusato il decotto argomento dei 150 anni dell’Unità d’Italia e abbondantemente spolpato la grassa ciccia del terremoto giapponese con tanto di fuga radioattiva, si ritrovano servito su un piatto d’argento un altro succoso argomento anche se, con ogni probabilità, non durerà molto a lungo.
La decisione dell’ONU arriva tardi e più che ad un intervento umanitario assomiglia ad un’ingerenza nelle vicissitudini interne di uno stato sovrano: a parte la sfacciata bufala sulle fosse comuni e la clamorosa campagna stampa sull’utilizzo di mercenari, non ci sono evidenze che dimostrino che in Libia ci sia una sanguinosa repressione di civili indifesi la cui unica colpa è quella di aver partecipato a pacifiche dimostrazioni contro il regime. Piuttosto, quello che arriva sui nostri giornali e sulle nostre televisioni somiglia di più ad una guerra civile tra fazioni contrapposte, entrambe armate, dove una delle due sta soccombendo per carenza di appoggio aereo.
La comunità internazionale, stanca delle bizze di Gheddafi e della protervia della sua gestione, aveva già fatto la sua scelta sperando in una caduta motu proprio del regime. Appena resasi conto del rischio di dover gestire un’impossibile riconciliazione con un Gheddafi vincitore nello scontro con gli insorti (stavolta i baciamano non sarebbero stati sufficienti), ha deciso scientemente di abbatterlo per sostituirlo con un nuovo governo sperando che il debito di riconoscenza lo renda più ragionevole ed accondiscendente. Se lo si vuole chiamare “intervento umanitario” lo si faccia pure, purché sia chiaro che si tratta di un’azione di soccorso nei confronti del debito energetico internazionale e non dei libici.
In tutta la vicenda la figura peggiore la fa il “Grande Amico” di Gheddafi, quel Berlusconi che dall’avvento della crisi si è limitato a proferire solo degli incomprensibili balbettii. Ricordate la sua lodevole intenzione di “non disturbare Gheddafi” telefonandolo? Cosa ha rotto l’amicizia personale tra i due grandi leader? Come siamo arrivati dal non volergli fargli perdere tempo con una telefonata alla decisione di bombardarlo (sia pure prestando solo le basi)? Berlusconi aveva bisogno di leggere sui giornali che Gheddafi è uno spietato dittatore? Mistero.
Forse, Berlusconi aveva creduto ingenuamente a quello che gli raccontava il beduino sulla magnanimità con la quale trattava il suo popolo. Proprio come aveva creduto che Ruby fosse la nipote di Mubarak.
Evidentemente, il presidente del consiglio è un rimbambito. O solo un bugiardo? (vedi esito del sondaggio)
Immagine di Matteo Bertelli

ALLARME ROSSO: Qualcosa non quadra
Gli italiani stanno vedendo improvvisamente fiorire attorno basi militari, arei, portaerei, mezzi speciali : mi sembra la piu grande forza militare mai attivata dalla terza guerra mondiale! Ma non dovevamo solo combattere con un beduino e i suoi vecchi e fuori manutenzione aerei guidati da piloti mercenari senza addestramento e sena precedenti esperienze simili ? E come mai c’è tutta questa indifferenza sulla sorte dei ribelli libici che oramai sono praticamente annientati ? COSA C’E’ DIETRO ?
secondo me un accordo fra chi comanda di bombardare quei popoli che si ribellano, specialmente se sotto hanno il petrolio. Così ci fanno pensare: se ci ribelliamo al dittatore, ci bombarda una potenza di fuori. Perchè se volessero veramente eliminare i dittatori basterebbe un cecchino con una buona mira, e non tutte quelle bombe intelligenti che non si sa mai di preciso quanta popolazione inerme uccide.
[...] Molti i nomi noti che hanno lavorato alla riscrittura ed ammodernamento del fondamento della nostra Repubblica. Guidati dalla brillante mente di Maria De Filippi, si sono ritrovati a villa Certosa, la Minetti, vestita da giudice della Corte Costituzionale, Noemi, Lilla, Pussyfrit in perizoma piumato, Maraia Chip travestita da Umberto Eco, e Mutanga Buzir consulente per i diritti degli extracomunitari superdotati. Commovente il momento dell’incoronazione, quando il tizio affacciatosi al balcone di Piazza Venezia, dinnanzi alla folla inferocita, non ha potuto fare altro che darsi alla figa, protetto dalla scorta di Amazzoni sottratte a mo’ di trofeo al Colonello Gheddafi, dopo averlo fatto sterminare. [...]
[...] che non ci volevano intorno. La nostra presenza in Libia, l’abbiamo pretesa, nonostante Gheddafi fosse un caro amico a cui abbiamo dato fabbriche, banche e danari, pur di riprendersi indietro gli animali che si [...]