Berlusconi: Gioco di Rimessa su Franceschini
16 marzo, 2009 - 8:00 di eppursimuove
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Berlusconi ha risfoderato l’unico slogan che poteva far riemergere contro Franceschini: è un cattocomunista. Appellativo che qualifica qualcuno di più orticante, puzzolente, ecc..nella testa dell’unto dal Signore. Insomma: peggio di un lebbroso.
Come mai ha riesumato questo pezzo “originale” del suo repertorio “classico”? Perché si è immediatamente reso conto che due recenti proposte di Franceschini avevano una connotazione che lui ben conosce: hanno presa negli italiani.
E allora, l’unto dal Signore, è corso ai ripari.

La prima proposta di Franceschini era l’assegno ai disoccupati. E’ stata votata e respinta alla Camera.
Berlusconi ha rintuzzato la proposta con l’obiezione: “non si può fare perché le imprese potrebbero aumentare i licenziamenti”.
La seconda proposta è il contributo straordinario da parte di coloro che hanno un reddito maggiore di 120.000 € a beneficio di un fondo per l’assistenza ai poveri. Anche questa proposta è stata restituita al mittente in questo modo: “è una ricetta sbagliata secondo parere dell’economia liberale; non è così che si risolve il problema; non è chi può dare o meno. Anzi, chi può dare già compie opere sociali e donazioni che vanno oltre il 2%: io non faccio sapere nulla ma la mia famiglia è molto attiva e fa molto, ad esempio, nella costruzione di ospedali e orfanotrofi”.
Se la prima obiezione è pertinente anche se, volendo, si può gestire ed evitare fenomeni di spinte al licenziamento della serie: “tanto paga lo Stato”, la seconda è ridicola. Fossi Franceschini non mi illuderei che Silvio stia perdendo colpi, però, l’appannamento si nota.
Due considerazioni in merito:
- L’economia liberale c’è cita Berlusconi c’è quando gli comoda. Quando il presidente del Consiglio parla di nazionalizzare le banche, facendo crollare la Borsa, l’economia liberale dove la mette?
- Seconda considerazione: uno stato democratico nel quale esistono rappresentanti eletti – a prescindere dalla tipologia di sistema elettorale (maggioritario, puro, impuro, semi-puro, proporzionale puro, ecc..) che gestiscono la cosa pubblica, non si possono demandare scelte al “buon cuore”, al volontariato dell’elemosina. Berlusconi continui a fare beneficenza. La facciamo in tanti in Italia. Ma, indipendentemente dal fatto che esista o no una crisi, prima del volontariato, accanto al volontariato c’è lo Stato. Che preleva, gestisce, distribuisce. Non si può lasciare al buon cuore. Soprattutto in momenti come questi, alcune scelte denoterebbero oltre che buon senso e buon gusto, il senso dello Stato, la capacità di condurre, agire, rappresentare, unire.
Ma questi sono concetti che non appartengono al repertorio mentale di Silvio Berlusconi.
Dario Franceschini ha un merito rispetto a Veltroni. Non gioca di rimessa. Non si fa dettare argomenti e tempi da Berlusconi. Da oggi, deve saper fare una cosa in più. Deve prevedere risposte e obiezioni di Berlusconi. Se oltre al gioco d’attacco, innesca un gioco di respinta per rilanciare, troverà che colui che si crede invincibile e infallibile comincerà ad annaspare. La strada è lunga, difficile, improba per Franceschini, ma se si hanno idee, si fanno proposte ragionevoli e sostenibili, si smascherano le contraddizioni, gli annaspamenti di chi si crede mandato da Dio, si può iniziare a intravedere ciò che finora non si è visto: un entità politica che possa proporre un modello alternativo al berlusconismo. In questo, Veltroni ha fallito.
Mi permetto di dare un altro consiglio a Franceschini. Ovviamente, deve leggere per “dovere” professionale “La Repubblica” e gli articoli di Eugenio Scalfari, senza dimenticare che come sponsor di Veltroni si è mostrato come lui: inefficace.
Berlusconi: Gioco di Rimessa su Franceschini è di

Non credo proprio che la proposta di Franceschini, un’una tantum a carico di chi denuncia più di 120.000 euro all’anno, da devolvere alle associazioni di volontariato che provvedono alla distribuzione della minestra calda a chi non arriva alla fine del mese, possa considerarsi il primo passo di quel progetto politico alternativo di cui si sente il bisogno.
Senza offesa per il volontariato e per chi non arriva alla fine del mese.
Ma piuttosto la solita ruffianata per ingraziarsi l’elettorato a buon mercato, tecnica in cui il signor. B é maestro.
Ma non é certo per rincorrere il signor B. sul suo terreno che Franceschini é stato votato, da quelli che l’hanno votato, credo.
Il gioco è “sgambettare”, imbarazzare e mettere le pulci nell’orecchio, se poi ste cose portano disagi sociali chissenefrega, io mangio.
I nuovi democristiani sono molto peggiori di quelli vecchi, che almeno avevano lo scudo crociato e potevi evitarli se non li volevi.
Oggi se sono di sinistra cosa voto?
E se sono di destra?
Le differenze oramai sono sulla base di quanto siano in accordo con il papa, anch ese poi non ce ne sono poi tante neppure li.
Il pentapartito allargato.
E poi c’è gente chedice no al bipolarismo perchè era meglio prima…
Ma scusate, non vedete che hanno già fatto tutto loro?
Ci hanno risparmiato mesi di rotture e di alleanze finte, hanno creato un monopolo diviso in due, cacca e merda, per tutti i gusti:
ti senti filo proletario? Voti partito democris… ops democratico.
Ti senti classe media? Vodi partito democrist..delle libertà.
Sei ricco? Voti chi ti fa i favori (i ricchi spesso sono pù pratici)
Non volevamo la vita più semplice?
Se sei invece uno che no si accontenta, che non ha squadre di calcio politico alle quale essere fedele?
T’attacchi.
Ho sentito una intervista a persone che votavano msi, gente che diceva di aer pianto quando il partito, sotto la guida di fini, ha fatto scelte per loro inaccettabili.
Io ho paura di queste cose, oggi: gli ideali.
Un ideale di libertà, ugualianza ecc. vero deve prescindere dai partitti e dalle persone che fanno i politici, se la gente pensa ancora ste cose siamo fottuti.
E lo siamo.