Berlusconi 11


Aah, che liberazione sarebbe!

Mai come ora, del resto, mi sono sentito così convinto della mia avversione al cav. (nero) Silvio Berlusconi. E ve lo dice uno incolpevolmente nato e vissuto per 17 anni a Roma, nella Roma dei film di Muccino e della frammentazione giovanile sfrenata e pittoresca, dei licei okkupati e delle manifestazioni al Circo Massimo; ve lo dice uno che “Berlusconi fascista” non si è mai sognato di urlarlo, nemmeno nella più accondiscendente delle sopracitate situazioni.

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Credo che il tutto sia sempre derivato dalla mia inguaribile pretesa di essere il più possibile “ragionevole”, di non svilire mai l’enorme ruolo della parola e delle parole nel selvaggio contesto della politica (tanto più selvaggio quanto più calato nell’arena dei pruriti giovanili, dove è soggetto a delicatissime contaminazioni con i più disparati elementi). Nella Roma manichea del “fascio” e della “zecca”, io mi sentivo alquanto violentato

.

Eppure, a ben vedere, per dare del “fascista” a Berlusconi non serviva necessariamente un brigatista; il nostro ci ha per decenni educato alla sua personalissima dottrina antisociale, al suo sprezzo per la memoria ed al suo populismo al pomodoro e basilico. Lui che in fondo di fascisti s’è sempre circondato, proprio e soprattutto nei momenti più critici, quando questi ultimi erano in procinto di abbandonare la camicia nera e di diventare – per autorevole volontà di GianBenito Fini – “ragazzini per bene” (cit.); per non parlare del patto di sangue coi leghisti, le “camicie verdi”, quelli delle ronde notturne e del movimento paramilitare imborghesito dalla vita parlamentare, quelli della depenalizzazione del reato di attentato all’integrità dello Stato e alla Costituzione non perpetrato con violenza.

E io niente, testardo, opponevo il mio silenzio alle urla di piazza dei miei amici. Troppo facile, pensavo, chiudere i conti col nemico etichettandolo “fascista”; il nemico va fatto implodere sulle sue contraddizioni, e ghettizzarlo idealmente non fa che accrescere il suo potere dinanzi al suo popolo, cui può sempre esporre i suoi oppositori come “violenti” ed “estremisti”, accecati da un ideologismo rétro.
Nemmeno la gloriosa (si fa per dire) stagione del “Regime”, delle censure televisive e giornalistiche, della denuncia di Travaglio e Gomez riuscì a strapparmi dai denti la parola “fascista”. Berlusconi non è un fascista, ragionavo, Berlusconi è – per certi versi – molto peggio: è l’avverarsi degli incubi più neri dei teorici della democrazia, da Aristotele in poi; è la degenerazione del pluralismo, della sovranità popolare, del sistema dell’alternanza democratica. E’ il fallimento stesso della nostra rassicurante cultura liberale occidentale. Troppo comodo infilargli il fez nero e lanciare freccette al suo ritratto: il saggio dice “non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me”.

 

Ma ora basta, voglio rompere la tregua con la mia pancia. Il Berlusconi che ho letto citato dal blog di Posturanismo mi ricorda moltissimo quello del ’94, quello della notissima conferenza stampa di cui Blob (per nostra fortuna) ha ampiamente abusato in questi anni.

Un Berlusconi che afferma:

“con tutto quello che è successo a Napoli, pensate che la candidatura di Ciarrapico e il fatto che sia fascista possa ancora disturbare qualcuno?”

è un Berlusconi fascista, poche storie. Eppure…

Eppure.. no, inutile. Neanche stavolta ci riesco. I fascisti siamo noi, cari miei: Berlusconi è solo bravo a dar loro voce. Faccia-di-Gomma ha un fiuto invidiabile, conosce il suo elettorato, ed ha ragione: Ciarrapico non disturba nessuno, o almeno non più di quanto possa disturbare la faccia di Bassolino. Il fatto che un candidato nelle liste di un partito che si dice “liberale” – in corsa nelle elezioni politiche di un paese democratico – sia dichiaratamente fascista non impressiona nessuno, non fa scattare cani di fucile, non fa infiammare cuori e cervelli. E’ solo l’ennesimo, insignificante sacchettino di spazzatura nell’oceano di immondizia su cui poggia la nostra penisola; una misera zolla fetida di una campagna elettorale di cui siamo e saremo sempre e comunque concime.

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Con Ciarrapico nelle liste del Pdl, il “Berlusconi in me” ha vinto. La camicia nera ce l’ho io, e qualche altro milione dei miei connazionali. Ora vado in bagno, e vedo se, in un modo o nell’altro, riesco a vomitare.


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11 commenti su “Berlusconi

  • Francesco Orsenigo

    Wow, non hai chimato Berlusconi fascista alla fine, articolo con finale a sopresa! =)
    Davvero bello, hai catturato tutta l’Italia!

    Nel fascismo c’era una qualcosa di grande, c’era una velleita’ di mettersi in gioco, di affrontare le cose di punta, quell’ “obbedire credere combattere” che faceva sentire grande il piu’ piccolo degli uomini.
    Quello che abbiamo adesso invece e’ la meschinita’, il sottrarsi alle regole invece che mettersene al di sopra.
    Il fascismo ci ha fatti sentire grandi e fatto partecipare in guerre assurde e sanguinose, ci ha fatti invadere e ci ha resi carnefici, quindi forse per gli italiani e’ meglio cosi’, rimanere senza orgoglio e senza amore per noi stessi, prenderci le banane del cavaliere e far finta di essere grandi.

    Berlusconi l’abbiamo scelto noi, e Cerrapico pure.

  • Saint-Just

    @ Francesco O.

    Bah! la deduzione non mi convince: Berlusconi non è fascista perchè è peggio e gli piacerebbe esserlo perchè il fascismo era un'altra cosa…

    E non mi convince non tanto per una difesa dei sistemi liberal-democratici occidentali che rappresentano il bersaglio critico della mia attività intellettuale quanto il fatto che il parallelo non può essere assolutamente istituito per le divergenze delle contingenze storiche e culturali dei due personaggi!

    La cosa che mi preme aggiungere: bisogna finirla con il termine "fascista" perchè non ha più assolutamente senso e Ciarrapico è (per questa cosa) un buffone ma soprattutto un furbetto del quartierino molto più liberal che "fascista".

    E poi…perchè criticare Berlusconi? Se godiamo del nostro neoliberalismo (cioè non esistono "questioni di principio") perchè non permettere ad uno che si dichiara fascista (e che porta tanti voti) di candidarsi?

    Il liberalismo e il concetto di "libertà" sono delle armi politiche molto ma molto pericolose dietro la bella facciata…

  • Marco il buono

    Forse questa gente non dovrebbe candidarsi perchè pluri indagata e condannata in via definitiva, non basta?

  • Francesco Orsenigo

    @Saint-Just: si, in effetti ho scritto in modo confuso.
    La cosa che ho trovato interessante dell’articolo é il togliere la responsabilitá al berlusca (o al fascismo) e assegnarla agli Italiani.
    E’ piú utile criticare noi stessi piuttosto che buttare la colpa su qualcosa che é solo un effetto delle nostre scelte.

  • P.I.G.

    Sta arrivando l’uomo della provvidenza. E io, in vita mia, di questi personaggi ne ho già conosciuto uno. Mi è bastato. Per sempre.

    Indro Montanelli su La Repubblica del 24 febbraio 1994

    Eppure, a ben vedere, per dare del “fascista” a Berlusconi non serviva necessariamente un brigatista

  • sante

    io berlusca non l’ho mai voluto chiamare “ppezzodimmerda” quando tutti lo urlavano a canzone perchè mi sembrava riduttivo. voglio dire , anche mio zio è un pezzo di merda ma mica la gente gli dà l’abbaione a giro. invece fascista mi è sempre sembrato calzante, nei limiti in cui oggi gli è permesso di essere fascista. berlusconi fa quel che può, capitelo. in un contesto europeo occidentale e atlantico mica può mettersi a fucilare la gente negli stadi. ma aspettate il momento in cui tutto il mondo avrà altri cazzi per la testa magari per guerre o crisi economiche catastrofiche, aspettate che qualcuno si decida a contestarlo seriamente in un vuoto di diritto internazionale e vedrete che party vi organizza quell’ avanzo di suino , quel pozzo nero ambulante, quel sepolcro imbiancato, quel cane rognoso che ci siamo scelti come sovrano.

    • onim

      Condivido la tua riflessione. E’ colpa anche dell’opposizione farlo respirare. Nei tre giorni del G8 l’opposizione si è assentata per non disturbarlo nel recupero della sua immagine. E lui ha ricambiato, alla fine dell’inutile G8 costato fior di quattrini a tutti gli italiani, buttando merda sull’opposizione.Ancora una volta gli è stato dato l’ossigeno.

  • tomas

    In effetti il nano non è fascista. Considerati e ricordati tutti i suoi precedenti, le sue imprese imprenditoriali e politiche è semplicemente, assolutamente, giuridicamente un delinquente. E gli italiani idioti lo hanno scelto come premier. Bravi

  • isa

    ponendo fine a tt le nostre domande diffondiamo il coretto:berluscONI hai rotto i cogliONI!!!!quel nano di merda che si mette il fonditinta anche tra le dita del piede!RITIRATI si si’ OMM’!

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