Beppe Grillo e la Meccanica di una Rivoluzione 51


Ieri ci sono stati scontri in numerose città italiane. Molti se ne sono compiaciuti volendoci intravedere la scintilla di una rivolta che tutti auspicano, ma che nessuno ha il coraggio di iniziare. Io no, non me ne sono compiaciuto. Non mi piace che i ragazzi e le ragazze stiano a beccare legnate per strada mentre papà, mamma, fratello maggiore e nonni sono chi blindato in casa a farsi fottere il cervello dalla televisione, chi in una curva di stadio a combattere una guerra tanto cruenta quanto inutile e chi, in ufficio o alla linea di produzione, zitto zitto a leccare il culo al capoturno nella speranza di tutelare il suo sacro diritto a prenderlo fra le chiappe e a beccarsi un tumore a 1200 euro al mese.

Spettacoli televisivi a parte, in questi mesi siamo ad un bivio storico. Si può scegliere di rimanere nel solco tracciato dai Grandi Timonieri illudendosi di cambiare mettendo in campo nuove facce, ma continuando esattamente nella stessa direzione o rovesciare il tavolo, sparigliare le carte, fare una pulizia totale, riconciliarsi con il proprio orgoglio, lasciare casa dei genitori ed affrontare, finalmente, la vita senza qualcuno che decida cosa sia meglio per noi dopo aver salvato il culo a Chiesa, Sindacati e Istituzioni Bancarie.

In questo senso la Grande Occasione ce la offre Beppe Grillo. Ieri, per la prima volta, ha gettato la maschera. Grillo non vuole governare, Grillo vuole la rivoluzione, tant’è vero che chiede alla polizia di abbandonare la divisa e unirsi ai dimostranti

Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? E’ quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza. Ti ho visto invece scortare al supermercato una senatrice o sfrecciare in moto affiancato ad auto blu nel traffico, a protezione di condannati in giacca e cravatta, di cosiddetti onorevoli, dei responsabili dello sfascio sociale che invece di occuparsi dello Stato si trastullano con la nuova legge elettorale per salvarsi il culo e passano le serate nei talk show. Di improbabili leader a cui non affideresti neppure la gestione di un condominio che partecipano a grotteschi confronti televisivi per le primarie. Loro “non tengono” vergogna, tu forse sì. Lo spero. Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d’uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo. Paga per tutti, animale da macello che nessuno considera e la cui protesta, ultimo atto di disobbedienza civile, scatena una repressione esagerata. Soldato blu, ci hanno messi uno contro l’altro, non lo capisci? I nostri ragazzi non hanno più alcuna speranza, dovranno emigrare o fare i polli di allevamento in un call center. Tu che hai spesso la loro età e difendi la tua posizione sotto pagata dovresti saperlo. E’ una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta, mentre i responsabili stanno a guardare sorseggiando il tè, carichi di mega pensioni, prebende, gettoni di presenza, benefit. Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l’indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. E’ un italiano, un’italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario.

Di questa Grande Occasione gli italiani dovrebbero essere infinitamente grati. Non gli viene chiesto di scendere per strada, incendiare automobili, invadere le prefetture e impiccare con le proprie mani sindaci, consiglieri regionali e segretari di partito. Non gli viene chiesto di rischiare la pelle assaltando le caserme o i posti di blocco delle truppe lealiste. Non gli viene chiesto di nascondersi nelle cantine a preparare bombe col salnitro o assalti a colonne corazzate. Gli viene semplicemente chiesto di entrare in una cazzo di cabina elettorale e affogare il sistema dei Bersani, Berlusconi, Casini, Alfani, Fini e compagnia bella con una cazzo di crocetta di merda fatta con una matita del cazzo che non devono nemmeno portare dalla loro cazzo di casa di merda ma che la trovano già lì temperata e buona.

Non mi piace Grillo, non mi è mai piaciuto, ma oggi Grillo, fino alla morte Grillo. Non mi interessa cosa pensa di Europa, euro, banche, diritti civili, immigrazione o ecologia. Me ne strafotto. Mi interessa solo ed esclusivamente la Grande Occasione che mi offre di giustiziare democraticamente e pacificamente in blocco un’intera classe dirigente, un sistema di potere, quel reticolo di legami che hanno imbrigliato ed inebetito questa nazione. Grillo, con la sua rivoluzione servita a domicilio ancora calda e croccante, rappresenta anche l’unica vera opportunità che abbiamo per capire chi siamo e quanto cazzo valiamo. Vota i Bersani, i Casini, gli Alfani, i Berlusconi, i Fini, i Rutelli e Tabacci e rimani a casa dei genitori, con l’obbligo di rientrare alle nove di sera, con la prospettiva di prendere il posto di papà quando andrà in pensione, a farti le pugnette chiuso in bagno guardando le foto della zizzona di turno su Panorama. Vota Grillo e sfonda la porta di casa con un calcio, esci per strada e metti il coltello alla gola a chi ti ha ridotto la merda che sei. Poi, magari, si finisce morti di fame sotto un ponte, ma la scelta è se vivere da capre o crepare da uomini. Scegli merda e poi non rompere il cazzo se ti tocca ingoiare la merda della Merkel come se fosse la migliore cioccolata spalmabile del mondo.

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51 commenti su “Beppe Grillo e la Meccanica di una Rivoluzione

  • paolo

    molto chiaro.
    unico neo, presuppone che ci siano ancora una coscienza sociale ed uno stato di diritto. personalmente non credo piu a nessuno dei due, esiste solo il “sistema” italia e quindi meglio seguirne il fulgido esempio e fottersi tutto ma proprio tutto il possibile per poi andarsene alla chetichella ed alla facciaccia delle “diciassettemilioniquattrocentoventiseimilacinquecentoventotto voci”.

    ciao
    Una Merda

  • Vittorio Mori

    “Sedersi vestiti da pagliacci al primo summit europeo e vedere che effetto fa dire che o se ne esce tutti insieme, perdendoci un po’ tutti e vivendo con meno, ma da Atene a Berlino, o si rovescia il tavolo e muoia Sansone con tutti quei cacacazzi di Filistei.” – Oh yessss. Ah, l’inevitabile Endorsement. Adoro i posti di dfc pieni di parolacce.

  • Bob

    Questo è il post che andrebbe mandato su rai1,2,3 la 7, la8 , la minchia, ogni ora e tutti i giorni fino al giorno del giudizio.

    Bene, mi sento meglio, adesso posso tornare a mio lavoro di merda.

  • rinnovamento

    ok dfc, d’accordo. Avevo suggerito di non onorare il debito pubblico degli Stati sovrani, così di andare a vedere finalmente chi è il “mercato”.
    Allora mi fu risposto che sarebbe scoppiata una guerra nucleare, ed ora che ne pensate ?

    • Comandante Nebbia

      Infatti, ho proprio scritto bello grosso che bisogna rifiutarsi di onorare il debito. Mi sono contraddetto come un coglione. Grazie per avermelo fatto cortesemente notare.

  • eduardo

    Non mi hai convinto: continuo a credere che la “rivoluzione” sia un mezzo e non un fine.
    Non mi convince neppure il tuo richiamo maoista alla “rivoluzione permanente” (se grillo….. se no lo s’impicca).
    Quanto poi alla “meccanica” da realizzare con la semplice crocetta mi sembra un’idea straordinariamente innovativa e burlesca al tempo stesso.
    Insomma, una strumentalità “editoriale”, ma ti voglio bene ugualmente.

    • paolo

      Concordo con Sig.Edoardo, incluso il ti voglio bene nel mio caso certametne non ricambiato, di maoista c’è tuttavia ben poco nella visione dell’articolo, anzi nulla, a partire dal momento in cui si delega alla cabina elettorale il mandato di prendere a calcioni i piani alti.
      A siglare crocette si va poco in là.. Molto meglio una azione coordinata di ritiro dei conti correnti, di prelievo proletario di carburante da un qualche deposito, qualsiasi cosa che li tocchi nel vivo. …quindi non nel morto del parlamento…

      “La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza”- Mao

  • Antonello Puggioni

    Era ora! Anche se dubito che quelle “diciassettemilioniquattrocentoventiseimilacinquecentoventotto” voci ce lo lascino fare impunemente.

  • ilBuonPeppe

    “giustiziare democraticamente e pacificamente in blocco un’intera classe dirigente, un sistema di potere, quel reticolo di legami che hanno imbrigliato ed inebetito questa nazione”

    D’accordo. Votiamo Grillo, facciamolo vincere e cambiamo le facce di quegli stronzi. Poi ci accorgeremo che gli stronzi vivono comunque benissimo mentre noi avremo distrutto anche quel poco che avevamo di buono. Saremo auto-giustiziati. Geniale.

    Volete la rivoluzione? Una rivoluzione autentica che produca qualcosa di buono?
    STUDIATE!!!
    Coltivatevi un orticello per mangiare.
    E smettetela di regalare agli stronzi l’occasione per prendervi a manganellate e per ridurre sempre più le libertà.

  • Vaisarger

    Che spettacolo questo post! Quanto vorrei che lo leggessero tutti, sopratutto i giovani, derubati del loro futuro.
    Eppure, caro dfc, vorrei ricordare a uno come te, che è sensibile alla stortura del mondo in cui viviamo e -per fortuna- ancora si incazza e si amareggia -nonostante si atteggi a cinico-, che pochi giorni fa migliaia e migliaia di giovani si sono radunati a Roma non per giusta protesta/indignazione nei confronti di questo sistema, ma semplicemente per ballare sul tormentone “musicale” del momento.
    Molti, moltissimi, giovani sono corresponsabili di questa situazione.
    Sono disinformati e qualunquisti, indolenti e, se vogliamo dirla tutta, mantenuti ancora da quel residuo di ricchezza che ancora c’è -ancora per poco- nel nostro Paese. (Ovviamente l’occasione del raduno a scopo ballerino che si è avuta recentemnente a Roma è solo un esempio, se ne potrebbero fare altri).
    Sono amareggiato nel dire ciò, ma bisogna ricordarsene, per amore della realtà, per non far passare per vitime anche chi non si pone proprio il problema di essere o non essere a 90° e conseguente sommergibile più o meno entrato nel porto.
    Perchè dico questo ad un autore di un blog irriverente che si ostina a svegliare le coscienze e la dignità dei giovani in primis, ma anche di tutti quanti noi oppressi da questo sistema?

    Perchè a volte sono deluso da chi con moto fin troppo filantropico vedo come vittime ma poi mi rendo conto che non meritano poi così tanto la mia con-passione, anzi meritano appieno (a volte mi scopro a dirmelo) il loro destino. E quindi… vorrei risparmiarti la delusione.

    Riporto una tua frase (ometto la truculenta spiegazione completa per fermarmi all’essenziale):
    “Noi dobbiamo solo capire se siamo delle merde che meritano di essere solo pestate o se abbiamo ancora un’individualità”

    O.T.: a quando un modo per lasciare l’obolo per chi non ha PayPal (aka: carta di credito)?

    • Mumon

      Sai cosa è curioso? Che tutti hanno da ridire sui giovani senza futuro. C’è chi dice che il futuro lo hanno, ma sono choosy. Poi c’è chi dice che sono bamboccioni. Abbiamo poi chi dice che sono incapaci. Quando fanno le proteste pacifiche, si riuniscono per ballare su un tormentone. Quando forzano i blocchi e finisce in mattanza, sono loro i violenti facinorosi. Se protestano, dovrebbero pensare a studiare. Se studiano dovrebbero protestare.
      Ancora più buffo è che solitamente a fare queste osservazioni è chi non protesta, non studia, non ha problemi, ha un lavoro, ha qualche speranza.
      Sinceramente questi giovani ne hanno piene le scatole di prendere insulti e botte ed essere giudicati da chi sta in casa aspettando di raccogliere i frutti del lavoro altrui.
      Non è diretto a te in prima persona, non ti conosco, è un discorso più generale.

      • Vaisarger

        Non è “curioso”. E’ fastidioso al limite della rabbia, detto da me che non sono giovane, ma vedo i giovani come le vittime principali di questo sistema marcio. Sono d’accordo con te, infatti non volevo prendere di mira specificatamente “i giovani”.
        Potrei dirti, per esempio, che diversi 40-50enni si lamentano tantissimo dei problemi legati al vivere nel nostro Paese oggi come oggi, ma poi sprecano tempo inimmaginabile a parlare di intenzioni di assunzioni da parte di società di calcio nei confronti di questo o quell’atleta.
        Hanno una coscienza di quello che sta succedendo sia in Italia che in Europa limitatissima, più o meno in linea con la disinformazione telegiornalistica, e, chi può, fotte più possibile.
        Potrei dirti, ad esempio, che la maggioranza dei 60enni ed oltre praticamente vive in “un altro mondo”, tanto la loro coscienza della situazione attuale è distante dalla realtà. Colpa della TV? Riduttivo.
        Colpa anche e sopratutto di loro stessi. Che dire della signora ottantenne del mio condominio che mi disse le ultime elezioni “io anche piano, piano, ma devo andare a votare, e voterò Berlusconi: è l’unico, con la sua energia che può salvare l’Italia” (parole letterali, scolpite nella mia mente).

        Ho preso l’esempio del raduno di ballo solo per porre l’attenzione su chi (in questo caso contingente giovani, ma il discorso è generale) in realtà vive nella più beata ignoranza, tante volte per scelta. Mentre io, tu, dellefragilicose e tanti, si arrovellano e si incazzano quando pensano a quale “servizietto” ha cucinato per la società odierna la cricca finanziaria, ed il suo cameriere commissario.

        Lunga vita ai giovani, che se non hanno un lavoro rispetto a me non è perchè sono meno bravi di me.

  • sergio celle

    …chiunque darebbe del pazzo a colui che vorrebbe cambiare di colpo un sistema politico, soltanto perché ha pensato che sarebbe ‘giusto farlo’…Grillo, ogni giorno sono sempre meno coloro che ti danno del ‘folle’…e sempre più invece, quelli che pensano sia ‘giusto farlo’…Grillo il popolo crede in te, il resto è mediocrità che muore…

  • mariocavaradossi

    Grandissimo post!! DFC sei un grande !! Quando la nostra prole sarà autosufficiente troviamoci insieme con un bello zaino pieno di fuochi d’artificio e andiamo a farci una scampagnata. Così ci risparmiamo l’umiliazione della vecchiaia e portiamo all’inferno con noi un po’ di simpatici crapuloni. Per adesso, anche se il grillo non è proprio il massimo, una cazzo di crocetta vedrai che gliela metto…

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