Benvenuti in Italia 21


L’autunno a me piace. Ha colori stranamente forti per il cielo che li sovrasta.

Così una Domenica mattina prendo la mia bella, la faccio accomodare sul sedile passeggeri, faccio il pieno di GPL e partiamo per qualche bosco. Rosso e croccante come solo in autunno sa fare.

In autostrada ci fermiamo per prendere un caffè in un distributore deserto.

Il barista ci serve due merdosi espressi bruciati. Nulla di nuovo, tutto normale. E’ domenica, è mattina, quel povero Cristo sta lavorando ed io sono a spasso. Il caffè nonostante sia orribile mi serve per finire il risveglio dopo la colazione di un paio di ore prima, quindi lo butto giù tutto.

Le porte a scorrimento di alcuni Autogrill cigolano come vecchie reti matrimoniali. Forse servono ad avvisare l’arrivo di qualcuno come quegli odiosi campanelli nei negozi cinesi, o forse mai a nessuno è fregato nulla ne di passare dell’olio né del rumore.

Entra una coppia disegnata per un film di Tarantino.

Lui è basso e quadrato. Capelli radi bianchi, giacca di finta pelle nera, jeans e maglioncino. Lei è alta almeno uno e settantacinque. Lunghi capelli neri. Abbondantemente sopra la soglia dell’obesità. Un lungo vestito pastello la avvolge.

Il barista: “Salve”

Lei: “un caffe tedesco per me…tu un espresso?”

Lui annuisce.

Il barista: “non abbiamo caffè tedesco”

Lei: “un caffè americano allora per favore”

Il barista: “ma che schifo è il caffè americano! E’ proprio uno schifo!”

Io alzo lo sguardo

Lei: “a me piace”

Lui non parla.

Il barista: “occhei, un caffè e un brodino!”

Lei: “Perché un brodino? Vorrei un caffè americano. Nient’altro.”

Il barista: “Senta signora, se vuole uno schifoso caffè lungo le faccio uscire un bel po’ di acqua sporca e gliela metto in una tazza grande” (ride)

Lei: “ma come si permette? Vorrei solo un caffè americano”

Il barista: “Ma se ne torni in Germania a prendere il suo caffè!”

Lui sta zitto.

Lei: “E’ proprio un maleducato. Andiamo, se lo beva lei il brodino”.

A me casca la mandibola.

La coppia sta uscendo.

Il barista: “’sti cazzo di stranieri con ‘ste richieste assurde. Vattelo a prendere al paese tuo il tuo schifosissimo caffè annacquato!”

La mia bella ha finito di bere il caffè. Mi prende la mano. Mi porta fuori. Nel parcheggio c’è tutto il silenzio di una domenica mattina in una autostrada abruzzese . Ad una ventina di metri c’è un furgone grigio. Dentro, Lui e Lei. La mia bella corre. Va verso il furgone che sta partendo. Con la mano di una bimba delle medie li ferma. Si avvicina al posto passeggeri. Lui guida con Lei al fianco.

Mi avvicino.

La mia bella: “Scusi signora.”

Lei: “come?”

La mia bella: “mi scusi per il barista”

Io: “non siamo tutti così in Italia!!”

Lei: “ohh, grazie. Non vi preoccupate. Io amo l’Italia. Capita!”

La mia bella: “scusi ancora. Buona giornata.”

Io: “buona Domenica.”

Partono con il furgoncino grigio. Lei sorride e ci saluta con la mano. Lui sta zitto. Ma suona il clacson.

La mia bella mi guarda, sorride un attimo. Poi con la faccia incazzata nera dice: “Benvenuti in Italia il cazzo che ti frega!”

Io: “ti amo.”

Di @SalvatoreRapino
Laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari per finire a fare il magazziniere in un supermercato. Calvo per costituzione, allegro per condanna.



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