Belgica
4 dicembre, 2007 di Comandante Nebbia
Archiviato in Oltre le Righe
Il cielo è scuro, fa freddo e c’è qualche fiocco di neve nell’aria. Dalla finestra socchiusa sento che qualcuno, in questa strada antica di una città straniera, ascolta Puccini. Nessun dorma, nessun dorma. E chi potrà dormire. Molte volte la vita ci fa vivere vigilie insonni. Le notti che precedono i grandi bivi della nostra esistenza durano sempre troppo a lungo. Il pensiero corre a ciò che sarà o a quello che avrebbe potuto essere. Al tempo che si è perso, alle occasioni che si è lasciato sfuggire con troppa leggerezza.
Per quanto si abbia studiato e preparato certi momenti, essi sono sempre in balia di un destino incontrollabile, aldilà del limiti di quello che siamo in grado di pianificare e gestire. Per quanto ci possa suonare incredibile, l’immensa vastità dell’universo ignora totalmente la centralità del nostro destino e ci lascia galleggiare come foglie secche nel vento leggero.
Domani, quando sentirò trillare i fischietti, uscirò dalla mia trincea conscio di aver fatto il possibile per giungere vivo dall’altra parte del campo di battaglia. Correrò a più non posso e metterò in pratica tutti i trucchi che ho imparato negli anni, ma potrò fare poco di più.
Vicino sentirò il sibilo delle pallottole e delle schegge di granata. Forse su una di esse è scritto il mio nome, ma io non posso leggerlo perché l’inchiostro del destino è di quelli che diventano scuri col tempo. In ogni caso lo saprò presto.
Qualunque cosa accada, io ho fatto ciò che potevo. Mi ripeto continuamente queste parole sperando di leggervi un conforto che tarda a venire. Io ho fatto ciò che potevo, io ho fatto ciò che potevo. Per chi oltre il cielo non vede nulla, questo è quanto più simile ci sia ad una preghiera.
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Non tutti facciamo quello che possiamo, a volte uno sbaglia e non lotta, quando corri a più non posso in mezzo alle pallottole hai sempre mezza strada guadagnata, la tua forza di spirito ti farà raggiungere l’altra metà.
Un abbraccio
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Comandante Nebbia:
Per l’ateo il destino non esiste, solo eventi imprevedibili casuali!
Per un credente nel Dio Amorevole è il volere di Dio e sono prove mandate dal Signore!
Per un credente nel Dio Malvagio è il volere di Satana che si nutre delle sofferenze e del dolore!
Che sia il caso, che sia il Dio Amorevole, che sia il Dio Malvagio, qualsiasi cosa tu faccia sei e sempre sarai fregato…
Un caro saluto!
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Occhi sbalorditi? Nel nome del Dio Amorevole, nel nome del Caso, o nel nome del Malvagio Creatore? Nel nome di chi secondo te Miguel? Quale dei tre? Busta A B o C?
Un caro saluto!
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Il Malvagio Creatore è la realtà. Dio Amorevole e Caso sono il corrispondente filosofico di un’iniezione di morfina.
Un saluto
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“Che sia il caso, che sia il Dio Amorevole, che sia il Dio Malvagio, qualsiasi cosa tu faccia sei e sempre sarai fregato…”
A seconda dei casi la fregatura potrebbe essere o apparente o totale e poi se una terza persona augura bene allora il peggio “potrebbe” non accadere.
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