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Basta

7 giugno, 2007 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Nella tarda serata di ieri si è consumato l’ennesimo ribasso nell’indice che rappresenta il livello del dibattito politico italiano. Ignari ed inconsapevoli delle esigenze di carne, di sudore e di sangue dei loro connazionali, i manipoli che bivaccano in quella che è diventata un’aula sorda e grigia, si sono confrontati rabbiosamente per l’ennesima volta.

I due principali schieramenti che pretendono di candidarsi alla guida di quel che rimane di questo paese sono diventati completamente indistinguibili per comportamenti, metodi, obiettivi e strumenti utilizzati per raggiungerli.
Mentre l’Italia è in preda ad una severa crisi di obiettivi e di valori, l’attività “politica” rimane paralizzata in un eterno dibattito che non è incentrato sulle idee o sui programmi, ma sui gusti sessuali dei ras, sulle loro responsabilità penali, sui loro patrimoni e sui sistemi utilizzati per incrementarli.
Ogni giorno diventa più evidente che i tentacoli di queste due piovre mafiose travestite da coalizioni politiche sono penetrati profondamente nel tessuto sociale e produttivo di questo paese. Televisioni, banche, assicurazioni, grande distribuzione commerciale, telecomunicazioni, lavori pubblici, forze armate e forze di polizia, non c’è attività che le cosche di Roma non controllino o gestiscano in prima persona.
Legge elettorale? Lavoro precario? Pensioni? Evasione Fiscale? Argomenti ottimi da sfoderare nei confronti televisivi per marcare le reciproche diversità, prima di andare a cena insieme o magari a puttane, perché no. In realtà queste cose, che sono quelle con le quali ci dobbiamo confrontare ogni giorno, non sono e non sono mai state all’ordine del giorno da anni a questa parte. Sono stati presi provvedimenti, spesso blandi ed approssimativi, solo quando era assolutamente inevitabile, magari sotto la pressione decisa della Comunità Europea, alla quale ogni mattina dovremmo levare una preghiera di ringraziamento per averci accettato tra i suoi componenti.
Che sanno questi boss mafiosi del paese di cui si occupano con mano violenta e rapinosa? Cosa vedono attraverso i vetri oscurati delle berline blindate con le quali sfrecciano nelle strade? Cosa credono di capire frequentando solo salotti esclusivi, studi televisivi e sale congressuali? La contrapposizione politica esiste ormai solo nella nostra fantasia. Dopo che la prima si era arenata sul sistema delle mazzette, la seconda repubblica è giunta al suo triste capolinea scavando un solco profondo tra classe politica e paese reale. La mia personalissima opinione (non condivisa dagli altri redattori di MC) è non votare più. Fino a quando l’attuale classe politica non sarà completamente ricambiata, non bisogna più partecipare alla cerimonia vuota e priva di senso del voto. Il voto è scelta, ma se la scelta è tra il gatto e la volpe, io passo.
Solo una partecipazione bassissima alle elezioni puo’ dare una scossa seria ai potentati che si sono costituiti in questo paese. Il non voto non è disinteresse o indifferenza, quante volte ce lo hanno raccontato quando si trattava di convincere le persone a disertare i referendum che non gli facevano comodo. Il non voto è l’unica forma di pressione rivoluzionaria civile e non violenta che possiamo esprimere. E’ il sistema con il quale far capire che ci siamo svegliati e che la loro posizione ed i loro privilegi sono appesi al filo sottile e debole del nostro autocontrollo. Loro, sia quelli che si dicono di destra che quelli che si dicono di sinistra, il non voto lo temono e prima di ogni elezione ci tengono a dirci che preferiscono un voto contrario all’astensione. Così come bisognerebbe lasciare deserte le chiese per far capire alla Roma vaticana che ignorare i bisogni d’amore delle persone non è cristiano, lasciar deserti i seggi servirà a far capire alla Roma dei boss che la pacchia è finita e che se vogliono continuare così non dovranno limitarsi a blindare le macchine, ma dovranno vivere nel timore quotidiano di essere costretti a lavorare, magari a progetto, per pagarsi puttane e cocaina.

 

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Comments

19 Risposte a “Basta”
  1. temple scrive:

    Un articolo infuocato!
    Una miccia che potrebbe esplodere: comunque proprio in questi giorni ero giunto alla tua stessa considerazione: “io non voto più”. Questo per i potenti e per la vecchia classe dirigente culturale potrebbe sembrare “disinteresse”, “mancanza di questo o di quello”, e nessuno comprende che questa è una scelta strutturale e ragionata.
    “io non voto più”, però, significa mettersi al di fuori e mettersi al di fuori potrebbe significare “fate voi” e mangiatevi quello che rimane (indubbiamente poco).
    Ho l’impressione che la situazione politica le ingerenze del Vaticano possano scatenare qualcosa di più forte rispetto al non-voto: se le coscienze non fossero talmente addormentate dai palliativi e dalle droghe (tv e roba varia, altro che spinelli), questa sarebbe una situazione a grave rischio di sovversione.
    Io non penso che la lotta non-violenta, il pacifismo possano portare a qualcosa, però se ci alieniamo anche questa speranza, dove si andrà a finire?

    [Rispondi a questo commento]

  2. mstatus scrive:

    Sono anni che non vado più a votare.

    Sentire il borbottio del prete mancato mortadella mi irrita
    Sentire il blaterare del pubblico concubino (per la CCAR) di Arcore mi irrita
    Sentire i signori che parlano dell’aborto di PD mi irrita
    Sentire tutti gli altri assimilati in genere mi irrita

    Per non spaccare la TV cambio canale, o spengo.

    La religione (da tempo immemorabile che imbraga il mondo), per lenire tali irritazioni ha previsto il 1818 del catechismo: la speranza! Tipico, intanto quelli e gli altri mangiano e bevono e se ne fottono dei “disgraziati”.

    Mi sono rotto!

    [Rispondi a questo commento]

  3. Keyser Soze scrive:

    La mia personalissima opinione (non condivisa dagli altri redattori di MC) è non votare più. Fino a quando l’attuale classe politica non sarà completamente ricambiata, non bisogna più partecipare alla cerimonia vuota e priva di senso del voto. Il voto è scelta, ma se la scelta è tra il gatto e la volpe, io passo.

    Avevo pensato anche io a questa soluzione, poi mi sono un po’ ricreduto perchè:
    - è comunque un dovere
    - non essendoci soluzioni valide dovrei comunque provare a votare il meno peggio (per poi accorgermi di essermi sbagliato :-) )
    - se non votassi, poi non avrei più il diritto di lamentarmi della classe politica italiana
    - la diminuzione di accessi alle urne potrebbe portare a un sistema politico simile a quello americano, dove la popolazione è nettamente divisa in una “classe” attenta alla politica e vendibile ad essa e un’altra “classe” completamente disinteressata alla vita del foro; e, sinceramente, preferirei evitarlo

    [Rispondi a questo commento]

  4. Oris scrive:

    Io non voto più dal referendum sul finanziamento pubblico dei partiti, lo ricordate?

    Hanno preso un diritto e lo hanno trasformato in una prigione.

    Chi non se n’è accorto non vuole farlo.

    Secondo me.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Neottolemo scrive:

    Per come siamo messi ora, votare o non votare è lo stesso. Voglio dire che all’amministrazione i politici non ci pensano più, preferiscono denigrarsi in tivvù.

    [Rispondi a questo commento]

  6. Mangus scrive:

    Sono d’accordo su tutto tranne che sul discorso “non voto”.

    IMHO la soluzione non e’ non votare, ma annullare la scheda !

    In tal modo non ci si sottrae a nessun dovere, e si esprime ugualmente un opinione.
    Attenzione, non scheda bianca, senno’ si potrebbe pensare che i voti possano venir cambiati. Bisogna proprio annullarla, un bello scarabocchione sopra e via.

    Per quanto mi riguarda, è l’idea migliore.

    Che poi mi son sempre chiesto: come mai nei seggi ti danno sempre una matita per votare, e non una penna ?

    [Rispondi a questo commento]

  7. Oris scrive:

    Vero mangus, vero… non ci avevo pensato.. ne all’annullamento ne alla matita.

    Sono proprio sonnambulo.

    Almeno non sono il solo…

    [Rispondi a questo commento]

  8. MenteCritica scrive:

    Giusto per fare chiarezza:

    Votare è un dovere civico come afferma la costituzione, ma non esiste alcuna legge che obbliga i cittadini a votare. Non siamo in Unione Sovietica dove il voto era obbligatorio proprio in quanto accettazione esplicita del regime. Se uno non vota non fa reato, non viene schedato e chiunque gestisca questa informazione lo fa in modo improprio e contrario alla legge.

    Votare il meno peggio è un’illusione. Non esiste il meno peggio. E’ come essere costretti a scegliere tra mafia e camorra.

    Non votare è una scelta politica precisa. Uno la prende proprio perchè non ritiene la classe politica degna di essere presa in considerazione, nemmeno con un voto contrario.

    Negli Stati Uniti l’astensione è fisiologica e dovuta al fatto che per votare occorre iscriversi volontariamente nelle liste elettorali. Se fosse la stessa cosa anche qui, le percentuali probabilmente sarebbero le stesse. Qui non è così perchè ci vogliono vedere tutti passare sotto le forche caudine delle cabine elettorali.

    L’astensione è insufficiente. E’ un segnale debole e timoroso. E come far sciopero andando regolarmente al lavoro ma passando la giornata senza lavorare nascondendosi dal capufficio. Non è per me.

    Come dice Temple, non votare vuol dire mettersi fuori dal sistema, ma in senso vigile e pacificamente minaccioso.

    Nei seggi viene data una matita copiativa che non si può cancellare con la gomma. Non viene data una penna per evitare di macchiare la scheda con l’inchiostro e malfunzionamenti del pennino che obbligherebbero il votante a chiedere l’aiuto degli addetti al seggio.

    Anche in queste piccole cose si vede come il voto nel nostro paese abbia un aspetto sacrale con tanto di riti, rituali e oggetti magici.

    [Rispondi a questo commento]

  9. Giorgio scrive:

    @MC:
    Sono 4 anni (da quando ne ho il diritto) che non voto per i motivi da te elencati. Per questo motivo sono d’accordo con te su tutti i “fronti”

    @Keyser Soze:
    “- se non votassi, poi non avrei più il diritto di lamentarmi della classe politica italiana”: questa non sono mai riuscito a capirla…perchè non posso lamentarmi? Io mi lamento della politica se va contro quelli che sono i miei ideali e la mia “morale”.
    Mi spiego meglio…prima di contestare una tua affermazione,per esempio, non devo per forza diventare un tuo “intimo amico” o acerrimo nemico (se mi permetti il paragone un pò “tirato”). Se quello che dici si scontra con il mio modo di pensare, te lo faccio civilmente notare anche se ti conosco appena. Perdonate il commeto un pò “spiccio” ma devo tornare a lavorare…spero che il concetto sia chiaro, comunque.

    [Rispondi a questo commento]

  10. silvio scrive:

    Tutte le volte che ho votato, ho cercato tra i candidati un nome che fosse, per conoscenza personale diretta o indiretta, una persona senziente “prestata” alla politica e non un politico di professione né, peggio, un politicastro da due lire di quelli che si riempiono la bocca di idee altrui senza averle nemmeno capite.
    Adottando questo criterio è “capitato” che il mio voto abbia attraversato, nel corso degli anni, tutto lo specchio del votabile (ad esclusione delle estremità estreme). Ciò malgrado, mai una volta il mio voto è finito sulla carretta di un/a eletto/a. Evidentemente, votare col buonsenso non è produttivo. Mi sento schiavo di chi vota col paraocchi e/o col portafogli aperto per incassare la prebenda.
    A questo punto, sottoscrivo in pieno la sublime quanto tragica sintesi del mirabile dfc: “oggi, in Italia, ci sono solo due partiti, quello degli inculanti e quello degli inculati”. Peccato che il primo impedisca al secondo di presentarsi alle elezioni.

    [Rispondi a questo commento]

  11. Paolo D'ASCENZO scrive:

    Certo che c’è qualcuno e come da votare:riconferma del Governo BERLUSCONI. Rispetto internazionale, extracomunitari che delinquono fuori
    di casa, grandi opere , tasse non oltre il 33%, fiducia e rispetto agli Stati U.
    riconferma delle TRE I nella scuola,pensioni minime a 1.000 euro mensili al
    più presto.Questo,soltanto questo, il popolo italiano è disposto a riconfer
    mare.!!!!

    [Rispondi a questo commento]

  12. spes74 scrive:

    Devo dire che ero contraria anche io al non-voto perchè l’ho sempre ritenuto un diritto piuttosot che un dovere.
    Purtroppo ero convinta di aver votato il “meno peggio” l’anno scorso ma l’analisi che fa MC è condivisibilissima:

    I due principali schieramenti che pretendono di candidarsi alla guida di quel che rimane di questo paese sono diventati completamente indistinguibili per comportamenti, metodi, obiettivi e strumenti utilizzati per raggiungerli.

    Non ha senso andare votare perchè non si sceglierebbe nulla, sono tutti uguali e con gli stessi scopi.

    [Rispondi a questo commento]

  13. MenteCritica scrive:

    Grazie a tutti.
    Vi invito a riflettere e, se condividete l’idea, a far partire una seria campagna di sensibilizzazione utilizzando il passaparola.

    Inviate il link a questo articolo ai vostri amici e fatelo girare.

    [Rispondi a questo commento]

  14. Silent Enigma scrive:

    queste due piovre mafiose travestite da coalizioni politiche

    Mc, prima di leggere il tuo ultimo commento, avevo intenzione di chiederti, appena letta la frase sopracitata, di inviare via mail l’articolo con relativo link al presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione. Persona che - come ho già avuto modo di spiegarti - ritengo, dal basso della mia ignoranza, possa essere interessata al dibattito che da sempre si crea su queste pagine. Lo farò, lo farò senz’altro.
    Lo invio anche ai professoroni della mia università di plastica, agli amici, ai rompiballe che mi intasano la casella di posta con quelle catene piene di foto di gatti cretini, bambini ridicoli, presentazioni in powerpoint penose; almeno la smettono. Lo traduco appena ho tempo e lo invio anche all’estero, che cazzo. Mi hanno rotto i coglioni.

    [Rispondi a questo commento]

  15. Atena scrive:

    Arrivo un po’ in ritardo, lo ammetto! Ma permettetemi di dire la mia.
    Condivido in tutto e per tutto il disgusto e la rabbia nei confronti di una politica che mette al centro gli interessi personali invece del cittadino e che non si fa scrupolo di utilizzare ogni sistema per raggiungere i propri scopi.
    Non condivido invece la scelta di non votare. Sappiamo che una fetta considerevole di voti è frutto di varie forme di scambio. Se rinunciamo a votare noi che abbiamo ancora progetti e speranze, lasciamo di fatto il Paese in balia della compravendita di voti più bieca. Non credo che ai politici interesserà davvero l’astensionismo (un po’) più elevato del consueto; anzi, saranno ben felici di arrivare alla poltrona con fatica ancora minore.

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