Ho potuto notare un interessante punto in comune tre una serie di fatti di cronaca verificatisi recentemente.
Parlo, ad esempio, dell’omicidio della studentessa di Perugia, la signorina Meredith Kercher e dell’incidente dove hanno perso la vita le due ragazze irlandesi a Roma investite dal signor Friedrich Vernarelli.
In entrambi i casi, ma forse ce ne sono altri che mi sfuggono, la stampa, per caratterizzare negativamente le persone coinvolte, ha utilizzato il materiale disponibile in rete. Nel caso di Perugia si trattava di foto un po’ pazzerelle e, volendo veramente esagerare, leggermente audaci della compagna di stanza della ragazza assassinata, Amanda Marie Knox. Di Rudy Guede, altro personaggio coinvolto, invece, è stato usato un video Youtube nel quale il ragazzo sembrava, francamente, fuori di testa.
Stesso trattamento per Vernarelli. Video Youtube nel quale il sospetto guida la macchina facendo il pagliaccio, toglie le mani dal volante e si rende leggermente ridicolo.




La storia: una ragazzina di 14 anni, triste e un po’ complessata, conosce via chat un ragazzo di 16 anni, bello, simpatico e cordiale. I due chiacchierano on line. Lei si sente compresa, corteggiata, felice. Dopo qualche tempo, all’improvviso, lui inizia ad offenderla. La chiama grassa, le dice che è una puttana, che fa schifo. Lei si impicca. Il bello che lui non esiste, è un pupazzo inventato da due adulti per scoprire i segreti della bambina e poi colpirla nell’intimo.







Ultimi Commenti