Articoli di settantasette

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Alla luce della legge che porterà a collezionare le impronte digitali di tutti gli italiani dal 2010, presentiamo qui di seguito una lista, sicuramente incompleta ma significativa, di gravissimi reati che vediamo commettere quotidianamente, e di cui incredibilmente non si trova traccia in giurisprudenza.
Alleghiamo le relative proposte sanzionatorie auspicando di trovare riscontro in una futura riforma del codice di procedura penale che, visto quanto riportato, appare doverosa. Eventuali aggiunte o integrazioni dei lettori saranno naturalmente le benvenute.

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Tempo fa, gradevole cena con qualche amico. Dalle parti di Pordenone, estremità ovest del Friuli Venezia Giulia, quasi in Veneto insomma. Sapendo di dover tornare fino a Trieste in nottata, ed essendo sabato sera, la mia partecipazione al prevedibile delirio alcolico ha dovuto limitarsi a un paio di birrette a inizio serata, seguite da parecchia minerale. Sacrificio non da poco, davanti alla scarica di ottime bottiglie che mi sono passate davanti al naso. Oh, da queste parti si beve, c’è poco da fare, e si beve assai bene.

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Riproponiamo uno dei pezzi più belli che abbiamo avuto modo di leggere sugli aspetti deteriori della flessibilità nel mondo del lavoro giovanile. Ancora un grazie a settantasette che se riuscisse a scrivere di più, aiuterebbe tutti noi ad essere migliori.

(favoletta moderna, assolutamente vera, sullo sfruttamento del lavoro precario)
C’era una volta…
… anzi, c’è anche adesso, una ragazza magrolina e piuttosto timida, che vive in una piccola città del Nord-Est. La signorina in questione, che chiameremo Cenerentola, sta finendo i suoi studi universitari. Si mantiene da sola, come è giusto quando si cominciano ad avere 25-26 anni, con mille lavoretti da incastrare tra una lezione e un esame. Diverso tempo fa, però, sembrava che ci fosse stata una svolta: l’occasione di collaborare, pagata poco ma pagata, con uno studio professionale la cui attività è la medesima del corso di studi che sta ultimando. Bello: praticamente uno stage remunerato. Co.co.pro., ovviamente, ma un contratto è sempre un contratto. E poi la possibilità di fare curriculum nello stesso settore dei suoi studi. Cenerentola era decisamente contenta.

 

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No! E’ Mister Prezzi!
E sticazzi, aggiungo io, mi si passi il francesismo e soprattutto la discutibile rima. Il nuovo supereroe che solca i cieli d’Italia, monitorando i malvagi speculatori, tra cui spiccano per protervia i dettaglianti di frutta e verdura, ha finalmente un volto: l’altra mattina, con un’intervista a SkyTg24, la sua identità nascosta mi è stata svelata.

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Da “Repubblica.it”, ottobre 2027.
(disponibile anche per il download corticale diretto, previa consenso al trattamento dei dati sinaptici personali)

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La privacy. Bella parola, suona bene. I dati sensibili. Accidenti, bisognerà farci attenzione. Guai a maneggiarli con imprudenza, va a finire che si irritano. Per forza, sono così sensibili, poverini. Ci vuole come minimo un’autorizzazione, per averci a che fare. Tutti d’accordo, su questo. Perché non voglio che chiunque possa sapere gli affaracci miei, dove vado, cosa faccio, come uso internet, quanti soldi ho e come li spendo, a chi telefono e cosa gli dico. Eccheccazzo.
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C’è qualcosa che mi fa profondamente incazzare, in un momento come questo. Il fatto che ormai non c’è più rimedio. Quando viene a mancare una persona di spessore, a mitigare la triste consapevolezza della perdita di solito intervengono i ricordi, di ciò che ha fatto e dato, e i valori che ha saputo comunicare. La memoria degli altri è il premio che giustamente spetta a chi ha speso la propria vita in modo straordinario, in qualunque ambito. Non mi riferisco solamente ai grandi dell’intelletto, pensatori, scrittori, giornalisti, ma a chiunque abbia avuto il merito dell’eccezionalità. Continua a leggere »

corons.jpgGiugno.
Caldo.
Tramonto.
Festa di laurea in riva al mare.
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Il cartoccio con i gamberetti e l’aceto balsamico.
La polentina con i funghetti e la fonduta di montasio.
Le fettine di vitello con la riduzione al Barolo.
La mousse con i piccoli frutti e le scagliette di fondente.

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agente.gifNota di Mc: Quello che vi presentiamo oggi è il classico articolo a cinque stelle. Il nostro Settantasette ci parla di un argomento molto particolare con una precisione, una chiarezza e una piacevolezza di esposizione che molti giornalisti professionisti pagherebbero per avere. Il problema è quello della casa che, come ogni bisogno primario, è oggetto di speculazione da parte di disonesti. Quello che segue non è un j’accuse tout court nei confronti degli agenti immobiliari il cui compito è sovente svolto con onestà e professionalità. Quelle che vi raccontiamo sono le prodezze dei soliti furbi, di quegli italiani che traggono illeciti benefici proliferando come vermi nel grasso humus che viene a crearsi nelle numerose pieghe della nostra legislazione. Questi italiani non sono agenti immobiliari, sono solo delinquenti che con la loro opera derubano persone in buona fede e provocano grave nocumento a chi dall’intermediazione immobiliare trae il sostegno per la propria famiglia. Con quello che vi raccontiamo, speriamo di aiutarvi a riconoscerli più facilmente. Buona lettura.
Una delle necessità fondamentali nella vita, per chiunque, è quella di avere un tetto sopra la testa. Ne consegue che, prima o poi, viene il momento di rapportarsi con il mercato immobiliare. L’acquisto di una casa, inoltre, è un momento estremamente importante e significativo: può rappresentare il coronamento dei propri sogni, la definitiva emancipazione dalla famiglia, la possibilità concreta di costruirsene una. Il lavoro di coloro che, per professione, si occupano di un aspetto tanto centrale nella vita di tutti, ci si aspetterebbe fosse regolamentato in maniera rigorosa ed esaustiva. Soprattutto considerando i lauti guadagni che derivano da questo settore, e le catastrofiche conseguenze per gli utenti, siano essi compratori o venditori, di una mediazione esercitata con negligenza quando non con malafede.
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