Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Rivisto e corretto, atto 6 – Art. 18, governo a muso duro. Riforma anche senza accordo

4 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione

Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.

Art. 18, governo a muso duro. Riforma anche senza accordo.
I ministri Fornero e Passera: “È un treno che non possiamo perdere”. Un sondaggio rivela: il 70 per cento degli elettori Pd sta con l’esecutivo. Posto fisso monotono? Lite Pd-Pdl

di Antonio Signorini – 03 febbraio 2012, 13:00

Roma – Avanti con la riforma del mercato del lavoro, compresi i ritocchi all’articolo 18. Si farà con il consenso dei sindacati, ma anche senza. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero all’incontro di ieri con le parti sociali è stata più montiana di Monti e sui tempi (che per il premier devono essere «europei») non ha fatto una mezza concessione. «Faremo di tutto per prendere il treno della riforma. Se lo facciamo insieme siamo contenti, altrimenti il governo cercherà comunque di farlo». Un piglio decisionista che non ha disturbato più di tanto i sindacati. Qualche problema, semmai, lo ha creato alla sinistra, schierata contro le modifiche allo Statuto dei lavoratori, ma con il 70% degli elettori che – secondo sondaggi circolati nel Pd – apprezza il ministro del Lavoro.
Giù lo spread, merito mio.
Ai sindacalisti che le hanno fatto notare come, vista la crisi, si potrebbe pensare a una moratoria, cioè a una sospensione degli effetti della riforma delle pensioni che è già stata approvata, Fornero ha dato una risposta in stile Margaret Thatcher: «La riforma delle pensioni ha determinato la riduzione dello spread». Stesso metodo per la riforma che cambierà i contratti di lavoro, gli ammortizzatori e anche l’articolo 18. Entro due, massimo tre settimane ci sarà un nuovo incontro, poi arriverà la legge. Non sono mancate le concessioni. L’impressione dei sindacati è che il governo voglia dialogare. Ma i margini di manovra sono strettissimi, per motivi economici («non ci sono risorse», ha ripetuto il ministro), ma anche perché la strada è più o meno segnata.
Licenziamenti e arbitrato.
Il tema dell’articolo 18, «è sul tavolo», ha ammesso la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Il governo sta procedendo lungo due strade. Una è quella dell’arbitrato per dirimere le controversie di lavoro, comprese quelle sui licenziamenti. L’altra è prevedere il licenziamento per motivi economici e limitare l’obbligo di reintegro solo per quelli discriminatori. E la novità è che su queste ricette di fatto ci potrebbe essere una disponibilità da parte dei sindacati. Luigi Angeletti, segretario della Uil non è contrario a quelli economici. Susanna Camusso, leader della Cgil, ripete da giorni che sui licenziamenti bisogna lasciare le tutele contro quelli «discriminatori», ma non cita la giusta causa. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, chiede al governo «cautela sull’articolo 18», ma sembra più l’invito a evitare toni forti. Su questa linea anche l’Alleanza delle cooperative: «Bisogna prendere il treno, ma serve coesione sociale», è l’auspicio di Luigi Marino, presidente della confederazione.
Nuova disoccupazione. Scintille tra Camusso e Fornero sugli ammortizzatori. In particolare quando il ministro ha sottolineato come vadano salvaguardate le casse integrazioni, ma solo «quelle vere». Possibile preludio a una stretta sulle aziende che ne abusano, ma anche sui cassintegrati che lavorano in nero. Salve, per il momento quelle «in deroga». Possibili invece ritocchi alla indennità di disoccupazione per chi svolge lavori temporanei. Misura da finanziare con nuovi contributi a carico delle aziende. «Bisogna fare attenzione a cambiare i vecchi ammortizzatori, in questi tempi di crisi», spiega Guglielmo Loy della Uil.
Il tema dei temi resta quello dei contratti.
Il numero dei contratti sarà ridotto, ma solo poche tipologie ne faranno le spese, in particolare lo «staff leasig». Sul contratto unico bocche cucite. Ma leggendo tra le righe le parole di Fornero si fa strada una via di mezzo tra il modello Ichino e quello Boeri. In sintesi, tutele crescenti, possibile «accompagnare» il lavoratore fuori dall’azienda, ma solo se il datore si fa carico del ricollocamento. E poi il rafforzamento dell’apprendistato.

Fonte:

Leggi il resto

net tags:

fornero - fornero foto - fornero piange - assintegrati riforma forleo - foto fornero che piange - foto monti marcegaglia camusso forleo - LA FORNERO CHE PIANGE - ministro piange - perizoma marcegaglia -

Rivisto e corretto, atto 5 – Marchionne: sede Fiat-Chrysler in Italia? Dipenderà anche dai sindacati.

13 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione

Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.

 

La notizia è questa.

Marchionne: sede Fiat-Chrysler in Italia?
Dipenderà anche dai sindacati.
A Monti chiedo solo pace sociale

DETROIT – La sede di Fiat-Chrysler in Italia? Dipenderà dal clima favorevole o meno agli investimenti, e anche dal comportamento dei sindacati. Sergio Marchionne ha ribadito ieri sera, parlando al congresso di Automotive News a Detroit, la linea sulla futura sede del gruppo (che nascerà dalla fusione «tra il 2013 e il 2015»). «Non è stata presa ancora alcuna decisione sulla sede. Faremo quello che è giusto dal punto di vista del gruppo. Il problema è se vogliamo mantenere o meno una infrastruttura manifatturiera in Europa o no. Se i sindacati si impegnano in tal senso, e ci permettono di difendere tale infrastruttura dalla concorrenza internazionale, la sede potrà restare in Europa. Altrimenti, se continuano a bloccarci, Fiat non potrà che ridurre la sua esposizione». Per l’Italia «la sfida è decidere se tornare a essere un produttore manifatturiero o no».

Il manager italo-canadese ha parlato anche di attualità economica più stretta. (…) La congiuntura economica non lascia respiro, soprattutto in Europa: «In Italia c’è un mercato dell’auto con un volume di vendite sui livelli del 1985. A livello europeo, se è valida la nostra previsione di vendite stagnanti per tre anni, c’è spazio per un taglio della capacità produttiva fra il 10 e il 20 per cento. In queste condizioni c’è bisogno di una vera e propria rifondazione del settore». Di qui la proposta di un consolidamento, che per ora non è stata però raccolta da nessun concorrente.

Quanto agli Usa, Chrysler punta a guadagnare quote di mercato anche nel 2012 «spero non alle rivali di Detroit». Entro la fine dell’anno potrebbe arrivare, in aggiunta alla 500, anche la monovolume L-zero che verrà presentata a Ginevra e prodotta in Serbia; ma stavolta «faremo previsioni di vendita più prudenti che con la 500».
In tema di politica Marchionne ha fatto un battuta sulla convocazione da parte del ministro del Lavoro Fornero, e lo ha fatto rispondendo a una domanda sulle pressioni politiche sui costruttori francesi: «Anche noi subiamo pressioni. Il ministro del lavoro mi ha ammonito. Di nuovo. Ma io sono stato chiaro, non so cosa posso cambiare della mia storia. Sono stato molto, molto chiaro». Quanto ai rapporti con il presidente del consiglio Monti, «non ho nulla da negoziare. Non ho chiesto nulla, non ho chiesto supporto finanziario e non ho chiesto incentivi. Ho solo chiesto pace fra le parti per farci lavorare».

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Interessante.
Ma poco chiaro.
Proviamo a fare la parafrasi.

Leggi il resto

net tags:

克萊斯勒 fiat 2015 -

Evadere Meno, evadere Tutti

C’è qualcosa di perverso e insulso nel modo con cui i mass media tentano d’accompagnare e d’indirizzare il professor Monti nel cammino verso la seconda parte della sua riforma. Nel suo articolo sull’evasione fiscale, La Repubblica propone con cantilenante litania un tema trito e ritrito, stanco, consumato dall’abuso di se stesso, come quelle storie che dovrebbero apparire scandalose e infami fino all’abominio ma dopo l’assediante tambureggiamento mediatico cui vengono sottoposte finiscono per risultare tristemente banali, all’insegna del “è così che van le cose” proferito da chi ormai a certe situazioni ha fatto il callo fino a considerarle ineluttabili e invariabilmente eterne.

Leggi il resto

Rivisto e corretto, atto 4 – La Fase 2, Fornero, l’ Articolo 18 e “Bisognerebbe alzare i salari”

Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.

La notizia è questa.

Leggi il resto

net tags:

www senato atto4 -

Rivisto e corretto, atto 3 – Ultima notte di ritocchi, modifiche alla Camera

15 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione

Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.

La notizia è questa.

Niente liberalizzazione per le licenze dei taxi
Il governo presenta i suoi emendamenti. Nel pomeriggio il premier Monti interviene nelle commissioni di Montecitorio

MILANO – Sono arrivati alla Camera gli emendamenti del governo alla manovra economica. Tra le novità più attese, le modifiche sulla riforma pensionistica, quelle relative ai costi della politica e quelle sulle liberalizzazioni, di cui è stato deciso uno slittamento. Una delle norme che più avevano fatto discutere, in questo contesto, era una possibile apertura del mercato per i taxi, per i quali in base ad una parte del precedente testo sarebbe venuto meno il vincolo territoriale, ovvero sarebbe stato possibile per ogni detentore di licenza lavorare anche in città diverse dalla propria. I conducenti delle auto bianche avevano subito preso posizione e organizzato mobilitazioni. Oggi l’esecutivo corregge il tiro e in un emendamento precisa che «il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea» è escluso «dall’ambito di applicazione» della disciplina prevista dalla manovra in tema di liberalizzazione delle attività economiche.

(…)

PENSIONI E IMU – Non sono invece ancora stati presentati gli emendamenti più attesi, quelli su Imu e pensioni. I relatori nelle Commissioni Bilancio e Finanze e il governo, dopo una giornata d’attesa, rinfocolata anche dalle dichiarazioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero («Le novità sulle pensioni stanno arrivando») si sono presi una nottata di riflessione e di lavoro per mettere a punto le proposte e depositarle in mattinata alle Commissioni. L’iniziale deadline delle 8,30 è stata rimandata alle 10, ma ancora non sono trapelate indiscrezioni.

(…)

LE PARTI SOCIALI – I sindacati per ora si mostrano cauti: il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, apprezza le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sulle possibili modifiche del blocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre due volte il minimo. «Quando avremo le modifiche, le apprezzeremo. Speriamo siano congrue. Chiediamo però ci sia anche la modifica sull’Ici sulla prima casa». Il leader della Cgil, Susanna Camusso, torna a puntualizzare che sui patrimoni non c’è stata certo la stessa attenzione che sulle pensioni e l’Ici, e il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, sottolinea più genericamente: «oltre all’Italia bisogna salvare gli italiani». La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, non entra nel merito, incita a fare presto, ma sottolinea ai sindacati in sciopero: «bisogna tener conto che qui o ci salviamo tutti o non si salva nessuno». (con fonte Ansa)

13 dicembre 2011 | 10:45

fonte

Interessante.
Ma poco chiaro.
Proviamo a fare la parafrasi. Le parti “tradotte” sono in corsivo.

Leggi il resto

Prove di miseria – ASL 13 senza fondi fino a gennaio 2012

13 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane

E’ notizia di mercoledì 7 dicembre.
I medici e gli operatori dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara sono stati informati in via ufficiale che la struttura ha esaurito i fondi a disposizione per il 2011.
Niente più risorse disponibili fino al 12 gennaio, data in cui l’azienda sanitaria potrà disporre dei fondi per il 2012. Da qui ad allora gli operatori dovranno farsi bastare i farmaci e gli equipaggiamenti che già ci sono. Ovviamente questa condizione vale per tutto: dall’acquisto dei più banali “janitorials” a quello dei farmaci salva-vita in uso nel reparto di rianimazione.

Leggi il resto

Rivisto e corretto, atto 2 – S&P’s, a rischio le 6 triple A

Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.

___________________________________________________________________________________________________________

La notizia è questa:

S&P’s, sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia

L’agenzia internazionale Standard & Poor’s mette sotto osservazione i rating di 15 Paesi di Eurolandia. A rischio downgrade anche le triple A di Germania e Francia, oltre a quelle di Olanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia (in sostanza tutte le 6 triple A dell’area euro). Il rating dell’Italia è di nuovo nel mirino dell’agenzia americana e anche il giudizio sul Belgio potrebbe subire un taglio di un gradino. Confermato l’outlook negativo su Cipro mentre viene esclusa una revisione la Grecia. S&P’s cita cinque fattori di rischio tra cui quello di «recessione economica» nel 2012 e conclude che l’esame verrà concluso «il prima possibile», dopo il summit europeo dell’8-9 dicembre.

Leggi il resto

net tags:

traduzione ordine riveduto e corretto -

Il dato (in)comprensibile

L’economia è fatta di leggi fisse: vi sono teoremi, corollari e lemmi che ne governano l’andamento e che rendono i trend di mercato prevedibili a lungo termine. Questa materia è molto più simile a una scienza che a una dottrina. Molto vicina al metodo della meteorologia, se vogliamo, che utilizza la fisica per elaborare simulazioni aventi un ottimo margine di approssimazione.
Tra queste leggi si possono inserire, in determinati momenti, alcune variabili che hanno il potere di turbare le sinusoidi per frazioni di tempo. Variabili che tutto sommato si riducono a due sole eventualità: la mancata o parziale immissione sul mercato di informazioni e il verificarsi di eventi naturali. Le prime sono guidate dall’uomo per fini ben determinati; le seconde no, di conseguenza non sono quasi mai prevedibili.
In questo contesto semiperfetto, dove l’assenza di eventi imponderabili e la presenza delle informazioni fondamentali dovrebbe consentire una determinazione piuttosto accurata dei numeri, ci sono dati che parlano da sè e che sono tristemente preoccupanti, per quanto possano apparire strani.
Posto un’immagine orribile. Agli occhi di un economista sta come l’immagine delle vivisezioni a quelli di un animalista.

Leggi il resto

Rivisto e corretto, l’informazione interpretata per voi – atto 1

La notizia è questa:

Passera: suddivideremo benefici e sacrifici. Titoli di Stato alle Pmi per pagare i debiti arretrati della Pa

«Siamo in un momento molto difficile, stiamo sicuramente rischiando di rientrare in recessione». L’allarme è arrivato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, intervenendo alla tappa romana degli Stati generali di Confcommercio. «Questo è quello ci sta succedendo – ha
proseguito il ministro – e dobbiamo fare di tutto per recuperare il più
velocemente il segno positivo».

Mentre ieri, in un incontro tra il ministro Passera, imprese, banche, assicurazioni e cooperative, era emersa l’ipotesi di pagare la montagna di debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese – circa 90 miliardi – con titoli di Stato.
«Li ho solo ascoltati: sono nella fase di ascolto», ha replicato oggi il titolare dello Sviluppo economico.

fonte: Il Sole 24 Ore

Interessante.
Ma poco chiaro.
Proviamo a fare la parafrasi. Le parti “tradotte” sono quelle in corsivo.

Passera: prima l’uccello di fuoco, poi l’anestesia. Carta da culo alle Pmi per pagare i debiti arretrati della Pa

«Siamo veramente nella merda, almeno fino alle ginocchia, stiamo sicuramente rischiando di giocarci i pochissimi progressi che abbiamo fatto finora». L’allarme è arrivato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, intervenendo alla tappa romana degli Stati generali di Confcommercio. «Questo è quello ci sta succedendo – ha proseguito il ministro – e dobbiamo arrangiarci con quello che passa il convento per non finire nella merda fino al bacino».

Mentre ieri, in un incontro tra il ministro Passera, imprese, banche, assicurazioni e cooperative, era emersa l’ipotesi di pagare la montagna di debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese – circa 90 miliardi – con carta da culo.
«Mi hanno urlato istericamente contro il concetto che non ci sono più soldi nemmeno per comprare il pane ma non ho ancora potuto dire alle PMI che non vedranno il becco di un quattrino e che verranno pagate con una serie di rotoli di carta da culo», ha replicato oggi il titolare dello Sviluppo economico.

Altrettanto interessante.
Ma decisamente più chiaro.

net tags:

monti merda - monti uomo di merda - mario monti merda - monti di merda - amica che non ti da una corretta informazione - monti mario merda -

Mario l’Alieno -2-

1 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Appunti Italiani, Cronache Italiane

Credo che il marchio FIAT non stia troppo simpatico agli italiani. Per tante (buone) ragioni, che vanno dall’abuso perpetrato da decenni nell’utilizzo della cassa integrazione, ormai diventata parte integrante delle voci di profitto dell’azienda (e altrettanto parte integrante delle voci di debito dello stato), all’immagine dei rampolli succedutisi nei decenni al vertice della casata che ne controlla le quote.
Nondimeno si tratta, nostro malgrado, dell’unico gruppo produttore di automobili di massa su suolo italico. Naturale, quindi, che ogni ordine passato alla casa torinese si traduca in un aumento del prodotto della nazione, che ogni Fiat/Alfa/Lancia in più sulle strade significhi ore di lavoro per la catena italiana che le produce (( Eccezion fatta per la 500. Il simbolo della casa italiana, quello pubblicizzato con la poesia dell’amministratore delegato sui valori nazionali e sul futuro, con la colonna sonora romantica di Allevi, viene prodotto in Polonia. )).

Leggi il resto

net tags:

fiat amministratori delegati succedutosi -

Default Italia – Il Destino Nelle Parole

18 novembre, 2011 di  
Archiviato in Informazione, Strange Days

“La vittoria è vicina.” (…) “Sara’ una battaglia lunga e pesante ma il risultato finale sarà la vittoria. Bisogna essere pazienti: piu’ il nemico subira’ perdite, piu’ ci bombarderà. La lezione che state dando al nemico gli impedira’ di riprovarci di nuovo”.

Saddam Hussein ad Al Jazeera, 23 marzo 2003.

Saddam Hussein, Baghdad, 30 dicembre 2006.

Saddam Hussein, Baghdad, 30 dicembre 2006.

Leggi il resto

net tags:

destino italia -

Default Italia – I Conti in Svizzera, l’Estero e il Faro nella Tempesta

17 novembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Consumo CriticaMente

Settimana scorsa ho pensato a lungo a come mettere i miei averi quanto più al riparo possibile da situazioni critiche. Dopo aver raccolto opinioni e averle intersecate con le informazioni a mia disposizione, ho tratto alcune conclusioni. Le elenco di seguito premettendo due importanti specificazioni.
Tali conclusioni sono le mie. Quelle di serpiko. Uno che si sceglie un nick così sa di non essere un profeta ed è ben lontano dall’infallibilità. Sto inseguendo un avversario nella nebbia e senza mappa del territorio. Se lo troverò, ingaggerò un combattimento. Se il nemico è in agguato, sarà un nuovo Trasimeno ben prima del 21 giugno.
In più, tali conclusioni potrebbero essere soggette a revisioni repentine. La nebbia talvolta si alza e non sempre ci s’accorge d’aver preso la strada giusta o quella migliore. Probabile quindi ci siano periodici update.

Leggi il resto

net tags:

esportare capitale legalmente o - esportazione capitali in svizzera - النيك الرجالى - fallimento euro svizzera - tasse conti correnti in svizzera - italia suiza tassa patrimoniale - portare valuta in svizzera regolare - merkel rettiliana - legalmente è possibile aprire un conto corrente in svizzera - conto deposito svizzera - faro nella tempesta - fallimento italia soldi depositati in svizzera regolari ? - rientrare legalmente soldi svizzera - se ho conto svizzera euro - tasse interessi attivi svizzera - tasse conto svizzera - tassazione rendite depositate in svizzera - tassazione rendite capitali in svizzera - tassazione depositi in conto corrente in banche estere - tassazione capitali svizzera dal 2017 - svizzeri default Italia - spostare conto svizzera montecarlo - زارا رجالي - aprire societa svizzera bufala - codesta assicurazione перевод - capitali in svizzera esportati legalmente - capitali esportati legalmente - è vantaggioso aprire un cc in svizzera - aprire conto in svizzera tassazione interessi? - aprire conto deposito svizzera default italia - apertura conto corrente a un fallito - accordo italiasvizzera cervino - come esportare legalmente i capitalii - come mettersi al riparo fallimento stato - default italia i conti deposito sono sicuri? - default italia capitali estero - default conto svizzera - crollo euro conto corrente svizzera - conto corrente svizzero conveniente - conti correnti in svizzera sfuggono al fisco italiano - confronto banche svizzere e postfinance - con ti correnti cittadini italo svizzeri - 35 rendita conti corrente svizzera -

Italia Fallita – Sentirsi Totalmente impreparatI

1 novembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Meccanica delle Cose

Ancora pochi giorni fa nutrivo la profonda convinzione che questa crisi si sarebbe potuta affrontare mantenendo inalterati o quasi i propri sistemi di vita, mettendo in atto poche manovre giuste.

Convinzione supportata da dati oggettivi, quali la totale impreparazione del sistema economico occidentale a un radicale cambiamento; l’impossibilità di realizzare questo cambiamento a un qualsiasi livello inferiore a quello globale; l’impossibilità di far accettare a popoli benestanti il concetto che il loro benessere si basi non più su una strutturalità che ne consentirà il mantenimento ma su riserve in via di rapido esaurimento.

Leggi il resto

net tags:

che cosa è il fondo monetario europeo - conti in valuta uscita dall\euro -

Default Italia, Prossima Fermata: Capolinea

14 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Oltre il Confine

Tempo fa Antonio, il padre di un amico, mi raccontò della sua esperienza di leva a fine anni ’70. Come poi ho sperimentato di persona, partire per naja non è esattamente un bel momento. Sei giovane, un po’ spaventato dai racconti sui “nonni”, lasci a casa famiglia, morosa, amici e ti scontri con un mondo rigido, freddo, formale. Col tempo ci s’abitua ma i primi giorni sono difficili, e lo sono in misura direttamente proporzionale alla distanza che la chiamata alle armi interpone tra i propri affetti e la destinazione finale. Egli partì da una cittadina di provincia del Nord per recarsi al Car nel profondo Sud, esattamente a Trapani, ultima fermata del treno che prese con l’azzurrina gentilmente offerta dal Ministero della Difesa. Finchè il treno era in movimento, disse, tutto gli pareva ovattato, lontano, quasi se stesse accompagnando qualcun altro. Ma quando il controllore passò ad annunciare che Trapani sarebbe stata la prossima fermata, avvertì il tuffo al cuore che qualche secondo dopo lesse in fondo agli occhi di tutti i futuri commilitoni sulla stessa carrozza.

Leggi il resto

Default Italia, 28 Giorni al Fallimento: Disinformare per Sedare il Panico

14 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

IPOTESI

Le maggiori delusioni sono frutto di aspettative disattese. Il punto è se tali aspettative siano frutto di un’invenzione della poliedrica mente di chi le nutriva oppure se derivino da una specifica soggetto che le ha sapute creare in altre persone. Nello specifico, parlando di un quotidiano economico d’importanza (inter)nazionale, attendersi articoli oggettivi, moderati e puntuali credo non fosse una pretesa troppo elevata. Evidentemente la necessità di ottimismo di questo periodo rende veramente pretenziosa la mia aspettativa.

TESI

Leggi il resto

« Pagina PrecedentePagina successiva »

Switch to our mobile site