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Slitta il decreto anti corruzione. Strano!

22 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane

Ecco, finalmente anche il pdl si accorge che forse al suo interno c’è il rischio di infiltrazioni mafiose, e per ovviare a questo pericolo è stata istituita una commissione col ruolo di vigilanza. A capo della commissione è stato messo Denis Verdini.

L’articolo potrebbe finire qui. Perché non c’è tanto da aggiungere senza correre il rischio di essere prolissi e inutilmente ridondanti. Il partito della mafia, creato da dell’utri, il senatore condannato per mafia, sospetta di avere infiltrazioni mafiose e lascia il compito della vigilanza a un ladro patentato, socio di dell’utri e …
Siamo a vent’anni da mani pulite. In TV si vede spesso un giovane Di Pietro. Com’era buffo in quel suo modo di fare! L’ex poliziotto che ce l’aveva fatta, che aveva indagato craxi, che aveva scoperto le porcherie che tutti sapevano, di quei ladri che governavano, ma che però, a differenza di questi non erano così ingordi da risucchiare anche le briciole.

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Rossella Urru e i Marò Italiani: Due i Pesi e Due le Misure

La vita umana? Non sia più un tabù

Forse domani si alzerà qualcuno di quelli che non hanno vergogna, e davanti a un microfono decreteranno la caduta di un altro tabù: la vita umana.

La notte del 22 Ottobre scorso, Rossella Urru, cooperante italiana (sarda) è stata sequestrata nel sudest dell’Algeria da un commando armato. Dopo la rivendicazione del gesto da parte del gruppo che la tiene in ostaggio, avvenuta a Dicembre, della giovane donna, ufficialmente, non si è più parlato. Ufficialmente significa sui giornali o sui telegiornali, perché tranne che nell’immediatezza del fatto, la Farnesina ha sempre taciuto, fedele al vuoto politico e istituzionale che ci circonda.
C’è da dire, o è bene ricordare, che la ragazza in Algeria si occupava della distribuzione del cibo in un campo profughi che trabocca miserabili vite umane. Era andata là in pace, a portare il suo tangibile contributo pacifico.

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Adriano Celentakis

19 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine, Strange Days

Sogniamo tutti la Rivoluzione, però per fortuna tutti dopo ci svegliamo. Negli ultimi tre anni abbiamo guardato scorrere il sangue altrui, pensando che magari sarebbe stato bello vederne sgorgare un po’ dal corpo del nemico; poi si spegneva la Play Station e si riprendeva a vivere, in attesa della prossima battaglia da assaporare in diretta tv e dopo da dimenticare. Per esempio, che ne è stato della Libia nessuno se lo chiede più, anche se la camicia insanguinata di Gheddafi è stata venduta ad un’asta sul web.

“Ci vorrebbe la Rivoluzione” è diventata una sorta di mantra. È quel condizionale che fa la differenza, che ci protegge. Come ci dà sicurezza avvolgerci di pacifismo, di bontà e di solidarietà. “No, mai la guerra!” si sente dire, perché noi siamo evoluti, perché noi siamo meglio, perché noi abbiamo la democrazia, e il voto. Ed ora abbiamo anche le primarie che faranno fuori il PD, finalmente, che riporteranno l’Italia e il mondo a sinistra, là dove si deve stare per uscire dalle logiche capitalistiche che ci hanno ridotto così. Nella merda.
È chiaro che sto scrivendo stronzate, che Vendola con una sciarpa arancione al collo mi lascia perplessa quanto un altro a caso, che dovesse mostrare una maglietta viola. È chiaro che devo essermi persa qualcosa in questa vita irreale fatta di sogni spezzati da bruschi risvegli.

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Nomeless

13 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cuore di Tenebra

Forse è normale così, che quando si finisce per vivere per strada, e non si possiede più nulla di troppo ingombrante che non possa entrare in una sporta di plastica, si finisce per perdere anche il proprio nome, o la voglia di dirlo. Chissà, magari perché cancellando la propria identità, forse si crede di conservare la propria dignità.
Però succede che si muoia, all’improvviso, incendiato o assiderato, malmenato o solo di stanchezza, e nessuno saprà mai chi è morto.

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Tutta la neve, minuto per minuto

11 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Quando questi fascistelli di mezza tacca vennero sdoganati dal tizio che dell’Italia molto aveva capito – glielo devo – alemanno divenne ministro per l’agricoltura. Dovendo recarsi in vacanza in montagna per la settimana bianca, pretese (ma non ricordo se ottenne) che una troupe del TG1 lo seguisse nelle sue ardimentose passeggiate, bardato da montanaro della domenica. Si perfezionava la non politica dei proclami e delle apparenze, con la complicità di una stampa serva e prona. I fascistelli poi son cresciuti, hanno annusato la beatitudine del potere e si son mangiati il paese, e Roma.
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Le Ministre

7 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Il problema più grosso, urgente e importante, la vera emergenza di questo paese mutilato è il distacco dalla realtà, la dissociazione, che vive la classe dirigente. Questo problema però, non vedrà soluzione, perché è simile a una psicopatologia. Nessun malato di mente – arrivato a uno stadio così grave della patologia – sarà in grado di riconoscerlo autonomamente, e di conseguenza scegliere di essere curato.
Una volta si diceva “Potere al Popolo.” Oggi bisognerebbe esigerlo in maniera più decisa, senza troppi strilli, senza perdere la voce. Aggredire la Fornero ricordandole che la figlia è stata la vincitrice di due preziosissimi e illusori “posti fissi” è quasi banale. Obbligarla ad infilarsi le nostre scarpe, per farci dentro un giretto lungo qualche anno, sarebbe una giusta condanna. Credo che arrivati a questo punto di non ritorno non sia più sostenibile che si lasci parlare della nostra fame, chi è gonfio di cibo, chi gira satollo ruttandoci in faccia il suo “troppo pieno”.

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La Beneficienza di #Celentano e i Mandorli in Fiore

1 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Fa molto freddo anche qua al sud, eppure, se guardo dalla finestra vedo i mandorli in fiore. E quei fiori un po’ bianchi e un po’ rosa, nella tristezza del cielo cupo sembrano l’emblema di questa poverissima Italia impazzita.
Non è più una commedia degli equivoci, non è un film demenziale, e nemmeno una sceneggiatura scritta male questa nostra vita. È ormai follia collettiva.
C’è, per esempio, molta soddisfazione per le dichiarazioni di Adriano Celentano, che dopo innumerevoli peripezie, discussioni pesanti e accuse infamanti, accetterà di partecipare al Festival di Sanremo. Il cantante ha infatti deciso di devolvere totalmente il suo compenso in beneficienza, versandolo a Emergency. Ebbene sì, è un gesto che lascia il segno. Un bel gesto che riempie di gratitudine l’associazione benefica che con quei soldi aprirà un ospedale in Africa.
È fantastico! Perché ormai, appunto, la follia è collettiva.
350 mila euro a serata, e ancora non si sa quante saranno.
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Gli Scaffali Vuoti

L’importante è continuare a far girare le cose al contrario, in modo che noi, centrifugati, non si possa ritrovare l’orizzonte. “La merce scarseggia nei supermercati del sud” ed è panico e follia. Ho visto una signora anziana aggirarsi per la Lidl, aggirarsi tra gli scaffali vuoti e risolversi a comprare un collutorio, per ripagare la fatica, forse per pacificarsi col gesto di comprare. Comprare per certificare una sorta di esistenza in vita.
La merce scarseggia nei supermercati, e in giro se ne parla. Tra le bancarelle del mercato i venditori son quasi eroi per essere riusciti ad arrivare a venderti qualcosa: “Che nei supermercati non c’è nulla”. In compenso abbonda la spazzatura, tra le buste colorate se sei fortunato, riesci a scorgere ancora il cassonetto. Ma questo non è un problema.
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Cose di tipo diverso

27 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti

Non penso più che gli uomini o le donne che si avvicendano al governo di questa nazione ridicola siano dei “senzapalle”, credo siano proprio perfidi e bastardi, al punto di non aver mai avuto il coraggio delle parole.
Perché ci vuole coraggio a parlare, e soprattutto a chiamare le cose col proprio nome. Non si fa più ormai, da quando la propaganda ha compreso che utilizzare la “neolingua” a volte tranquillizzante, a volte narcotizzante era di gran lunga più semplice e proficuo.
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Chissà perché salta Equitalia

4 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Storie Italiane

Per un momento, vedendomi sola dentro un supermercato, ho pensato: “Devo fare in fretta, forse stanno per chiudere.” Solo dopo ho fatto i conti con l’orario, e non erano nemmeno le sei del pomeriggio.

Forse ci stanno ancora avanzi da scongelare dentro il freezer, o forse s’è fatto tutto quel che si doveva per le feste, quelle che vengono solo una volta all’anno, che ci hanno insegnato, di anno in anno, a vivere in “tono minore” come se fosse elegante fingere di non voler sprecare, e non dover ammettere che abbiamo capito di dover fare a meno.

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