Premiata Macelleria Genovese
20 luglio, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti
Siamo partiti stanotte, Pierre ed io, con zaino e sacco a pelo. Da Marsiglia a Genova, città sorella di sole e di porto, per unirci ai tanti che sperano un vivere diverso, in mezzo al puzzo delle multinazionali e delle vite incravattate di tanti morti viventi.
le vie del cinema sono infinite
12 maggio, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè nel Deserto, Schermo dei Sogni

Lietta Tornabuoni, illustre critica cinematografica, scriveva “ il cinema è l’espressione naturale del sogno”, pensiero suggestivo che per me significa la possibilità, per ciascuno di noi, di immergersi completamente in una narrazione a cavallo tra la vita reale e la creazione personale, quale è, appunto, il sogno.
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Un Camallo del Porto di Genova
1 maggio, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè nel Deserto, Il Lavoro degli Italiani
Mio padre era un camallo del porto di Genova. Uno di quelli che scaricavano le merci dalle navi sulle banchine e viceversa. In canottiera sotto il sole, col carico in groppa ed un sacco di iuta per riparare le spalle ed i capelli dalla polvere del carbone e delle altre merci.
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La Libertà è Femmina (Speciale 25 Aprile)
25 aprile, 2007 di miriam161
Archiviato in Storia e Memoria

Una resistenza tutta al femminile, poco illuminata e poco raccontata nei libri di storia, quindi pressoché invisibile e silenziosa. I valori femminili, il carattere, la tenacia, il coraggio, l’amore per gli uomini e per la vita sono la materia di questo ricordo. Donne partigiane. Donne che non solo non hanno avuto paura di assumersi responsabilità storicamente e culturalmente maschili per sostenere i vecchi ed i bambini di famiglia, ma che sono state anche capaci di schierarsi e combattere a favore della libertà, nelle diverse forme possibili.
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Inganni e leggende
19 aprile, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè nel Deserto
“Ricordi il macedone? O chi per lui. Cercò un’indovina per conoscere la sua sorte. E’ così breve la tua vita! Esclamò la donna. Conquisterai la gloria, ma la tua impresa ti condurrà alla morte. Dove lo leggi donna? Bada, tu menti. Qui, su questa traccia che si interrompe, non ho motivo di mentire. Bada piuttosto tu, soldato. Con una simile linea del destino non c’è nessuna possibilità di errore. Il macedone sollevò la mano e la fissò. Guardò quel solco profondo che bruscamente affiorava in superficie, perdendosi d’un tratto con il suo futuro. E’ tutto qui il tuo problema, donna? Sorrise. Impugnò la spada e con la punta affilata prolungò nel sangue quel segno troppo breve che raccontava la sua vita. Morì lo stesso, e così giovane che entrò nella leggenda, ma visse nella certezza di aver sfidato la sua sorte. Non è forse questo il senso dell’esistenza ?”
E’ Adriana Faranda, ne “Il volo della farfalla”, che mette in parole, le sue, la leggenda di Alessandro Magno, condottiero, stratega e conquistatore detto, appunto, il Macedone.
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Come ti Uccido la Fidanzata
10 aprile, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè nel Deserto
Sabato 17 marzo. Dopo una cena con amici, siedo sul divano di casa in attesa di “archiviare” carboidrati, proteine e libagioni a favore di un sonno che si preannuncia difficile.
Su Rai Tre, seconda serata, va in onda “Amore criminale”, programma condotto da Camila Raznovich, volto noto ai telespettatori di MTV per “Loveline”, spazio serale in cui sesso e amore sono detti con parole spicce.
Con espressione compresa e tono asciutto, seppur velato da un’ombra di sconcerto ad hoc, la conduttrice afferma che in Italia, ogni tre giorni, una donna viene uccisa da un uomo.
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Sanità Italiana: Se il Medico non sa Parlare.
3 aprile, 2007 di miriam161
Archiviato in Democrazia e Diritti
Per sette anni ho lavorato in un istituto di ricerca per la diagnosi e la cura del cancro.
Come psicologa dovevo occuparmi del sostegno ai malati ed alle loro famiglie. Il cancro, si sa, è un evento alquanto drammatico, sia per chi ne vive in prima persona i rischi e le incertezze, spesso legate al decorso ed agli effetti collaterali delle terapie, sia per chi circonda il malato. Ciò giustifica, pertanto, la necessità di accompagnare e sostenere tutti coloro che raccolgono la sfida esistenziale di una malattia che impegna, spesso per molto tempo, sia il malato che chi gli vuole bene.
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Buddha & Blogosfera
29 marzo, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè nel Deserto, latest
Il termine è un neologismo coniato per indicare l’interconnessione di quella multiforme e variegata realtà che sono i blog, ovvero i diari in rete.
Leggendo qua e là, ciascuno di noi si è imbattuto in diversi tipi di blog, da quelli intimi e personali a quelli che fanno quasi del giornalismo on line dibattendo di politica, attualità, tecnologia e letteratura.
Ce n’è davvero per tutti i gusti.
Molti studiosi, da anni, stanno ragionando sul fenomeno, analizzandolo anche con l’ausilio di sofisticati strumenti statistici e pubblicando in merito una quantità di articoli e volumi.
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Las Locas de Plaza De Mayo
24 marzo, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè nel Deserto, latest, Vere Donne

Nella notte del 24 marzo 1976, la giunta militare di Jorge Videla attua un golpe militare anomalo, in quanto realizzato senza sparare un solo colpo, rovesciando il governo di Isabelita Peròn e collocando l’Argentina in un girone infernale da cui decine di migliaia di persone usciranno solo passando attraverso la tortura, la fucilazione, o “il volo nell’oceano” abbracciati ad un blocco di cemento.
DESAPARECIDOS.
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A Volte Ritornano?
16 marzo, 2007 di miriam161
Archiviato in Caffè nel Deserto
Nota di MenteCritica: Oggi 16 marzo 2007 è il 19° anniversario del . Sembra che la ricorrenza sia passata inosservata. E’ evidente che quei giorni e quelle ore sono stati dimenticati. Eppure sarebbe giusto ricordare quei fatti. Quello che è il nostro Paese oggi dipende anche da quello che accadde venti anni fa. In omaggio alla memoria di chi in quei giorni versò il proprio sangue, pensando a chi sacrificò la propria gioventù credendo di lottare per il popolo mentre probabilmente era all’inconsapevole servizio di misteriose organizzazioni, pubblichiamo una breve riflessione sulle nuove brigate rosse.
“Si vedeva la vita umiliata in tanti modi. Un incidente sul lavoro, un poveraccio che moriva per strada e il mondo sembrava diabolico e questa società il nemico da abbattere. Allora ci venne il disgusto e ogni mezzo ci sembrava legittimo. Pensavo: è meglio vivere accanto a queste brutture o cercare di preparare un futuro più giusto e migliore? Questo fu il ragionamento “cieco” che fu l’illusione di molti di noi, un grande equivoco che ci portò verso la morte e la disperazione”.“Mi dichiaro prigioniero politico”.
