Articoli di Comandante Nebbia

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Non è un problema per me. Io l’avevo capito da tempo. Mi spiace per quegli elettori di centrodestra che su queste pagine e altrove si sono battuti, spesso cercando le ragioni più astruse, per convincerci e convincersi che il blocco di un anno dei processi fosse un bene per la giustizia italiana consentendo di celebrare prima i processi più gravi.

Oggi, a quanto pare, della giustizia tout court non importa più nulla a nessuno visto che il governo è disposto a sacrificare la norma che blocca i processi in cambio dell’approvazione immediata del lodo che rende immuni le prime quattro cariche dello stato. Continua a leggere »

La situazione sembra essere chiarita. Ieri, il nostro collaboratore JP mette on line sul suo sito una finta intercettazione scrivendo a chiare lettere che si tratta di un opera di fantasia.
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Nella seconda decade di luglio, in un luogo remoto dell’appennino centrale del nostro bellissimo paese, un pugno di uomini si incontrerà per la prima volta dopo molto tempo. Sono pochi, pochissimi, perché la passione consuma e l’impegno seleziona. Non si sono mai visti prima, non si sono mai parlati per telefono e non saprebbero nemmeno riconoscersi per strada perché i loro volti sono sconosciuti gli uni agli altri. Per la maggior parte sono giovanissimi, ma fra loro c’è qualche uomo fatto. Parlano con accenti diversi e hanno vite totalmente divergenti. Una cosa sola li tiene insieme, una cosa sola ne fa una squadra: l’amore totale ed incondizionato per il loro paese. Questi uomini sono quelli che sono dietro la pagina bianca che state leggendo, quelli che, soprattutto grazie al vostro contributo, mettono in scena ogni giorno questa piccola rappresentazione alla quale partecipano migliaia di persone. Queste persone siamo noi, la gente di MC.

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Mentre il paese e la sua classe dirigente si occupano di questioni riguardanti le televisioni del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, di intercettazioni telefoniche delle conversazioni hot del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana con le ministre sexy e di processi che riguardano il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana (di nuovo), la congiuntura economica internazionale con atteggiamento palesemente sovversivo, si disinteressa completamente di queste cruciali vicende per proseguire la sua azione eversiva contro la serenità e la prosperità del Belpaese.
Petrolio verso i 200 dollari al barile
, industria manifatturiera a picco, deficit in salita, inflazione fuori controllo, salari e risparmi a rischio, almeno secondo l’opinione di Mario Draghi che, anche se non ha intercettazioni da proibire e processi da rimandare, qualcosa conterà pure lui visto che è il governatore della Banca d’Italia.

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Quando un uomo si impone un ruolo che non è nel suo carattere fa una terribile violenza a se stesso e difficilmente ottiene risultati soddisfacenti. Qualcuno dovrebbe spiegare al segretario del Partito Democratico che aver vinto qualche torneo di burraco e gli occhi adoranti di Marianna non fanno automaticamente di lui un condottiero. Se ci sono difficoltà nel farglielo capire, ci posso provare io. In genere me la cavo in questi casi nei quali bisogna far digerire un’amara verità alle persone. Lasciatemi qui il suo cellulare e appena trovo un attimo gli faccio un colpo di telefono.

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Se solo una decina di anni fa qualcuno ci avesse predetto che la sinistra italiana non avrebbe più avuto rappresentanza parlamentare, che la presidenza del consiglio sarebbe stata nelle mani di un impresario di avanspettacolo, che si sarebbe ricostituita la Democrazia Cristiana, sia pure in una versione annacquata e molto più a destra rispetto all’originale, che lo spirito di rivolta riformista e rivoluzionario del paese sarebbe stato incarnato da un ex commissario di polizia, poi magistrato forcaiolo con evidenti limiti espressivi e paurose sbandate fasciste, avremmo cercato di distrarlo e chiamato di nascosto il 118 (che non esisteva ancora).

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Come scrissi un po’ di tempo fa, ci si aspetterebbe che un personaggio come Berlusconi, uno coi miliardi (di euro), con giornali, televisioni, flotte di aerei privati, grattacieli, case e palazzi in tutto il mondo, schiere di servitori, potenti amicizie internazionali e ogni altra cosa che una persona ordinaria come me non riesce nemmeno lontanamente a immaginare, sia al di sopra di certe cose e che abbia decine e decine di galoppini pronti a svolgere le faccende meno importanti e i lavori sporchi al posto suo.

Invece no. Silvio è e rimane quello che è sempre stato. Un piccolo impresario di rivista d’avanspettacolo. Certo, ha fatto la grana, anzi i dané. Certo, ha fatto successo, ma in fondo non è mai cambiato veramente. E’ il quadro desolante e squallido che emerge dalla seconda tranche delle intercettazioni dei colloqui di Silvione con Agostino Saccà che l’Espresso, senza alcuna pietà per la nostra dignità nazionale, ci propone oggi.

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Archiviata fino a nuovo ordine la questione Alitalia con l’erogazione del prestito ponte in attesa che il bubbone scoppi, cancellato il problema energetico con la promessa delle centrali nucleari da vedere in funzione tra dieci anni (nel frattempo ci pensa Robin Hood), liquidata la questione sicurezza con tremila militari distribuiti nelle città, risolto il problema monnezza facendola scomparire dai giornali (e se resta per strada chi se ne frega), abolita l’ICI , Silvio Berlusconi ritiene di aver assolto i suoi obblighi elettorali nei primi novanta giorni di governo e di aver diritto, adesso, ad usare i restanti 57 mesi di legislatura per fare liberamente i fatti suoi.

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