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La ninja di De Bortoli

21 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Oltre il Confine

Il Corriere della Sera continua a pestare sulla minaccia iraniana, con risultati imbarazzanti. Ai lettori dell’edizione di domenica propina un lungo articolo intitolato “Navi iraniane nel Mediterraneo Gli ayatollah mostrano i muscoli“. Il problema è che i presunti muscoli sono poca cosa: una vecchia nave da guerra (nella foto) accompagnata da una cisterna.

Niente di paragonabile alla quinta flotta americana che fa base in Bahrein o alla sesta flotta che s’affaccia periodicamente nel Golfo Persico, una pinzellacchera persino in confronto alle squadra navali inviate nel Golfo da Francia e Gran Bretagna. Ma sono gli iraniani che sono minacciosi, così minacciosi che le autorità saudite non hanno avuto difficoltà a concedere loro l’attracco del porto di Jeddah, ma su questo il Corriere sorvola.

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Vajont.Info: Censura Preventiva Grazie a Paniz e Scilipoti

18 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione

E se la mafia è una montagna di merda…i Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine!

Per la presenza di questa frase, ora pubblicata su Repubblica.it e altri siti (Repubblica, Unità, Beppe Grillo), un giudice di Belluno ha chiuso l’intero portale dedicato alla memoria della tragedia del Vajont (Per un articolo di MC sulla tragedia del Vajont leggi qui. N.d.R.)

Il gravissimo sequestro è preventivo, secondo il GIP la frase è offensiva, ma il reato non è ancora stato giudicato. Intanto si oscura un sito e con esso gli altri che stanno sullo stesso server, ordinando a 226 internet service provider italiani di bloccarlo. Una mobilitazione e una spesa degna di miglior causa, ma soprattutto una procedura assurda, ingiustificabile anche se si fosse di fronte al peggiore insulto, perché la questione dev’essere risolta in maniera diversa, senza andare ad inficiare i diritti di molti altri utenti della rete e a procurare loro danni assolutamente ingiusti e ingiustificabili.

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Apple: Si Sfrutta per Ingordigia. Quanti Schiavi Vale il Tuo IPhone?

14 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Oltre il Confine

Dopo una serie di articoli sulle maggiori testate americane che attribuivano la responsabilità delle pessime (eufemismo) condizioni di lavoro negli stabilimenti Foxconn a entità impalpabili come il mitico “mercato” o ad altri attori del sistema, persino ai consumatori, Fair Media Watch ha fatto i conti in tasca ad Applee “scoperto” che gli specialisti chiamati a commentare il fenomeno non hanno sistematicamente preso in considerazione il fatto che Apple faccia utili molto superiori e quelli dei suoi concorrenti e che quindi possa tranquillamente spendere di più per prodotti costruiti senza infliggere sofferenze e pericoli alla manodopera E senza per questo dover aumentare il prezzo dei propri prodotti.

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Hamza Kashgari già deportato in Arabia Saudita

13 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Le autorità malesiane hanno confermato la deportazione di Hamza Kashgari, il giornalista saudita finito al centro di uno scandalo a causa di alcuni messaggi su Twitter, considerati blasfemi e offensivi per Maometto dai fanatici che governano il suo paese. Autorità che hanno immediatamente spiccato un mandato d’arresto e, evidentemente, fatto pressione sulle controparti malesi perché fosse catturato e deportato velocemente. Anche la Malesia è un paese musulmano e il governo è in ottimi rapporti con i Saud, lo hanno caricato su un aereo privato, con tanti saluti al tentativo del suo avvocato di fare appello.

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Diritti umani a geometria variabile

Riferisce Amnesty International della condanna di un gruppo di sedici persone in Arabia Saudita, colpevoli di aver provato a costituire un’associazione per la difesa dei diritti umani. Pene da cinque ai trent’anni, aggravate dal divieto d’espatrio a fine pena. I tapini avevano espresso pubblicamente la loro intenzione e provato a raccogliere fondi, per questo sono stati accusati anche di riciclaggio.

In Arabia Saudita ci sono migliaia di persone incarcerate, che legittimamente si possono  definire prigionieri politici e la loro sorte è conosciuta e discussa solo da alcune associazioni umanitarie esterne al regno, dove la libertà di stampa non esiste e la rete è pesantemente censurata. Quelli più fortunati hanno  avuto la possibilità di fuggire all’estero e vi restano in esilio.

Situazione identica a quella del Bahrein, scivolato alla pari con la Corea del Nord nell’annuale classifica sulla libertà di stampa, dove ormai da un anno il governo e i suoi mercenari stranieri reprimono le quotidiane proteste di un popolo che non è per niente disposto a mollare, nonostante le clamorose brutalità del regime, che reprime qualsiasi manifestazione nel sangue.

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Propaganda verso il Sudamerica

25 gennaio, 2012 di  
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Un giornale di Miami (il Miami Herald) riporta un articolo del Committee to Protect Journalists, una ONG che si occupa appunto della salute dei giornalisti e che monitora le violenze e gli abusi di cui sono vittima in giro per il mondo. Nell’articolo, parlando di Sudamerica, si punta il dito su Nicaragua, Ecuador e Venezuela, che al momento hanno governi non esattamente graditi a Washington.

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Israele deve assassinare Obama

22 gennaio, 2012 di  
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Questo è l’astutissimo suggerimento pubblicato qualche giorno fa nell’editoriale di un quotidiano americano poco noto, l’Atlanta Jewish Times, che come dice il nome si offre per voce della comunità ebraica.

Secondo Andrew Adler, l’autore dell’articolo e direttore del giornale, Israele avrebbe tre possibilità per contrastare l’Iran: bombardarlo, bombardare preventivamente Gaza e Libano o uccidere Obama in modo che possa essere sostituito dal vice-presidente

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Time Magazine: Israeliani i killer degli scienziati iraniani

15 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Dopo che Foreign Policy ha rivelatocome Israele abbia arruolato e finanziato il movimento sunnita Jundallah perché compisse attacchi e attentati in Iran, oggi è la volta di Time Magazine a far correre sudori freddi a Gerusalemme e Tel-Aviv, accusando pubblicamente Israele d’essere responsabile della mattanza di scienziati iraniani vicini al programma nucleare persiano.

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Israele è uno stato terrorista

14 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Oltre il Confine

A sostenerlo è una delle bibbie dell’establishment americano la rivista Foreign Policy, che cita fonti della CIA. Secondo le fonti, i servizi segreti israeliani si sarebbero finti agenti americani per arruolare e armare il gruppo iraniano di Jundallah, estremisti sunniti vicini ad al Qaeda e già autori di numerosi attacchi terroristici in Iran, che hanno le loro retrovie in territorio pachistano, dove neppure sono benvenute.

La CIA era finita sotto accusa per alcuni attentati di Jundallah tra il 2007 e il 2008, ma aveva smentito fin da subito ogni contatto con la formazione estremista. Un’indagine non troppo difficile aveva portato alla scoperta degli israeliani, che incuranti dell’attenzione americana avrebbero continuato fino ai giorni nostri, a Londra come altrove, a rifornire di denaro Jundallah e a utilizzare il gruppo per attacchi mirati al regime iraniano o per veri e propri attentati con auto-bomba mirati a seminare il terrore tra i civili.

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Il Corriere della Sera Vs. Mentecritica & Mazzetta

12 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Sono in sincero imbarazzo.

Ferruccio De Bortoli ha risposto in maniera originale al mio post qui sotto:


Ora, il sito Mentecritica ha un account Twitter @mentecritica che non riceverà mai alcun input da questo messaggio di De Bortoli, acci dentalmente spa ziato. Anche i follower del nostro potrebbero finire sulla timeline di @mente per cercare a cosa si riferisca De Bortoli.

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Ferruccio De Bortoli, direttore irresponsabile e furbetto

11 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane

Ferruccio De Bortoli è il direttore responsabile de Il Corriere della Sera, venerabile testata italiana che contende a La Repubblica il primato delle copie vendute. Per questo ha senso richiamarlo alle sue responsabilità di direttore, ancora di più di quanto non ne abbia fare lo stesso con Mario Calabresi de La Stampa e con i direttori di altre testate minori. Perché certe narrazioni tossiche finiscono per avere effetti devastanti, alimentando ignoranza e razzismo.

Diversamente da quanto accade con le più autorevoli testate internazionali e in particolare con quelle anglosassoni, i giornali italiani non hanno figure come quella del “garante dei lettori” e sono particolarmente refrattarie a riconoscere errori o la pubblicazione di veri e propri falsi.

Quando accade la scelta dei loro irresponsabili direttori è una e una soltanto: far finta di niente.

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Gli F35 per Fare la Guerra a Chi?

Si discute molto sull’acquisto degli F-35, ma volano dati poco verificati e come spesso accade la discussione si frammenta e si perde in mille rivoli senza cogliere la questione nel suo quadro d’insieme.

Bisogna prima di tutto partire dalla considerazione per la quale attualmente l’aviazione italiana dispone di un numero di aerei che la pone tranquillamente tra le prima dieci al mondo, pur con tutte le difficoltà nello stilare classifiche del genere.

Poi bisogna considerare che il nostro paese, oltre ai 131 F-35, ha già ordinato 96 Eurofighter (nella foto)e che i due ordini insieme porterebbero a oltre 200 il numero di aerei di ultima e penultima generazione in carico ad aeronautica e marina.

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La Grande Bufala degli Animali Morti per i Botti

Non erano 5.000, ma 500 e quest’anno secondo la stessa associazione sono molti di meno. E poi: “Solo nei prossimi giorni comunque – evidenzia l’Aidaa- sarà possibile fare il quadro completo della situazione in relazione anche alle altre specie di animali (specialmente piccoli animali domestici e del bosco) rimasti uccisi o fuggiti“. Ma ovviamente nessuno ha corretto la prima affermazione, che è ancora lì dov’era.

Frase che, insieme alla fretta di cavalcare la notorietà, odora di farsa, visto che è abbastanza inverosimile che nei boschi muoiano gli animali per i botti e che qualcuno possa contarne i cadaveri riconducendone la causa della morte ai botti.

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I sindaci con i botti in testa

1 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Ispirati dall’appello di una piccola associazione per la difesa degli animali, numerosi sindaci hanno vietato i fuochi d’artificio a capodanno. Un provvedimento che desta molte perplessità,  a partire proprio dalla pretesa dell’associazione animalista, preoccupata del benessere degli animali domestici.

Animali che prima di qualsiasi altra considerazione non dovrebbero passare la vita rinchiusi in appartamenti, pratica che invece non raccoglie alcuna critica o stigmatizzazione da parte della stessa associazione promotrice o di altre, piuttosto inclini invece a celebrare “l’amore per gli animali” che condanna milioni di esemplari a una vita da reclusi tra quattro mura o in una gabbia.

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Dagli USA uno schiaffo a Marchionne

Incensato e leccato, l’amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne chiude l’anno ricevendo un dispiacere da  24/7 Wall Street, sito statunitense dedicato ai temi economici, che piazza la FIAT 500 al sesto posto della poco onorevole classifica dei flop commerciali dell’anno.

This year, Fiat released its new 500 — a three door car that is under 12 ft. long. The car was expected to be a big seller, rivaling BMW’s Mini. Even before the car’s launch, however, detractors were predicting failure. Alan Mulally, CEO of Ford (NYSE: F), stated in Panorama magazine, “I do not see large market in the U.S.A. for a smaller car than the Fiesta. Those that tried failed.” He was right. According to online magazine DailyTech, “Fiat expected to sell 50,000 500s during 2011 in North America. Through the first seven months of 2011, Fiat sold fewer than 12,000.” Sales were so poor that Chrysler Group, which manages the Fiat brand in the United States, ousted U.S. chief Laura Soave this past November.

Un piazzamento che rappresenta l’ennesima impietosa dimostrazione del fallimento delle politiche commerciali della FIAT a cavallo dell’Atlantico, ora solcato da bastimenti che portano in Europa i vecchi modelli Chrysler e negli USA la vetturetta FIAT, senza tuttavia riuscire a suscitare l’interesse della clientela.

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Le bufale sulla rivoluzione islandese nascono in Italia

Sembra incredibile, ma anche nel 2011 con la piena disponibilità di potentissimi canali per chiunque voglia informarsi, c’è ancora gente che capisce poco o niente di quello che accade e immediatamente sale in cattedra per istruire chi sia messo anche peggio.

Così da tempo circola una ricostruzione di fantasia che vuole che l’Islanda abbia rinnegato il suo debito, rifiutandosi di rimborsarlo. Circola diffusamente e fa danni come tutte le bufale che portano l’opinione pubblica a costruirsi false credenze e a vivere in realtà di fantasia, non meno di quanto accada, ad esempio, ai sedotti dalle sirene del berlusconismo.

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