Articoli di la Donna Cannone

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Oggi pomeriggio camminando in centro ho visto una cosa allucinante. C’era una donna, giovane, forse indiana, incinta. Stava accucciata a terra, con un bicchierino di plastica per l’elemosina.
Mi è parso allucinante che nessuno si fermasse a chiedere come stava, se aveva bisogno di qualcosa. Non so se il fatto che fosse incinta mi ha fatto sembrare la cosa più grave.

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Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio.

Parole che grondano lacrime.
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.


Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave
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29/07/2008.- Mi agito sulla sedia, sventolando il ventaglio - un po’ per il caldo e un po’ per darmi un tono… Sto aspettando Magdi. Sì, proprio lui Madgi Cristiano Allam.
Comano Terme: varco in trepidante anticipo la soglia che mi separa dall’incontro. Mi sono messa un po’ in ghingheri. Sarà un appuntamento indimenticabile, nella cornice di questa natura rigogliosa ma casta.

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Tornando dal lavoro ho sentito un pezzo struggente di Battisti. Ho ricordato la mia ex suocera, con cui condividevo questa passione. Battisti ha cambiato l’Italia; lei, parte della mia vita.
Battisti non aveva un blog, ma la sua musica è immortale.

A. aveva un blog. Mi rattrista sapere che è morto senza vedere un’Italia più civile. Ma le sue idee, le sue parole, le sue denunce e aspirazioni fluttuano nel web.

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Paura.
Mi fa molta paura l’idea di ridurmi così. Appoggiata come un vecchio straccio su una sedia a rotelle, guardando il mondo da un vetro. Undici anni di albe e di tramonti sottovuoto. Mani nodose, anche accartocciate.
Anche oggi l’impresa è attraversare lo stuoino, prima un piede e dopo l’altro, per approdare, sfiancata e tremolante, alla sedia di cucina.

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Il Museo del comunismo è in pieno centro a Praga.

Praga, invasione russa, 1968

Pare sia unico al mondo. Sta sopra un McDonald, a lato di un casinò, vende magliette griffate ed ha un bookshop. Aperto nel 2001 o forse nel 2002 da un imprenditore americano titolare di negozi di bagel ebraiche a Praga, è un business in piena regola. Fortemente di parte, un po’ scarno, superficiale e propagandistico. Induce a pensare a quanto si sta bene nel capitalismo mostrando alcuni aspetti aspri e corrosivi del comunismo: propaganda tipica da americano medio. E io, che quasi temevo che mi avrebbero chiesto nome e cognome, all’acquisto del biglietto… Ponf! Schedata! (e adesso chi ci torna, in Italia, mo’ che risorge anche il Berlusca?)

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morteP E S A N T E
Varco questa giornata di tiepido sole con tutta la corpulenta pesantezza del mio essere su toni cimiteriali che come mosconi mi ronzano in testa da settimane…
Risorta dal tumulo del mio ufficio sepolcrale, i pensieri corrono a sfracellarsi sulla tastiera.

Anche gli animali temono la morte.

La fiutano, la sfuggono, la soffrono.

Ogni respiro è un passo verso la morte.

Ogni mattina è una scommessa.

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Girotondo delle scrivanie. Poco tempo fa sono stata a colloquio con il direttore dell’azienda dove lavoro. Il mio contratto a breve scadrà, e – per motivi non solo lavorativi, non so se augurarmi un rinnovo o meno. Ma non è di questo che voglio parlare: ieri sera ho sentito un servizio di un TG locale che decantava le iniziative di una cassa rurale di un paese della provincia, che insieme alla Provincia stessa e a vari assessorati, ha finanziato borse di studio e master all’estero per studenti volonterosi, i cui promotori affermavano che è importante che questi giovani si affaccino all’esperienza internazionale, che sono meritevoli, e che si sono registrate assunzioni soddisfacenti di giovani ben formati e professionali. Continua a leggere »

Il Nicaragua si fa sempre più allettante, ma siccome non posso partire, per ora RESISTO. Dal mio sofà virtuale vi invito a sbocconcellare ghiotte pietanze di vizi e peccati italioti cotti a fuoco lento. Ecco il menù: purea di becera ignoranza, flan di beotaggine e magagne gratin, compôte di stupidità ed entrecôte di ignoranza al sangue.

 

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