Ho Visto Cose che Voi non Romani…
4 giugno, 2010 di Jules Winnfield
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Io ne ho viste di cose che voi non romani non potete nemmeno immaginare.
Ho visto una ragazza, tifosa romanista dai grandi occhi scuri sempre lucidi per la tensione, ascoltare quotidianamente i rapporti radiofonici che parlavano di Totti, del suo gesto, dei due pollici rivolti verso il basso. Tutto questo noncurante del fatto che tutto il suo piccolo mondo stava precipitando nella medesima direzione. Un lavoro già precario che cominciava a scricchiolare e franare. Ma tant’è…
Ho sentito di una riappacificazione storica tra due eterni rivali, due voci autorevoli in perenne conflitto che si sono finalmente riunite per il bene comune, per la Causa. Rete Sport e Centro Suono Sport. Il tutto mentre i poteri forti, quelli veri, se la suonano di santa ragione davanti ai media ma soprattutto dietro.
Ho visto mille valorosi affrontare con coraggio una manifestazione “” per sostenere i loro diritti, per denunciare i terribili soprusi ai quali sono sottoposti. Ingoiano tutto quotidianamente, poi arriva il fine settimana e giustamente devono rivomitare tutto.
Ho visto un uomo lavorare sul pavimento di una stazione della metropolitana e altri cinque intorno che controllavano, constatavano, consideravano. Ne ho visti tanti. Operai (pochi) al lavoro e operai (tanti) con la paletta e la bandierina a dirigere il traffico che non si può dirimere. Impiegati dietro al banco e impiegati fuori a fumare. Però parlanti e constatanti sulle questioni vitali (vedi sopra)

uno lavora, 5 stanno a guardare
Ho visto zingari bistrattati e insultati ma solo quando non devono attacchinare i manifesti.

si commenta da sola

Che dire
MavaffancOla!

Odio
10 febbraio, 2010 di Jules Winnfield
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere
Tutti i numeri si credono primi, ovvio.
Sei una nullità ma non puoi ammetterlo, non vuoi crederci, ti senti altro, grande, importante.
Come puoi sapere di non essere il vero te? Se non ricordi altro, se non sai altro, se non provi altro non sei altro. Tu hai paura di essere te stesso. Tu non vuoi accettare quello che sei.
Esiste forse una realtà unica? Una verità vera? Tu sei fermo ad una filosofia fuori dal tempo. Questo tempo.
Oggi tu puoi essere quello che vuoi, basta che accetti quello che sei, i tuoi limiti. Se sai stare al tuo posto, accontentarti di vivere al massimo la vita che ti è stata concessa, questa tua unica e sola vita, allora avrai trovato la pace e la serenità. Leggi il resto
Analisi Del Potenziale Genomico
1 giugno, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Caffè nel Deserto, Democrazia e Diritti, latest, Oltre le Righe
Luce che rubi la vita agli insetti.
Morte senza figli.
Aspetto un giorno più chiaro fingendo che la fine non esista.
Poggio la testa sul cuscino e un sonno amico mi salva la vita, la mia unica vita.
La scritta campeggia rossa sullo sfondo uniforme di neon bianco. Entro.
Altro neon, moquette, pochi elementi di arredamento, un bancone. Divanetti sparsi su una superficie vastissima.
Attraverso il nulla moquettato mi avvicino al bancone e porgo alla figura dietro al bancone la fiala che contiene il mio sperma.
La Solitudine degli Uomini Primi
16 maggio, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in latest, Vox Dei
Noi siamo i figli prediletti del grande Uno, noi siamo come i numeri primi. Uguali tra di noi ma diversi.
Noi viviamo tra voi, noi siamo come voi.
Tu forse sei uno dei primi, ma non lo sai. Io ti sto cercando.
I pari sai già che sono diversi da te. Tu sei dispari.
Il Due è l’unico pari tra i primi, il Due è la perfezione irripetibile, non sono io che ho trovato lui.
E’ stato lui a trovare me.
Mi presento, io sono Tre. .
Caffè Amaro del 12/05/09 – Macchiato
12 maggio, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Caffè Amaro, latest, Oltre il Confine
Un caffè amaro e macchiato - di sangue – per tutti i benpensanti. Per coloro che hanno il diritto di indignarsi e soffrire e appendere bandiere alle proprie finestre, adesivi sulle loro auto, banner sui loro blog.
. Ma sono bambini per i quali non è attivo nessun numero di telefono con il quale mondarsi l’anima con un euro via sms (due per chi chiama da rete fissa Telecom Italia). Sono bambini per i quali non vale la pena di digitare qualche migliaio di caratteri di retorica lacrimevole perché sono bambini che non portano accessi o visite se non quelli, ben poco graditi, dei loro parenti che fuggono dalla “lacrima dell’India” in cerca di pace ed un futuro migliore.
Amore Naufragato
11 aprile, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Caffè nel Deserto, Cuore di Tenebra, latest
Il vento scala la scogliera e scuote piccoli fili d’erba e margherite sottili. Sui recinti corrosi dalla salsedine ciuffi di lana grigia si intrecciano con altri più candidi di agnelli infanti. Procedo lungo il sentiero come un ubriaco. Non riesco a porre un piede dopo l’altro, raffiche di vento rendono incerto il mio cammino e la mia attenzione è fugace ed incostante, anch’essa scossa violentemente dalla bellezza selvaggia di questi luoghi e di Lei che suona per le onde.
La sera scivola implacabile tra i fiori selvatici. Un altro giorno è fuggito e non ritornerà. Si alza la marea.
Amore Incidentale
3 aprile, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Supervisore con funzioni di controllo sugli scontri automobilistici in Italia con delega esclusiva limitata ai soli casi mortali. Si potrebbe considerare una promozione ma non lo è. Un turno massacrante: 14 casi al giorno, uno ogni ora e mezza, tutti i giorni. Ma non è quello. Trattasi di questione non incidentale ma di punizione prevista e già scritta, una punizione per la mia debolezza. Inevitabile oramai, ma avrei potuto evitarla.
Vedrò morire migliaia di persone ma non sarò io ad ucciderle né potrò salvarle. Ecco che arrivano gli angeli di lamiera, il frutto di un amore perverso, affamati ed insaziabili. Si comincia. Leggi il resto
Perché Ceylon non è Gaza
10 marzo, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest, Oltre il Confine
Mario è venuto in Italia per rubare il lavoro a qualche giostraro romano. E già che c’era gli ha rubato anche il nome. Il vero nome di Mario è un impronunciabile nome cingalese. Me lo ha detto e ripetuto tante volte alla fine ci ho rinunciato, uno scorrere di suoni che fa inceppare la lingua e che si ricollega ad una delle migliaia di divinità indù. Forse per questo ha scelto per sé il nome della Madre di Dio.
Mario è sempre sereno e sorridente, anche quando soffia forte la tramontana o piove e lui se ne sta lì a mandare avanti il suo baraccone triste e grigio, triste come solo un luna park senza bambini può essere.
Amore Passeggero
14 febbraio, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Il mio è un lavoro sporco. Di quelli che qualcuno deve pur fare. Oggi sono salito su un treno per osservare la mia preda, aspettando il momento giusto per agire. Aveva dei bei riccioli morbidi color mogano, un nasino sottile e un cerchietto d’argento sul sopracciglio sinistro che rifletteva la luce del sole al tramonto. Parlava al telefono.
Non puoi immaginare cosa m’è successo! … no, no… no, non c’entra niente. Ascolta: stavo camminando mentre leggevo il libro… sì quello di Baricco… (ride) sì infatti ad un certo punto vedo la punta di queste scarpe, allstar, e penso “ecco adesso vado a sbattere!” invece (guarda fuori) invece vedo che c’è questo ragazzo che sta leggendo anche lui e si sposta… Lì per lì non ci penso ma dopo qualche passo mi giro. S’è girato pure lui! Stavamo leggendo lo stesso libro, lo stesso sì! Anche allo stesso punto, ti rendi conto? … no, non ci ho parlato… sì, allo stesso punto, più o meno, ho visto quante pagine… no, non lo conosco… sì.. era carino, piuttosto alto con gli occhialetti da intellettuale… … … e che cosa abbiamo fatto poi? niente. Cosa dovevamo fare? Io non riesco ancora a crederci… non lo so… sì, non è della mia facoltà, credo. Però sicuramente viene all’università… come? va bene, va bene, ci sentiamo dopo. Dovevo troppo raccontarti questa cosa! ciao ciao.
Ha infilato il telefono nella borsa e tirato fuori il libro, che non ha aperto. Come per cacciare un improvviso brivido lo ha stretto al petto guardando il mondo oltre il vetro sporco. Il sole era sparito definitivamente dietro ad un palazzo, la metropolitana vomitava altri passeggeri nella nostra carrozza. Avrei dovuto agire in fretta ma sono rimasto come paralizzato a guardarla. Era raggiante, l’unica figura a colori in un mondo grigio. Avrei dovuto fermare il suo giovane cuore ma non ce l’ho fatta. Sarò punito duramente per questo ma non mi importa. Già so che quando i miei occhi ciechi si inabisseranno nelle profondità dell’Acheronte la profondità di quello sguardo d’amore mi darà la forza di sopportare il mio supplizio.
( X, 69) L’amore vince ogni cosa, anche noi cediamo all’amore.

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Gaza: il Diritto di Fregarsene
19 gennaio, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Cazzotti, latest
Un articolo chiedeva di prendere posizione su Gaza. L’ho fatto, la mia posizione è stata questa: una mano saldamente ancorata alla tavoletta del cesso, l’altra sulla fronte. E giù a vomitare.
La guerra è eterna. Ogni giorno qualcuno muore di morte violenta tra l’indifferenza generale ed è così da quando fu creato il mondo. La guerra entra nella nostra vita quando una mina made in Italy ci fa saltare un arto e, purtroppo, non ci uccide. O quando la lama di un demone a cavallo si abbatte sulle gole dei nostri figli.
Un tempo sapevamo di guerre lontane quando erano già finite e non fingevamo nemmeno che ce ne importasse qualcosa.
Oggi mandiamo i nostri occhi meccanici a fare il lavoro sporco mentre noi, comodamente seduti davanti ad uno schermo illuminato, ci battiamo il petto. Così sulle testate dei quotidiani nazionali e giù fino alla miseria dei blog di provincia.
