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Mario Monti: Funerale Senza il Morto

10 novembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Che questo fosse il “governo degli annunci” lo sapevamo già, sono 17 anni che vive di annunci. Annunci che gli italiani si sono bevuti sempre allegramente, senza poi preoccuparsi di andare a verificare, a posteriori, se a questi fossero seguiti dei fatti. Strana gente gli italiani…
Non stupisce quindi che anche per la sua (definitiva?) dipartita ricorre alla tecnica dell’annuncio: il governo si dimetterà tra qualche giorno. E intanto? In questo (breve?) lasso di tempo ci cucinerà la legge finanziaria, un piatto già annunciato come assai indigesto. Sono pronto a scommettere che dentro ci finiranno cose inimmaginabili, oltre che completamente estranee al bilancio dello Stato, utili a sistemare gli ultimi affarucci di Sua Bassezza. Ma io sono cattivo e penso sempre male, quindi non faccio testo.
Resta da vedere come voterà la (presunta?) opposizione, dal momento che, con i numeri visti alla Camera martedì, il gioco è in mano loro: se voteranno a favore avranno garantito la buonuscita di Berlusconi, se voteranno contro gli assicureranno un altro po’ di tempo a palazzo Chigi. Probabilmente ha ragione chi vede nell’annuncio delle dimissioni la trappola perfetta: alla faccia di chi pensa che il soggetto non sia un politico capace.

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è morto mario monti - e morto mario monti -

L’Europa getta la maschera: la paura della democrazia

3 novembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Oltre il Confine

Ieri George Papandreou, primo ministro greco, ha annunciato che indirà un referendum per chiedere ai cittadini se sono d’accordo con il pacchetto di misure imposte dall’Europa in cambio degli aiuti economici.
Viene da dire: “Wow, finalmente ci si ricorda della democrazia, della volontà dei cittadini, della sovranità popolare…” E via di seguito, con il pensiero all’Islanda, a sognare di una mitica “Europa dei popoli”. Già, il popolo…
Vi risulta che qualcuno si preoccupi del popolo? Ovviamente no. Il popolo (greco, italiano o di qualsiasi altra parte del mondo) non conta né ha mai contato niente nei giochi politici ed economici portati avanti da “quelli che contano davvero”; è solo una massa informe a cui vendere periodicamente le proprie promesse da marinaio, e a cui distribuire qualche briciola per mantenerlo sotto il proprio controllo.
Forse Papandreou è diverso? Forse non è il solito politico che si occupa degli affari suoi e dei suoi amici, fingendo di occuparsi del popolo? Di sicuro non è un politico di primo pelo, né uno stupido: sociologo, figlio e nipote di primi ministri, ministro lui stesso diverse volte, è senz’altro uno che ben conosce i meccanismi della politica e del potere. E sicuramente sapeva perfettamente ciò che faceva quando ha fatto un annuncio del genere. E ne conosceva le conseguenze.

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Italia Fallita, Se Questi Sono i Nostri Paladini…

2 novembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Oltre il Confine

Ieri sera sentivo in TV uno di questi sondaggisti (non ricordo il nome né la rete, ma non è importante) dire che in momenti di crisi le persone si attaccano ad alcune figure capaci di dare sicurezza, e che di solito questi personaggi sono al di fuori dai tradizionali schieramenti politici. Sicuramente vero, mi sembra una cosa normale. La conclusione era che gli italiani in questo momento vedono in Napolitano e Draghi le due personalità più affidabili, quelli a cui sarebbero capaci di consegnare il proprio destino.
Napolitano? Draghi?
I casi sono due: o il sondaggista in questione non sa fare il suo lavoro, oppure gli italiani si sono rincoglioniti definitivamente. Sinceramente mi piacerebbe credere alla prima ipotesi e chiudere qui la faccenda. Purtroppo temo che sia vera la seconda, e questo richiede alcuni approfondimenti.

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E’ Ufficiale la Grecia è Fallita. I Prossimi in Lista Siamo Noi

Si affannano tutti ad abbellire la cosa, a trovare espressioni diverse e, più in generale, a mantenere il tutto sotto tono per evitare che le persone si rendano realmente conto di ciò che è successo. La verità nuda e cruda però è tanto grave quanto semplice: la Grecia è fallita.
Dopo una trattativa che, a quanto pare, è stata piuttosto dura, il debito greco, pari complessivamente a circa 350 miliardi di Euro, è stato tagliato di un centinaio di miliardi. Il che non significa, ovviamente, che la Grecia lo ha rimborsato e quindi estinto, ma che i creditori lo hanno dichiarato perso, per cui accettano un rimborso parziale dei titoli che possiedono.
E quando un soggetto non paga i propri debiti, c’è poco da fare giri di parole: é fallito.

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Fascismo 2.0

Diciamolo senza ipocrisia: il fascismo che l’Italia ha vissuto tra le due guerre, quello degli anni 20 e 30, quello di Mussolini, era onesto. Non buono, non accettabile, ma onesto. Era violento, prevaricante, antidemocratico, spregevole; ma si presentava con la sua faccia, non si nascondeva, non aveva paura di farsi vedere per ciò che era, non era ipocrita. E lo si doveva accettare in maniera totale, senza eccezioni, facendo dell’obbedienza cieca una virtù.
Per chi si opponeva, o anche solo pretendeva di ragionare con la sua testa, erano cavoli amari, e tanti ci hanno anche sacrificato la propria vita. Ma erano consapevoli, perché sapevano esattamente cosa avevano di fronte.
Oggi no, oggi abbiamo la democrazia e tutto questo non esiste più; abbiamo le libertà costituzionali e possiamo tranquillamente pensare, dire e fare quello che vogliamo. Con qualche limitazione ovviamente, che l’esercizio della propria libertà richiede necessariamente il rispetto della libertà altrui. Così per esempio si può contestare il governo ma non il potere finanziario a cui il governo fa da cameriere, perché il governo si può cambiare senza problemi ma lo stesso non si può dire dei suoi manovratori.

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Default Italia, 28 Giorni al Fallimento: Il Discorso di Berlusconi e gli Ultimi Giorni del Titanic

I segnali ci sono tutti. Ormai non manca molto. Questo governo non avrà vita lunga: sono sempre meno quelli disposti a sostenerlo e da ogni parte arrivano pressioni affinché si metta la parola “fine” ad una situazione non più sostenibile.
Chi? Gli indignati (o comunque li si voglia chiamare)? No, tutti quei bravi ragazzi che giustamente scendono in piazza ormai a ritmo continuo per protestare, e che hanno tutta la mia stima e la mia solidarietà, non c’entrano niente. Non saranno certo loro a far cadere Sua Bassezza. L’emblema di questa Italietta da quattro soldi non sarà spazzato via per ciò che ha fatto, e che gli meriterebbe sorte ben peggiore, ma per ciò che non ha fatto.

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Prodi: Quando la Verità si Dice per Caso

12 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Ieri sera, facendo zapping, ho seguito tre minuti della trasmissione su La7 in cui Romano Prodi ha tenuto una specie di lezione ad un gruppo di ragazzi. Una ragazza greca gli ha chiesto cosa pensava della situazione del suo paese. La risposta di Prodi è stata illuminante.
Ha detto che il bilancio della California (nientepopodimenoche) è messo peggio di quello della Grecia. E voi pensate che da quelle parti si preoccupino della cosa? Niente affatto. Con il suo sorriso bonario il professore ha spiegato che gli Stati Uniti sono… uniti (che deduzione!), e questo gli fornisce una rete di sicurezza. Forse nessuno ha avvertito Prodi che il Minnesota è fallito alcuni mesi fa, lasciando a casa 24.000 dipendenti pubblici. Forse che la rete di sicurezza statunitense non arriva così a nord? Oppure alcuni stati sono meno uniti degli altri? Mah…

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Uscire dalla terza guerra mondiale senza entrare nella quarta

La guerra continua. Continua e si allarga. Dopo la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e l’Italia, è la volta della Francia che vede colpite alcune delle sua banche principali . Qualcuno si è sorpreso, ma la verità è che di fronte al caos totale in cui viviamo, nessuno può considerarsi veramente al sicuro. Neanche la Germania, e qualcuno anche da quelle parti comincia a capirlo.
Nel frattempo in Italia si preannuncia la quarta manovra finanziaria del 2011; come era evidente anche ad un osservatore poco preparato come me, le precedenti non sono bastate. Come pure non basterà questa. E’ curioso come a nessuno venga il dubbio che se le manovre finanziarie non funzionano magari c’è da fare qualcos’altro, qualcosa di completamente diverso. O meglio, chi di dovere lo sa benissimo, però non ce lo dice perché evidentemente persegue fini diversi da quelli dichiarati; mentre noi, parco buoi, ce ne stiamo tranquilli nella stalla a muggire che “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità” oppure che “abbiamo bisogno di meno stato” e così via.

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se l\euro sparisse -

Partito Democratico… ma anche no

16 settembre, 2011 di  
Archiviato in Leggere

Partito Democratico
Parzialmente Democristiano
Potrebbe Dominare
Preferisce Dormicchiare
Prevedendo Domani
Plebisciti Devoti
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Terza guerra mondiale: i nodi vengono al pettine

8 settembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia

Ci provo. Voglio tentare di fare un po’ d’ordine, che in mezzo a questo casino non ci si capisce più niente. E sì che l’Italia ne ha passati di momenti duri, ma ho l’impressione che il senso di smarrimento e la paura del futuro non siano mai stati tanto forti.
Dunque, come ogni azienda grande o piccola che sia, ma anche come tante famiglie, ogni anno lo Stato fa il bilancio preventivo: stabilisce quello che andrà ad incassare l’anno successivo e decide come utilizzare quei soldi. Il tutto si traduce nella legge di bilancio, la cosiddetta “finanziaria”. Quella di quest’anno era la legge 220 del 13/12/2010.
Poi a luglio, quindi dopo soli sette mesi, si è resa necessaria una manovra correttiva di circa 30.000 euro che poi, nel corso di un paio di settimane, sono progressivamente cresciuti fino a diventare quasi 70.000. Questo significa una cosa piuttosto semplice: a dicembre avevano sbagliato tutti i conti. Ma c’è la crisi. Certo, ma la crisi c’è da tre anni, quindi dov’è la novità? C’è un debito enorme che pesa. Ma va? Quello invece è lì da molto più di tre anni. La verità (ad essere buoni e non voler fare dietrologia) è che non hanno capito un tubo e hanno toppato alla grande. E, a giudicare da come l’importo della manovra di luglio è variato in pochi giorni, hanno continuato a non capire niente dei propri conti. E’ rassicurante…

 

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Storie di Merda

2 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Parola dell’Onorevole Presidente del Consiglio Dott. Cav. Silvio Berlusconi: “vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato… punto e basta” (fonte).
E se lo dice lui, che ha un osservatorio sicuramente privilegiato, c’è da crederci. Invece no, tutti a fare gli stupiti, gli indignati, gli offesi… fino a stasera. Poi domani è sabato e chi se ne ricorda più?
Il punto è che, ancora una volta, ha ragione lui. Che ci piaccia o no, l’Italia è un paese di merda. Se così non fosse ci sarebbe già qualcuno ad aspettarlo all’aeroporto per condurlo premurosamente a piazzale Loreto. Oppure, visto che il nostro ometto sta a Parigi, potrebbe raggiungerlo, che anche dalla torre Eiffel farebbe la sua porca figura.

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L’Omeopatia per Uscire dalla Crisi Finanziaria

22 agosto, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Meccanica delle Cose

Molto spesso nella storia si è scoperto che la soluzione ad un problema apparentemente complesso, era in realtà quella più ovvia e più semplice. Solo che finché si cercano soluzioni sofisticate, degne anche di grandi specialisti, è ben difficile vedere ciò che magari sta proprio davanti al naso.
Così stiamo assistendo ai patetici tentativi di governi e istituzioni di mezzo mondo per arginare la crisi, tranquillizzare i mercati, evitare il panico e, soprattutto, salvare il culo. Il proprio, ovviamente. Tentativi, appunto, patetici, perché non portano a niente: la situazione peggiora di giorno in giorno e lor signori sembrano lottare contro una diga in disfacimento armati solo con pezzetti di pongo.
E se la soluzione non fosse complicata? Se invece fosse estremamente semplice e perfino ovvia? Certo, ci vuole un cambio di prospettiva per uscire dagli schemi che, volenti o nolenti, ci siamo imposti, e soprattutto bisogna essere disinteressati per poterci riuscire. Non avendo un patrimonio da difendere, e dovendo guardare la soglia di povertà un po’ troppo da vicino, forse sono nella (fortunata?) condizione per poter guardare le cose in un altro modo.

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La Crisi, Tutto questo è Necessario. Risposte Senza Domanda: la Propaganda in Tempo di Guerra

C’è una cosa che mi lascia sgomento, anche se non del tutto sorpreso: vedere tante persone convinte che questi provvedimenti siano davvero necessari, che è giusto fare dei sacrifici per evitare all’Italia… non si sa cosa. Perché in realtà nessuno ci ha spiegato qual è il pericolo reale da cui dobbiamo difenderci. L’ennesima manovra non incide sul nostro enorme debito pubblico, mentre peserà su quelli privati delle famiglie; promette un pareggio di bilancio che se va bene significa solo un non peggioramento dei conti; non colpisce la speculazione che rimane libera di fare i suoi porci comodi; non dà alcuna credibilità al paese né al governo, ridotto ormai ad un trastullo per necrofili; non rilancia l’economia, anzi gli darà un’ulteriore mazzata; non renderà più efficiente la pubblica amministrazione che continuerà a funzionare con le sue pratiche clientelari, solo con un po’ meno fondi a disposizione.

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Trichet Scrive la Manovra Bis: Irresponsabilità Nazionale o Interessi Privati?

Allora, vediamo di capirci. Se è la BCE che impone di tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse, dilazionare le pensioni, privatizzare le aziende pubbliche e via discorrendo, allora che lo faccia la BCE. Trichet viene in Italia, si organizza una conferenza stampa in cui presenta il suo piano, firma il decreto, va da Napolitano e se lo fa controfirmare, lo fa pubblicare, poi avvia l’iter parlamentare di conversione.
Ecco, si fa così. Se veramente questo bagno di lacrime e sangue che ci aspetta è voluto dal signor Trichet, e se è una persona appena appena seria, si prende le sue responsabilità e ci mette la faccia. Altrimenti è un buffone.
Oppure non è vero che il diktat arriva dalla BCE, e allora il buffone è un altro ed è molto più vicino a noi. Ed è meglio che non se la meni tanto con “il cuore che gronda sangue” che tanto non è sangue suo, e a qualcuno potrebbero anche venire in mente strane idee: così, tanto per dare un senso di concretezza alle parole.

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Default Italia, 94 Giorni al Fallimento: In Piena Terza Guerra Mondiale

Albert Einstein diceva: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta sì: con bastoni e pietre”.
Io non so con cosa si combatterà la quarta guerra mondiale, ma sono sicuro che Einstein non avrebbe mai immaginato di vedere combattere la terza a suon di rating, titoli di stato, CDS, spread, default e cose simili.
E’ inutile girarci intorno e cercare di addolcire la pillola: siamo in guerra, la terza guerra mondiale. Una guerra strana, una guerra che (apparentemente) non fa morti, una guerra che non ci aspettavamo e che in tanti ancora non riconoscono. Ma è una guerra a tutti gli effetti. Piuttosto, la cosa originale di questa guerra è che non si combatte tra uno stato e l’altro, ma tra gli stati e un’entità anomala: il mercato. Anzi, una parte del mercato, perché anche io faccio parte del mercato quando vado a comprare la frutta. Parlo delle grandi finanziarie, delle banche, di chi dispone di enormi quantità di denaro (spesso non suo): in una parola, degli speculatori.

Questa gente senza scrupoli ha un solo scopo: guadagnare. In qualsiasi modo. A qualsiasi costo.
Ci raccontano che la speculazione attacca il nostro debito perché non abbiamo un governo credibile. Cazzate! E’ vero che non abbiamo un governo credibile, ma non è per questo che siamo nel mirino di questi assassini. A loro interessa solo guadagnare, per cui continueranno a far oscillare i nostri titoli finché gli farà comodo. La speculazione non guadagna quando i titoli stanno su o quando stanno giù, ma quando il loro valore si muove. E più si muove, più c’è occasione di guadagno.

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