Cronache dell’Ultra Terronia
14 maggio, 2008 di giusi
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane
Vivendo nella profondissima terronia, praticamente in Africa, permettetemi di spiegarvi che significano le elezioni quaggiù, dove la destra oramai imperante ha guadagnato il 70% dei voti.
Lo faccio con un esempio e per esempio immaginate che domani mattina qualcuno suoni alla vostra porta e che voi siate un amministratore che si ritiene onesto e competente, immaginate di aprire la porta ancora con la tazzina di caffè in mano e però non vi troviate nessuno davanti, troverete invece, adagiata sul vostro zerbino nuovo di zecca, una borsa di plastica sporca e puzzolente, con la punta della vostra pantofolina, a forma di panda, cercherete di capire di che si tratta, poi con aria stupefatta e un po’ spaventata, perché di certo avete capito di che si tratta, vi precipiterete nella vostra cucina dove un marito ancora addormentato starà inutilmente cercando di far bere a due figli recalcitranti il latte mattutino.

Succede da MC: I’m Lovin’It
27 aprile, 2008 di giusi
Archiviato in Consumo CriticaMente
Oltre ai dati statistici1, che rivelano i danni che un certo tipo di alimentazione può provocare, vorrei aggiungere una lapalissiana cosa: il cibo di questo nefasto fast food fa veramente schifo, mi chiedo cosa possa spingere una persona dotata di un minimo di amor proprio e di palato a desiderare di ingurgitare certe immangiabili riserve di colesterolo puro.

Il Mestiere di Insegnare: Oggi si Spiega la Storia (Speciale Lavoro)
28 aprile, 2007 di giusi
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani
Sono ventuno gli alunni della mia classe, dieci ragazze e undici ragazzi, hanno tredici anni ma se li guardi bene, non dimenticandoti di fissarli per un attimo negli occhi, ti accorgi che in realtà ne hanno molti di più. Non hanno abiti alla moda, solo straccetti del mercatino, cattive imitazioni delle grandi griffes e poi chili di gel e migliaia di mollettine ed elastici colorati. Profumi improbabili e cellulari d’ogni tipo con le cover rigorosamente personalizzate da scritte e cuori e segni multicolori. Al mattino appena arrivati è un girare vorticoso di diari piccoli piccoli, gonfi gonfi, pieni di foto e bigliettini segreti, ripiegati amorevolmente ed attaccati alle pagine interne con graffettine minuscole fucsia e rosa, gialle e blu.
Hanno lampi negli occhi che significano tante cose, promesse appuntamenti, scuse, richiami di sconcertante bellezza lanciati in giro per la stanza, senza freno alcuno. Poi parlano senza sosta, come se oggi fosse l’ultimo concesso e raccontano a tutti tutto.
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Se non Esiste un Solo Cristo
25 marzo, 2007 di giusi
Archiviato in Border Zone

Per alcuni di quelli della mia generazione, 40 anni più o meno, la Chiesa è quella imparata al catechismo di domenica, con i canti e con parroci che erano prima di tutto modelli a cui ispirarsi, la tolleranza era un valore vero e non qualcosa con cui riempirsi la bocca, ognuno era considerato fratello dell’altro, senza lasciarsi condizionare dal sesso, dalla religione, dalla razza e dalla cultura ma nemmeno dall’arroganza e dall’ignoranza di chi tentava di imporre l’idea di un Cristo intransigente nei confronti di quelli che sono da sempre considerati fuori dalla Chiesa: Omosessuali, divorziati etc. etc.La nostra fede ci imponeva di credere che Cristo fosse stato più vicino a questi ultimi che non a quelli che vivevano puri e immacolati.
Nasceva così spontanea la tenerezza e l’amore nei confronti di Dio, era più semplice il perdonare ed il perdonarsi.
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