galarico


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Webmaster del sito homolaicus.com Docente di Storia e filosofia Tutti i libri di Enrico Galavotti (galarico) a questo link.


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Gli umani possono davvero fare quello che vogliono? Se un singolo cerca di opporsi a delle forze collettive, assolutamente no. E non dimostrerebbe d’essere più libero neppure se si desse fuoco, nella speranza di suscitare un generale risentimento verso i poteri costituiti. Le proteste individuali possono valere appunto come proteste, ma valgono assai poco come proposte: sia perché vengono col tempo riassorbite dal sistema, sia perché tendono a sgonfiarsi da sole, in quanto il singolo, obiettivamente, più di tanto non può fare. Quindi, se è lecito protestare da individui isolati, è inutile continuare a farlo senza associarsi ad altre persone. […]

Uscire dalla dittatura del sistema


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Quando si finisce sulle Ande, perché l’aereo vi si è schiantato contro, e i soccorsi non arrivano e i viveri sono molto scarsi e non c’è alcun modo di comunicare con l’esterno, perché la radio non funziona, e i passeggeri, chi per le ferite riportate, chi per inedia, finiscono, uno dopo l’altro, per morire, e la disperazione comincia a farsi strada nei sopravvissuti, che, guardandosi attorno, avevano per un momento pensato d’essere stati “fortunati” – si vede subito la differenza tra l’ateo e il credente. Uno prega, l’altro no; uno è passivo, rassegnato, l’altro no; uno dice di aspettare i […]

Sperare contro ogni speranza


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Ragione e fede devono per forza restare separate, così come la chiesa, anzi le chiese dallo Stato, poiché la fede non può obbligare la ragione a credere in cose indimostrabili. Certo, anche la ragione può credere in cose indimostrabili, ma non deve farlo perché glielo chiede la fede. Semplicemente fa parte della natura umana credervi: che si sia amati dal proprio partner o che l’universo sia eterno e infinito, non può certo essere dimostrato razionalmente, eppure, non per questo, pensiamo d’essere affetti da misticismo.

Separare ragione e fede



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Nel numero 5/2013 di “MicroMega”, intitolato Ateo è bello! Carlo Bernardini basa il proprio ateismo “scientifico” su ciò che disse un accademico neopositivista, Richard von Mises: “Non esiste la dimostrazione della non-esistenza di ciò che non esiste”. Detto da un esponente del Circolo di Berlino (non di Vienna), la cui filosofia aveva apprezzato quella del Trattato di Wittgenstein, fa un po’ specie. Che poi lo ripeta un fisico prestigioso come Bernardini, è increscioso. È dai tempi del logico Frege, anzi forse da quelli di Hume e Leibniz, che non ci si permette più di dire che, in campo logico, una […]

Povertà della logica ateistica


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Sul n. 5/2013 di “MicroMega” (Ateo è bello!), interamente dedicato all’ateismo, la Presentazione di Paolo F. D’Arcais merita d’essere commentata. Proprio perché di alcuni luoghi comuni in materia di ateismo non se ne può più, soprattutto da parte degli intellettuali. Continuare a ribadire che devono essere i credenti a esibire “prove” della loro fede, quando ormai il concetto di “prova” è stato di molto ridimensionato dalla stessa scienza contemporanea, nel senso che nessuno può vantarsi d’averne in maniera inconfutabile, è quanto meno un segno d’arretratezza culturale. L’esempio del Sole che, sin dal tempo degli eliocentristi perseguitati dalla chiesa, sta lì […]

Ateo è bello ma non banale


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La caratteristica fondamentale della cultura euro-occidentale, trasmessasi, nell’ultimo mezzo millennio, a tutto il mondo, è quella d’essere individualistica, cioè refrattaria a un controllo da parte di qualsivoglia autorità o collettività. L’unico collettivo che si ammette è il gruppo borghese di appartenenza, e lo Stato serve appunto a tutelare interessi di classe o di casta privilegiata. Una cultura del genere tende inevitabilmente a minimizzare le questioni etiche e a fare dell’idea di progresso il suo idolo da adorare. Chi è solo contro tutti ha bisogno, per affermarsi con successo, di bruciare le tappe, di anticipare i tempi in qualunque aspetto della […]

Una volta può bastare



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Quando nei processi si giudica qualcuno e ci si attiene esclusivamente alla legge si ha più possibilità di sbagliare che non attenendosi esclusivamente all’etica. Applicare la legge ai casi umani, che sono sempre infinitamente complessi, anche quando appaiono semplici, non ha molto senso. Anche se i giudici avessero in mano migliaia di codici e migliaia di riferimenti a casi analoghi a quello che devono giudicare, non sarebbero per questo più agevolati. La realtà è che gli esseri umani non possono essere “giudicati” da altri esseri umani. Possono solo essere capiti. Di fronte a qualcuno accusato di qualcosa, noi non dovremmo […]

Imputato e colpa


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Che significato ha avuto il concetto cristiano di “trinità”, di cui oggi sembra non essere rimasto quasi nulla neppure negli ambienti clericali? Di sicuro doveva servire per far credere nell’esistenza di un dio-padre onnipotente e onnisciente, creatore del cielo e della terra. In ciò il cristianesimo non è mai stato molto diverso da tutte le precedenti religioni pagane. Il dio-figlio viene invece visto dai credenti come figura intermedia tra dio-padre e il genere umano, il cui rapporto era stato rotto al momento del peccato originale. Quindi, in un certo senso, il figlio sarebbe venuto a dare agli uomini una speranza […]

La trinità in pensione


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Tornare all’autoconsumo è possibile senza uscire dal capitalismo? No, non è possibile in alcun modo, poiché le imprese vivono sul valore di scambio e sul plusvalore (lo sfruttamento del lavoro altrui) e si servirebbero delle forze del “loro” ordine per impedire questa inversione di tendenza. Tuttavia è possibile sfruttare le crisi cicliche del capitale, di cui quella finanziaria oggi è la più grave, per mostrare non solo la gravità delle contraddizioni di questo sistema, ma anche la sua incapacità a risolverle. Si può cioè approfittare del momento critico per ripensare positivamente i criteri di vita. Quali criteri vanno ripensati?

Sette proposte per cambiare rotta