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La drammatica notizia è stata diramata alle 5.50 di oggi ed ha fatto rapidamente il giro del pianeta. Del fatto in sé avrete certamente letto ed ascoltato tutto sui giornali e sulle TV di tutto il mondo. Qui si vuole abbozzare, a poche ore dal tragico evento che ha lasciato sgomento l’intero mondo occidentale - dall’amico Bush al compagno Putin, da Blair a Sarkozy passando per Bin Laden, la Merkel e Zapatero - un’analisi dello scenario politico che si apre da domani nel nostro Paese.

L’improvvisa scomparsa di Silvio Berlusconi non sta determinando soltanto un forte sentimento di sconforto tra i suoi numerosi sostenitori ma anche un momento di sbandamento per i suoi altrettanto numerosi detrattori.

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Se avete già capito tutto dal titolo, saltate pure questo pezzo. Se invece il titolo vi sembrerà incomprensibile anche dopo che vi avrò aiutato dicendo che ha a che fare con l’energia elettrica, allora questo articolo (insieme a quelli che lo seguiranno) può essere d’aiuto proprio a quelli come voi, che di energia sapete poco e vi piacerebbe sapere appena un po’ di più, tanto per farsi un prima idea del problema energetico nel nostro Paese.

E’ a voi che rivolgo, per iniziare, una domanda facile facile: “Avete mai cambiato casa?”. Ed ora non chiedetemi: “E che c’azzecca?”: un po’ di pazienza e ci arriviamo. Se avete cambiato casa almeno una volta nella vita saprete che una delle prime cose che facciamo in una casa nuova è rivolgersi ad un ente fornitore per farci “allacciare la corrente”, e la prima domanda che ci viene rivolta è: “Caro signore, quale potenza vuole impegnare?”. Quasi tutti rispondono con un numeretto e una sigla: 3 kW (si legge chilowatt, questo già lo sapete, no? come pure che 3 kW sono pari a 3000 watt).

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E’ polemica aspra sul provvedimento che sospende di fatto i procedimenti giudiziari contro reati che destano “minor allarme sociale” e che viene letto come un salvacondotto per il premier, tuttora impigliato nella vicenda Mills.

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E’ un momento delicato per Walter Veltroni: ormai è il suo stesso PD a contestarne la linea. Comincia a squarciarsi il velo di pressoché unanime mitezza del dopo-voto, dettata più che da una solida convinzione sulla linea politica del segretario dalla necessità di “leccarsi le ferite” dopo una sconfitta cocente anche se non inattesa.

“Il Re è nudo” sembra dire Arturo Parisi (prodiano di ferro) quando con spregio paragona il buon Walter a Totò che prende schiaffi credendo che siano per qualcun altro (Prodi).

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Sì. Come tutti o quasi avrete saputo, l’Italia va avanti negli Europei di calcio, grazie all’onestà degli olandesi e alla pochezza dei francesi. E qui ci metto un paio di bei link per quelli di voi che volessero leggerne qualcosa di più.

Meglio così: avremo qualcosa su cui discutere ed appassionarci per qualche altro giorno.

Caffè amaro

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Quando si ragiona di Europa Unita si parla spesso di “identità europea”. Ho voluto analizzare un po’ questo concetto, sia mai che serva a capire cos’è e se esista davvero. Ma se cercate una mia risposta a questo interrogativo, passate pure oltre, perché alla fine di questo pezzo leggerete ancora soltanto domande.

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Il ministro della Giustizia Alfano sta per portare in Consiglio dei Ministri un provvedimento che tende a limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche ed a sanzionare pesantemente i soggetti che le dispongano fuori da determinate fattispecie di indagini e non le custodiscano con la dovuta attenzione in modo da evitarne l’inappropriata divulgazione da parte dei media.
Non sto qui a ricordarne i passaggi: li trovate su tutti i giornali.
Questa delle intercettazioni è una storia che sta sfiorando i toni da cabaret. Si rincorrono ogni giorno proposte, rettifiche, indignazioni varie, salti in avanti, mezzi passi indietro, eccetera eccetera. In effetti è un cabaret con tanti cabarettisti, alcuni anche di memoria corta.

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Ci sono cose per me misteriose. I premi Nobel sono in genere tenuti in grande considerazione: si accorda loro un ruolo-guida nei campi in cui hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Sono personaggi ascoltati, un po’ come succede da noi con la Levi-Montalcini e Dario Fo nelle rispettive discipline. Carlo Rubbia è anche lui un premio Nobel, lo vinse nel 1984 per la Fisica. Il suo attuale campo di ricerca riguarda l’energia, uno dei grandi temi del nostro tempo e qui in Italia ormai dramma quotidiano vista la nostra dipendenza pesantissima da un petrolio sempre più caro. Ebbene, nonostante sia un premio Nobel, nonostante operi in un campo strategico, a me pare che le sue tesi, qui in Italia, non vengano tenute in grande considerazione.

Rubbia

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