fma


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Come diceva l'omino di Altan, preferisco il sogno all'utopia. Sognando, almeno, si dorme.

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Marx ha detto pochissimo su come avrebbe dovuto essere la società comunista dopo la dittatura del proletariato. E quel poco, talvolta, non è neppure farina del suo sacco. Come quando scrive, su “Critica del programma di Gotha”: “In una fase più elevata della società comunista, dopo che è scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro … dopo che …, dopo che …, solo allora l’angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato e la società può scrivere sulle sue bandiere: Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni!” Una cosa che ha ispirato milioni di […]

Vorrei vivere in un paese con la p minuscola.


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Solitamente sono i pensieri che producono parole, ma talvolta anche le parole, accostate dal caso, si legano tra loro e generano pensieri. Stesse parole pensieri diversi, in funzione della sensibilità di ognuno. I tedeschi, sempre molto precisi, a ogni cosa il suo nome, lo chiamano “Fingerspitzengefühl”, “sentire sulla punta delle dita”. In questi giorni sono inciampato più spesso di quanto non avrei voluto in due parole, Migrazione ed Europa. Ne ho ricavato ogni volta pensieri deprimenti, orientati in un’unica direzione, dritta verso un nuovo medioevo. Poi mi sono imbattuto in Reshoring e m’è parso di intravedere un’alternativa, capitalistica lo dico […]

Il Reshoring ci salverà?


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La Chiesa Cattolica può essere tranquillamente considerata come l’Agenzia di Rating più longeva che esista, posto che sono venti secoli che si regge, piuttosto bene, assegnando valutazioni “etiche” alla “prassi” altrui. Duemila anni non possono poggiare che su buone ragioni. La principale delle quali potrebbe essere il bisogno degli uomini d’essere tranquillizzati sul proprio destino. L’etica, religiosa o civile, è un insieme coerente di princìpi e di valori che gli uomini ergono tra sé e la mancanza di senso della propria esistenza. Per stabilire cosa e come si può e cosa e come non si deve, affinché ce l’abbia. Dall’uso […]

Solo le lenti, la montatura la tengo.



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Papa Francesco: La “sfida” proposta ai giovani è «riconoscere la pace che viene da Gesù e distinguerla da quella superficiale, finta, che viene dal diavolo.» «Respingere gli immigrati è un atto di guerra. […] questa è guerra, questo si chiama violenza, si chiama uccidere». Non è scritto, ma la seconda è la voce di Gesù. Gli hanno replicato a stretto giro di posta Salvini e Grillo. Salvini: Altri ottocento clandestini sbarcati in Italia. Li staranno portando a Bruxelles, o in Vaticano? Con tutto il rispetto per le parole di Bergoglio: non consentire l’ingresso è un dovere. Grillo: Giro di vite sui […]

Politica e Migranti


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All’altezza del Portello, tra i platani di Viale Serra, spuntavano quattro grossi cilindri di calcestruzzo, col tetto aguzzo, ancora accessibili direttamente dalla fabbrica attraverso quelle stesse gallerie che gli operai avevano percorso al galoppo inseguiti dal suono delle sirene. Il Portello era costruito a cavallo di via Serra, metà a Nord e metà a Sud. Logisticamente un paradosso. Un insieme di costruzioni arruffato e casuale, un paese nato e cresciuto senza un disegno, un pezzo per volta, sotto la spinta della necessità del momento. Uno stabilimento medioevale, un ossimoro. E tuttavia conteneva tutte le attività che componevano la filiera produttiva di un’automobile, nessuna […]

Il Portello che non c’è più.


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È una guerra che si combatte in un paese che non è la posta principale, ma solo il simulacro dietro cui si cela una posta più vasta. Da un pezzo la Grecia vive un proprio dramma di contraddizioni irrisolte, povertà e privilegi, sofferenze e inefficienze, il gravame di un’organizzazione statuale vetusta (più vicina all’impero ottomano che all’Atene di Pericle) e il bisogno, avvertito come un diritto civile, di poter godere di un welfare da paese progredito. Ora, come se non bastasse, è diventata pure il simbolo di qualcos’altro, per qualcun altro. Un paese esaltato o denigrato per motivi che viaggiano […]

Proxy war



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Nelle cose che accadono ognuno ci vede quel che vuole, nei limiti di quel che può. Chi piscia controvento per uno è un eroe, per l’altro un coglione. Tra i due quelli delle risposte articolate: si, ma tanto i calzoni erano già bagnati e poi non erano neppure i suoi ma quelli di suo cugino… Tutte le opinioni sono utili se aiutano a capire. Dunque non sempre lo sono. Il problema si pone quando l’opinione produce effetti che si scaricano sulla vita degli altri. Se mi sveglio e mi ritrovo un sozzo bubbone d’un livido paonazzo sotto l’ascella, mia nipote può dirmi […]

Le opinioni sono tutte rispettabili.


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‘Fare politica’ secondo Treccani significa occuparsi della ‘vita pubblica’ e degli ‘affari pubblici’ di una determinata comunità. Scontato pensare che la politica buona sia quella che produce vantaggi per la comunità, per l’immediato e per il futuro; in caso contrario cattiva. Se è vero che la politica si giudica dai risultati, significa che non è né buona né cattiva in sé. Tant’è che una politica che abbia prodotto buoni risultati in un contesto, può rivelarsi del tutto inadeguata in un altro. Se fa freddo è meglio la maglia di lana, se fa caldo vanno bene i pantaloncini corti, se piove serve […]

La Politica ai tempi del Grexit


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Come in qualsiasi farsa che si rispetti l’intreccio è ricco di personaggi e di colpi di scena. Jean Claude Juncker chiama in extremis Atene e l’esorta a mettere giudizio. Alexis Tsipras risponde che se ne può parlare, se si garantisce alla Grecia una proroga del piano di salvataggio esistente, un nuovo piano di salvataggio (il terzo) e la ristrutturazione del debito. Angela Merkel dice: “Fossi scema. Prima voglio vedere il risultato del referendum”. Ma Juncker con encomiabile ostinazione senile continua a vederci possibili “risultati insperati”. Fonti Ue spiegano che la proroga del piano è impossibile. Da qualche parte si vocifera […]

Grexit: Che rottura di coglioni.